Demone (informatica)

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Nei sistemi Unix, e più in generale nei sistemi operativi multitasking, un demone (daemon in inglese) è un programma eseguito in background, senza che sia sotto il controllo diretto dell'utente. Di solito i demoni hanno nomi che finiscono per "d": per esempio, syslogd è il demone che gestisce i log di sistema.

Spesso i demoni vengono avviati al boot del sistema: in generale hanno la funzione di rispondere a determinate richieste, che siano di rete, hardware, etc. Ad esempio, alcuni usi dei demoni possono essere la configurazione delle periferiche, (come DEVFS nei sistemi Linux), eseguire dei compiti impostati a determinati intervalli (come cron), gestire il suono (come aRts e esd), gestione del controllo versione (come CVS o subversion) e una vasta varietà di altri compiti. In generale dunque essi offrono all'utente e all'amministratore determinati servizi.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

I programmatori di CTSS coniarono il termine demone in analogia con il diavoletto di Maxwell e tutti i sistemi discendenti da esso, incluso Unix, hanno ereditato la terminologia. I demoni sono personaggi della mitologia greca, alcuni dei quali eseguivano compiti di cui gli dei non potevano occuparsi, esattamente come i demoni eseguono compiti in background di cui l'utente non vuole o non può occuparsi. BSD e alcuni dei suoi derivati hanno adottato un demone come mascotte, anche se disegnato come stereotipo del diavolo del Cristianesimo.

Un'altra possibile etimologia del termine è nell'acronimo "disk and execution monitor" (monitor dei dischi e dell'esecuzione), ma è più che altro una supposizione.

Aspetti tecnici[modifica | modifica sorgente]

In senso strettamente tecnico, i sistemi Unix considerano come demone qualsiasi processo che abbia init come processo padre e che non abbia più alcun terminale controllante (cioè un terminale che gli possa inviare direttamente dei segnali). Poiché init adotta i processi orfani, il metodo comunemente usato dai programmi per rendersi demoni è quello di invocare la chiamata di sistema fork per creare un processo figlio che sia un loro duplicato e poi terminare, mentre il figlio, rimasto orfano (e quindi adottato da init), continua normalmente l'esecuzione chiudendo i canali standard, invocando la chiamata di sistema setsid per disconnettersi da ogni terminale controllante e cambiando la directory corrente a / in modo da non tenere inutilmente occupati dei file system (cosa che impedirebbe di smontarli). Questo idioma di programmazione è talvolta descritto con l'espressione inglese « fork off and die ».

Nei sistemi Unix è possibile rendere un qualsiasi programma non interattivo pressoché identico ad un demone eseguendolo in background tramite il comando nohup ed effettuando la redirezione dello standard input, standard output e standard error a /dev/null). Ad esempio:

 user@host:/path $ nohup batchscript.sh </dev/null   >/dev/null 2>&1 &
 [1] 29788
 user@host:/path $

Dove:

  • batchscript.sh è il programma da avviare;
  • </dev/null indica di usare /dev/null come standard input;
  • >/dev/null indica di indirizzare lo standard output a /dev/null;
  • 2>&1 indica di indirizzare lo standard error alla stessa destinazione dello standard output (sempre /dev/null);
  • lo & finale indica di eseguire in background il tutto.

Mac OS X, essendo un sistema Unix[1], ha anch'esso «demoni». In Mac OS X esistono anche i «servizi», ma sono concettualmente differenti.

Nei sistemi MS-DOS e affini, l'analogo dei demoni sono i programmi TSR (Terminate and Stay Resident, ovvero « termina e resta in memoria »).

In Microsoft Windows, i programmi che svolgono le funzioni di demone sono i cosiddetti servizi di Windows.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

In realtà, la traduzione in italiano di Daemon come "demone" è errata. Infatti, demone in inglese si traduce "demon". Per daemon, nella mitologia, si intende invece un essere a metà tra l'umano e il divino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) The Open Brand - Register of Certified Products. URL consultato il 12 gennaio 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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