Sceriffo Woody

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Sceriffo Woody
Woody in Toy Story - Il mondo dei giocattoli
Woody in Toy Story - Il mondo dei giocattoli
Universo Toy Story
Nome orig. Sheriff Woody Pride
Lingua orig. Inglese
Studio
1ª app. 1995
1ª app. in Toy Story - Il mondo dei giocattoli
Ultima app. in Toy Story 3 - La grande fuga
Voci orig.
Voce italiana Fabrizio Frizzi
Specie Giocattolo
Sesso Maschio

Sceriffo Woody Pride[1] è un personaggio immaginario protagonista dei tre film d'animazione della serie Toy Story diretta da John Lasseter (regista dei primi due film) e Lee Unkrich[2] (regista del terzo e ultimo film della serie[3]). Woody è il giocattolo preferito di Andy, oltre che il protagonista di una serie in bianco e nero per la televisione chiamata Woody's Round Up (in Italia Gli amici del west). Alla sua apparizione si presenta un giocattolo molto determinato, generoso, ma anche parecchio geloso, spaccone e arrogante (questi ultimi aspetti meno accentuati nel secondo e nel terzo film della serie). Rivale di Buzz Lightyear, all'inizio, col tempo impara a stimare lo Space Ranger, diventando suo migliore amico durante il primo film.

Woody è stato accolto molto positivamente dalla critica, diventando uno dei maggiori personaggi ideati dalla Pixar.[4][5]

Nella versione inglese di tutti e tre film la voce di Woody appartiene a Tom Hanks, sostituito da suo fratello Jim Hanks in altre occasioni; il Woody italiano è invece completamente doppiato da Fabrizio Frizzi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Toy Story (serie di film).

Il giocattolo Woody appare per la prima volta come protagonista e figura portante in una serie in bianco e nero per la televisione chiamata Woody's Round Up (in Italia Gli amici del west), andata in onda tra il 1941 al 1943, e successivamente tra il 1946 fino al 1957. Oltre al protagonista, i personaggio inclusi dalla serie erano il cavallo dello sceriffo Bullseye, la cowgirl Jessie e Stinky Pete. La serie riscosse molto successo in patria e ben presto vennero commercializzato molto marketing (piatti, portachiavi, giradischi, cartelloni e giocattoli ecc.), principalmente dedicati al protagonista. Lo spettacolo fu cancellato allorché nel 1957 l'Unione Sovietica lanciò lo Sputnik, e di conseguenza i giocattoli futuristici e spaziali divennero la nuova moda. L'ultimo episodio,Woody's Finest Hour (Il grande momento di Woody nel doppiaggio Italiano), venne immediatamente cancellato prima della messa in onda, lasciando la serie senza un finale.

Uno dei protagonisti della serie Toy Story è proprio uno dei tanti giocattoli "Woody" messi in circolazione. Da quanto accennato dalla madre di Andy in Toy Story 2, questo giocattolo appartiene alla sua famiglia da molte generazioni, quindi si presume che sia stato ereditato da Andy, il proprietario dei giocattoli protagonisti. Nel corso del primo film, Toy Story, Woody è un cowboy giocattolo vecchio stile, molto raro. In virtù di questa particolare posizione, lo sceriffo in stoffa possiede un posto speciale sul letto di Andy. Con l'arrivo del giocattolo spaziale Buzz Lightyear, Woody viene messo da parte e per cercare di recuperare l'affetto del suo padroncino, fa cadere Buzz fuori dalla finestra. Gli altri giocattoli, infastiditi dalla gelosia e l'invidia di Woody, lo attaccano e il cowboy finisce a casa di Sid, un bambino pestifero che distrugge i giocattoli. Anche Buzz, sopravvissuto alla caduta, giunge a casa di Sid e da quel momento iniziano le avventure. Woody riesce ad organizzare una ribellione con tutti i giocattoli maltrattati da Sid e fugge dall'abitazione, tornando da Andy insieme a Buzz, diventato, nel frattempo, il suo migliore amico.

In Toy Story 2, Woody viene rapito da un uomo senza scrupoli chiamato Al. Si ritrova così a fare la conoscenza di Bullseye, la cowgirl Jessie, e Stinky Pete, oltre a scoprire la sua origine di giocattolo e la sua fama in Woody's Round Up. Dopo vari tentativi di fuga, i nuovi amici lo convincono a non tornare a casa da Andy. Buzz accorre in suo aiuto e convince il cowboy a tornare a casa. Dopo aver salvato Jessy da Stinky Pete, Woody può fare finalmente ritorno dal suo padroncino insieme a nuovi giocattoli (Jessy e Bullseye).

In Toy Story 3, Andy parte per il college e decide di portare con sé Woody. Il cowboy, tuttavia, esce dalla scatola del college per aiutare i suoi amici, portati in un asilo come beneficenza. Woody riesce a fuggire, ma durante la fuga viene preso da una ragazzina: Bonnie. La bambina porta Woody con sé a casa sua, ma la permanenza dura poco; Woody, infatti, ritorna all'asilo per salvare i suoi amici e, dopo una lunga fuga, riesce a tornare da Andy prima che parta per il college. Alla fine del film, Woody, insieme ai suoi amici, viene consegnato a Bonnie e dice addio al suo ex padrone in partenza per il college, dopo che quest'ultimo ha giocato un'ultima volta con lui.

Creazione e sviluppo del personaggio[modifica | modifica sorgente]

John Lasseter, dopo la sua esperienza con Tron, aveva intenzione di creare il primo lungometraggio in computer-grafica.[6] Influenzato fortemente dal suo cortometraggio vincitore di un Premio Oscar, Tin Toy, Lasseter si accordò con la Disney per realizzare Toy Story.[7] Gli autori si interessarono prima al personaggio di Buzz e poi a quello di Woody.[8] Woody fu ispirato al personaggio Casper, al quale Lasseter teneva molto in quanto da piccolo possedeva un giocattolo del famoso fantasmino.[8] Il personaggio venne ideato come un ventriloquo, ma gli autori scartano subito questa idea. Decisero, quindi di eliminare gli aspetti da ventriloquo, ma il disegno rimase inalterato.[8]

Il nome Woody, invece, è un chiaro omaggio all'attore Woody Strode.[8] In agosto 2009, durante un'intervista per promuovere il terzo capitolo della trilogia, il regista Lee Unkrich (supervisore dei primi due episodi di Toy Story e successore di Lasseter), ha rivelato che il cognome originale di Woody è "Pride".[1] Unkrich affermato nel suo blog Twitter che il nome completo 'Woody Pride' era già stato pensato per il primo Toy Story e poi scartato.[9]

Come ogni personaggio presente nei film della Pixar Animation Studios, Woody è stato creato digitalmente grazie al RenderMan, un software nato grazie alle tecnologie grafiche innovative ultimate dagli membri della Pixar.[10] Durante la produzione del terzo film, gli autori ricostruirono i file grafici del personaggio, apportando diverse modifiche. A Woody, per esempio, furono aggiunti più livelli di texture agli angoli della bocca, graffi, migliorati i motivi grafici dei vestiti e ingrandito l'anello sulla schiena.[11] Affinché desse maggiormente l'impressione che fosse fatto di stoffa, sono state ridisegnate le cuciture, sono più evidenti le piegature della stoffa quando compie dei movimenti ed è visivamente più morbido.[12]

Voce[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tom Hanks.

John Lasseter ha voluto proprio Tom Hanks per doppiare Woody, in quanto considerava la personalità dell'attore molto simile a quella del giocattolo.[13] Dopo alcuni primi test di metraggio, Hanks ha deciso di firmare il contratto per il film[13][14], che rappresenta anche la sua prima esperienza di doppiatore di un film d'animazione.[15] Durante la pre-produzione del primo film della saga, Tom Hanks registrò i suoi dialoghi nell'intervallo tra Insonnia d'amore e Ragazze vincenti.[16] L'attore, infatti, preferì quell'intervallo piuttosto che quello tra Philadelphia e Forrest Gump, entrambi film drammatici che gli varrano il Premio Oscar.[16]

In una recente intervista, Hanks ha rivelato di aver partecipato a Toy Story, non solo per provare una nuova esperienza, ma anche per divertirsi. Infatti, soddisfatto del suo lavoro di doppiatore, ha prestato la voce a Woody anche nei successivi capitoli, nel secondo e nel terzo film, sempre insieme al resto del cast dei precedenti episodi.[17] L'attore lavorò al film nel corso di diverse sessioni, che si tenevano a mesi di distanza l'una dall'altra.[18] Successivamente Hanks, insieme a Tim Allen, voce di Buzz, e John Ratzenberger è stato invitato a vedere in anteprima il risultato del terzo episodio della serie.[19]

Durante la pre-produzione della versione del terzo film della Circle 7, Hanks, al contrario di Tim Allen, non si era mai sbilanciato su una sua possibile partecipazione, tuttavia l'intenzione dei produttori era quella di legarlo ad un ricco contratto multi-film.[17] Infatti, Hanks ha prestato nuovamente la voce a Woody nei cortometraggi Vacanze hawaiiane (Hawaiian Vacation)[20], diretto da Gary Rydstrom,[21], come aveva già rivelato Lee Unkrich in un'intervista fatta su MSN[22], e in un secondo intitolato Small Fry[23] che verrà proiettato davanti al film The Muppets.[24]

In altri occasioni (spin-off e videogiochi[25][26]) il personaggio è doppiato da Jim Hanks, fratello di Tom Hanks, mentre in Italia la voce di Woody in tutti e tre film è quella di Fabrizio Frizzi.

Altre apparizioni[modifica | modifica sorgente]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

« Woody è un ragazzo passionale che mette tutto se stesso nell’azione. Quando d’istinto pensa di dover aiutare tutti, o pensa di dover scappare, il suo impegno è al 100%. È amabile per questo e un altro aspetto che mi ha colpito molto è il rapporto tra lui e Buzz ormai maturo. Avevano iniziato come perfetti avversari, ma hanno imparato ad apprezzare ognuno le qualità dell’altro, a dimenticare le debolezze e a rispettarsi. Mai come in questo caso gli opposti si attraggono. »
(Tom Hanks nel 2010 su Woody.[29])

Le caratteristiche fisiche di Woody generalmente non sono utilizzate per gli altri personaggi della serie, ad eccezione di Jessie. Rispetto a quest'ultima, i capelli di Woody sono realizzati in plastica e fanno parte dello stesso pezzo che costituisce la testa. Il viso del personaggio, come rilevato da Al all'inizio del secondo episodio, è interamente dipinto a mano, mentre i vestiti e il cappello marrone sono cuciti a mano. I vestiti e il corpo di Woody sono fatti quasi interamente di stoffa, mentre le mani e la testa sono fatti di plastica. Il pupazzo è molto molle ed anche molto delicato e può essere danneggiato facilmente. Woody non dispone di molte funzioni come il suo amico Buzz, e può solo parlare attraverso una cordicella posta sulla schiena. L'aspetto del personaggio ricorda molto Hank Williams.[30]

Durante i tre film, Woody dice frasi del tipo "Mani in alto!", "Sei il mio vice-sceriffo preferito!", "Hanno avvelenato il pozzo!", "In questa città non c'è spazio per tutti e due!" e "Yee-haw! Dobbiamo far muovere questo vagone ferroviario!", mentre la sua frase più frequente è "Ho un serpente nello stivale!". In una scena tagliata, presente solo nel DVD distribuito in occasione del decimo anniversario del film, Woody dice una nuova frase: "Mi piacerebbe unirmi a voi, ragazzi, ma prima vi canterò una canzoncina."

Impatto culturale[modifica | modifica sorgente]

In seguito al successo della trilogia Toy Story, Woody è stato ripreso in una serie di filmati originali chiamati Toy Story Treats e destinati a intervallare le trasmissioni del contenitore televisivo per ragazzi One Saturday Morning (oggi ABC Kids) in onda sulla ABC.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Woody è stato accolto molto positivamente dalla critica, anche grazie alla performance vocale di Tom Hanks (lodata da Susan Wloszczyna di USA Today[4] e Kenneth Turan del Los Angeles Times[5]). La rivista inglese Empire l'ha collocato al secondo posto della sua lista dei 50 personaggi dei cartoni animati migliori della storia [31]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In Toy Story 2, in una delle sequenze iniziali del film, Woody sogna che Andy ritorna dal campo cowboy e non lo vuole più, gettandolo così in un cassonetto insieme ad altri giocattoli rotti che lo spingono in fondo (si ricorda, infatti, come nel secondo film, il braccio di Woody si scuce parzialmente e in seguito totalmente dal corpo del cowboy). Questa scena è definita dagli autori una delle più rappresentative nei tre film, poiché evidenzia meglio quanto Woody tiene davvero al suo padrone e anche il rapporto tra bambino e giocattolo.[32] A detta degli autori, questa scena era stata inizialmente ideata per il primo film, ma scartata in seguito poiché considerata molto cruenta per il pubblico.[32]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Toy Story's Lee Unkrich Reveals Woody's Last Name, Cinema Blend.
  2. ^ (EN) Ben Fritz, 'Toy Story' sequel set in Variety, 8 febbraio 2007. URL consultato il 28 agosto 2010.
  3. ^ (EN) Mike Scott, The Pixar way: With 'Toy Story 3' continuing the studio's success, one must ask: How do they do it? in NOLA.com, The Times-Picayune, 18 maggio 2010. URL consultato il 18 giugno 2010.
  4. ^ a b (EN) Susan Wloszczyna, Toy Story, USA Today. URL consultato l'11 marzo 2009.
  5. ^ a b (EN) Kenneth Turan, Toy Story, Los Angeles Times, 22 novembre 1995. URL consultato l'11 marzo 2009.
  6. ^ (EN) Karen Paik, To Infinity and Beyond!: The Story of Pixar Animation Studios, San Francisco, Chronicle Books, 2007, p. 38, ISBN 0811850129. URL consultato il 13 marzo 2009.
  7. ^ (EN) Brent Schlender, Pixar's magic man, CNNMoney.com, 17 maggio 2006. URL consultato l'11 marzo 2009.
  8. ^ a b c d (EN) David A. Price, Making It Fly - 1 in The Pixar Touch: The Making of a Company, United States of America, Alfred A. Knopf, 2008, pp. 124–132, ISBN 978-0-307-26575-3.
  9. ^ (EN) Twitter.
  10. ^ Image Computer: il primo prodotto di Pixar
  11. ^ (EN) Jim Slotek, 'Toy Story 3': After the Golden Age in TorontoSun.com, 13 giugno 2010. URL consultato il 14 giugno 2010.
  12. ^ (EN) Lee Unkrich ci spiega come nascono i costumi dei personaggi di Toy Story 3 in ScreenWeek.it, 23 luglio 2010. URL consultato il 23 luglio 2010.
  13. ^ a b (EN) Toy' Wonder, Entertainment Weekly, 8 dicembre 1995. URL consultato l'11 marzo 2009.
  14. ^  , a 6:43. Walt Disney Home Entertainment, , September 6, 2005
  15. ^ (EN) Dennis Michael, 'Toy Story' stars say being animated is hard work, CNN, 25 novembre 1995. URL consultato il 12 marzo 2009.
  16. ^ a b Toy Story - 33 curiosità che forse non sapete sulla saga Pixar
  17. ^ a b (EN) Steve Daly, Woody: The Untold Story / The Other Story in Entertainment Weekly, 16 giugno 2006. URL consultato il 6 marzo 2007.
  18. ^ (EN) Jane Boursaw, Interview: Tom Hanks Talks ‘Toy Story 3,’ Pixar and Mr. Potato Head in Tv.com, 25 maggio 2010. URL consultato il 9 agosto 2010.
  19. ^ (EN) Tom Hanks on Toy Story 3 from firstshowing.net.
  20. ^ (EN) Jacob Hall, First 'Toy Story' Short to Feature Ken and Barbie on Vacation in Moviefone.com, 20 dicembre 2010. URL consultato il 30 gennaio 2011.
  21. ^ (EN) Cory Everett, First Look At New ‘Toy Story’ Short ‘Hawaiian Vacation’ in IndieWire.com, 24 febbraio 2011. URL consultato il 25 febbraio 2011.
  22. ^ Toy Story 3: non finisce qui! | BadTaste.it - Il nuovo gusto del cinema!
  23. ^ (EN) Germain Lussier, The ‘Toy Story’ Gang Will Return In ‘Small Fry,’ Attached To ‘The Muppets’ in /Film, 19 agosto 2011. URL consultato il 19 agosto 2011.
  24. ^ (EN) Mike Bastoli, 'Cars' spin-off 'Planes' confirmed; 2nd 'Toy Story' short coming with 'Muppets' in ThePixarBlog.com, 17 febbraio 2011. URL consultato il 18 febbraio 2011.
  25. ^ (EN) Entertainment & the Arts | Sequels to `Toy Story,' `Tail' go straight to video | Seattle Times Newspaper
  26. ^ (EN) Disney's Animated Storybook: Toy Story Review | News Reviews and News | EW.com
  27. ^ (EN) Buzz Lightyear of Star Command movie intro
  28. ^ (EN) Mike Bastoli, Exclusive: Plot of Toy Story Hawaii short leaked in ThePixarBlog.com, 31 dicembre 2010. URL consultato il 18 febbraio 2011.
  29. ^ (EN) Interview With Tom Hanks, Disney's Toy 3 Woody. URL consultato il 15 agosto 2010.
  30. ^ (EN) Hank Williams singe me a blue song.
  31. ^ (EN) Empire's 50 Best Animated Movie Characters, Empire.
  32. ^ a b Toy Story 2, DVD-Dietro le quinte, intervista a Andrew Stanton.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]