Floppy disk

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Da sinistra a destra, floppy disk da 8, 5¼ e 3½ pollici
Struttura di un Floppy disk:
1) Selettore di scrittura
2) Perno del disco
3) Linguetta protettiva
4) Plastica dell'involucro
5) Carta protettiva
6) Disco magnetico
7) Settore di scrittura

Un floppy disk[1] è un supporto di memorizzazione di tipo magnetico. I dati vengono memorizzati, in formato binario ed in maniera persistente, grazie ad un processo di magnetizzazione su un sottile disco flessibile (in inglese appunto floppy) contenuto in un involucro di plastica quadrato o rettangolare. Essi vengono letti e scritti mediante un dispositivo detto floppy disk drive.

Comunemente detti anche dischetti (in inglese diskette, nome volutamente scelto per essere simile alla parola cassette), erano diffusissimi negli anni ottanta e negli anni novanta, usati su piattaforme di home e personal computer come l'Apple II, il Macintosh, il Commodore 64, l'Amiga e il PC IBM al fine di distribuire software, trasferire dati tra calcolatori o fare piccoli backup.

Prima che i dischi rigidi divenissero popolari sui PC, i floppy disk erano spesso usati per memorizzare il sistema operativo dei PC, il software applicativo e altri dati. Molti computer domestici avevano il kernel primario del proprio sistema operativo memorizzato permanentemente in una memoria ROM, ma il resto del sistema operativo era su un floppy disk, sia che si trattasse di un sistema proprietario, sia di CP/M, sia, più tardi, del DOS.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Evoluzione del floppy disk.

Dalla sua nascita (1967) fino agli ultimi anni novanta del ventesimo secolo, il floppy disk ha subito un continuo sviluppo che lo ha portato a diventare sempre più piccolo e capiente.

Floppy disk da 8 pollici[modifica | modifica sorgente]

Un floppy disk da 8 pollici

I floppy disk nacquero nel 1967 quando l'ingegnere fisico Alan Shugart[2], che nell'IBM ricopriva il ruolo di Direct Access Storage Product Manager, mise a punto un sistema semplice e poco costoso per caricare microcodice sui suoi mainframe System/370. Il risultato fu un disco di sola lettura, di 8 pollici (20 cm) di diametro, chiamato "memory disk". La prima commercializzazione è avvenuta nel 1971.

La prima azienda ad incorporarlo in un personal computer fu la Olivetti, presentando alla fiera di Hannover nell'aprile del 1975 il P6060.

Floppy disk da 5¼ pollici[modifica | modifica sorgente]

Un floppy disk da 5¼ pollici
Drive per floppy da 5¼ pollici

I dischetti da 5¼ pollici avevano un largo foro circolare al centro ed una piccola apertura ovale su entrambi i lati della plastica per permettere alle testine di leggere e scrivere i dati. Il supporto magnetico veniva fatto girare attraverso un albero motore che entrava nel foro centrale.

Un piccolo incavo sul lato destro del dischetto serviva per identificare se il dischetto era in modalità di sola lettura oppure se era possibile scriverci sopra, questo veniva rilevato da un interruttore meccanico o da un fototransistor. Per proteggere il disco dalla scrittura era necessario chiudere l'intaglio laterale con una piccola etichetta autoadesiva.

Un'altra coppia di LED e fototransistor posti vicino al centro del dischetto servivano per rilevare un piccolo foro praticato nel disco e sincronizzare il sistema di lettura/scrittura con la rotazione del disco. Esistevano anche dei dischi forniti di una serie di fori utilizzati per identificare i singoli settori, tali dischi erano denominati hard sector in contrapposizione a quelli con un foro singolo denominati soft sector. Alcuni sistemi operativi, quali ad esempio l'Apple DOS, non usavano tale metodo di indicizzazione, e quindi i drive usati da tali sistemi non avevano il sensore del foro di indicizzazione.

All'interno il disco era separato dalla custodia da uno strato di un particolare tessuto avente la funzione di ridurre l'attrito tra il media e la custodia esterna e di mantenerlo pulito bloccando la polvere.

La custodia esterna era di solito composta da un foglio ad unica sezione, ripiegato con i lembi incollati o termosaldati.

Esistevano tre tipologie di dischi (le capacità sono riferite alla formattazione con MS-DOS file system FAT):

  • Singola faccia, capacità formattata 160 kB (usati sul PC IBM)
  • Doppia faccia, capacità formattata 360 kB (Usati dal IBM XT e dai sistemi compatibili)
  • Doppia faccia, capacità formattata 1200 kB (usati sul IBM AT e successivi)

I drive forniti con molti home computer come ad esempio il 1541 del Commodore 64 erano del tipo a singola faccia e non usavano il foro di sincronizzazione. Per poter utilizzare il secondo lato del disco era necessario ricavare una seconda "tacca" sul bordo del disco per abilitare la scrittura sul secondo lato. L'intervento era realizzabile in pochi secondi con un comune paio di forbici, ma ci fu ugualmente un fiorente mercato di strumenti specifici chiamati disk notcher. I dischetti così modificati venivano chiamati flippies. Ovviamente era necessario sfilare il floppy dal drive e reinserirlo capovolto per sfruttare la seconda faccia, ma il risparmio era notevole (nei primi anni ottanta un singolo dischetto poteva costare anche 10-15 000 lire)[senza fonte].

Floppy disk da 3½ pollici[modifica | modifica sorgente]

Un floppy da 3½ pollici
Drive per floppy da 3½ pollici

Il dischetto da 3½ pollici, inventato dalla giapponese SONY, impropriamente chiamato anch'esso floppy è composto da una custodia in plastica rigida, con all'interno un sandwich composto da tessuto - supporto magnetico - tessuto come sui dischi da 5¼. Presenta su entrambi i lati una piccola apertura che permette di leggere e scrivere i dati, protetta da una copertura metallica a molla che viene spinta lateralmente scoprendo l'apertura quando il dischetto viene inserito nel drive. Oltre a ciò, la parte frontale ha lo spazio per un'etichetta, mentre il retro ha al centro un'apertura per permettere al motore di ancorarsi a un disco metallico incollato al supporto magnetico.

La custodia è di forma rettangolare (90mm x 94mm) con uno smusso presente nella parte superiore destra: ciò serve per evitare che il disco possa essere inserito in posizione errata nel drive. Tuttavia, sull'angolo superiore sinistro, è normalmente presente una freccia per indicare il corretto verso di inserimento.

Sono inoltre presenti uno o due fori in prossimità dell'estremità inferiore: il foro di sinistra è utilizzato per la protezione contro la scrittura ed è dotato di un meccanismo che permette di chiuderlo. Il disco può essere scritto solo con il foro chiuso. Il foro di destra è presente solo sui dischi ad alta densità (capacità 2 MB non formattati equivalenti a 1440 KiB sui sistemi MS-DOS) e serve a distinguerli da quelli a doppia densità. I due fori distano tra loro 8 cm, come i fori di un foglio A4 perforato, fatto che permette di infilare il disco in un raccoglitore ad anelli di tipo europeo.

Anche per questo tipo di dischi si diffusero in breve tempo macchine perforatrici che consentivano di ricavare sui dischi a doppia densità il secondo foro sulla custodia, permettendo ai computer di formattarlo in alta densità (da 720 kibyte a 1440 kibyte). Il risparmio economico era notevole, sebbene l'affidabilità generale ne risultasse sensibilmente ridotta.

I diskettes da 3½ sono stati prodotti principalmente in tre formati tutti a doppia faccia: (le capacità sono riferite alla formattazione con MS-DOS file system FAT)

  • DD - double density, doppia densità, capacità formattata 720 kbyte (non hanno il foro sul lato destro)
  • HD - high density, alta densità, capacità formattata 1440 kbyte (gli unici ancora in uso)
  • ED - extended density, densità estesa, capacità formattata 2880 kbyte (utilizzati in pratica solo da IBM sui modelli PS/2, scarsissima diffusione).


Microsoft formattava i propri floppy disk per l'installazione su Windows 98 a 1780 kbyte, impedendo di usare il comando DISKCOPY del MS-DOS per fare una copia dei dischi di installazione.

Altri formati[modifica | modifica sorgente]

Un tentativo alla fine degli anni novanta di rilanciare l'uso dei floppy disk fu quello del SuperDisk (LS120-LS240) con una capacità di 120/240 MB, compatibile con lo standard floppy da 3½ pollici, sviluppato dalla Imation, divisione della 3M, senza però riscontrare il favore del mercato.

Un supporto di diffusione maggiore fu lo Zip drive, con un formato proprietario non compatibile con i floppy da 3½" più capiente (fino a 750MB), sviluppato dalla Iomega.

Formati di floppy disk[modifica | modifica sorgente]

Usare lo spazio dei dischetti efficientemente[modifica | modifica sorgente]

In generale, i dati vengono scritti in un dischetto su una serie di settori (blocchi angolari del disco) e su tracce (cerchi concentrici a raggio costante). Per esempio i dischetti HD da 3½ pollici usano 512 byte per settore, 18 settori per traccia, 80 tracce per lato e 2 lati, per un totale di 1 474 560 byte per disco. Alcuni controller di disco possono variare questi parametri su richiesta dell'utente, incrementando la capacità del disco, sebbene questi formati possano non venire letti su macchine che usano altri controller; per esempio le applicazioni Microsoft sono spesso distribuite su dischetti che usano il formato di distribuzione Microsoft, una modifica che permette di memorizzare 1,68 MB su un dischetto da 3½ pollici formattando il dischetto con 21 settori invece che 18, questi dischi venivano comunque riconosciuti correttamente dai controller standard. Sui PC IBM ed anche sugli MSX, gli Atari ST, gli Amstrad CPC, e molte altre piattaforme, i dischi sono scritti usando una velocità angolare costante (CAV) – capacità a settore costante. Ciò significa che il disco gira ad una velocità costante, ed i settori sul disco contengono la stessa quantità di informazioni indipendentemente dalla locazione radiale.

Comunque, questa non è la modalità più efficiente per utilizzare la superficie del disco, anche con i drive elettronici disponibili. Poiché i settori hanno una dimensione angolare costante, i 512 byte in ogni settore sono immagazzinati in una più piccola lunghezza vicino al centro del disco piuttosto che vicino bordo. Una tecnica migliore potrebbe essere quella di aumentare il numero di settori per traccia verso i bordi più esterni del disco, da 18 a 30 per istanza, in tal modo mantenendo costante la quantità di spazio fisico usato per memorizzare ogni settore di 512 byte. Apple implementò questa soluzione nei primi computer Macintosh facendo girare il disco più lentamente quando la testina si trova verso i bordi del disco e mantenendo il rapporto dei dati invariato, consentendo di memorizzare 400 kB per lato, aumentando tale quantità di 80 kB per dischetto doppio lato. Questa capacità migliore si ottiene con un grave svantaggio; il formato richiede uno speciale meccanismo di lettura e uno speciale controllo elettronico non usato da altri produttori, ciò significa che i dischetti Mac non potevano essere letti su altri computer. Apple alla fine abbandonò il formato ed uso i dischetti standard HD sulle macchine successive.

L'Apple Macintosh[modifica | modifica sorgente]

Il floppy disk drive dell'Apple Macintosh, come è stato prima accennato, nella sua primigenia versione usava diskettes da 3,5 pollici, con uno standard di formattazione incompatibile con qualsiasi altro sistema, in quanto il drive formattava i dischi e li leggeva con un sistema meccanico a velocità variabile. I dischi da 800 kbyte (doppia densità), quindi, non potevano essere letti/scritti né dai PC, né da altre piattaforme. Con l'aumentata esigenza di compatibilità del mondo Macintosh verso l'esterno, ed in particolare con lo standard PC, Apple abbandonò la tecnologia a velocità variabile ed introdusse i floppy disk ad alta densità chiamati Superdrive, facendo finalmente in modo che i floppy PC venissero letti e scritti sulle sue macchine, senza abbandonare però il suo standard proprietario di formattazione, che rendeva impossibile l'inverso, ovvero leggere i dischi Macintosh su di una piattaforma PC-Dos o PC-Windows.

Il Commodore 128[modifica | modifica sorgente]

Floppy disk drive Commodore 1541

Il Commodore 128 usava un dischetto speciale da 3½ pollici con capacità di 800 kB attraverso il disk drive 1581 (compatibile con tutte le macchine ad 8 bit basate su serial bus CBM). Commodore di fatto iniziò la sua tradizione in fatto di formati speciali di dischetti con l'unità disco da 5¼ pollici installata sui PET/CBM, VIC-20 e C64 destinati all'utenza casalinga, come il drive 1540 ed il più conosciuto drive 1541 usato sulle ultime due macchine. Questi floppy disk drive usavano un formato di codifica sviluppato all'interno della Commodore stessa e chiamato Group Code Recording, basato su 4 differenti velocità in base alla posizione della traccia.

Alla fine, comunque, Commodore dovette cedere al formato standard dei dischetti, e produsse i suoi ultimi drive da 5¼ pollici, il 1570 ed il 1571, compatibili con lo schema MFM, per permettere al C128 di lavorare con dischetti CP/M di altri venditori. Equipaggiato con uno di questi drive, il C128 era in grado di accedere ai dischetti C64 e CP/M, a seconda dell'esigenza, così come ai dischetti MS-DOS (usando software di terze parti), questa caratteristica era cruciale per alcuni lavori d'ufficio. Un tipico uso poteva essere quello di copiare file di testo da dischetti MS-DOS da qualche macchina sul luogo di lavoro per poi portarli a casa per editarli su un C128.

Il Commodore Amiga[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amiga FileSystem.

I computer Commodore Amiga usavano un altro tipo di ottimizzazione per ottenere maggiore capacità di memorizzazione dei dischetti. Il Trackdisk device dell'AmigaOS era in grado di pilotare il motore dei dischi in ogni sua componente, ottimizzare salti di settore, ed altro ancora. Il Chip Custom Amiga chiamato Paula, si occupava della gestione dell'input-output di qualsiasi periferica, anche di quella floppy. L'accoppiata trackdisk + Paula, era in grado di leggere e scrivere i dischi in modo più flessibile ed innovativo che un monolitico e farraginoso controller di disco standard IBM PC, rimasto pressoché invariato nella sua primitiva implementazione iniziale, e a tutt'oggi mai rinnovatasi completamente nella concezione e nell'hardware. L'incremento di performance, reso possibile attraverso un controllo personalizzato del floppy disk drive, permetteva di avere 11 (512 byte) settori per traccia invece dei 9 di solito standard sulle altre piattaforme; un totale di 880KB su un dischetto DD, e 1,76 MB su un dischetto HD.

Paula era anche in grado di leggere sia dischi da 3,5 pollici che dischi da 5,25 pollici (se veniva collegato un drive per floppy con formato adeguato), e di poter leggere e scrivere dischi in formato IBM PC, Atari TOS, Macintosh, Commodore 64 ed altri ancora. Invece, i dischetti Amiga (così come quelli dei primi Mac) erano illeggibili dai comuni PC.

Ulteriori metodi usati da sviluppatori esterni, non resi standard nell'OS ufficiale, ma assai usati da software house esterne (soprattutto come metodo improprio per realizzare floppy disk per videogiochi protetti da copia), erano ad esempio la scrittura di un'intera traccia alla volta e la rimozione di una generalmente inutilizzata intestazione chiamata "etichetta di settore", permettevano di avere 12 settori per traccia e quindi 960KB su un dischetto standard DD o 1,87 MB su un dischetto HD.

Questi metodi impropri, da sempre scoraggiati dalla casa madre Commodore, sono stati causa di numerose incompatibilità fra le nuove versioni del SO Amiga e il vecchio parco giochi, al rilascio dei modelli ECS e AGA, ed ingenerato problemi di confusione negli utenti Amiga non esperti, che avevano acquistato Amiga al solo scopo di utilizzarla come piattaforma ad uso ludico e di intrattenimento.

È importante far notare che il sistema operativo Amiga si occupava anche della codifica e decodifica MFM e GCR dei formati dei dischi, liberando il chip Paula da ulteriori compiti. Paula, infine, aveva anche un circuito che monitorava costantemente i cambiamenti di stato del drive e lo notificava all'AmigaOS. Questo permetteva all'Amiga di riconoscere immediatamente quando un dischetto veniva inserito o rimosso. Ciò eliminava il bisogno dell'utente di rispondere con un click del mouse o con la pressione di un tasto alla richiesta del sistema, come avviene ancora tuttora nel mondo PC.

Home PC Acorn Archimedes[modifica | modifica sorgente]

Un'altra macchina che usava un formato simile di disco avanzato fu la britannica Acorn Archimedes, la quale poteva memorizzare 1,6 MB su un dischetto HD da 3½ pollici. Questa macchina era anche in grado di leggere e scrivere formati di dischetto provenienti da altre macchine, per esempio degli ATARI ST e dai PC IBM. I dischetti Amiga non potevano essere letti perché usavano una dimensione di settore non-standard e indicatori di salto settore non usuali.

Caricatori automatici[modifica | modifica sorgente]

IBM sviluppò, e molte compagnie copiarono, un meccanismo di auto caricamento che permetteva l'inserimento di una pila di dischetti (uno alla volta) all'interno del drive. Questi erano sistemi molto ingombranti, che soffrivano di problemi frequenti di arresto e bloccaggio dei dischi, ma comunque rappresentavano una risposta parziale alle ripetute e sempre maggiori necessità di immagazzinamento dei dati. Il dischetto da 5,25 pollici e quello da 3,5 resero questa tecnologia più comoda da utilizzare e questo consentì un suo perfezionamento.

Svantaggi[modifica | modifica sorgente]

Affidabilità, delicatezza e funzionamento meccanico[modifica | modifica sorgente]

Il drive solitamente ha un pulsante che, premuto, fa scattare fuori il disco. Il fatto che il disco viene espulso meccanicamente può portare ad errori di lettura o a perdita dei dati contenuti nel dischetto, se effettuata accidentalmente durante un'operazione di scrittura. Un'eccezione è costituita dai drive dell'Apple Macintosh nei quali l'espulsione del disco è comandata dal sistema operativo e ottenuta per mezzo di un motore.

Uno dei principali problemi di utilizzo dei floppy disk risiede nella loro vulnerabilità. Sebbene sia protetto da una custodia in plastica, il disco rimane comunque altamente sensibile alla polvere, alla condensazione, ed alle temperature estreme. Così come ogni altra unità di memorizzazione magnetica, è anche vulnerabile ai campi magnetici. Dischetti vuoti sono di solito distribuiti con un estensivo assortimento di avvertenze, che avvisano l'utente di non esporre il floppy a condizioni che potrebbero rovinarlo.

Dall'altro lato, il floppy da 3½ pollici fu lodato per il suo funzionamento meccanico dall'ingegnere e designer Donald Norman:

« Un semplice esempio di buon design è il dischetto magnetico da 3½ pollici, un piccolo cerchio di materiale magnetico racchiuso in plastica rigida. I precedenti tipi di floppy non avevano il contenitore di plastica a protezione del materiale magnetico. Una calotta metallica a scorrimento protegge la delicata superficie magnetica quando il dischetto non è usato e automaticamente si apre quando esso viene inserito nel computer. Il dischetto ha una forma quadrata: ci sono apparentemente otto possibili modi di inserirlo nella macchina, ma solo uno è quello corretto. Cosa succede se si fa qualcosa di sbagliato? Io provo ad inserire il dischetto di lato. Ah, il disegnatore ha pensato anche a questo. Un piccolo studio mostra che la custodia non è veramente quadrata: è rettangolare, così che non sia possibile inserirlo dal lato più lungo. Io provo ad inserirlo al rovescio. Il dischetto entra solo in parte. Piccole sporgenze, rientri, e ritagli, prevengono la possibilità che il dischetto venga inserito al rovescio o capovolto: delle otto possibilità solo una permette di inserire il dischetto, solo una è quella corretta, e solo quella funzionerà. Un design eccellente. »
(Donald Norman, The Design of Everyday Things, capitolo 1)

Compatibilità[modifica | modifica sorgente]

Le diverse misure fisiche dei dischetti sono incompatibili, e i dischetti possono essere caricati solo in drive di dimensione corretta. Nel periodo di transizione fra i due formati esistevano dei drive che accettavano entrambe le misure, 3½ e 5¼ pollici, che avevano due fessure, una per ogni formato.

Tuttora permangono incompatibilità fra ogni standard di formattazione. Ad esempio i computer Apple Macintosh possono leggere, scrivere e formattare dischetti IBM PC da 3½ pollici, purché il software appropriato sia installato, mentre è impossibile fare l'inverso sui computer IBM compatibili.

All'interno del mondo dei computer IBM-compatibili, le tre densità di dischetti da 3½ pollici sono parzialmente compatibili. Drive ad alta densità sono costruiti per leggere, scrivere ed anche formattare media con densità minori senza problemi. È possibile formattare un dischetto vergine ad una densità minore di quella nominale senza particolari problemi. Non è invece consigliabile farlo con un disco già formattato ad alta densità in quanto a causa della diversa intensità del campo magnetico utilizzato le vecchie tracce potrebbero non venire completamente cancellate e porteranno a errori di lettura.

La situazione era anche più complessa con i dischetti da 5¼. Il traferro della testina di un drive con capacità di 1,2 MB è più piccolo rispetto a quello con capacità di 360 kB, ma formatta, legge e scrive dischetti da 360 kB con apparente successo. Un dischetto vuoto da 360 kB formattato e scritto su un drive con capacità da 1,2 MB può essere usato su un drive da 360 kB senza problemi, in maniera del tutto simile un dischetto formattato su un drive con capacità di 360 kB può essere usato su un drive con capacità di 1,2 MB, mentre un disco scritto con un drive da 360 kB e aggiornato con un drive da 1,2 MB diventa permanentemente illeggibile su drive da 360 kB, ciò è dovuto all'incompatibilità della larghezza delle tracce.

Capacità e velocità massima[modifica | modifica sorgente]

Non è facile far fronte alle sempre maggiori dimensioni dei dati, ci sono molti fattori coinvolti nella soluzione di questo problema, partendo dal particolare formato dei dischetti usati. Le differenze tra i vari formati e metodi di codifica possono avere influenza sulla capacità di memorizzazione passando da 720 kB o fino a 2,88 MB o sempre di più su un dischetto standard da 3½ pollici che permette ai disk drive standard di formattare dischi a 1,62, 1,68 o 1,72 MB, sebbene la lettura di questi su un'altra macchina possa presentare qualche problema. Queste tecniche necessitano di una più rigorosa precisione della geometria della testina del drive tra vari tipi di drive; questo non è sempre possibile e non si può fare affidamento su questa particolare caratteristica. Il drive LS-240 supporta un (raramente usato) dischetto HD standard da 3½ pollici con capacità di 32 MB — è comunque, una tecnica ad unica scrittura, e non può essere usato nella modalità lettura/scrittura. Tutti i dati devono essere letti, cambiati se necessario e riscritti sul disco. Ed è richiesto un drive LS-240 per leggerli.

Qualche volta comunque, i produttori forniscono una cifra della capacità del disco non formattato, la quale è approssimativamente 2,0 MB per un dischetto HD standard da 3½ pollici, e questo può denotare che la densità dei dati non può (o non potrebbe) superare una certa soglia. Esistono comunque speciali strumenti hardware/software, quali il CatWeasel controller per floppy disk e software, che permettono di raggiungere 2,23 MB di capacità in dischetti HD formattati. Questi formati non sono standard, difficili da leggere in altri drive e forse anche con gli stessi drive col passare del tempo, e sono probabilmente non troppo affidabili. È probabilmente vero che i floppy disk posso contenere una capacità extra del 10–20% rispetto al loro valore nominale, ma questo a spese dell'affidabilità o della complessità dell'hardware.

I drive di dischetti HD da 3½ pollici hanno tipicamente una velocità di trasferimento di 500 kilobaud. Mentre questa velocità non può essere facilmente modificata, nel complesso le prestazioni possono essere incrementate ottimizzando i tempi di accesso al dispositivo, diminuendo alcuni ritardi del BIOS (specialmente su PC IBM e PC IBM compatibili), e cambiando il parametro dello spostamento di settore del dischetto, il quale rappresenta il numero di settori che sono saltati dalla testina del drive quando si muove sulla traccia successiva.

Questo accade perché i settori non sono scritti esattamente in modo sequenziale ma in modo sparso sul disco, e ciò introduce ulteriore ritardo. Macchine vecchie e vecchi controller possono prendere vantaggio da questi ritardi per far fronte al trasferimento dei dati dal disco senza dovere in realtà fermarlo.

Tramite il cambiamento di questo parametro, l'attuale ordine del settore potrebbe diventare più adeguato alla velocità della macchina. Per esempio, un dischetto formato IBM da 1,4 MB formattato con uno rapporto di spostamento di settore di 3:2 ha un tempo di lettura sequenziale (leggendo tutto il disco in una sola volta) di circa un minuto, contro un minuto e venti secondi o più di un normale dischetto formattato. È interessante notare che i dischetti formattati speciali sono molto—se non completamente— compatibili con tutti i controller standard ed i BIOS, e generalmente non richiedono software aggiuntivo per i dispositivi, il BIOS generalmente si "adatta" bene con questi formati leggermente modificati.

Declino e fine del supporto[modifica | modifica sorgente]

Floppy da 3½ (1,44 MB) e una chiave USB (16 GB)

All'inizio degli anni novanta, l'aumento delle dimensioni del software costrinse alla distribuzione di molti programmi su più di un floppy disk. In quel decennio, la distribuzione del software migrò gradualmente verso i CD-ROM, e furono introdotti nuovi formati di backup a più grande capacità (ad esempio lo Iomega Zip disk). Con l'avvento di Internet, delle economiche reti Ethernet e delle pendrive USB, i floppy disk sono diventati obsoleti anche nel trasferimento dati. I backup di massa vengono ora effettuati nelle unità a nastro come i Digital Audio Tape (DAT) o scritte su CD o DVD.

I produttori di computer, inizialmente riluttanti a rimuovere le unità floppy disk dai loro PC per conservare la retrocompatibilità, hanno iniziato a produrre computer privi di un drive per i floppy ormai da diversi anni. Apple Computer è stato il primo produttore ad eliminare del tutto le unità floppy disk dai propri modelli con l'uscita dell'iMac nel 1998, mentre la Dell ha reso opzionali i floppy drive in alcuni modelli a partire dal 2003. Sui computer più recenti leggere i floppy disk è ancora possibile attraverso l'utilizzo di unità floppy esterne collegate attraverso USB.

La Sony annunciò che da marzo 2011 avrebbe terminato la produzione di floppy disk[3], mentre la Verbatim ha dichiarato di aver intenzione di continuare la produzione[4].

L'unico aspetto per cui i floppy sono ancora usati è per aggiornare certe versioni (più vecchie) di bios.

Emulatori hardware di floppy disk[modifica | modifica sorgente]

Un emulatore hardware, le dimensioni sono quelle di un drive da 3½

In alcuni settori (specialmente quello industriale) sono ancora numerosi i PC, i macchinari e i robot industriali privi di una interfaccia di caricamento dati moderna (USB, connessioni di rete, ecc.). Il caricamento dei programmi indispensabili al loro funzionamento avviene ancora per mezzo di floppy disk, particolarmente usurati dagli ambienti di lavoro in cui operano. La sostituzione di queste macchine "datate" spesso non è possibile a causa del costo elevato e/o dell'impossibilità di interrompere la linea di produzione per riscrivere tutti i programmi di automazione.

Nasce quindi l'esigenza di emulare i floppy senza poter però utilizzare i vari strumenti di emulazione software e virtualizzazione già esistenti

L'emulatore hardware di floppy disk deve essere dotato di due interfacce

  • una posteriore che dialoghi con il floppy disk controller (interfaccia floppy)
  • una frontale che dialoghi con l'utente e permetta il caricamento dei dati con USB, connessioni di rete, ecc.

Il floppy nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Floppy stilizzato usato da icona per simboleggiare il salvataggio dei dati

Per più di due decenni, il floppy disk è stato il dispositivo di memorizzazione esterna più usato. In ambienti non in rete, i floppy sono stati il mezzo primario di trasferimento di dati tra computer. A differenza dei dischi rigidi, i floppy sono un oggetto facilmente maneggiabile e riconoscibile anche da parte di chi ha poca dimestichezza col computer e, per tutti questi fattori, l'immagine del floppy disk è diventata una metafora per il salvataggio di dati, ed il simbolo del floppy disk è spesso usato nelle icone o in altri elementi dell'interfaccia grafica di programmi e siti web per simboleggiare la possibilità del salvataggio dei dati.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Floppy disk è un prestito dell'inglese. La traduzione letterale di floppy disk è disco flessibile.
  2. ^ Nel 1971 l'ingegnere IBM Alan Shugart mostra un dispositivo sottile e flessibile da 8", 18 marzo 2011. URL consultato il 20.07.2012.
  3. ^ Gianni Rusconi, Il floppy va in pensione in Il Sole 24 Ore, 27 aprile 2010. URL consultato il 27 aprile 2010.
  4. ^ Giacomo Dotta, Il Floppy non è morto, anche se non sta troppo bene in Webnews blog, 04 maggio 2010. URL consultato il 5 maggio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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