Ubuntu

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Ubuntu
Ubuntu logo
Il desktop di Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot
Ubuntu 11.10 (Oneiric Ocelot)
Sviluppatore Canonical Ltd
Ubuntu Foundation
Famiglia SO Linux (Linux 3.0)
Modello del sorgente Software libero
Release iniziale 4.10 (Warty Warthog)[1] (20 ottobre 2004)
Release corrente 11.10 (Oneiric Ocelot)[2] (13 ottobre 2011)
Tipo di kernel Linux Kernel monolitico modulare
Piattaforme supportate x86, AMD64 ed EM64T[3]
Licenza GNU GPL
Stadio di sviluppo Stabile
Predecessore Ubuntu 11.04 (Natty Narwhal)[4]
Successore Ubuntu 12.04 (Precise Pangolin)[5]
Sito web ubuntu-it.org
ubuntu.com
(EN)
« Ubuntu: Linux for Human Beings  »
(IT)
« Ubuntu: Linux per esseri umani  »
(Slogan ufficiale della distribuzione[6] )

Ubuntu ([uːˈbuːntuː][7], [ùbúntú] in zulu, termine etico di area culturale africana) è un sistema operativo GNU/Linux nato nel 2004[8], basato su Debian, che si focalizza sull'utente e sulla facilità di utilizzo. Ubuntu è orientato all'utilizzo desktop e pone una grande attenzione al supporto hardware. È prevista una nuova versione ogni sei mesi.

Finanziato dalla società Canonical Ltd (registrata nell'Isola di Man), questo sistema è rilasciato come software libero sotto licenza GNU GPL ed è gratuito e liberamente modificabile. L'ideatore dell'iniziativa è Mark Shuttleworth, un giovane imprenditore sudafricano diventato sostenitore del software libero al cui servizio ha posto le sue risorse. Ubuntu infatti, prende il nome da un'antica parola africana che significa "umanità verso gli altri", oppure "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti".

Il 1º luglio 2005 è nata la Fondazione Ubuntu con un fondo iniziale di 10 milioni di dollari USA[9], il cui scopo è lo sviluppo della distribuzione nel caso in cui Canonical Ltd dovesse cessare le attività[10]. La fondazione è al momento dormiente[11].

[modifica] Il nome

Human-help-browser.svg
Il concetto di Ubuntu (info file)
(EN) Il concetto di Ubuntu descritto da Nelson Mandela
(EN) Il concetto di Ubuntu descritto da Nelson Mandela

Il nome Ubuntu deriva da un antico vocabolo zulu (letteralmente: umanità) diffuso in varie parti dell'Africa meridionale. Il termine viene utilizzato nel detto zulu "umuntu ngumuntu ngabantu", traducibile con "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti"[12].

L'obiettivo è portare questa idea nel mondo del software, dando un grande peso alla comunità di utenti partecipanti nello sviluppo del sistema operativo[13].

[modifica] Caratteristiche principali

Schermata di Ubuntu 8.04 beta (modificato)
Il cubo di Compiz-Fusion
Altro effetto grafico di Compiz-Fusion
L'effetto acqua di Compiz-Fusion, in esecuzione su Ubuntu 10.10.
Il desktop di Ubuntu 10.10 Maverick Meerkat
Il desktop di Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot

Ubuntu è una distribuzione Linux basata sull'ambiente desktop GNOME e l'interfaccia utente Unity. È progettata per fornire un'interfaccia semplice, intuitiva e allo stesso tempo completa e potente. I punti di forza di questa distribuzione sono l'estrema semplicità di utilizzo, l'ottimo riconoscimento e supporto dell'hardware, il vasto parco software costantemente aggiornato e una serie di strumenti di gestione grafici che la rendono improntata verso l'ambiente desktop. È corredata da un'ampia gamma di applicazioni libere. Esistono vari strumenti di amministrazione del sistema, ed è possibile gestirli sia separatamente che in maniera centralizzata con l'Ubuntu Control Center, paragonabile al pannello di controllo Windows o al Mandriva Linux Control Center o a YaST di OpenSUSE.

La versione desktop è stata realizzata per rispondere alle più frequenti necessità di un utente medio, quali navigazione in Internet, gestione dei documenti e delle immagini, svago e comunicazione.

[modifica] Applicazioni

Il sistema operativo comprende una suite da ufficio (LibreOffice) per creare e stampare documenti o presentazioni, un internet browser (Mozilla Firefox) per navigare su internet, un client BitTorrent (Transmission), un client email (Evolution), un client di messaggistica istantanea (Empathy), un gestore delle fotografie (Shotwell), un riproduttore musicale (Banshee), un editor video (PiTiVi) e un client per microblogging (Gwibber). Inoltre offre funzioni più basilari come un editor di testi (Gedit), un visualizzatore di documenti PDF (Evince), un lettore multimediale (Totem), un programma per la masterizzazione di CD e DVD (Brasero) e una serie di semplici giochi[14].

È possibile scaricare ed installare gratuitamente e senza alcuna procedura di configurazione oltre 30.000 pacchetti software liberi dell'universo Linux, tramite il semplice ed intuitivo Ubuntu Software Center, tra cui programmi come Inkscape (grafica vettoriale), GIMP (fotoritocco), Pidgin (chat), Blender (grafica 3D), Synfig (Tweening), Bluefish (editor HTML), KompoZer (WYSIWYG), VLC media player e molti altri[15][16].

Sul sito ufficiale è disponibile una lista di applicazioni che possono rimpiazzare software proprietari usati su altri sistemi operativi, come ad esempio Microsoft Office o Adobe Photoshop.

[modifica] Localizzazione

La distribuzione è tradotta in quasi tutte le lingue occidentali (tra cui l'italiano), orientali e africane[17].

La traduzione può essere carente su alcuni pacchetti minori oppure può non essere inclusa nel CD di installazione per motivi di spazio. Questo avviene correntemente nella versione italiana in cui l'ambiente rimane parzialmente tradotto. Per completare la localizzazione occorre installare un pacchetto di traduzione[18]. Se si installa da CD "live", i pacchetti di traduzione nella lingua prescelta al momento dell'avvio vengono installati automaticamente durante l'installazione, posto che sia rilevata una connessione internet funzionante. È inoltre possibile scaricare una versione DVD del sistema operativo contenente tutte le localizzazioni disponibili, ovviando quindi la necessità di ottenerle via download (utile per i computer che non dispongono di una connessione alla rete).

[modifica] Accessibilità

Per quanto attiene all'accessibilità, Ubuntu permette a persone con abilità diverse (per età, cultura o condizione fisica) di usare:

Queste caratteristiche possono essere abilitate sulla versione desktop di Ubuntu[19].

[modifica] Aggiornamenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sistema di gestione dei pacchetti.
Ubuntu Software Center in esecuzione su Ubuntu 11.10

I programmi installati vengono gestiti attraverso un sistema centralizzato, detto gestione dei pacchetti, tipica di un sistema operativo Linux. Nello specifico Ubuntu utilizza APT, anch'esso "ereditato" da Debian. Per l'utente questo sistema è trasparente. Esso tiene traccia delle nuove versioni disponibili per ogni programma installato e li aggiorna di conseguenza.

Dopo l'aggiornamento non è necessario riavviare il computer, fatta eccezione per eventuali modifiche al kernel (il cuore del sistema operativo).

[modifica] Sicurezza

Una caratteristica di Ubuntu, dovuta all'architettura Linux, è la sua resistenza a programmi dannosi come virus, adware, spyware o malware. L'architettura di un sistema operativo Linux lascia, infatti, poca o nessuna libertà d'azione ad un programma nocivo. Anche se un programma nocivo sfruttasse una falla, l'architettura del sistema operativo ne impedirebbe l'utilizzo, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, e il danno rimarrebbe circoscritto nell'home directory dell'utente che ha causato il danno[20].

Inoltre questi programmi dannosi sono generalmente sviluppati per Microsoft Windows, che dispone di una più ampia diffusione[21][22].

L'utente utilizza un account con permessi limitati. Questo riduce la pericolosità dei programmi installati[23] Per eseguire compiti amministrativi viene richiesta la propria password per confermare l'operazione.

Scegliendo applicazioni libere dai repository ufficiali è impossibile trovare applicazioni malware, dato che l'eventuale codice nocivo verrebbe notato e subito eliminato. Ubuntu è, inoltre, distribuito con un firewall software, Uncomplicated Firewall, che permette di discriminare gli accessi dall'esterno.

[modifica] Stabilità

Ubuntu è basato sul kernel Linux e ciò lo rende molto stabile, soprattutto rispetto alla famiglia dei sistemi operativi Microsoft Windows. Non soffre, ad esempio, di problemi di frammentazione del file system, oppure l'installazione o la disinstallazione di applicazioni non sporcano il sistema o ne rallentano l'avvio o la chiusura. Inoltre il blocco di un'applicazione, nella maggior parte dei casi, non blocca l'intero sistema.

[modifica] Requisiti di sistema

[modifica] Architetture supportate

Ubuntu supporta ufficialmente le piattaforme x86, AMD64 ed EM64T[3]. Il supporto ufficiale della piattaforma PowerPC è stato interrotto a partire dalla versione 7.04[24], così come quello per le UltraSPARC (dalla versione 8.04 LTS) e affidati al supporto volontario della community.

[modifica] Requisiti della versione Desktop di Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot

I requisiti minimi sono[25][26]:

I requisiti raccomandati sono [27]:

  • Processore 1 GHz x86
  • 1 GiB di RAM
  • 15 GiB di spazio libero su disco
  • Scheda grafica con una risoluzione minima pari a 800x600
  • Piastra madre capace di avvio da lettore CD/DVD o USB
  • Scheda audio
  • Connessione Internet

I requisiti raccomandati per attivare gli effetti desktop sono, oltre a quelli richiesti per l'installazione base:

[modifica] Requisiti della versione Server di Ubuntu 10.04 LTS

La versione server di Ubuntu 10.04 LTS supporta le due maggiori architetture per CPU: x86 e AMD64[28], ed è ottimizzata per la classe di processori i686. Questi i requisiti minimi:

[modifica] Installazione

Il CD di Ubuntu 10.04
Il CD di Ubuntu 8.10

Per installare Ubuntu su un computer è necessario scaricare e masterizzare l'immagine iso della versione desiderata, o farsi inviare il CD tramite Shiplt. Il CD di Ubuntu è presente in tre versioni:

Tutti questi CD, oltre alla versione DVD (contenente tutti i pacchetti di tutti i componenti), si possono scaricare dal sito ufficiale oppure attraverso la rete p2p BitTorrent[29].

Dal sito ufficiale è possibile scaricare anche l'immagine mini.iso, con cui masterizzare un disco contenente solo il software necessario per avviare il download e l'installazione della distribuzione da Internet. Come il CD Alternate, il CD minimale offre solo l'installazione con interfaccia testuale.[30]

Con il DVD ed il CD versione Desktop, l'installazione avviene in maniera grafica (se si dispone di almeno 320 MB di RAM)[31] anche su un computer con un sistema operativo già presente (in dual boot), ridimensionando la partizione originale senza perdita di dati. L'installazione avviene con istruzioni in italiano. Durante l'installazione si crea un utente che può amministrare il sistema diventando temporaneamente superutente (detto anche root) inserendo la propria password. Una delle promesse della distribuzione è di avere un sistema desktop pronto all'uso in 25 minuti[32].

Durante l'installazione su un computer in dual boot, è possibile migrare il proprio profilo utente. Si possono importare tutti i dati presenti, compresi segnalibri di Internet Explorer o Mozilla Firefox, documenti, musica e altro[31].

[modifica] ShipIt

ShipIt è stato un servizio nato nel 2005[33] della Canonical che permetteva l'invio postale del CD/DVD di installazione di Ubuntu a casa dell'utente, ovunque nel mondo[34]. Originariamente gratuito, in seguito al crescente successo della distribuzione, Canonical decise di rendere questo servizio a pagamento, con costi molto contenuti[35], per l'utenza comune. Tuttavia la gratuità del servizio viene mantenuta per i LoCo Team (team nazionali di supporto, sviluppo e assistenza di Ubuntu), i contributori e ad altre particolari utenze[36]. Il servizio, inizialmente, è stato pensato per chi non avesse una connessione Internet o per chi volesse i CD con le serigrafie originali.

Dalla versione 11.04, Natty Narwhal, Canonical ha sospeso il servizio ShipIt. I cd verranno ancora inviati alle LoCo e venduti nello store di Canonical mentre le ISO rimarranno liberamente scaricabili[33].

[modifica] Wubi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Wubi.

A partire dalla versione 8.04 di Ubuntu sul CD Desktop è prevista la presenza di Wubi. Questo programma permette l'installazione di Ubuntu sotto Microsoft Windows senza alterare le partizioni e senza intaccare i dati dell'utente. L'utente può quindi provare Ubuntu in un ambiente familiare e testare le sue caratteristiche.

Wubi necessita di un computer con almeno 256 MB di RAM, un processore da almeno 1 GHz e almeno 5 GB di spazio su disco fisso.

[modifica] Ubuntu Live USB creator

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ubuntu Live USB creator.

Ubuntu Live USB creator è un programma per creare Live USB di Ubuntu Linux da un'immagine ISO. Lo strumento è incluso nel repository a partire dalla versione Ubuntu 8.10[37]. Quest'innovazione non è di poco conto se si considera che - creando una Ubuntu Live via USB - è possibile installare Ubuntu in un computer privo di lettore CD come i netbook. Un esempio è il JumPC della Olidata (computer dal basso costo per bambini in età scolare) venduto con Windows XP. Tale computer è privo di lettore CD, ma - avendo due porte USB - è ora possibile installarvi Ubuntu. Inoltre una chiavetta USB ha il vantaggio di essere molto più veloce nel leggere e scrivere dati, rendendo l'installazione un processo ancora più rapido.

[modifica] Storia e sviluppo del progetto

Nell'aprile del 2004, Mark Shuttleworth riunì un gruppo di programmatori per creare una nuova distribuzione Linux. Il progetto prevedeva, tra i punti chiave[38][39], che:

  • ogni utente deve avere la possibilità di eseguire, studiare, modificare, personalizzare e distribuire il proprio sistema operativo senza dover pagare costi di licenza;
  • ogni utente deve poter usare il proprio sistema operativo nella propria lingua;
  • anche se disabile l'utente deve essere in grado di operare con il proprio computer.

Il progetto doveva essere realizzato tramite:

Il primo rilascio di questo sistema operativo avvenne il 20 ottobre 2004[8].

[modifica] Il 1º bug di Ubuntu

Nell'agosto del 2004, Mark Shuttleworth, su Launchpad, ha scherzosamente "scoperto" un bug fondamentale in Ubuntu, alla cui risoluzione si dovrebbe dedicare ogni energia:

(EN)
« Microsoft has a majority market share in the new desktop PC marketplace. This is a bug, which Ubuntu is designed to fix. »
(IT)
« Microsoft ha la fetta più grossa del mercato dei nuovi PC desktop. Questo è un bug, e Ubuntu è concepito per risolverlo. »
(Mark Shuttleworth[41])

Questa affermazione semiseria è uno degli obiettivi della distribuzione: creare un sistema libero e gratuito che possa sostituire o quantomeno ridurre l'uso di sistemi operativi proprietari, come Microsoft Windows o Mac OS X. Il bug è stato ironicamente segnalato come critico e confermato (ossia verificabile).

[modifica] Il rapporto con Debian

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Debian.

A differenza di altri precedenti fork di Debian, come MEPIS, Xandros, Linspire, Progeny e Libranet che usano codice proprietario o chiuso in alcune parti, il modello scelto da Ubuntu è di usare il più possibile software libero (per avere esclusivamente software libero esistono due fork non ufficiali chiamati Trisquel e gNewSense, supportati dalla Free Software Foundation)[42].

I pacchetti di Ubuntu derivano generalmente dal ramo instabile di Debian, usando per la loro installazione strumenti come APT o Synaptic. Il rilascio cadenzato ogni 6 mesi di una nuova versione di Ubuntu è utile per avere un sistema desktop molto aggiornato ma con una fase di collaudo relativamente breve viste le scadenze di sviluppo e rilascio molto ravvicinate. La versione stabile di Debian invece ha tempi di rilascio molto più lunghi, con lunghe fasi di test che le permettono di avere rilasci dalla stabilità comprovata, necessaria soprattutto per la sua applicazione in ambito server.

Ubuntu coopera, fino a un certo livello, anche con lo sviluppo di Debian apportando correzioni a vari bug e aggiungendo nuove funzionalità[43]. Ci sono state comunque delle critiche sul volume di questi rapporti e sulla incompatibilità binaria di alcuni pacchetti tra Debian e Ubuntu[44].

Dalla versione 6.10 (Edgy Eft) Ubuntu ha ereditato da Debian la sua shell, ossia la Dash (acronimo di Debian Almquist shell), sostituendola alla shell predefinita per gli script (/bin/sh).

[modifica] Rilasci

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista dei rilasci di Ubuntu.
Tre copie di CD della distribuzione.

Una nuova versione di Ubuntu viene rilasciata ogni sei mesi (fino ad ora l'unica eccezione è stata Ubuntu 6.06 che venne rilasciata con 2 mesi di ritardo)[45][46].

Ogni versione pubblicata ha un nome ufficiale più un nome in codice durante lo sviluppo. Il nome ufficiale è del tipo Ubuntu X.YY, dove X è l'anno di rilascio e YY il mese (ad esempio 8.04 per aprile 2008). Il nome in codice durante lo sviluppo descrive le caratteristiche e il carattere che tale versione dovrà rispecchiare. Il nome in codice è del tipo aggettivo animale, con le stesse lettere iniziali in ordine alfabetico crescente[47]. Questa convenzione è maturata solo dopo le prime due versioni[48].

[modifica] Il periodo di supporto

Ogni versione ha un supporto ufficiale da parte di Canonical di 18 mesi con patch di sicurezza e aggiornamenti, ad eccezione delle versioni LTS (Long Term Support ossia supporto a lungo termine) che hanno un periodo di supporto esteso.

Una versione LTS riceve un lavoro supplementare di stabilizzazione, raffinamento e traduzione. Queste versioni hanno un periodo di supporto di 5 anni sia per i desktop che per i server (precedentemente al rilascio 12.04 LTS il supporto per la versione desktop era di soli 3 anni).[49] L'aggiornamento viene supportato da una versione LTS all'altra. È previsto il rilascio di una nuova versione LTS ogni due anni[50].

[modifica] Grumpy Groundhog

Nel 2005 è stato avviato il progetto della creazione di un ramo instabile con nome in codice Grumpy Groundhog (Marmotta Bisbetica). Nelle intenzioni, questo ramo servirebbe per vari test e per aggiungere nuove funzionalità, catturando il codice direttamente dal sistema di controllo versione dei vari programmi e applicazioni che fanno parte di Ubuntu.

Questo permetterebbe a sviluppatori o ad appassionati di avere una versione con tutti gli ultimissimi aggiornamenti, senza dover compilare da soli i pacchetti e fornendo così informazioni sulla stabilità degli stessi nelle varie architetture[51].

Il team di sviluppo dovrebbe eseguire un merge con Debian ogni sei mesi.
Questa particolare versione non è mai stata resa disponibile al pubblico ed il progetto stesso è da tempo in stallo[52].

[modifica] I componenti, o repository, ufficiali

In Synaptic, il gestore dei pacchetti in dotazione di Ubuntu, i pacchetti del gruppo Main vengono contrassegnati con il logo di Ubuntu.

Tutto il software liberamente installabile su Ubuntu viene diviso in quattro grandi componenti (anche detti repository, in pratica una divisione in categorie). Questi componenti sono gestiti dagli sviluppatori e permettono l'installazione di software partendo da un unico sito sicuro, senza dover cercare su internet.

Vengono anche chiamati Sorgenti Software e servono anche a evidenziare le differenze a livello di licenze e supporto disponibili. I componenti ufficiali di Ubuntu sono Main, Restricted, Universe e Multiverse (rispettivamente Principale, Ristretto, Universo e Multiverso).

Una installazione classica include pacchetti appartenenti solo ai componenti Main e Restricted[53]. Per installare gli altri componenti basta selezionarli nelle preferenze dei Sorgenti Software.

[modifica] Main

In questo componente è incluso solo software libero ed è pienamente supportato dal team di sviluppo.

Il software incluso risponde ai requisiti di licenza di Ubuntu; usano quindi una licenza libera approvata dalla Free Software Foundation. Viene garantito il supporto tecnico e gli aggiornamenti di sicurezza per tutto il periodo di supporto della versione.

Il componente Main può comunque contenere firmware e font, utilizzati dai software liberi di Main, che non possono essere modificati senza il permesso dei loro autori. Viene comunque garantita la redistribuzione di ciò che è compreso in Main.

[modifica] Restricted

Nel componente sono presenti programmi e funzionalità molto usate ma non disponibili con una licenza pienamente libera. Nella maggior parte dei casi si tratta di software proprietario, come i driver per schede video o per altro tipo di hardware. Il team di sviluppo può non fornire un pieno supporto data l'assenza del codice sorgente.

[modifica] Universe

Questo componente include la maggior parte dei programmi liberi in circolazione, con diversi tipi di licenza, che però non viene supportato direttamente dal team di Ubuntu. Lo scopo di questo componente è fornire un facile accesso al software libero senza costringere l'utente a eseguire ricerche su Internet o compilare il codice sorgente.

Se un programma trova gradimento presso l'utenza il team può decidere di spostarlo e supportarlo nel componente Main nella versione successiva di Ubuntu.

[modifica] Multiverse

Componente che raccoglie software non libero, detto non-free, come il plugin per Adobe Flash o il supporto mp3, che non viene supportato dal team di sviluppo.

Dato che questi plugin sono sviluppati senza il regolare pagamento delle licenze dei produttori che detengono i diritti dei relativi formati (come nel caso del plugin mp3, che viene sviluppato gratuitamente, violando quindi la licenza commerciale Fraunhofer sul formato mp3), all'installazione di uno di tali plugin l'utente viene avvisato dell'eventualità che la legislazione del proprio paese possa proibire l'uso di tale software, in quanto formalmente illegale causa violazione di licenze proprietarie.

[modifica] Distribuzioni derivate

CD ufficiali di Ubuntu, Kubuntu ed Edubuntu nella versione 7.10 (del 2007).

Ci sono diverse distribuzioni derivate da Ubuntu sia ufficiali che non ufficiali. Le varianti derivate da Ubuntu installano una diversa raccolta di pacchetti, e servono a rispondere a bisogni locali che Ubuntu non soddisfa (come una localizzazione, programmi di interesse nazionale o in un ambito specifico)[54].

Ogni variante ufficiale ha comunque la possibilità di installare software incluso in altre varianti semplicemente attingendo ai repository di Ubuntu (ad esempio, Kubuntu può installare pacchetti previsti per Xubuntu). Queste diverse versioni vengono sviluppate da gruppi di programmatori separati che cercano di portare alla distribuzione funzionalità differenti.

[modifica] Derivate ufficiali

[modifica] Derivate riconosciute

Le seguenti derivate sono ufficialmente riconosciute da Canonical dato il loro significativo apporto allo sviluppo di Ubuntu[61]

  • Gobuntu, versione privata di qualsiasi pacchetto proprietario e contenente quindi solo software libero[62];
  • Xubuntu, versione leggera basata sull'ambiente desktop Xfce. È indicata per computer obsoleti e/o poco potenti, per reti thin client, o per chi desidera particolari prestazioni, in termini di velocità, per la propria macchina[63];
  • Ubuntu Studio, versione derivata, riconosciuta e supportata. È rivolta alla produzione multimediale amatoriale e professionale[61];
  • Lubuntu, versione di Ubuntu che utilizza LXDE come desktop environment[64], permettendone così l'installazione anche su computer poco potenti.
  • Mythbuntu, derivata pensata per gestire un media center con MythTV, che usa l'ambiente desktop Xfce.[61]

[modifica] Derivate non ufficiali

Vi sono anche molte varianti non ufficiali che non sono supportate da Canonical e sono generalmente dei fork che nascono e crescono con differenti obiettivi. Hanno in genere dei repository separati da quelli ufficiali di Ubuntu. Eccone alcune:

[modifica] Creazione di una propria derivata

Con programmi come Ubuntu Customization Kit, Remastersys oppure Reconstructor si possono creare LiveCD personalizzati di Ubuntu, aggiungendo funzionalità o rimuovendo programmi non utilizzati.

[modifica] La comunità

Foto di gruppo dell'UDS per Maverick

Tutti gli utenti possono contribuire a Ubuntu aiutandone lo sviluppo, ad esempio con la segnalazione o la correzione dei bug o proponendo idee o aiutando i nuovi utenti sui forum di supporto. Alcune di queste attività sono sponsorizzate dalla Canonical[65]. Essa infatti coordina la formazione di team nazionali di supporto, sviluppo e assistenza denominati “Local Community Team” (detti anche “LoCo Team”) fornendo materiale, assistenza e hosting gratuito[66].

Inoltre per pianificare ogni nuovo rilascio viene svolto un incontro tra tutti gli sviluppatori nell'Ubuntu Developer Summit (UDS). Il summit è sempre aperto a tutti ed offre una occasione per una collaborazione fisica anziché online.

Le principali attività per collaborare sono:

  • Sviluppo: nella struttura Launchpad ogni programmatore può inserire caratteristiche o sviluppare il codice di ogni applicazione usando il sistema di controllo delle versioni Bazaar[67][54].
  • Documentazione: si possono documentare nella propria lingua le applicazioni attraverso i forum internazionali, locali o attraverso Launchpad (con il progetto Rosetta)[68][69].
  • Traduzione: attraverso i forum internazionali o locali o attraverso Launchpad si può contribuire alla traduzione delle applicazioni.[70]
  • Supporto: i nuovi utenti possono ottenere supporto attraverso Launchpad o sui forum[71][72].
  • Nuove idee (Idea Pool): attraverso Launchpad o sul sito internazionale si possono richiedere nuove caratteristiche o richieste particolari su nuove opzioni nelle future versioni di Ubuntu. Gli sviluppatori usano i suggerimenti per progettare le caratteristiche future della distribuzione.[73] Da Febbraio 2008 è stato istituito il sito "Ubuntu brainstorm" che raccoglie le idee, i desideri e i suggerimenti degli utenti del sistema[74].

[modifica] Successi e critiche

L'utilizzo e la popolarità di Ubuntu sono aumentati stabilmente dal 2004. È stata la distribuzione Linux più visitata su DistroWatch dal 2005 al 2010[75][76][77][78][79][80]. Mark Shuttleworth ha affermato che nel 2006 gli utilizzatori di Ubuntu fossero circa 8 milioni nel mondo[81].

Ubuntu nel 2005 è stata scelta dai lettori come migliore distribuzione nella LinuxWorld Conference and Expo (Esposizione e Conferenza mondiale su Linux) tenutasi a Londra[82]. Ha ricevuto critiche positive da pubblicazioni online e dalla stampa[83][84][85]. Ubuntu ha anche vinto nel 2007 l'Infoworld Bossie Award come "miglior sistema operativo open source"[86]. Ancora nel 2008 Ubuntu è risultata miglior distribuzione del Readers' Choice Awards di Linux Journal[87].

[modifica] Il rapporto e la compatibilità con Debian

Molti sviluppatori di Debian si sono risentiti della iniziale mancanza di riferimenti sul sito ufficiale di Ubuntu, nonostante il fatto che i pacchetti di Ubuntu siano per i tre quarti presi da Debian. Altri sviluppatori lamentarono una certa carenza di informazioni sul software libero. Dopo la segnalazione di queste incongruenze il sito ufficiale riporta per esteso il rapporto tra Ubuntu e Debian[43].

Una seconda diatriba ancora aperta tra le due distribuzioni è una parziale divergenza di alcuni pacchetti di Ubuntu che, pur utilizzando il formato Deb, non possono essere installati su Debian[88].

[modifica] Il supporto multimediale

L'installazione standard non prevede i codec che permettono all'utente di ascoltare musica Mp3 o vedere un DVD cifrato (come quelli commerciali)[89]. La decisione di non includere questi codec è dovuta a vari motivi:[90]

  • incertezza sulle licenze del formato Mp3, che imporrebbe un costo per la distribuzione;
  • la volontà di spingere l'utente a utilizzare formati aperti, come l'Ogg Vorbis;
  • incertezze legali, come l'utilizzo, considerato illegale in alcuni stati (per ragioni dovute a presunte violazioni di licenze commerciali), della libreria che permette la visione dei DVD crittati con CSS (non in Italia).

Dalla versione 10.10 Maverick Meerkat è possibile installare i codec direttamente in fase di installazione, selezionando la relativa opzione. Alternativamente, è comunque possibile installare i codec necessari semplicemente installando il pacchetto ubuntu-restricted-extras, compatibilmente con la legislazione locale.

Alcuni produttori, come Dell, hanno deciso di includere nativamente questi codec e librerie nei loro prodotti[91].

[modifica] Il supporto hardware

Una delle critiche più forti a Ubuntu, e su Linux in generale, è il limitato supporto per alcuni tipi di hardware, come alcuni modelli di stampanti multifunzione, penne wireless, schede video, scanner e webcam economiche. Inoltre, non sono supportati o necessitano di pesanti lavori di configurazione i cosiddetti softmodem, detti anche "WinModem". Tale mancanza impedisce l'uso di Internet su Ubuntu nelle zone senza copertura ADSL o GPRS/UMTS/HSDPA. Il problema è comune a tutte le distribuzioni Linux e deriva dal mancato supporto da parte dei costruttori e dei distributori di hardware. Alcuni di essi infatti non forniscono i driver o le specifiche dei loro dispositivi[92][93].

Su sistemi operativi proprietari, come Windows, il sistema si avvale, tipicamente, di driver realizzati dai produttori dei vari dispositivi o, nel caso specifico, da Microsoft. In ambito Linux, invece, molti driver vengono scritti dagli sviluppatori stessi del kernel di Linux o da appartenenti a iniziative Open Source; possono quindi tardare a essere rilasciati e, in alcune occasioni, mancare del tutto. Esistono comunque per alcuni prodotti hardware driver realizzati dal produttore. Sono da rimarcare le differenze di installazione dei driver tra un sistema Linux e un sistema proprietario quale Windows[93]. Mentre un sistema Windows (tipicamente fino a XP/Vista) deve usare i driver forniti dal costruttore del dispositivo, ad esempio su CdRom, in Ubuntu questi driver si possono già trovare nel sistema; il dispositivo viene riconosciuto e utilizzato senza l'intervento dell'utente[92]. Se il driver manca può essere necessario chiedere assistenza sui forum o in rete o al produttore. Alcuni driver per Windows si possono usare su Ubuntu usando un software chiamato NDISwrapper, spesso utilizzato per i dispositivi wireless. In taluni casi si è costretti a non poter utilizzare il dispositivo fino ad un nuovo aggiornamento del kernel Linux il quale, ad ogni rilascio, aumenta il numero di dispositivi hardware supportati.

Il sito ufficiale raccomanda di usare solo hardware supportato ed evitare di comprare dispositivi i cui costruttori non rilasciano specifiche o driver, dato che questo comportamento limita la scelta dell'utente finale a usare software libero.[senza fonte] Per questo motivo, Canonical Ltd. ha testato diversi componenti e ha stilato un elenco di quelli compatibili con Ubuntu, creando così due marchi di garanzia, Ubuntu Certificate, usato dai rivenditori, e Ubuntu Ready, usato da Canonical[94].

[modifica] Note

  1. ^ Mark Shuttleworth. (EN) Announcing Ubuntu 4.10 "The Warty Warthog Release". ubuntu.com. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  2. ^ Kate Stewart. (EN) Ubuntu 11.10 (Oneiric Ocelot) released!!. ubuntu.com. URL consultato il 13 ottobre 2011.
  3. ^ a b (EN) Supported Architectures. URL consultato il 03 gennaio 2009.
  4. ^ Mark Shuttleworth. (EN) N-imal?. 17 agosto 2010. URL consultato il 13 ottobre 2011.
  5. ^ Mark Shuttleworth. (EN) P is for.... 5 ottobre 2011. URL consultato il 13 ottobre 2011.
  6. ^ (EN) Slogan ufficiale di Ubuntu. URL consultato il 26 febbraio 2008.
  7. ^ (EN) Frequently Asked Questions
  8. ^ a b (EN) La storia di Ubuntu. URL consultato il 21 febbraio 2008.
  9. ^ (EN) New Ubuntu Foundation Announced. URL consultato il 23 aprile 2011.
  10. ^ (EN) The Ubuntu Foundation. URL consultato il 24 febbraio 2008.
  11. ^ (EN) Ubuntu FAQ. Funding. URL consultato il 28 ottobre 2009.
  12. ^ (EN) Ubuntu's African Roots. URL consultato il 06 luglio 2007.
  13. ^ Paul G. Sery, Chapter 1 in Ubuntu Linux For Dummies, John Wiley & Sons, 2007.
    «At its core, Ubuntu means that the members of a community take care of each other and the community itself. The creators of Ubuntu Linux took this philosophy of commitment to community to drive their creation.».
  14. ^ (EN) Features. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  15. ^ Applicazioni. URL consultato il 21 aprile 2008.
  16. ^ Lucid/allpackages. URL consultato il 21 aprile 2008. la lista completa di tutte le applicazioni disponibili per Ubuntu 10.04 Lucid Lynx comprende circa 38.000 pacchetti
  17. ^ (EN) Translation status by language. URL consultato il 15 giugno 2009.
  18. ^ Amministrazione Sistema - Ubuntu in Italiano. URL consultato il 22 febbraio 2008.
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