Tastiera (informatica)

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Disposizione italiana per la tastiera QWERTY

La tastiera (in lingua inglese keyboard), nell'ambito dell'informatica, è un dispositivo (o periferica) di input di un computer atto all'inserimento manuale di dati nella memoria del computer e al controllo del computer stesso.

La tastiera può essere incorporata nell'unità centrale del computer (come ad esempio avviene negli home computer e nei computer portatili) o essere una periferica esterna.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La tastiera si presenta come una serie ordinata di tasti la cui pressione permette l'inserimento, nella memoria del computer, di un particolare carattere, oppure l'esecuzione di un particolare comando da parte del computer. A tal fine, su ogni tasto, è presente una serigrafia che ricorda all'utente a quale carattere o comando corrisponde il tasto.

Nell'implementazione odierna più comune, la maggior parte dei tasti consente l'inserimento di due o anche tre caratteri diversi. Normalmente un carattere/comando è ottenuto mediante la semplice pressione del tasto, gli altri caratteri/comandi del medesimo tasto attraverso la pressione contemporanea di un particolare tasto funzione.

Ad ogni pressione di un tasto il computer opererà una codifica ovvero una conversione/associazione del simbolo dell'alfabeto, numeri, punteggiatura o quant'altro in un formato digitale ovvero una sequenza di zeri e di uno comprensibili al calcolatore in modo che possa operare su di essi secondo la logica booleana tipica del calcolatore. Il processo opposto si ha quando si deve fornire un output all'utente tramite monitor o stampante. Uno dei codici più diffuso per tale tipo di operazione è il codice ASCII il quale opera una codifica a 7 bit ovvero utilizza in tutto 7 simboli binari per codificare complessivamente 27=128 combinazioni (codici da 0 a 127), ma solo i codici maggiori di 32 sono associati simboli grafici ed il codice 32 è dedicato allo spazio. Dato che nella codifica ASCII non sono previste le lettere accentate, sono state sviluppate delle codifiche a 8 o più bit che includano anche tali simboli quali le ISO 8859 e UTF-8 ma solo un sottoinsieme dei codici aggiunti viene reso accessibile direttamente dalla tastiera, spesso sacrificando altri caratteri meno comuni: ad esempio le tastiere per la lingua italiana spesso sono prive delle parentesi graffe.

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Tastiera del computer.

Sostanzialmente la tastiera si distingue nelle due seguenti tipologie:

  • tastiera numerica;
  • tastiera alfanumerica.

La tastiera numerica permette solo l'inserimento di numeri e l'esecuzioni di comandi, mentre quella alfanumerica anche l'inserimento di caratteri alfabetici. Attualmente la tastiera di norma è una tastiera alfanumerica. Le prime tastiere, quando ancora i computer erano in grado di elaborare solo numeri, erano invece numeriche. Oggi la tastiera numerica si può trovare ancora in computer special purpose.

Tastiera numerica[modifica | modifica wikitesto]

La tastiera numerica si distingue in varie tipologie a seconda dei sistema di numerazione che supporta:

  • tastiera ottale;
  • tastiera decimale;
  • tastiera esadecimale.

La tastiera ottale permette l'inserimento di numeri in base 8. La tastiera decimale permette l'inserimento di numeri in base 10 (ma anche in base 8). La tastiera esadecimale permette l'inserimento di numeri in base 16 (ma anche in base 10 e in base 8).

Tastiera alfanumerica[modifica | modifica wikitesto]

Per l'utilizzo efficiente e veloce della tastiera alfanumerica esiste una tecnica, la dattilografia, nata con la macchina per scrivere. Nella maggior parte dei casi la tastiera alfanumerica ha mutuato infatti la disposizione dei tasti da tale dispositivo.

Sono adottati vari schemi per la disposizione dei tasti delle tastiere alfanumeriche. Il più comune di essi è il QWERTY. Altri schemi sono il QWERTZ, il QZERTY, l'AZERTY e il C'HWERTY.

QWERTY[modifica | modifica wikitesto]

Vista di parte di una tastiera di un computer portatile

QWERTY (pronuncia /'kwerti/) è oggi il più comune schema per tastiere alfanumeriche, utilizzato nella maggior parte delle tastiere per computer ma anche nelle macchine per scrivere. È utilizzato anche nella maggior parte delle tastiere alfanumeriche italiane.

Il nome "QWERTY" deriva dalla sequenza delle lettere dei primi sei tasti della riga superiore della tastiera. Lo schema QWERTY fu brevettato nel 1864 da Christopher Sholes e venduto alla Remington and Sons nel 1873, quando cominciò a comparire sulle macchine per scrivere.

Nella tastiera QWERTY le coppie di lettere maggiormente utilizzate sono separate, nel tentativo di evitare che i martelletti delle macchine per scrivere si storcessero e incastrassero, costringendo chi scriveva a sbloccarli manualmente, spesso macchiando il documento. Si ritiene che la riga centrale dello schema QWERTY (ASDFGHJKL) sia un residuo del vecchio schema alfabetico che fu sostituito dal QWERTY. Lo schema QWERTY tenta anche di dividere i tasti tra le due mani, in modo tale che mentre una mano si posiziona, l'altra mano colpisce il tasto. Questo accelerò la scrittura rispetto ai metodi precedentemente usati.

I tasti corrispondenti alla F e alla J presentano solitamente una barretta orizzontale, o altro elemento in rilievo atto a essere percepito col tatto: così tutti gli altri tasti possono essere raggiunti mnemonicamente ponendo gli indici su questi e le altre dita sugli altri tasti secondo la normale posizione per dattilografare.

La tastiera italiana non è riuscita, a differenza di altre lingue in cui i segni diacritici in uso sono più di quelli italiani, a adattarsi pienamente alla lingua italiana. Probabilmente per emulazione della tastiera francese (in francese la lettera maiuscola non può essere accentata), nelle tastiere con layout italiano mancano le vocali maiuscole accentate. Per inserirle è necessario digitare sul tastierino numerico il corrispondente codice decimale nella codifica ISO-8859-1 mantenendo premuto Alt o impiegare appositi programmi (per es nei sistemi Windows il programma Character Map incluso nel sistema operativo). Contrariamente al francese, omettere l'accento su una maiuscola in italiano, come in spagnolo, è considerato errore. La tastiera spagnola, infatti, è in grado di porre l'accento anche sulle lettere maiuscole. Nei sistemi GNU/Linux, per ovviare a questa mancanza, è possibile accentare le maiuscole semplicemente usando le minuscole accentate, previa pressione di Bloc Maiusc[1].

Risulta invece più adatta allo scopo la Tastiera Internazionale (talvolta identificata come Tastiera Americana) la quale, sebbene del tutto priva di tasti atti ad inserire direttamente lettere accentate, genera agevolmente lettere, sia maiuscole che minuscole, con vari tipi di accento o dieresi utilizzando i cosiddetti tasti morti.

Allo scopo si deve digitare l'accento (o altro simbolo) prima della lettera da inserire: digitando l'accento non apparirà nulla (da cui la definizione di tasto morto), ma, alla successiva pressione di una lettera valida, apparirà quest'ultima opportunamente accentata. Ad esempio ´ + E darà É, mentre ~ + N darà Ñ.

Digitando un accento seguito da una lettera alla quale non possa essere applicato verranno inseriti i due simboli nell'ordine digitato: ´ + h darà solo ´h, non esistendo h accentata.

Dato che la definizione del tipo di layout è nel software, non nell'hardware della tastiera (salvo alcune variazioni posizionali di pochissimi tasti, le tastiere sono tutte pressoché identiche, ed a variare è la sola serigrafia sui tasti), la procedura può variare leggermente in base al sistema operativo od al software in uso.

Ad esempio la procedura d'inserimento del solo accento (o altro simbolo) è variabile col sistema operativo utilizzato: se con Windows e OS X si usa premere uno spazio dopo l'accento (spazio che non verrà inserito nel testo), con Linux si usa digitare l'accento due volte consecutive, cosa che in Windows avrebbe fatto comparire due accenti. Simile alla tecnica del tasto morto è la tecnica del 'tasto compose', un tasto speciale da premere insieme ad un altro tasto della tastiera per attivare un comportamento simile a quello del tasto morto. In questo secondo caso non c'è l'inserimento di alcun carattere se il tasto morto viene seguito da un carattere non valido.

In alternativa è possibile installare un layout di tastiera che consenta di immettere con facilità le vocali accentate tipiche della lingua italiana usando il tasto Alt destro (Alt Gr). Con Linux è sufficiente selezionare il layout denominato "US keyboard with Italian letters" mentre con Windows è necessario installare un layout ad hoc.[2]

Varianti della QWERTY[modifica | modifica wikitesto]

Per lingue diverse dall'inglese sono stati introdotti piccoli cambiamenti allo schema. In Germania vengono scambiate tra loro le lettere Z e Y, poiché in tedesco la Z è molto più comune della Y e compare molto spesso nella combinazione tz; di conseguenza, le tastiere tedesche vengono chiamate tastiere QWERTZ. In Italia le tastiere per PC hanno assunto lo schema QWERTY mentre quelle per macchine per scrivere mantengono uno schema QZERTY, dove la Z è scambiata con la W e la M si trova a destra della L.

Le tastiere francesi per PC impiegano lo schema AZERTY e quelle per macchina da scrivere hanno, come quelle italiane, la M posizionata a destra della L. Infine per la lingua bretone è stata creata la variante C'HWERTY che permette l'accesso diretto alle lettere C'h, CH, Ñ e Ù.

Altri schemi[modifica | modifica wikitesto]

La tastiera di Dvorak, versione inglese

Dal momento che le tastiere moderne non soffrono dei problemi meccanici che affliggevano le vecchie macchine per scrivere, la separazione delle lettere più frequentemente usate, propria dello schema QWERTY, non è più necessaria. Svariati schemi alternativi, come la sistemazione semplificata di Dvorak (ideata da August Dvorak e William Dealey e brevettata nel 1936), sono stati progettati per accrescere l'ergonomia (velocità e comodità degli utenti), soprattutto spostando le lettere più comuni nella riga centrale e massimizzando l'alternatività delle mani. L'efficacia di questi schemi è dibattuta, ma è spesso citato che i record mondiali di velocità nella digitazione sono generalmente ottenuti utilizzando lo schema di Dvorak. Alcuni studi hanno dimostrato che i metodi alternativi sono più efficienti, ma il più grande vantaggio secondo Dvorak ed altri studiosi di schemi alternativi sarebbe il comfort ergonomico. L'inventore del sistema QWERTY, Christopher Sholes, ha brevettato una disposizione dei tasti simile a quella di Dvorak che però non è mai divenuta popolare.

Alcuni ricercatori, quali l'economista Stan Liebowitz della University of Texas presso Dallas, Texas, e Stephen E. Margolis della North Carolina State University sostengono d'altra parte che il sistema QWERTY non sia meno efficiente di altri schemi. Altri detrattori invece ritengono che August Dvorak si impose per guadagnare dal successo della sua invenzione, e che tramandò il "mito dell'efficienza" della sua tastiera per incrementare gli incassi. Altri fautori del sistema QWERTY pensano che passare dallo schema di Dvorak ad un altro richieda più sforzi che imparare a digitare, a causa della rieducazione della memoria muscolare delle dita. Chi usa il PC deve inoltre dimenticare l'abitudine alle combinazioni di tasti (ad esempio con il tasto CTRL: Ctrl+C per copiare, Ctrl+X per tagliare), sebbene alcuni programmi e sistemi operativi permettano l'uso di schemi alternativi assieme alle scorciatoie da tastiera proprie del sistema QWERTY.

Ad ogni modo, gli oppositori delle tastiere alternative puntano molto sull'ubiquità propria del sistema QWERTY, perché i costi da sopportare nell'utilizzare un sistema ritenuto inefficiente sono molto minori di quelli che servirebbero a rieducare i dattilografi. Infatti, la vicenda del sistema di Dvorak è talvolta utilizzata come esempio nel mondo dell'economia per illustrare le difficoltà dei cambiamenti. Non è insolito trovare utenti del sistema di Dvorak che digitano anche su tastiere QWERTY, proprio a causa dell'estrema diffusione di tale sistema.

La tastiera alternativa XPeRT è stata progettata per tentare di superare il problema della refrattarietà al cambiamento, attraverso la diminuzione di differenze dal sistema QWERTY. Essa differisce soltanto in due lettere, A+N, e aggiunge un secondo tasto "E" (13% di tutti i caratteri); quella di Dvorak invece cambia 24 lettere. Quest'ultima inoltre dispone cinque tra le più frequenti lettere alle estremità della tastiera (A, S, O, R, N): XPeRT ne decentra solamente una (S), mentre le altre rimangono centrali. XPeRT accresce le sequenze di accavallamento delle mani (digrammi), dal 50% della tastiera QWERTY, all'83% della tastiera XPeRT, per aumentare la velocità di digitazione. Anche lo schema di Dvorak fu ideato per questo scopo, e realizza l'80% di digrammi da sovrapposizione delle mani. La tastiera di Dvorak si concentra sulla fila centrale, riducendo la mobilità delle dita; al contrario, XPeRT non usa questo mezzo, scegliendo di ridurre i cambiamenti rispetto allo schema QWERTY. Le statistiche sui digrammi qui utilizzate sono state prese dal brevetto USA della tastiera di Dvorak del 1936.

Tastierina numerica[modifica | modifica wikitesto]

La tastiera alfanumerica può essere dotata della cosiddetta tastierina numerica (anche detta tastierino numerico). La tastierina numerica è un gruppo di tasti che replica i tasti dei numeri e degli operatori aritmetici. Tali tasti sono disposti tutti affiancati e hanno la funzione di velocizzare le operazioni aritmetiche[3] per chi ne fa un utilizzo intenso (ad esempio un contabile). Questa tastierina può essere attivata e disattivata, usando un tasto "blocco" (Numlock).

Le tastiere dei computer portatili (netbook e notebook) sono solitamente prive di questa tastierina per ridurre l'ingombro dei dispositivi. Per compensare questa assenza è presente un ulteriore tasto modificatore Fn (function), spesso di colore alternativo, azzurro o anche arancione purché differente dal colore degli altri tasti, che permette di usare i tradizionali tasti alfabetici come quelli della tastierina numerica.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Molti credono che QWERTYUIOP sia anche il testo del primo messaggio e-mail mai inviato; in realtà è lo stesso inventore della e-mail Ray Tomlinson che ha affermato di aver inviato nel 1971 messaggi elettronici di prova del tipo QWERTYUIOP, e che quindi avrebbe potuto benissimo aver scritto altre cose senza una logica apparente come: "1 2 3 prova prova" o simili.[4]
  • Nel libro Artemis Fowl: La colonia perduta, Qwan propone a N°1 di adottare come nome da stregone Qwerty, dato che deve cominciare con "Qw".
  • QWERTY è il nome di una canzone del gruppo musicale statunitense Linkin Park presente nell'EP Underground 6.

Sistemi alternativi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono inoltre sistemi di riconoscimento della scrittura o della voce che possono integrare le funzioni della tastiera o sostituirla dove necessario.

Tra le tecniche per l'inserimento di dati alternative all'uso della tastiera, vanno ricordati i codici a barre e i lettori di bande magnetiche e di smart card. Questi ultimi sono molto più adatti di una tastiera per l'inserimento di codici di sicurezza, password e applicazioni di Crittografia asimmetrica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scrivere rapidamente la E accentata
  2. ^ UsItaAcc Keyboard layout for Windows
  3. ^ La maggiore velocità nell'esecuzione di operazioni aritmetiche è conseguenza della vicinanza dei tasti che compongono la tastierina numerica.
  4. ^ Frequently Made Mistakes

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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