GNU General Public License
GNU GPLv3 Logo |
|
| Autore | Free Software Foundation |
|---|---|
| Versione | 3 |
| Editore | Free Software Foundation, Inc. |
| Data di pubblicazione | 29 giugno 2007 |
| Compatibile con DFSG | Si |
| Software Libero | Si |
| Approvata OSI | Si |
| Copyleft | Si |
| Linking da codice sotto differente licenza | No |
La GNU General Public License è una licenza per software libero. È comunemente indicata con l'acronimo GNU GPL o semplicemente GPL.
La GNU GPL versione 1.0, basata su una licenza simile usata per le prime versioni di GNU Emacs, originariamente stesa nel 1989 da Richard Stallman ed Eben Moglen per distribuire i programmi creati nell'ambito del Progetto GNU. Nel 1991 viene pubblicata la versione 2.0, che negli anni successivi diventa la licenza di software libero per antonomasia. Nel 1997 appare fra le licenze conformi alle Debian Free Software Guidelines (DFSG), ovvero le linee guida del progetto Debian. Nel 1998, alla nascita della Open Source Initiative, appare nel primo elenco di licenze open source. Il 29 giugno 2007 la Free Software Foundation pubblica la versione 3 della licenza.
Contrapponendosi alle licenze per software proprietario, la GNU GPL assicura all'utente libertà di utilizzo, copia, modifica e distribuzione. La GPL ha incontrato un gran successo fra gli autori di software sin dalla sua creazione, ed è oggi la più diffusa licenza per il software libero.
Indice |
[modifica] Principali caratteristiche
Come ogni licenza software, la GPL è un documento legale associato al programma rilasciato sotto tale licenza. Come ogni licenza di software libero, essa concede ai licenziatari il permesso di modificare il programma, di copiarlo e di ridistribuirlo con o senza modifiche, gratuitamente o a pagamento.
Rispetto alle altre licenze di software libero, la GPL è classificabile come "persistente" e "propagativa".
È "persistente" perché impone un vincolo alla redistribuzione: se l'utente distribuisce copie del software, deve farlo secondo i termini della GPL stessa. In pratica, deve distribuire il testo della GPL assieme al software e corredarlo del codice sorgente o di istruzioni per poterlo ottenere ad un costo nominale. Questa è la caratteristica principe della GPL, il concetto ideato da Richard Stallman e da lui battezzato copyleft. L'effetto che realizza è l'esatto opposto di quello che produce invece il termine copyright: infatti il suo scopo è mantenere libero un programma una volta che esso è stato posto sotto GPL, anche se viene migliorato correggendolo e ampliandolo. Si noti che, escludendo la possibilità che l'output sia un lavoro derivato del programma, il copyleft si applica solo al software e non alla sua uscita.
È "propagativa" perché definisce nel testo una particolare interpretazione di "codice derivato", tale che in generale l'unione di un programma coperto da GPL con un altro programma coperto da altra licenza può essere distribuita sotto GPL, o in alternativa non essere distribuita affatto. Nel primo caso si dice che l'altra licenza è "compatibile con la GPL"; nel secondo caso che non lo è. Questa caratteristica è indicata come strong copyleft nella terminologia della FSF. Il suo scopo è evitare che la persistenza venga via via indebolita apportando modifiche coperte da un'altra licenza meno libera, inficiando così lo scopo di mantenere libero il software coperto dalla GPL.
[modifica] Altre caratteristiche
L'utente è tenuto a rendere disponibile il codice sorgente del software alle persone che ne hanno ricevuto una copia o, in alternativa, accompagnare il software con una offerta scritta di rendere disponibile il sorgente su richiesta a prezzo nominale.
Le versioni modificate di un programma sotto GNU GPL sono soggette al vincolo di copyleft solo in caso di distribuzione, cioè quando il software viene ceduto da un'entità giuridica ad un'altra. Non esiste alcun obbligo di distribuzione, in nessun caso.
La GPL impone delle condizioni a chi ridistribuisce il software. La base giuridica di queste condizioni sta nel fatto che la licenza specifica che, non accettandole, essa diventa nulla, e quindi non concede alcun permesso. In particolare, essendo il software protetto dalla legge sul diritto d'autore e dalle norme internazionali sul copyright, l'utente non ha alcun diritto di modifica, copia o ridistribuzione al di fuori di quelle concesse dalla licenza.
[modifica] Diritti sul testo della licenza
La Free Software Foundation (FSF) detiene i diritti di copyright sul testo della GNU GPL, ma non detiene alcun diritto sul software da essa coperto.
La GNU GPL non è liberamente modificabile: solo la copia e la distribuzione sono permesse. La FSF permette di creare nuove licenze basate sulla GNU GPL, a patto che tali licenze non usino lo stesso preambolo senza permesso. Dato che, solitamente, la nuova licenza non è compatibile con la GNU GPL, la FSF sconsiglia di creare versioni modificate.
[modifica] Garanzia
Non esiste alcun tipo di garanzia per il programma concesso, che viene dato in uso gratuitamente. Viene distribuito "così com'è", privo di garanzie alcune da parte del detentore di copyright. Sarà l'acquirente a rischiare sulla qualità e le prestazioni del programma che sta utilizzando. Nel caso in cui ci fossero delle malfunzionalità o difetti, sarà lo stesso acquirente che dovrà provvedere a sue spese ad una eventuale riparazione. Infatti, in questi casi, non vi è nessun responsabile perseguibile per la mancanza, la malfunzionalità o i danni che può riscontrare l'acquirente (dalla corruzione e perdita dei dati, all'impossibilità di utilizzare propriamente il programma), a meno che non sia richiesto dalle leggi dello Stato o sia dichiarato in un accordo ufficiale scritto in precedenza.
[modifica] Versione 3 della licenza GPL
La GPL versione 3 chiarisce alcuni concetti utilizzati nel testo della licenza in modo da renderla più facilmente applicabile a legislazioni diverse da quella americana.
Probabilmente l'innovazione più significativa della GPLv3 è la difesa contro un aggiramento della GPLv2 noto come tivoization, che consiste nel distribuire il codice sorgente assieme ad un programma che gira su una piattaforma proprietaria, la quale però rifiuta di eseguire il programma modificato, rendendo così di fatto inutile l'accesso al codice sorgente.
Durante la gestazione della GPLv3 era stata discussa l'introduzione dell'obbligo di distribuire il codice per i programmi che girano su un computer remoto (come ad esempio un sito web). La decisione finale fu di non includere l'obbligo nella GPLv3, ma di creare una nuova licenza che lo prevedesse, la GNU Affero General Public License.
La maggior parte dei programmi con licenza GPLv2 utilizza il seguente testo approvato dalla FSF: «This program is free software; you can redistribuite it and/or modify it under the terms of the GNU/General Pubblic License as published the Free software Foundation; either version 2 of the License, or (at your opinion) any later version».
Questo testo non significa che i programmi passeranno automaticamente alla versione successiva della licenza, ma solo che questi programmi ottengono automaticamente i permessi aggiuntivi della licenza successiva e non le eventuali clausole restrittive. Quindi, se lo sviluppatore vorrà far valere per intero la licenza successiva dovrà cambiare il testo in «[...] either version 3 of the License, or (at your opinion) any later version».
Tuttavia, altri programmi specificano esplicitamente l'utilizzo della versione 2 della GPL (tra questi, Linux) per mantenere il controllo esplicito sulla licenza utilizzata e per evitare di assecondare implicitamente le posizioni della FSF.
Lo stesso Linus Torvalds, in effetti, è stato inizialmente contrario alla licenza GPLv3 per gli atteggiamenti di "crociata" contro la tivoization che le prime bozze avevano al loro interno. «Secondo me uno dei motivi per cui Linux ha avuto tanto successo è la qualità del progetto, non certo l'atteggiamento di crociata che molti gli vogliono attribuire» ha dichiarato Linus Torvalds. Infine ha ribaltato la posizione di Richard Stallman: «non è la GPL ad aver reso famoso GNU/Linux, ma è Linux ad aver reso "presentabile" la GPL, essendo dannatamente meno integralista di quello che la FSF vuole». Pur dopo il rilascio della nuova versione della licenza, Torvalds è rimasto scettico, dichiarando che Linux non verrà distribuito con licenza GPLv3[1].
[modifica] Copyright del GPL
Lo stesso testo della GPL è protetto da copyright, detenuto dalla FSF (Free Software Foundation), che però non detiene i diritti d'autore di un'opera rilasciata sotto la licenza GPL, a meno che l'autore non assegni esplicitamente tali diritti alla FSF. Quando avviene una violazione di licenza solo i titolari del copyright individuale possono citare in giudizio. La FSF permette alle persone di creare nuove licenze in base al GPL, ma avviene raramente, poiché tali licenze sono tendenzialmente incompatibili con la GPL. Altre licenze create dal progetto includono la GNU Lesser General Public License e la GNU Free Documentation License.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di o su GNU General Public License
Commons contiene file multimediali su GNU General Public License
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Testo originale dell'ultima versione della licenza
- (EN) Testi originali delle licenze GNU precedenti
- Testo in italiano della licenza v.2 (non ufficiale)
- Testo in italiano della licenza v.3
- Le FAQ della GNU GPL in italiano
- Violazioni delle licenze GPL, LGPL e GFDL
- (EN) Il Quiz sulla GNU GPL e GNU LGPL