Apple Macintosh

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Un Power Mac G4 "Quicksilver" (2003)

Macintosh, anche abbreviato Mac, è una popolare famiglia di computer di Apple Inc. commercializzata a partire dal 1984 e facente uso del sistema operativo Mac OS (dal 2001 Mac OS X).

Il Mac originale (Macintosh, successivamente chiamato Macintosh 128K) è stato il primo computer con interfaccia grafica e mouse di serie a conquistare un vasto pubblico di utenti e a entrare prepotentemente nel mercato.[1] Con questo grande successo Apple riscattò l'iniziale tiepida accoglienza riservata all'Apple Lisa, il suo predecessore, e dimostrò che l'idea del concetto di scrivania virtuale, che si basava su di una interfaccia WIMP (Windows, Icons, Mouse, Pointer) era vincente.

Con questa mossa, Apple riuscì a dimostrare che il paradigma WIMP veniva apprezzato a livello mondiale anche da neofiti o da professionisti che non fossero addetti del settore dell'informatica, che un'interfaccia grafica faceva presa e attirava la curiosità di grandi masse, e che, infine, la semplicità e intuitività del concetto di mouse associato a una GUI desktop (appunto "scrivania" in inglese) apriva finalmente l'informatica domestica, hobbystica e professionale a un pubblico che, fino a quel momento, era stato timido e restio ad avvicinarsi a quel "misterioso" oggetto (così allora veniva considerato) che è il personal computer, visto come strumento di élite e non di uso comune.[1]

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il Macintosh, detto comunemente Mac (la Apple non ha mai ufficialmente cambiato il nome della linea di prodotti, ma piuttosto sembra accettare entrambe le versioni), deve il suo nome a una popolare varietà di mela (apple in inglese), la McIntosh. La scelta del nome è attribuita a Jef Raskin, l'esperto di interfacce di computer che ne sviluppò il progetto.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Uno storico Macintosh 128K

Come nasce il Macintosh[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979 Jef Raskin chiede a Mike Markkula di poter dirigere un piccolo progetto segreto di nome "Annie" che viene ribattezzato dallo stesso Raskin "Macintosh". Raskin voleva realizzare un computer dal costo non superiore a 1.000 dollari con uno schermo e una tastiera integrati, facile da usare. Quando nel 1980 Steve Jobs perde la direzione del progetto Lisa, inizia a concentrarsi sul progetto Macintosh di Raskin. Jobs questa volta la spunta, riesce a prendere il controllo del progetto e a far allontanare Raskin dalla Apple. Jobs cerca subito di dare una svolta al progetto trasformandolo in un computer, sempre accessibile, ma anche di "folle bellezza". Il progetto, come il Lisa, si orienta così verso un computer con una'interfaccia grafica, e l'utilizzo del mouse.

L'innovazione che caratterizza il Macintosh rispetto al precedente Apple Lisa, ma anche i computer Xerox Alto e Xerox Star, sta nell'importare l'interfaccia grafica grezza all'ambiente scrivania con icone che oggi tutti conosciamo. Il team Mac, ispirandosi al sistema operativo Xerox, introduce delle novità importantissime, come le icone (disegnate da Susan Kare), la possibilità di avere finestre sovrapposte su più livelli, programmi di disegno grafico e videoscrittura che oggi tutti conosciamo. Inoltre viene data tantissima importanza, per la prima volta, ai font, sia visualizzati a schermo sia stampati. Nel Mac fanno anche il debutto per la prima volta programmi come Word ed Excel, sviluppati dalla Microsoft appositamente per la Apple.[3]

La prima generazione Macintosh[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Macintosh 128K.

Prima del Mac solo altre due piattaforme avevano offerto di serie il mouse e un'interfaccia grafica: il Lisa della stessa Apple, nel 1983 (primo computer costruito da Apple a disporre di interfaccia grafica e mouse), ma soprattutto lo Xerox Star, presentato nel 1981, un computer veramente all'avanguardia per i suoi tempi ma che non ebbe la fortuna che meritava.
Il Macintosh costituì l'evoluzione dei precedenti modelli di computer. Lisa, rivolto a un'utenza professionale, ebbe un successo limitato a causa dell'alto costo. Macintosh invece riscosse un grande successo commerciale.

La sua eccezionale interfaccia grafica usava per la prima volta metafore facili da comprendere, quali il cestino, la scrivania, le finestre, gli appunti, aprendo l'uso del computer anche a persone non dedite all'informatica. Per questo motivo il Macintosh è considerato una pietra miliare nello sviluppo dell'industria del computer.[1]

Caratteristiche del Macintosh 128[modifica | modifica sorgente]

Tutta la comunicazione fra macchina e utente è prevalentemente visiva, basata su icone e finestre di dialogo. Dal lato dell'utente, lo strumento principale di interazione con la macchina è il mouse, vero e proprio braccio idealmente portato dentro lo schermo, con il quale si possono “afferrare” e muovere gli oggetti mostrati a video. Ad esempio, per lanciare un programma, basta cliccare due volte col mouse sull'icona corrispondente. La metafora della scrivania funziona anche per l'azione di spostamento degli oggetti: file e cartelle possono essere spostati in zone diverse del disco semplicemente trascinandoli con il mouse. Se un oggetto è trascinato “nel” cestino, viene cancellato.

All'accensione compare un'icona (metafora del Mac): all'utente è richiesta l'introduzione di un disco contenente il file system. Il boot può avvenire indifferentemente da qualsiasi drive. Se il dischetto inserito è buono, Mac sorride e dà il benvenuto; in caso contrario il drive lo... sputa fuori e sul video compare l'icona di un Mac disgustato.

La principale caratteristica dell'ambiente scrivania è la presenza fissa dei menu sullo schermo.
Il menu mela gestisce le operazioni fondamentali. Contiene una serie di utilità tra cui:

  • appunti e archivio appunti: consente il trasferimento (mediante i comandi di taglia, copia e incolla) di testi, disegni, fogli elettronici ecc. da un'applicazione all'altra
  • orologio-sveglia, grazie al quale il sistema fornisce automaticamente data di creazione e ultima modifica di ogni file;
  • calcolatrice;
  • blocco degli appunti
  • pannello di controllo (per regolare l'immagine di sfondo, la velocità del mouse, il volume dell'altoparlante ed altro).

In ambiente scrivania, le istruzioni possono essere date anche da tastiera. Il nome del file può essere lungo fino a 40 caratteri, invece degli 8 abituali. Inoltre, a ciascun file è assegnata un'icona, in modo da renderlo facilmente riconoscibile. I file possono essere visualizzati per icone, in ordine alfabetico, di tipo, di data, di dimensione.

Sulle finestre di dialogo appaiono pulsanti virtuali: dove ce ne sono due, all'utente è richiesta una scelta (per esempio, inizializzare o espellere un dischetto), dove ce n'è uno, all'utente è richiesta una conferma (ad esempio, se appare il messaggio “Questo elemento è protetto o in uso e non può essere eliminato”).

Il primo modello di Mac fu messo in vendita il 24 gennaio 1984, al prezzo di 2.495 dollari. Appena dopo il lancio riscosse molto successo, però alla fine del 1984 le vendite si ridussero a meno di 10.000 unità mensili a causa dei limiti hardware. L'assenza di una ventola faceva surriscaldare in modo anomalo il computer, tanto da conquistare il soprannome di "tostapane beige". Mentre la scarsa memoria, l'assenza di un hard disk interno e la presenza di una sola unità floppy lo rendevano terribilmente lento.[4]

Nel 1985, la combinazione del Mac (con la sua eccezionale interfaccia grafica), del programma PageMaker e della nuova stampante laser di Apple diedero vita a una soluzione a basso costo per l'editoria e la grafica pubblicitaria, un'attività che sarebbe diventata internazionalmente famosa con il nome di Desktop Publishing. L'interesse per il Mac esplose, tanto che costituisce a tutt'oggi un diffuso standard presso le tipografie, gli studi di grafica e le aziende editoriali.

I modelli dal 1998 al 2006[modifica | modifica sorgente]

La CPU PowerPC

Nei primi anni novanta molti ritenevano che l'architettura RISC delle CPU avrebbe presto superato nettamente la velocità, pure crescente, delle CPU del vecchio tipo CISC (come la serie m68k del Mac e la serie x86 di Intel). Venne annunciata un'alleanza tra Apple Computer, IBM e Motorola allo scopo di sviluppare una nuova serie di CPU RISC, detta PowerPC.

Il software esistente per Mac, che era stato scritto per la serie 68000 (compresa molta parte del Mac OS), fu fatto girare sui nuovi modelli dotati di PowerPC grazie a un'emulazione software.

Il Mac OS X

Nel 2001 il Macintosh fece un secondo fondamentale cambiamento, questa volta nel suo sistema operativo, passando dal vecchio Mac OS al nuovo Mac OS X il cui kernel è basato su Unix.

I modelli dell'ultima generazione[modifica | modifica sorgente]

Il passaggio a CPU Intel

Durante il Keynote del WWDC 2005, Steve Jobs annunciò il passaggio dai processori PowerPC alle CPU Intel.

Con sei mesi di anticipo rispetto alle previsioni, il 10 gennaio 2006, durante il tradizionale Keynote del Macworld Expo, Steve Jobs presentò i nuovi iMac e il nuovo MacBook Pro con CPU Core Duo di Intel. Il giorno 7 agosto 2006, dopo soli 210 giorni e ben prima delle aspettative, la transizione ai processori Intel fu completata. Da quel giorno non sono più in commercio sistemi Macintosh con processori PowerPC.

Le campagne pubblicitarie[modifica | modifica sorgente]

Il primo Mac[modifica | modifica sorgente]

Il Macintosh 128 fu presentato con uno spettacolare spot televisivo durante la pausa pubblicitaria del XVIII Super Bowl il 22 gennaio del 1984[5]. Il famoso spot fu diretto da Ridley Scott e aveva come protagonista un'atleta femminile che gettava un martello contro l'immagine TV a schermo gigante di un dittatore (il Grande Fratello, ispirandosi al tiranno del romanzo 1984 di Orwell, ma alludendo anche all'azienda dominante a quel tempo, IBM).

Get a Mac[modifica | modifica sorgente]

«Get a Mac» («prendi un Mac») era lo slogan di una serie di pubblicità create dall'agenzia pubblicitaria TBWA per la Apple Inc. La campagna veniva trasmessa dal 2006 al 2010.[6][7]

Trasmessi dai canali televisivi statunitensi, canadesi, australiani e neozelandesi,[8] gli spot diventarono facilmente riconoscibili grazie al fatto che ognuno di questi seguì uno specifico standard: su uno sfondo bianco, un uomo vestito con abiti casual introduce se stesso come un Macintosh gestito da Mac OS X («Ciao, sono un Mac...»), mentre un goffo uomo vestito con un completo e una cravatta si presenta come un personal computer («... e io sono un PC.») - l'allusione è al sistema operativo concorrente Microsoft Windows.[9][10]

Lo scopo era giocare sui difetti di Windows: i titoli degli spot furono, infatti, Virus, Spyware, Restart e altri (si ricorda, per inciso, che le leggi relative alla pubblicità comparativa negli Stati Uniti, sono molto differenti rispetto a quelle italiane).

Gli spot venivano diffusi anche su Internet.

Innovazioni[modifica | modifica sorgente]

Innovazioni introdotte o rese popolari dal Macintosh originale (o dai modelli successivi):[1]

Modelli[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei modelli della serie Macintosh (in ordine alfabetico):

Cronologia dei modelli Macintosh[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Leander Kahney. Il culto del Mac. Milano, Mondadori informatica, 2004. ISBN 88-04-53645-4
  2. ^ ACM: Ubiquity - A Conversation with Jef Raskin
  3. ^ Walter Isaacson, Steve Jobs, Mondadori, 2011; cap. X; pagg. 124-131.
  4. ^ Walter Isaacson, Steve Jobs, Mondadori, 2011; cap. XVII; pag. 206.
  5. ^ Durante questo periodo il governo statunitense proibì la commercializzazione del Mac nei paesi appartenenti al blocco sovietico: la tecnologia utilizzata sul Macintosh era considerata troppo avanzata per poter essere resa liberamente disponibile. La stessa cosa si verificò alla fine degli anni novanta quando Apple introdusse dei Power Mac G4 talmente potenti da non poter essere venduti ad alcune nazioni "nemiche" degli Stati Uniti d'America. Apple sfruttò la situazione creando una pubblicità dove un Power Mac G4 veniva circondato da dei cingolati statunitensi per impedire che la sua potenza di calcolo cadesse in mani nemiche.
  6. ^ (EN) Apple kills its "Get a Mac" ad campaign
  7. ^ (EN) Apple kills 'Get a Mac' ad campaign
  8. ^ (EN) Get a Mac
  9. ^ (EN) New Get a Mac ad takes over YouTube
  10. ^ (EN) Apple expands anti-Windows 7 campaign to Google search

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Apple & Raskin, Jef. Macintosh Human Interface Guidelines. Addison-Wesley. 1992. ISBN 0-201-62216-5
  • Apple Inc.. Press release Library.
  • Deutschman, Alan. The Second Coming of Steve Jobs. Broadway. 2001. ISBN 0-7679-0433-8
  • Hertzfeld, Andy. Macintosh stories.
  • Hertzfeld, Andy. Revolution in the Valley. O'Reilly Books. 2004. ISBN 0-596-00719-1
  • Kahney, Leander. The Cult of Mac. No Starch Press. 2004. ISBN 1-886411-83-2
  • Kawasaki, Guy. The Macintosh Way. Scott Foresman Trade. 1989. ISBN 0-673-46175-0
  • Kelby, Scott. Macintosh... The Naked Truth. New Riders Press. 2002 ISBN 0-7357-1284-0
  • Knight, Dan. Macintosh History: 1984. 2005.
  • Levy, Steven. Insanely Great: The Life and Times of Macintosh, the Computer That Changed Everything. Penguin Books. ISBN 0-14-029177-6
  • Linzmayer, Owen. Apple Confidential 2.0.. No Starch Press. 2004. ISBN 1-59327-010-0
  • Page, Ian. MacTracker Macintosh model database 4.3.1. 2007.
  • Sanford, Glen. Apple History. 2006.
  • Singh, Amit. A History of Apple's Operating Systems.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]