OS X

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Mac OS X)
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
OS X
Logo
Scrivania di Mac OS X 10.9 Mavericks
Scrivania di Mac OS X 10.9 Mavericks
Sviluppatore Apple
Famiglia SO BSD
Modello del sorgente Proprietario (solo parte del sistema, come quella basata su Darwin, è software libero insieme ad altre componenti Open source)[1]
Release iniziale 10.0 (24 marzo 2001)
Release corrente 10.9.4

10.10 beta 2 (30 giugno 2014

21 agosto 2014 (beta 2))
Tipo di kernel Kernel ibrido (XNU basato su kernel Mach e FreeBSD)
Piattaforme supportate PowerPC (fino a Mac OS X 10.5), EM64T (attuale)
Metodo di aggiornamento Mac App Store
Licenza Proprietaria (Apple Public Source License e Apple EULA)
Stadio di sviluppo in produzione
Predecessore Mac OS 9.2.2
Sito web apple.com/it/macosx

OS X (pronunciato in inglese /oʊ ɛs tɛn/), precedentemente noto come Mac OS X (/mek oʊ ɛs tɛn/)[2] è il sistema operativo sviluppato da Apple per i computer Macintosh, nato nel 2001 per combinare le note caratteristiche dell'interfaccia utente del Mac OS classico con l'architettura di un sistema operativo di derivazione UNIX[3] della famiglia BSD[4].

Nonostante il nome utilizzato sino alla versione 10.7.5, Mac OS X è un'altra versione rispetto a Mac OS nato nel 1984 con i primi computer Apple: venne completamente riscritto ed è di fatto un sistema operativo differente, di tipo UNIX certificato IEEE[5] compliant al 100% con lo standard POSIX.

Mac OS X è un sistema operativo proprietario.[6] Solo dove diversamente indicato (come per lo strato del sistema basato su Darwin che è rilasciato sotto la licenza libera Apple Public Source License) vi sono software presenti che sono software libero o Open source.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Mac OS X.

Verso la metà degli anni novanta, Apple si trovava a fare i conti con un sistema operativo, il Mac OS, che aveva raggiunto i suoi limiti strutturali di sviluppo. L'architettura a multitasking cooperativo era oramai una tecnologia sorpassata e quindi nel 1994 decise di avviare il progetto Copland, con lo scopo di creare un nuovo sistema operativo moderno e libero dalle limitazioni tecniche del precedente Mac OS. Il progetto fallì nel 1996 per motivazioni tecniche e di politica interna (alcune migliorie di Copland vennero integrate nel Mac OS 8 rilasciato nel 1997). Apple decise quindi di tentare un'altra via, acquistando un sistema operativo esterno e adattandolo all'architettura Macintosh.

I vertici dell'Apple sondarono il mercato alla ricerca del nuovo sistema operativo e, dopo una travagliata trattativa prima con Be Incorporated e poi con NeXT, alla fine decisero di optare per OpenStep. Acquisirono dunque la NeXT, la compagnia che era stata fondata da Steve Jobs dopo le sue dimissioni da Apple del 1986.

Dopo il fallimento del progetto del computer fatto per funzionare in simbiosi col NeXTSTEP, esso era stato convertito per molte altre piattaforme durante i primi anni novanta. Non divenne mai popolare per via degli alti costi delle licenze (in particolare le licenze per gli sviluppatori erano molto costose e quindi scoraggiavano la maggior parte dei programmatori); NeXT giustificava l'alto prezzo delle licenze affermando che agli alti costi erano legati anche un'alta qualità del software, ma questa giustificazione non convinse il mercato. Successivamente NeXT fece evolvere NeXTSTEP in OpenStep, una tecnologia che separava il livello applicativo da quello della gestione dell'hardware demandandolo a un sistema operativo sottostante; con questa tecnologia si poteva far funzionare un applicativo OpenStep su molte piattaforme con minime modifiche. Durante quegli anni anche altre compagnie software si stavano muovendo nel campo della programmazione a oggetti. In particolare società come IBM, Apple e Microsoft stavano studiando e realizzando nuovi sistemi operativi e i relativi programmi di sviluppo orientati agli oggetti (anche se alcune iniziative fallirono, come ad esempio il progetto Taligent).

I piani di sviluppo originali prevedevano la realizzazione di un nuovo sistema operativo basato sulle librerie OpenStep in cui i programmi scritti per i precedenti Mac OS sarebbero stati eseguiti da un emulatore che li avrebbe separati dal nuovo sistema operativo. Il nuovo sistema operativo aveva il nome in codice di Rhapsody, e doveva essere disponibile per la fine del 1998.

I manager Apple si aspettavano che gli sviluppatori portassero i loro programmi sulla nuova piattaforma basata sulle librerie OpenStep, dato che queste consentivano uno sviluppo più flessibile, elegante e veloce delle applicazioni. La maggior parte degli sviluppatori tuttavia non aderì: la piattaforma Macintosh appariva al termine della sua vita e gli sviluppatori non volevano dedicare molto tempo e denaro allo sviluppo di programmi per una piattaforma che stava morendo.

I piani cambiarono radicalmente nel 1999, quando Steve Jobs, nel frattempo ritornato a capo dell'azienda, durante il Worldwide Developers Conference (conferenza degli sviluppatori Macintosh) annunciò l'abbandono del progetto Rhapsody. Al suo posto gli sviluppatori Apple avrebbero realizzato una versione moderna del Mac OS chiamato Mac OS X (X stava per decimo, pronunciato "ten" all'inglese), che avrebbe preso il meglio dei due precedenti sistemi. Da Raphsody sarebbero arrivati il kernel e i servizi principali, l'ambiente POSIX e OpenStep, che avrebbe preso il nuovo nome Cocoa. Per semplificare l'adozione del nuovo sistema da parte degli sviluppatori sarebbe stato sviluppato Carbon, una riscrittura per il nuovo sistema delle vecchie API del Mac OS; in più alcune tecnologie importanti nate su Mac OS sarebbero state portate nel nuovo sistema (QuickTime, AppleEvents, Applescript, ColorSync e altro ancora). I cambiamenti annunciati furono accolti con favore dagli sviluppatori.

Durante lo sviluppo di OS X, gli strati più bassi del sistema operativo, composti dal kernel XNU e dallo strato BSD, vennero riorganizzati e ridistribuiti con una licenza Open source, la Apple Public Source License. Il pacchetto completo si chiama Darwin. Darwin fornisce un sistema operativo molto stabile, solido ed efficiente, anche paragonato agli altri sistemi operativi di derivazione Unix, sebbene non sia molto diffuso al di fuori della comunità Macintosh. Un'altra modifica sostanziale rispetto ad OpenStep è l'abbandono del motore grafico basato sul linguaggio PostScript in favore di un motore grafico senza licenze chiamato Quartz basato su PDF. Durante la fase finale di sviluppo il linguaggio Java divenne uno scottante argomento di discussione e, vista l'attenzione dedicata al linguaggio dagli sviluppatori e dai media, si cercò di rendere la piattaforma Macintosh lo strumento ideale per lo sviluppo delle applicazioni in Java, includendo nelle API di Cocoa il supporto diretto del linguaggio Java (originariamente l'unico modo per utilizzare le API OpenStep era tramite il linguaggio di programmazione Objective C, una versione ad oggetti del C evolutasi parallelamente al C++, ma che non ha raggiunto sufficiente notorietà e diffusione).

La prima versione del Mac OS X venne presentata nel 2001. Di seguito gli aggiornamenti si sono susseguiti con una cadenza quasi semestrale. Col raggiungimento della maturità del sistema, Apple decise di allungarne i cicli di sviluppo, così da mantenere la piattaforma di sviluppo più stabile, e con Mac OS X Snow Leopard venne abbandonato il supporto ai processori PowerPC, ma le applicazioni scritte su questa base potevano comunque essere utilizzate grazie a un emulatore chiamato Rosetta (rimosso successivamente in Mac OS X Lion).

A Lion è seguita la release la 10.8, nome in codice OS X Mountain Lion, disponibile per tutti i Macintosh con processore Intel. L'ultima release ufficiale è la 10.9, denominata Mavericks.

Il 2 Giugno 2014 durante il WWDC Apple ha annunciato la nuova versione di OS X ,la 10.10 denominata Yosemite la cui beta per gli sviluppatori è stata rilasciata la stessa sera. Yosemite aggiunge molte novità tra cui : Chiamate , Messaggi , grafica in stile Flat (iOS 7) e molte altre. Per la prima volta con questa versione è stata rilasciata la versione beta anche al primo milioni di utenti non sviluppatori che hanno aderito al progetto OS X Public Beta.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Mac OS X include tutte le più comuni utility e shell di comando UNIX, una completa macchina Java implementata nativamente,[7] nonché i principali linguaggi di scripting come Perl, PHP, tcl, Ruby e Python, ed è certificato da The Open Group come conforme allo standard UNIX 03,[8][9] dal suo rilascio 10.5 in poi.

Mac OS X è stato creato combinando:

  • Darwin (sistema operativo), un sistema operativo libero e completo sviluppato da Apple Computer, della famiglia Open source BSD, derivato da Unix, con kernel XNU basato sul microkernel Mach, ispirato e ibridato al kernel del sistema operativo FreeBSD con ampie porzioni di codice NetBSD;[10]
  • una serie di I/O kit, Frameworks, un set di librerie ottimizzate che facilitano il porting del codice UNIX e alcuni set di API (carbon e cocoa), sviluppate da NEXTStep e Apple Computer;
  • un'interfaccia grafica (GUI), chiamata Aqua, sviluppata da Apple Computer;

Il sistema operativo ha avuto il suo primo rilascio commerciale nel 2001.

È implementato per processori PowerPC G3, PowerPC G4 e PowerPC G5 prodotti da IBM e Motorola (ora Freescale Semiconductors), per processori Intel (probabilmente su tutti i processori con istruzioni SSE2), e per processori ARM Cortex.

Mac OS X manteneva transitoriamente, fino al rilascio della versione Leopard per PowerPC, una retrocompatibilità quasi assoluta con le applicazioni Macintosh anche molto datate grazie alla caratteristica di poter caricare, all'occorrenza, il Mac OS Classic in una macchina virtuale, all'interno di un apposito task isolato e chiuso dal resto del sistema. Inoltre le API Carbon hanno consentito una veloce conversione di molti applicativi da Mac OS 9 a Mac OS X dando modo di completare la transizione.

Una tecnologia simile chiamata Rosetta viene utilizzata per permettere l'utilizzo delle applicazioni compilate per processori PowerPC su macchine Intel (viene installata in automatico e gratuitamente se/quando necessario). L'eredità del NeXTSTEP è ancora presente, si nota anche dal fatto che molte primitive iniziano con la sigla "NS" (contrazione di NEXTStep). Le API NEXTStep/OpenStep sono state integrate nel sistema operativo nelle API Cocoa.

Mac OS X è in grado di eseguire direttamente molti programmi per BSD e GNU/Linux attraverso la compilazione dei sorgenti (make) e, in alcuni casi, tramite il ricorso alla gestione grafica via Apple X11, presente di serie nel sistema operativo anche se normalmente non utilizzato dalle applicazioni per OS X che utilizzano nativamente il motore grafico Quartz.

Esistono vari progetti che provvedono a rendere disponibili molti binari precompilati (packages): ciò evita all'utente di dover configurare e compilare i sorgenti (ports), un'operazione non sempre agevole, dato che solitamente viene eseguita da riga di comando (terminal). I più famosi sono il progetto Fink e il progetto DarwinPorts.

La versione 10.3 è la prima che include Apple X11, la versione Apple del gestore grafico X11 per applicazioni Unix, fornito come componente opzionale dall'installazione standard. Apple X11 si basa sul progetto XFree86 versione 4.3 e X11R6.6 e fornisce un gestore grafico integrato col Mac OS X, dato che condivide lo stesso aspetto delle finestre, utilizza la tecnologia Quartz per il disegno dell'interfaccia grafica e si avvantaggia dell'accelerazione OpenGL. Esempi di applicazioni per Mac OS X che utilizzano server X11 sono OpenOffice.org per Mac e Gimp per Mac. Il supporto a X11 è stato dismesso con la versione OSX Mountain Lion.

Caratteristiche significative[modifica | modifica sorgente]

  • Usa il Portable Document Format (PDF) come base per il motore grafico Quartz
  • OpenGL viene utilizzato per la gestione e il ridisegno della grafica tridimensionale
  • Icone a 16 milioni di colori, scalate con continuità (fino a un massimo di 128×128 pixel, con Mac OS X 10.5 il limite è stato portato a 512×512 e con Mac OS X 10.7 a 1024×1024 )
  • Utilizzo di ombre attorno alle finestre e agli elementi isolati per fornire un senso di profondità
  • Correttore ortografico incluso in tutte le finestre editabili e altri servizi derivati dalla tecnologia NeXT
  • Antialiasing su tutti gli elementi dell'interfaccia grafica
  • Nuovi elementi dell'interfaccia come le finestre non-modali (finestre di dialogo collegate alle finestre principali, utilizzate per fornire una chiara indicazione visuale della provenienza delle finestre)
  • Riquadri sovrapponibili (l'organizzazione delle finestre può parzialmente sovrapporsi se è utile)
  • Supporto del gestore colori ColorSync integrato nel motore grafico (per stampa e multimedia a livello professionale)
  • OpenGL (dalla versione 10.2) gestore di finestre nello schermo con accelerazione hardware. La tecnologia viene chiamata Quartz Extreme
  • Exposé (dalla versione 10.3) tramite la pressione di un tasto mostra tutte le finestre miniaturizzandole sullo schermo
  • Uso pervasivo dell'Unicode all'interno del sistema operativo
  • Architettura a strati per le localizzazioni, in modo da separare il codice dai messaggi di testo da localizzare
  • FileVault (dalla versione 10.3) utilizzato per cifrare e decifrare in modo trasparente la cartella principale dell'utente con Advanced Encryption Standard (AES) con chiave a 128-bit
  • Dashboard (dalla versione 10.4) supporto di mini applicazioni richiamabili con la pressione di un tasto
  • Spotlight (dalla versione 10.4) tecnologia di ricerca integrata nel sistema operativo che indicizza file e messaggi per una ricerca istantanea nell'hard disk
  • Automator (dalla versione 10.4) un applicativo creato per programmare graficamente operazioni ripetitive
  • Time Machine (dalla versione 10.5) un sistema di backup incrementale automatico
  • Boot Camp (dalla versione 10.5) un applicativo creato per facilitare l'installazione di Windows sui mac con CPU Intel
  • Spaces (dalla versione 10.5) un applicativo in grado di moltiplicare virtualmente i desktop
  • OpenCL (dalla versione 10.6) sfruttamento dell'acceleratore grafico hardware (schede grafiche) per computazione in compiti diversi dal rendering video, utilizzando le Gpu come coprocessori matematici
  • Grand Central Dispatch (GCD) (dalla versione 10.6) sfruttamento dei multiprocessori e/o multicore ad ogni livello di scalabilita', regolando in modo dinamico i thread multipli a vantaggio del multitasking e reattivita' del sistema

Requisiti[modifica | modifica sorgente]

  • Mac Intel

Questi Mac, a seconda del modello hardware, hanno montato dal Mac OS X vers. 10.4.4 (non in vendita) fino al 10.7 .
Il minimo sistema compatibile con ogni Mac Intel è: (non tutti ufficialmente supportati)

Mac OS X 10.6 Snow Leopard requisiti minimi
Processore Intel
Memoria almeno 1 Gb di RAM fisica
Spazio libero su HDD almeno 5 GB di spazio libero su hard disk
(7 GB se si installano anche gli strumenti di sviluppo Xcode)
Altro lettore DVD Dual Layer per l'installazione
Mac OS X 10.7 Lion requisiti minimi
Processore Intel Core 2 Duo
Memoria almeno 2 GB di RAM fisica
Spazio libero su HDD almeno 5 GB di spazio libero su hard disk
(7 GB se si installano anche gli strumenti di sviluppo Xcode)
Altro connessione ad internet: Mac OS X 10.7 è installabile
attraverso il Mac App Store.
OS X 10.8 Mountain Lion requisiti minimi
Processore Intel Core 2 Duo
Memoria almeno 2 GB di RAM fisica
Spazio libero su HDD almeno 8 GB di spazio libero su hard disk
Altro connessione ad internet: OS X 10.8 è installabile
attraverso il Mac App Store.
  • Mac PowerPC

Questi Mac, a seconda del modello hardware, hanno montato dal Mac OS X iniziale vers. 10.0 fino al 10.5 .
Il massimo sistema compatibile con ogni Mac PowerPC è: (non tutti ufficialmente supportati*)

Mac OS X 10.3 Panther requisiti
Processore Qualunque PowerPC a partire dal G3 (in computer Blue & White o iBook)
Memoria almeno 512 Mb di RAM fisica
Spazio libero su HDD almeno 5 GB di spazio libero su hard disk
(7 GB se si installano anche gli strumenti di sviluppo Xcode)
Altro lettore DVD per l'installazione, *XPostFacto open source utility
Mac OS X 10.4 Tiger requisiti
Processore qualunque PowerPC a partire dal G3 (in computer con porte FireWire)
Memoria almeno 512 GB di RAM fisica
Spazio libero su HDD almeno 5 GB di spazio libero su hard disk
(7 GB se si installano anche gli strumenti di sviluppo Xcode)
Altro lettore DVD Dual Layer per l'installazione
Mac OS X 10.5 Leopard requisiti
Processore Qualunque PowerPC a partire dal G4
Memoria almeno 1 GB di RAM fisica
Spazio libero su HDD almeno 9 GB di spazio libero su hard disk
Altro lettore DVD Dual Layer per l'installazione

Nomi in codice[modifica | modifica sorgente]

Tutti i nomi in codice utilizzati per i rilasci ufficiali di Mac OS X derivano da quelli di Felidi o "grandi felini". La versione 10.0 si chiamava Cheetah (Ghepardo), la 10.1 Puma, la 10.2 Jaguar (Giaguaro), la 10.3 Panther (Pantera), la 10.4 Tiger (Tigre), la 10.5 Leopard (Leopardo), la 10.6 Snow Leopard (Leopardo delle nevi), la 10.7 Lion (Leone), la 10.8 Mountain Lion (Leone di montagna, più comunemente conosciuto come Puma). Uniche eccezioni alla linea di felini sono la release ad uso interno e mai rilasciata pubblicamente, Mac OS X v.0 (corrispondente al Mac OS X Server 1.0), che ha nome in codice Kodiake l'ultima versione Mac OS X 10.9 Mavericks, rilasciata al WWDC 2013, che prende il nome da una località californiana, è stato inoltre annunciato che questo sistema di nomenclatura verrà utilizzato per altri dieci anni.

A partire da 10.2 Jaguar, Apple decise di utilizzare i nomi in codice anche come nomi commerciali del Mac OS X. Nel gennaio 2003 Apple registrò come marchi registrati Tiger (Tigre, usato per la versione 10.4), Leopard (Leopardo, usato per la versione 10.5), Lynx (Lince, attualmente non usato) e Cougar (Coguaro, attualmente non usato). I brand names Lynx e Cougar, in precedenza registrati, sono stati lasciati decadere, pertanto si ipotizza che per i successivi rilasci, la linea di felini venga abbandonata, per lasciare il passo ad una nuova riscrittura della parte desktop iOS oriented del sistema con relativo nuovo brand name diverso dall'attuale.

Una straordinaria coincidenza evidenzia che tutti i nomi delle releases del sistema operativo, sono tutti identici[11] ai nomi dei cloni Mac venduti nel 1997 da Shaye Mac Clones Compatible Systems e bloccati da Apple nel 1998, sollevando ipotesi su come sia sorta l'idea dei felini negli ambiti Apple.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Kodiak[modifica | modifica sorgente]

Rilascio ad uso interno, non pubblico, 16 marzo 1999

  • Transizione NEXTStep / Darwin OS
  • Conosciuto unicamente come Mac OS X, nome in codice Kodiak
  • Sviluppo della versione iniziale Mac OS X Server 1.0 (fino alla versione 1.2v3)

Beta[modifica | modifica sorgente]

Rilasci Developers Previews ad uso degli sviluppatori

Public Beta[modifica | modifica sorgente]

Mac OS X Public Beta, rilasciato il 13 settembre 2000

Mac OS X 10.0[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.0 Cheetah.

Il 24 marzo 2001, Apple presenta Mac OS X versione 10.0. Viene elogiato per la sua stabilità e relativa completezza (considerando che era una completa riscrittura del sistema operativo) ma viene anche criticato per la lentezza e per la mancanza di alcune caratteristiche presenti nella precedente versione, come per esempio la masterizzazione dei CD o DVD. Molte persone (incluso Steve Jobs) lo considerano un'ottima beta ma non un vero sistema operativo.

Mac OS X 10.1[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.1 Puma.

Nel settembre del 2001 viene rilasciato l'aggiornamento gratuito a 10.1 che migliora la velocità e colma le principali lacune come l'impossibilità di masterizzare e la mancanza di un lettore di DVD.

Mac OS X 10.2[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.2 Jaguar.

Nel 2002, Apple presenta Jaguar, la versione 10.2 di Mac OS X che apporta notevoli miglioramenti alla velocità, introduce un nuovo motore grafico e apporta più di 150 migliorie al sistema operativo. La versione 10.2 è la prima a supportare solo macchine dotate delle New World ROM (Questo è vero in parte in quanto il 10.2 si installa con successo anche sui PowerBook G3 con ROM ibride e non ancora interamente New World)

Mac OS X 10.3[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.3 Panther.

Mac OS X 10.3 Panther, viene presentato il 24 ottobre, 2003, apporta molte nuove funzionalità al sistema operativo, modifica l'interfaccia grafica Aqua introducendo un tema "metallizzato" e incrementa ulteriormente la velocità del sistema, a tal punto da essere considerato il primo OS della filosofia X.

  • Aggiornato il Finder con il nuovo tema metallico e aggiunta la funzione di ricerca rapida
  • Exposé, il nuovo metodo di organizzazione delle finestre
  • Cambio Utente Rapido una tecnologia che consente di loggare un altro utente rimanendo connessi
  • iChat AV software di videoconferenza
  • Velocizzazione del motore di disegno dei file PDF e incremento della velocità del lettore di sistema
  • Supporto diretto dei Fax
  • Notevole miglioramento della compatibilità con reti Windows
  • FileVault: tecnologia di cifratura e decifratura delle cartelle Utenti in tempo reale
  • Incremento di velocità dell'intero sistema e supporto dei G5

Mac OS X 10.4[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.4 Tiger.

Mac OS X 10.4 Tiger viene presentato il 29 aprile 2005. Tiger include oltre 200 migliorie e un migliore supporto dell'architettura a 64 bit dei processori PowerPC G5.

Con l'inizio della transizione di Apple verso l'uso di CPU Intel, a partire dalla versione 10.4.4, Tiger viene ricompilato per le supportare entrambe le architetture PPC e Intel. I nuovi Mac utilizzano processori sviluppati da Intel, sono in grado di far funzionare Windows anche grazie al software Boot Camp distribuito gratuitamente in versione beta a tempo e che sarà integrato in Mac OS X 10.5.

  • Spotlight: Ricerca rapida anche dentro i file
  • Dashboard: Accessori per compiti comuni accessibili con un click
  • Automator: Automatizza i compiti ripetitivi programmando il computer in modo grafico
  • 64-bit supporto della gestione a 64 bit per i G5
  • Safari RSS
  • QuickTime 7 e supporto al nuovo codec video H.264 e all'alta definizione
  • Videoconferenze con più utenti in contemporanea su iChat e supporto del codec H.264
  • Core Image: tecnologia per la realizzazione di effetti video in tempo reale
  • Core Audio: tecnologia per il supporto di audio a 64 bit
  • Accelerazione via hardware delle primitive grafiche Quartz
  • Esteso il supporto dei formato PDF, compresa la cifratura a 40 bit
  • Supporto a Xgrid
  • La versione di Tiger inclusa nei Mac prodotti dal 2006 possedeva anche Front Row

Mac OS X 10.5[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.5 Leopard.

La prima beta per gli sviluppatori è stata rilasciata durante il Worldwide Developers Conference del 7 agosto 2006. È commercializzato a partire dal 26 ottobre 2007.[12] Leopard, inoltre, ha ricevuto la certificazione Open Brand UNIX 03 in quanto conforme alle specifiche SUSv3 e POSIX 1003.1 per API, utility shell e thread C.[13] È parzialmente 64-bit, e può eseguire applicazioni 32-bit in modo nativo. Leopard 10.5 è il primo sistema operativo di Apple a supportare ufficialmente sui Mac con CPU Intel il boot nativo di Windows XP e Vista tramite una funzione chiamata Boot Camp che era stata disponibile precedentemente in versione beta a tempo con Tiger.

Mac OS X 10.6[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.6 Snow Leopard.

Apple ha annunciato alla WWDC 2008 l'uscita della nuova versione di Mac OS X chiamata Snow Leopard. Il rilascio ufficiale è avvenuto il 28 agosto 2009.[14] A detta di Apple, dopo l'introduzione di così tante novità con Mac OS X Leopard, la cosa migliore da fare è "prendersi una pausa" e "cambiare obiettivi". Ciò significa che Snow Leopard sarà incentrato soprattutto sull'ottimizzazione di ciò che c'è già.

Le novità principali sono la riscrittura dell'OS per renderlo completamente a 64 bit, pur mantenendo la compatibilità per i processori a 32 bit quali gli Intel Core Solo/Core Duo (presenti nei primi Macintosh basati su Intel), un più evoluto supporto multicore e l'eliminazione del codice PowerPC (di conseguenza non sarà compatibile con i Mac G4 e G5, dopo l'eliminazione del codice G3 da Leopard). QuickTime X che supporta svariati tipi di codec audio/video, l'upload diretto di video su YouTube, la registrazione video del proprio schermo, possibilità di tagliare spezzoni di video grazie al video editor.

Il sistema operativo include alcune tecnologie atte a meglio sfruttare i processori multicore e le moderne schede grafiche che vengono vendute con i computer attuali.

Mac OS X 10.7[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.7 Lion.

Lion è stato presentato il 20 ottobre 2010 durante il keynote Back to the Mac a San Francisco. Il 24 febbraio 2011 è stata inviata agli sviluppatori la prima developer preview di OS X 10.7. Il 1º luglio 2011 è stata resa accessibile agli sviluppatori la Golden Master, ultimo stadio di sviluppo del sistema operativo. L'aggiornamento è stato reso disponibile sul Mac App Store il 20 luglio 2011, con un peso di 3,49 GB. Poche settimane dopo, Apple ha messo in vendita alcune Pendrive USB per poter installare il sistema operativo senza passare attraverso lo Store.

Come novità troviamo:

  • Mission Control: una nuova organizzazione delle finestre che unisce Spaces a Exposé
  • Abbandono di Rosetta (emulazione di software per architettura PowerPC) e di Front Row
  • Nuovi gesti multitouch ispirati a iOS
  • Applicazioni a tutto schermo
  • Mac App Store nativo (già disponibile per Snow Leopard con l'aggiornamento 10.6.7)
  • LaunchPad: una sorta di Springboard in stile iPad su Mac, per trovare velocemente tutte le app e con la possibilità di creare cartelle
  • Riprendi (Resume): ora OS X salva il lavoro automaticamente prima di spegnere il Mac e lo riavvia dopo il successivo avvio di sistema, inclusa la disposizione delle cartelle
  • AirDrop: condivisione dei file via Wi-Fi con i Mac nelle vicinanze senza alcun tipo di configurazione
  • L'applicazione Mail è stata completamente ridisegnata
  • Abbandono di iSync (software per sincronizzare dispositivi mobili che non fossero iPod o iPhone)
  • Altre 250 nuove funzioni.

Mac OS X 10.8[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi OS X 10.8 Mountain Lion.

Con questa nuova major release, il sistema perde il sostantivo distintivo "Mac" (abbreviazione di "Macintosh", primo OS Apple con interfaccia grafica e mouse) e si chiama semplicemente "OS X". Con questo aggiornamento Apple ha affermato di essere la compagnia con i software più comunicativi fra loro ovvero iOS e Mac OS X. La prima "Developer Preview" di OS X 10.8 Mountain Lion è stata inviata agli sviluppatori il 16 febbraio 2012. Integra alcune caratteristiche viste in iOS 5. La versione definitiva è stata rilasciata al pubblico il 25 luglio 2012 tramite il Mac App Store.

Novità:

  • Migliore integrazione di iCloud
  • iMessage
  • Promemoria
  • Note
  • Centro Notifiche
  • Condivisione fogli
  • Integrazione con Twitter
  • Game Center
  • AirPlay Mirroring
  • Gatekeeper
  • Dettatura vocale (in italiano dalla versione 10.8.2)
  • Integrazione con Facebook (dalla versione 10.8.2)
  • Altre 200 nuove funzioni

Mac OS X 10.9[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.9 Mavericks.

È stato presentato il 10 giugno 2013 durante il WWDC 2013, ed è stato rilasciato al pubblico il 22 ottobre, sotto forma di upgrade gratuito dal Mac App Store. È stato il primo sistema operativo Apple il cui aggiornamento è stato offerto gratuitamente agli utenti e anche per questo motivo è stato installato dal 51% degli utenti nel primo anno (fonte WWDC del 2/6/2014). Mavericks è una zona della California Mavericks al largo della costa nord della California famosa per le sue onde da surf.

Novità:

Mac OS X 10.10[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X 10.10 Yosemite.

È stato presentato il 2 giugno 2014 durante il WWDC 2014. Yosemite è un parco della California. Con questo sistema operativo viene introdotto un nuovo design più pulito e con effetti traslucidi. Introdotto il Centro Notifiche con possibilità di visualizzare notifiche e widget. Spotlight è stato migliorato, ora cerca risultati su Wikipedia e introdotta una nuova grafica con una barra grande al centro. Migliorato Safari e aggiornata Mail con l'aggiunta di Markup, editing instantaneo per foto direttamente sull'app. Aggiunto iCloud Drive, nuovo servizio per lo storage di file sincronizzato con iCloud e con tutti i dispositivi Apple. Aggiunta la linea Continuity, i Mac, gli iPad e gli iPod touch potranno inviare SMS tramite la rete dell'iPhone; lo stesso succederà per le chiamate.Aggiunta la funzionalità Handoff, un funzione che permetterà agli utenti di modificare documenti aperti su un Mac anche su iPad in tempo reale

Vulnerabilità[modifica | modifica sorgente]

Tradizionalmente considerato un sistema relativamente sicuro da attacchi malevoli, Mac OS X non può essere considerato completamente al sicuro da attacchi informatici, da assalti di hacker/cracker, o da installazione di codice malevolo. In particolare, nell'edizione 2007 del Pwn2Own, una coppia di hacker (Dino Dai Zovi e Shane Macaulay) riuscì a sfruttare una vulnerabilità dello JavaScript per perforare il sistema. Nell'edizione 2008 un altro attacco fu portato con successo, sfruttando una falla del browser di default Safari.

Nel 2010 la società Secunia, azienda specializzata nell'analisi e scoperta di vulnerabilità software riporta la maggiore vulnerabilità dei software Apple rispetto a tutti gli altri concorrenti, la quale risulta essere comunque sia tra le tre società con più vulnerabilità già a partire dal 2005.[15]

Le vulnerabilità sono diventate critiche nel 2012 con il diffondersi del malware Flashback[16], seguito a breve dal malware Sab.Pub, la società Kaspersky Lab, ha evidenziato come Apple sia impreparata e indietro rispetto alla concorrenza per la risposta ai malware[17], le critiche sono state alzate anche per la gestione delle password, in quanto alcune di esse vengono salvate in chiaro (senza crittografia)[18].

Nel 2014 una vulnerabilità riguardante la crittografia SSL ha lasciato per circa un mese gli utenti non adeguatamente protetti, in particolar modo i loro dati sensibili[19]

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

L'11 giugno al WWDC 2012 viene annunciato che il numero di utenti Mac ha superato quota 66 milioni,[20] il 6 giugno al WWDC 2011 viene annunciato che il numero di utenti del Mac ha superato 54 milioni,[21] nel 2007 si stimavano circa 22 milioni di installazioni del sistema Mac OS X.[22]

A ottobre 2011 Apple detiene con Mac OS X il 6,54% del mercato, risultando il secondo sistema operativo più diffuso al mondo dopo Windows.[23] La quota sale al 6,94% se si considerano solo i sistemi operativi desktop,[24] e supera il 13,9% limitando la statistica agli Stati Uniti.[25]

Derivazioni[modifica | modifica sorgente]

Mac OS X Server[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mac OS X Server.

Esiste una versione di Mac OS X ottimizzata per l'uso sui server, identica alla versione desktop eccetto per la presenza del BSD Subsystem (altrimenti opzionale nella versione Client) e per l'inclusione di una serie di pannelli, controlli e programmi, ovvero interfacce end user, atti alla gestione dei diversi servizi di rete comunque inclusi nel sistema operativo. I principali comprendono la gestione di server mail, il gestore di reti SMB Samba, il gestore del server LDAP e un configuratore del server DNS, nonché una serie di utilità per il controllo e/o configurazione dei daemon di rete o locali.

La versione ottimizzata Server, esiste sin dal rilascio interno iniziale del primo Mac OS X v.0 corrispondente al Mac OS X Server 1.0, per poi seguire parallelamente ad ogni susseguente rilascio l'update corrispondente con la stessa denominazione in codice e cifra identificativa del Mac OS X Client; poi a partire da Mac OS X 10.7 Lion, viene infine unificata con la release Client del sistema, confluendo nello stesso prodotto.

iOS[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi iOS (Apple).

Per i dispositivi mobili Apple ha introdotto una versione ad hoc del sistema operativo Mac OS X denominata iOS, implementando integralmente tutta la struttura e servizi con la variante di una nuova interfaccia grafica touch oriented ed alcuni script che automatizzano e/o limitano alcuni aspetti del suo funzionamento.

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Mac OS X è disponibile nelle seguenti lingue:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nelle Serie tv iCarly e Victorious appaiono prodotti Apple che invece di avere il logo della mela morsicata hanno invece il logo della pera morsicata, come il Pear Phone o il Pear Pad o il Pearbook
  • Esiste un sistema operativo libero denominato Pear OS rappresentato dal logo della pera morsicata e che si prefigge di essere una distribuzione Linux graficamente simile a Mac OS X. Pear OS è basato su Ubuntu ed è stato creato dal francese David Tavares[26]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Apple Open Source. URL consultato l'8 luglio 2014.
  2. ^ Dalla versione 10.8.0 prende il nome di OS X.
  3. ^ (EN) Apple Unix technology brief. [collegamento interrotto]
  4. ^ (EN) Welcome to www.bsd.org!. URL consultato l'8 luglio 2014.
  5. ^ Ieee Posix certificazioni ufficiali. [collegamento interrotto]
  6. ^ (EN) Software License Agreement for Mac OS X. URL consultato l'8 luglio 2014.
  7. ^ (EN) Apple developers java faq. [collegamento interrotto]
  8. ^ http://www.apple.com/it/macosx/what-is-macosx/core-foundation.html.
    «nota 1 a piè di pagina».
    [collegamento interrotto]
  9. ^ Mac Os X certificato ufficialmente com sistema Unix, Macity, 2 agosto 2007.
  10. ^ (EN) Products based on NetBSD. URL consultato l'8 luglio 2014.
  11. ^ (EN) Shaye Mac Clones (Shaye MacOS-Compatibles), EveryMac.com. URL consultato l'8 luglio 2014.
  12. ^ Apple annuncia Leopard: Arriva il 26 ottobre, Tevac.it, 16 ottobre 2007. URL consultato il 16 ottobre 2007. [collegamento interrotto]
  13. ^ (EN) Certificazione UNIX 03 a Mac OS X 10.5. URL consultato l'8 luglio 2014.
  14. ^ Snow Leopard debutta sui Mac il 28 agosto, ZEUS News, 24 agosto 2009. URL consultato l'8 luglio 2014.
  15. ^ (EN) Secunia Half Year Report 2010 (PDF). URL consultato l'8 luglio 2014.
  16. ^ Flashback in calo, ma critiche in aumento, Webnews, 12 aprile 2012. URL consultato l'8 luglio 2014.
  17. ^ Kaspersky Lab: Apple impreparata sulla sicurezza, futuro allarme malware, Pianeta Tech, 27 aprile 2012. URL consultato l'8 luglio 2014.
  18. ^ Apple svela le password in chiaro, Punto Informatico. URL consultato l'8 luglio 2014.
    «C'è un problema nell'aggiornamento OSX 10.7.3: la tecnologia FileVault di prima generazione dimentica di cifrare le chiavi di amministratore».
  19. ^ Apple e la falla di SSL di Mac OS X e iOS, Panorama.it, 28 febbraio 2014. URL consultato l'8 luglio 2014.
  20. ^ WWDC 2012: 66 milioni di computer Mac, melamorsicata.it, 12 giugno 2012. URL consultato l'8 luglio 2014.
  21. ^ WWDC 2011: 54 milioni di computer Mac, melablog.it, 6 giugno 2011. URL consultato l'8 luglio 2014.
  22. ^ Mac attivi nel mondo: sono 22 milioni, macitynet.it, 5 marzo 2007. URL consultato l'8 luglio 2014.
  23. ^ (EN) Top Operating System Share Trend, NetMarketShare. URL consultato l'8 luglio 2014.
  24. ^ (EN) Desktop Top Operating System Share Trend, NetMarketShare. URL consultato l'8 luglio 2014.
  25. ^ (EN) Top 5 operating systems North America, gs.statcounter.com. URL consultato l'8 luglio 2014.
  26. ^ Pear OS. URL consultato l'8 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]