Debian

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Debian GNU/Linux
Logo
Debian 7.0 (Wheezy) con GNOME
Debian 7.0 (Wheezy) con GNOME
Sviluppatore Debian Project
Famiglia SO Unix-like
Modello del sorgente Software libero
Release iniziale 0.01 (16 agosto 1993)
Release corrente 7.5 (Wheezy) (26 aprile 2014 [1])
Tipo di kernel Linux Kernel monolitico (3.2.0) e kernel di FreeBSD Kernel monolitico
Piattaforme supportate x86-based (i386), EM64T (amd64), HP Alpha (alpha), ARM (arm e armel), PA-RISC (hppa), IA-64 (ia64), MIPS (big endian, mips e little endian, mipsel), PowerPC (powerpc), SPARC (sparc), S/390 (s390)[2][3]
Licenza GNU/GPL
Stadio di sviluppo Stabile
Sito web www.debian.org

Debian [ˈdɛbiən], creata dal Debian Project, è un sistema operativo per computer composto solo da software libero[4], anche se può usare, tramite l'aggiunta di appositi repository, anche software proprietario o software libero basato su software non libero[5]. Viene sviluppata attraverso la collaborazione di volontari da ogni parte del mondo e fornisce più di un semplice sistema operativo: viene distribuito con oltre 37 000 pacchetti, programmi già compilati e impacchettati in modo tale da permettere installazioni facili[5].

La forma principale, Debian GNU/Linux utilizza Linux come kernel (la parte centrale di un sistema operativo) e programmi di utilità provenienti dal progetto GNU. Per questo prende il nome di GNU/Linux[5].

Il nome Debian è stato coniato dal fondatore del progetto, Ian Murdock, unendo il proprio nome e le prime tre lettere di quello della sua fidanzata (ora ex-moglie[6]) Debra[7].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il progetto Debian è stato fondato da Ian Murdock nel 1993, non soddisfatto dalla distribuzione Linux diffusa all'epoca, la SLS, egli tentò dapprima di modificarla, poi decise di creare una distribuzione alternativa, partendo da zero.

Alcune tappe importanti:

Organizzazione del progetto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Debian Free Software Guidelines.

Il Progetto Debian si distingue da tutti gli altri per la sua peculiare forma di organizzazione. La sua struttura infatti si ispira a quella di una vera e propria società democratica, tanto che il documento che stabilisce le regole interne al progetto è chiamato Costituzione Debian[12]. Un altro importante documento è il Contratto Sociale[11] che esprime l'impegno del progetto in favore del software libero e dei suoi utenti.

Tutti i partecipanti al progetto sono volontari e non esiste un'azienda di riferimento che lo finanzi; tutte le spese sono pagate dalle donazioni raccolte attraverso "Software in the Public Interest" (SPI Inc.), una organizzazione non-profit per i progetti di software libero. Debian è quindi considerata da molti come la sola tra le maggiori distribuzioni di Linux ad essere libera da interessi commerciali.

Non esiste una struttura gerarchica né ruoli dirigenziali; vi sono solo alcuni membri del progetto ai quali sono demandate delle funzioni specifiche, ad esempio la gestione dei server e dell'archivio dei pacchetti (ftp-master) o il coordinamento della pubblicazione delle versioni stabili (release manager). L'unico ruolo "di comando" è quello di Debian Project Leader[28], formalmente a capo del progetto, che viene eletto con mandato annuale; ma anche questo incarico è principalmente rappresentativo e di coordinamento e i suoi poteri effettivi sono limitati. Tutte le decisioni più importanti vengono prese a maggioranza dai Debian Developer, cioè i membri ufficiali del progetto (attualmente sono circa 1000), tramite votazione.

Le discussioni interne al progetto si svolgono generalmente sulle numerose mailing list di Debian, ognuna dedicata a uno specifico argomento. Non sono infrequenti discussioni accese e talvolta veri e propri litigi. Alcuni ne ricavano l'impressione che il tasso di conflittualità all'interno del progetto sia molto alto; altri replicano che in altri progetti vi è presumibilmente un tasso ancora più alto, ma non viene percepito all'esterno perché le discussioni non sono pubbliche.

Debian Project Leader dal 1993 al 2013[modifica | modifica sorgente]

Il Debian Project Leader (DPL) è la persona che rappresenta in tutto il mondo il progetto Debian e ne definisce le linee guida.[29] Il progetto ha avuto i seguenti leader:[30]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Debian è conosciuta per la sua aderenza alle filosofie di GNU e del software libero, le rigide politiche riguardo alla qualità dei pacchetti e le release, il modo aperto di sviluppare e testare il software e la libertà di scelta concessa all'utente.

Il progetto Debian ha tra i suoi obiettivi quello di creare "il sistema operativo universale": sono stati sviluppati dei port per altri kernel, fra i quali GNU Hurd, Solaris, NetBSD, e FreeBSD. Di questi port l'unico ad essere stato pubblicato ufficialmente è quello con kernel FreeBSD (Debian GNU/kFreeBSD).

In realtà, con Debian, parlare di sistema operativo risulta estremamente riduttivo: la stessa tradizionale suddivisione tra software di sistema e software applicativo perde di significato, in quanto l'intero parco software è gestito sempre in modo identico, indifferentemente dalla funzione svolta dal singolo programma. Tutti i programmi distribuiti vengono infatti compilati e resi disponibili sotto forma di pacchetti software coerenti tra loro, in modo che siano il più possibile compatibili e facilmente gestibili. In modo simile funzionano FreeBSD, OpenBSD e derivati.

L'ultima versione stabile di Debian contiene circa 37 000 pacchetti[5] per una decina di architetture, che vanno dall'architettura ARM, comunemente utilizzata nei sistemi embedded e il Mainframe IBM s390, alle più comuni x86 e AMD64 presenti nei moderni personal computer.

In questa versione è stato inserito anche un programma di installazione grafico, è possibile utilizzarlo digitando installgui o expertgui.

Sistema di gestione dei pacchetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Advanced Packaging Tool, Dpkg e deb.
Icona di un pacchetto.

Debian è anche conosciuta per il suo sistema di gestione dei pacchetti. Questi vengono gestiti a basso livello da dpkg: tutti gli altri programmi si interfacciano con questo.

Il principale gestore di pacchetti "ad alto livello" è APT (Advanced Packaging Tool), introdotto dalla versione 2.1. Questo programma integra un sistema di risoluzione delle dipendenze, la possibilità di effettuare molto facilmente un upgrade (di alcuni pacchetti o dell'intero sistema operativo) e la possibilità di passare da una release ad un'altra. L'installazione, la configurazione e la rimozione dei pacchetti è semplificata e flessibile, e non necessita quasi mai di un boot del computer, così come è supportato l'aggiornamento di programmi in esecuzione. È possibile inoltre mescolare pacchetti provenienti da differenti release di Debian, creando un sistema ibrido.

Front-ends a linea comando di APT sono apt-get e aptitude mentre come front-ends grafici sono presenti Synaptic e il Software Center.

Repository[modifica | modifica sorgente]

I pacchetti di Debian sono raccolti in archivi (repository) accessibili via Internet. I pacchetti contenuti negli archivi delle varie release sono raggruppati per tipo di licenza software nelle seguenti sezioni:

  • main: solo software libero senza alcuna dipendenza non libera.
  • contrib: software libero che però dipende da altri pacchetti non liberi per funzionare.
  • non-free: software non libero (ma comunque distribuibile gratuitamente).
  • in passato vi era anche una sezione non-US contenente software crittografico che per motivi legali non poteva essere esportato dagli Stati Uniti. In seguito la legge è stata modificata eliminando la necessità di questa sezione.

Ufficialmente la distribuzione Debian GNU/Linux è costituita unicamente dalla sezione main (infatti Debian si dichiara "100% free software"). Le sezioni contrib e non-free sono rese disponibili come un servizio aggiuntivo a discrezione degli utenti.

I repository Debian contengono anche i sorgenti di tutti i pacchetti di software libero. È possibile ricompilare qualsiasi pacchetto (o anche tutti i pacchetti dell'intero sistema in una sola volta) tramite l'uso del pacchetto apt-build, che però al momento non è considerato completamente stabile.

Pacchetti del kernel[modifica | modifica sorgente]

Debian include inoltre la possibilità di ricompilare e nel contempo pacchettizzare un kernel personalizzato, così come, attraverso il pacchetto module-assistant, quella di semplificare notevolmente la compilazione e pacchettizzazione di nuovi moduli del kernel, automatizzandone il download dei sorgenti, la preparazione dell'ambiente per la compilazione e perfino la compilazione per architetture multiple.

Architetture supportate[modifica | modifica sorgente]

La versione corrente (Wheezy) supporta le seguenti architetture[2][3]; tra parentesi è indicata la sigla Debian:

  1. Intel x86-based (i386)
  2. AMD64 & Intel EM64T (amd64)
  3. ARM (armel e armhf per i dispositivi con unità di calcolo in virgola mobile)
  4. Intel IA-64 (ia64)
  5. MIPS (big endian, mips e little endian, mipsel)
  6. IBM/Motorola PowerPC (powerpc)
  7. Sun SPARC (sparc)
  8. IBM S/390 e zSeries (s390)
  9. IBM System z (s390x)

Port non ufficiali[modifica | modifica sorgente]

I port non ufficiali[3] sono quei port il cui sviluppo è stato interrotto (principalmente a causa della mancata disponibilità di macchine con una certa architettura hardware sul mercato), o che non sono mai stati ufficialmente pubblicati con una versione stabile.

Port Linux[modifica | modifica sorgente]
  1. HP Alpha (alpha), interrotto, pubblicato per la prima volta nella versione 2.1, non ha raggiunto i requisiti per essere incluso in Squeeze (6.0)
  2. ARM (arm), interrotto, pubblicato per la prima volta con la versione 2.2, non ha raggiunto i requisiti per essere incluso nel in Squeeze (6.0)
  3. Atmel AVR (avr32), in lavorazione
  4. HP PA-RISC (hppa), interrotto, pubblicato per la prima volta con la versione 3.0, non ha raggiunto i requisiti per essere incluso in Squeeze (6.0)
  5. Renesas RISC (m32), abbandonato, port per i processori RISC a 32-bit della Renesas Technology
  6. Motorola 68k (m68k), interrotto, pubblicato per la prima volta con la versione 2.0, non ha raggiunto i requisiti per essere incluso in Etch (4.0)
  7. Hitachi SuperH (sh), in preparazione
Port non-Linux[modifica | modifica sorgente]
  1. Hurd x86-based (hurd-i386), in lavorazione
  2. NetBSD x86-based (netbsd-i386), abbandonato
  3. NetBSD HP Alpha (netbsd-alpha), abbandonato

Port non Linux[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Varianti GNU.
Debian GNU/Hurd
Tentativo di creare un sistema operativo interamente GNU, che usi il Kernel Hurd.
Debian GNU/NetBSD
Tentativo di port dell'intero sistema operativo Debian su kernel NetBSD.
Debian GNU/kFreeBSD
Port dell'intero sistema Debian su kernel FreeBSD.

Politiche di stabilità[modifica | modifica sorgente]

Il Progetto Debian è famoso nella comunità open source per la maniacalità con cui ogni singolo pacchetto viene testato, al fine di eliminare (in linea teorica) ogni possibile malfunzionamento.

Per comprendere meglio i requisiti di stabilità del progetto, è sufficiente ricordare che i pacchetti ufficiali della maggior parte delle distribuzioni (come ad esempio Fedora o Mandriva) hanno una stabilità classificabile fra il ramo unstable e quello testing del progetto Debian.

Questa politica estremamente rigida ha però prodotto quello che secondo molti è l'aspetto più negativo e sicuramente il più controverso del progetto, ovvero la lentezza nel ritmo degli aggiornamenti.

Sebbene il ramo testing sia nella maggior parte dei casi abbastanza affidabile per l'utenza domestica (e per questo spesso preferito al ramo stabile, specialmente in ambiente desktop), la scarsa frequenza degli aggiornamenti ha provocato la migrazione di molti utenti ad altre distribuzioni, come ad esempio Ubuntu (che secondo molti è nata proprio con l'intento di offrire un sistema operativo simil-Debian con un ciclo di sviluppo più accettabile).

È tuttavia da notare che ogni versione non rimane immutata durante il suo periodo di vita, poiché il software di ogni release stabile viene continuamente aggiornato, rendendo possibile mantenere sempre il passo con la risoluzione di problemi di sicurezza tramite il tool apt-get.

Aggiornamento di "mezza vita"[modifica | modifica sorgente]

Per la prima volta dall'inizio della distribuzione Debian, il 26 luglio 2008, è uscito un kernel dichiarato stabile (2.6.24) chiamato "etch-and-a-half", letteralmente "Etch-e-mezzo" che può essere sostituito a quello ufficiale di Etch, il 2.6.18. Questo aggiornamento, oltre a permettere il supporto di periferiche nuove, permette l'installazione di tutti quei pacchetti che si appoggiano al 2.6.24 senza dover necessariamente passare alla testing.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Debian GNU/Linux viene sviluppata secondo un modello organizzativo per il quale sono mantenute parallelamente diverse versioni: stable, testing, unstable, oldstable, experimental. Queste versioni si differenziano per la frequenza con cui vengono aggiornate[31].

Stable[modifica | modifica sorgente]

La distribuzione stable (stabile) è l'ultima versione ufficiale di Debian GNU/Linux. Una nuova versione viene pubblicata quando gli sviluppatori ritengono che essa soddisfi i severi requisiti di stabilità e affidabilità autoimposti da Debian. L'attuale è la versione 7.5 "wheezy"[32].

Occorre sottolineare che il concetto di stable (stabile) non si riferisce al grado di affidabilità di funzionamento del software, ma al fatto che il software, una volta dichiarato stabile, non subirà nessuna modifica, e manterrà le stesse funzionalità senza introdurne ulteriori: in altre parole, un software dichiarato stabile non subisce aggiunte di nuove funzionalità ma semplicemente mantenuto (cioè vengono corretti gli errori di programmazione e/o i problemi di sicurezza).

Un software stabile è tendenzialmente più sicuro poiché evitare di introdurre nuove funzionalità equivale a non aggiungere possibili bachi di programmazione, per cui, con l'andare del tempo, un software stabile diventa sempre più sicuro/affidabile man mano che nuovi bachi vengono scoperti e corretti. L'assenza di bachi è la caratteristica maggiormente ricercata dagli amministratori di sistemi informatici, e questo è uno dei motivi per cui la versione stable di Debian riscontra un buon successo tra coloro che installano macchine con funzionalità di server[33].

Testing[modifica | modifica sorgente]

La distribuzione testing contiene quei pacchetti che sono già stati testati nel ramo unstable per un certo periodo di tempo e che vengono considerati sufficientemente stabili e con un basso numero di bug[34]. Quando la comunità decide che è giunta l'ora di diffondere una nuova versione stabile, la distribuzione testing viene "congelata" per un certo numero di mesi, ovvero non vengono più immessi pacchetti last release provenienti dal ramo unstable, ma solo patch delle versioni dei pacchetti congelati. Quando tutti i release-critical bugs sono stati tutti interamente risolti, solo allora la testing diventa stable, e successivamente viene creato un nuovo ramo testing facendo un fork della nuova stable.

Ha il non trascurabile vantaggio di includere le versioni più aggiornate del software, quindi indicata per un Desktop che intenda utilizzare hardware e tecnologie recenti. Ovviamente i test sulla stabilità e sicurezza non sono ancora definitivi, anche se dal 9 settembre 2005 è previsto il supporto ufficiale del Security Team Debian sul ramo testing.

Il nome in codice dell'attuale distribuzione testing è "jessie".

Unstable[modifica | modifica sorgente]

La distribuzione unstable è la versione di sviluppo di Debian. Contiene il software più aggiornato a disposizione degli utenti Debian, sconsigliato per postazioni Server o se la sicurezza e la stabilità sono ritenuti parametri critici. Viene comunque ritenuta da molti utenti sufficientemente stabile per essere usata da loro. Il suo nome in codice (che non viene mai cambiato in quanto non vengono fatti aggiornamenti di questa distribuzione) è "Sid"[35].

Oldstable[modifica | modifica sorgente]

La distribuzione oldstable è la versione stabile precedente a quella corrente. Essa viene mantenuta nell'archivio di Debian fino alla diffusione di una nuova versione stabile, al che viene sostituita dalla successiva. La versione attuale è la 7.0 "Wheezy". La versione precedente, ovvero la Oldstable attuale è la 6.0 "Squeeze".

Experimental[modifica | modifica sorgente]

Non è una vera e propria distribuzione in quanto non contiene tutti i pacchetti, ma solo le nuove versioni di pacchetti per cui viene ritenuta necessaria una fase preliminare di prova prima di immetterli nella distribuzione unstable. Non ha un nome in codice.

Nomi delle versioni[modifica | modifica sorgente]

I nomi in codice delle distribuzioni Debian sono mutuati dal nome dei personaggi del film di animazione Toy Story - Il mondo dei giocattoli, e sono riportati di seguito[36]:

  • 1.1 - Buzz, uscita il 17 giugno 1996
  • 1.2 - Rex, uscita il 12 dicembre 1996
  • 1.3 - Bo, uscita il 2 giugno 1997
  • 2.0 - Hamm, uscita il 24 luglio 1998
  • 2.1 - Slink, uscita il 9 marzo 1999
  • 2.2 - Potato, uscita il 15 agosto 2000
  • 3.0 - Woody, uscita il 19 luglio 2002
  • 3.1 - Sarge, uscita il 6 giugno 2005
  • 4.0 - Etch, uscita l'8 aprile 2007
  • 5.0 - Lenny, uscita il 14 febbraio 2009
  • 6.0 - Squeeze, uscita il 6 febbraio 2011
  • 7.0 - Wheezy, uscita il 4 maggio 2013
  • testing -- jessie
  • unstable -- Sid

Non esiste una versione 1.0 a causa di un problema con un rivenditore di software, che aveva messo in vendita una versione beta di Debian etichettandola come versione 1.0, senza l'approvazione del progetto. Per evitare confusione si decise quindi di saltare questo numero di versione e iniziare dalla 1.1.

Mentre tutte le versioni stabili (e testing, future stabili) hanno nomi di giocattoli, il nome della versione unstable (Sid) è quello del bambino che nel film rompe i giocattoli. Alcuni interpretano Sid anche come l'acronimo di still in development ("ancora in sviluppo").

Periodicamente sono pubblicate delle revisioni della versione stable corrente (chiamate point release) che includono gli aggiornamenti di sicurezza pubblicati fino a quel momento e altri aggiornamenti che risolvono bachi importanti. Queste revisioni vengono identificate incrementando il minor number, cioè il numero a destra del punto.

Ad esempio, le revisioni dell'attuale versione di Debian sono, finora:

  • 7.1 - uscita il 15 giugno 2013
  • 7.2 - uscita il 12 ottobre 2013
  • 7.3 - uscita il 14 dicembre 2013
  • 7.4 - uscita l'8 febbraio 2014
  • 7.5 - uscita il 26 aprile 2014

Questo schema è stato adottato con la diffusione della prima point release di Wheezy e si tratta del secondo cambiamento del modo con cui Debian identifica le revisioni: fino a Debian 4.0, infatti, le revisioni alla versione corrente venivano identificate aggiungendo al numero di versione una lettera r seguita dal numero della revisione.

Ad esempio le revisioni di Debian 4.0 "Etch" sono state:

  • 4.0r1 - uscita il 17 agosto 2007
  • 4.0r2 - uscita il 27 dicembre 2007
  • 4.0r3 - uscita il 17 febbraio 2008
  • 4.0r4 - uscita il 26 luglio 2008
  • 4.0r5 - uscita il 23 ottobre 2008
  • 4.0r6 - uscita il 18 dicembre 2008
  • 4.0r7 - uscita il 10 febbraio 2009
  • 4.0r8 - uscita l'8 aprile 2009
  • 4.0r9 - uscita il 22 maggio 2010

In Debian 5.0 e 6.0 le point release vengono identificate con un micro version number, cioè aggiungendo al numero di versione un punto seguito dal numero della revisione. Il minor release number (la cifra che si trova al centro del numero di versione) doveva servire per identificare gli aggiornamenti di mezza vita[37], che non furono mai rilasciati per Lenny e Squeeze.

Ad esempio, le revisioni della precedente versione di Debian sono, finora:

  • 6.0.1 - uscita il 18 marzo 2011
  • 6.0.2 - uscita il 25 giugno 2011
  • 6.0.3 - uscita l'8 ottobre 2011
  • 6.0.4 - uscita il 28 gennaio 2012
  • 6.0.5 - uscita il 12 maggio 2012
  • 6.0.6 - uscita il 29 settembre 2012
  • 6.0.7 - uscita il 23 febbraio 2013
  • 6.0.8 - uscita il 20 ottobre 2013
  • 6.0.9 - uscita il 15 febbraio 2014

Calendario[modifica | modifica sorgente]

Squeeze[modifica | modifica sorgente]

Dopo circa 2 anni dalla diffusione di debian 5.0 Lenny, il 6 febbraio 2011 viene pubblicata Debian 6.0 Squeeze; la novità maggiore è la disponibilità, a fianco della storica versione GNU/Linux, anche una versione con kernel FreeBSD[23].

Debian 6.0 Squeeze introduce in anteprima due nuovi port del kernel del progetto FreeBSD sul sistema Debian/GNU: Debian GNU/kFreeBSD per i PC a 32-bit (kfreebsd-i386) e a 64-bit (kfreebsd-amd64). Questi port sono in assoluto i primi inclusi in una versione di Debian a non essere basati sul kernel Linux. Il supporto ai comuni programmi server è solido e unisce le funzionalità esistenti delle versioni di Debian basate su Linux con le peculiarità del mondo BSD. Tuttavia, per questa versione i due nuovi port sono limitati: alcune funzionalità avanzate per il desktop non sono ancora supportate.

Un'altra novità assoluta è un kernel Linux completamente libero, che non contiene più firmware problematici: questi sono stati divisi in pacchetti separati e spostati al di fuori dell'archivio principale Debian nell'area non-free dell'archivio, la quale non è abilitata in maniera predefinita. In questo modo gli utenti Debian hanno la possibilità di utilizzare un sistema operativo completamente libero ma possono comunque scegliere, se necessario, di usare i firmware non free. I firmware necessari durante l'installazione possono essere caricati dal sistema di installazione; sono anche disponibili immagini CD e archivi tar speciali per installazioni basate su USB[38].

Inoltre, Debian 6.0 introduce un sistema di avvio basato sulle dipendenze, rendendo così più rapida e robusta la partenza del sistema tramite l'esecuzione parallela degli script d'avvio e il corretto tracciamento delle loro dipendenze. Diverse altre modifiche, come l'introduzione dell'ambiente KDE Plasma Netbook, fanno sì che Debian si avvicini di più al mondo dei netbook compatti.

Questa versione include le ultime versioni disponibili di molti software, tra i quali:

  • KDE Plasma Workspaces e KDE Applications 4.4.5
  • una versione aggiornata dell'ambiente desktop GNOME 2.30
  • l'ambiente desktop Xfce 4.6
  • LXDE 0.5.0
  • X.Org 7.5
  • OpenOffice.org 3.2.1
  • GIMP 2.6.11
  • Iceweasel 3.5.16 (una versione di Mozilla Firefox priva del marchio)
  • Icedove 3.0.11 (una versione di Mozilla Thunderbird priva del marchio)
  • PostgreSQL 8.4.6
  • MySQL 5.1.49
  • GNU Compiler Collection 4.4.5
  • Linux 2.6.32
  • Apache 2.2.16
  • Samba 3.5.6
  • Python 2.6.6, 2.5.5 and 3.1.3
  • Perl 5.10.1
  • PHP 5.3.3
  • Asterisk 1.6.2.9
  • Nagios 3.2.3
  • Xen Hypervisor 4.0.1 (con il supporto per dom0 e per domU)
  • OpenJDK 6b18
  • Tomcat 6.0.18
  • più di 29 000 altri pacchetti pronti per l'uso, generati a partire da circa 15 000 sorgenti.

Debian 6.0 comprende inoltre più di 10.000 nuovi pacchetti, come il browser Chromium, la suite di controllo Icinga, l'interfaccia Software Center per la gestione dei pacchetti, il gestore delle reti wicd, gli strumenti lxc per i container Linux e il framework per cluster Corosync.

L'11 marzo 2012 esce la prima versione di Debian Edu[39] (aka Skolelinux) basata su Squeeze, una distribuzione rivolta specificatamente alle scuole e istituzioni educative.

Wheezy[modifica | modifica sorgente]

27 mesi dopo l'uscita di debian 6.0 Squeeze, il 4 maggio 2013 viene pubblicata Debian 7.0 Wheezy, il cui nome deriva dal pinguino di gomma protagonista minore del secondo film, Toy Story 2. La novità maggiore di questa nuova versione è che porta ai propri utenti un migliorato supporto multiarchitettura, vari strumenti per implementare il cloud private, un installatore migliorato che gestisce software di sintesi vocale, rendendo così l'accessibilità uno dei suoi punti di forza, e una raccolta ampliata di codec multimediali. Tra i nuovi pacchetti più interessanti ci sono: diversi strumenti forensi; vcsh (gestisce i file di configurazione nella $HOME dell'utente tramite repository git fittizi ed essenziali); Charybdis (un server IRC popolare e solido che è alla base del software dietro alla rete Freenode); pacchetti del sistema Grml; mosh (un terminale per shell remota basato su UDP che lavora meglio di SSH in caso di lentezza); parecchi browser leggeri (dillo, netsurf, surf e xxxterm); libghc-stm-dev, uno strumento che aiuta nella scrittura di programmi con thread a prova di errore; scratch (un ambiente di programmazione facile, interattivo e collaborativo progettato per la creazione di storie interattive, animazioni, giochi, musica e arte) e plymouth (un multiplexer di I/O in fase di boot).

Questa versione include le ultime versioni disponibili di molti software del 2012, tra i quali:

  • Apache 2.2.22
  • Asterisk 1.8.13.1
  • GIMP 2.8.2
  • GNOME desktop environment 3.4
  • GNU Compiler Collection 4.7.2
  • Icedove 10 (an unbranded version of Mozilla Thunderbird)
  • Iceweasel 10 (an unbranded version of Mozilla Firefox)
  • KDE Plasma Workspaces and KDE Applications 4.8.4
  • kFreeBSD kernel 8.3 and 9.0
  • LibreOffice 3.5.4
  • Linux 3.2
  • MySQL 5.5.30
  • Nagios 3.4.1
  • OpenJDK 6b27 and 7u3
  • Perl 5.14.2
  • PHP 5.4.4
  • PostgreSQL 9.1
  • Python 2.7.3 and 3.2.3
  • Samba 3.6.6
  • Tomcat 6.0.35 and 7.0.28
  • Xen Hypervisor 4.1.4
  • the Xfce 4.8 desktop environment
  • X.Org 7.7
  • più di 36.000 di altri software liberi pronti all'uso, costruiti a partire da circa 17.000 pacchetti sorgenti.

Le architetture supportate sono: 32-bit PC / Intel IA-32 (i386), 64-bit PC /Intel EM64T / x86-64 (amd64), Motorola/IBM PowerPC (powerpc), Sun/OracleSPARC (sparc), MIPS (mips (big-endian) and mipsel (little-endian)),Intel Itanium (ia64), IBM S/390 (31-bit s390 and 64-bit s390x), and ARMEABI.

Debian Live[modifica | modifica sorgente]

Debian Live

Dalla versione 5.0 (Lenny) Debian presenta i sistemi Live ufficiali per le architetture amd64 e i386.

Un sistema Debian Live è un sistema Debian che può essere avviato direttamente da un'unità rimovibile (CD-ROM, DVD, chiavette USB) o da un altro computer sulla rete senza alcun bisogno di installazioni.

Le immagini sono state prodotte con uno strumento denominato live-helper, il quale consente la creazione agevolata di immagini live personalizzate. Maggiori informazioni sul progetto sono reperibili sul sito ufficiale del progetto Debian Live Project[40].

Distribuzioni derivate da Debian[modifica | modifica sorgente]

Numerose distribuzioni Linux sono basate su Debian.[41] Tra queste:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Updated Debian 7: 7.5 released http://www.debian.org/News/2014/20140426
  2. ^ a b Architetture supportate, Debian. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  3. ^ a b c Port di Debian su altre architetture, Debian. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  4. ^ Che significa free? o che cosa significa Open Software?, debian.org. URL consultato il 4 giugno 2011.
  5. ^ a b c d A Proposito di Debian, Debian. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  6. ^ News-Sentinel.com, Lista dei divorzi di agosto 2007, 5 settembre 2007. (archiviato il 2 aprile 2009).
  7. ^ (EN) Getting Started with Linux - Lesson 1, linux.org. URL consultato il 14 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2010).
  8. ^ (EN) New release under development; suggestions requested
  9. ^ Progetto di Documentazione Debian, tradotto da Ferdinando Ferranti, Breve storia di Debian, 15 marzo 2008. URL consultato il 25 giugno 2013.
  10. ^ Software in the Public Interest, Inc., Lista dei progetti SPI, 10 novembre 2012. URL consultato il 25 giugno 2013.
  11. ^ a b Il Contratto Sociale Debian, Debian. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  12. ^ a b Costituzione Debian. Costituzione per il Progetto Debian (v1.4), Debian. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  13. ^ DebConf 2, Debian.
  14. ^ DebConf 3, Debian.
  15. ^ DebConf 4, Debian.
  16. ^ DebConf 5, Debian.
  17. ^ DebConf 6, Debian.
  18. ^ DebConf 7, Debian.
  19. ^ Italian Debian Community Conference, Debian.
  20. ^ DebConf 8, Debian.
  21. ^ DebConf 9, Debian.
  22. ^ DebConf 10, Debian.
  23. ^ a b Rilasciata Debian 6.0 "Squeeze", Notizie Debian. URL consultato il 26 marzo 2011.
  24. ^ DebConf 11, Debian.
  25. ^ DebConf 12, Debian.
  26. ^ DUCCIT.
  27. ^ DebConf 13.
  28. ^ Leader del Progetto Debian, Debian. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  29. ^ What does a Debian Project Leader do www.debian.org
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