FreeBSD

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FreeBSD
FreeBSD-splash.jpg
Screen d'avvio
Sviluppatore The FreeBSD Project
Famiglia SO BSD
Modello del sorgente Libero
Release corrente 10.0 (20 gennaio 2014)
Tipo di kernel Kernel monolitico
Piattaforme supportate IA-32, x86-64, SPARC, SPARC64, IA-64, NEC PC98, PowerPC, ARM, MIPS
Licenza BSD
Stadio di sviluppo In produzione
Sito web www.freebsd.org

FreeBSD è un sistema operativo libero di tipo UNIX, derivato dalla Distribuzione Unix dell'Università Berkeley, e disponibile per piattaforma Intel IA-32, AMD64, DEC Alpha, IA-64, PC-98, UltraSPARC, PowerPC ed altre.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Il progetto FreeBSD (il nome si deve a David Greenman) ha origine all'inizio del 1993 come evoluzione dell'"Unofficial 386BSD Patchkit" ad opera di Nate William, Rod Grimes e Jordan Hubbard. La prima distribuzione su CD-ROM fu FreeBSD 1.0 e apparve nel dicembre 1993. Nella primavera del 1994, tuttavia, alcuni sviluppi di una lunga controversia legale tra l'università di Berkeley e la Novell ebbero effetti anche sul sistema operativo FreeBSD.

Il codice del FreeBSD 1.0 era basato su quello del 386BSD 0.1, il quale a sua volta derivava dal sistema Net/2. Questo codice, che conteneva parti con copyright AT&T UNIX, fu poi acquistato da Novell, che ne rivendicò la proprietà nei confronti dell'università di Berkeley. In realtà le due parti in causa raggiunsero un accordo perché gran parte del codice che BSD aveva preso dallo UNIX di AT&T, era stato ampiamente modificato, se non completamente riscritto.

FreeBSD doveva comunque eliminare le porzioni di codice prese dal sistema proprietario. La sfida era particolarmente impegnativa: buona parte del codice andava riscritta. Tuttavia già nel novembre dello stesso anno vedeva la luce FreeBSD 2.0, versione ancora piuttosto instabile ma libera dai vincoli di proprietà sul codice. Si susseguirono poi altre versioni intermedie di miglioramento: la 3.x (ottobre 1998), la 4.x (marzo 2000) la 5.x (2003) fino ad arrivare alla 6.x (2005), la 7.x rilasciata il 27 febbraio 2008, la 8.x del novembre 2009, la 9.2 del settembre 2013 e la attuale 10.0 del 20 gennaio 2014.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

FreeBSD è un sistema operativo utilizzato soprattutto in ambito server. Questo è dovuto alla stabilità e scalabilità della parte di networking di FreeBSD. Grande attenzione è posta inoltre alle problematiche di sicurezza, ed attualmente sono disponibili tre sistemi di firewall: IPFW, IPFilter e PF, integrato nel sistema dalla versione 6.0.

Nonostante debba la sua fama soprattutto a questo, FreeBSD può essere benissimo usato come sistema operativo desktop. Migliaia sono infatti le applicazioni disponibili tramite i ports, il sistema di gestione pacchetti di FreeBSD, e tra di esse si trovano browser internet, ambienti grafici integrati, suite per ufficio, lettori multimediali e molto altro.

I ports in effetti liberano l'utente dal problema delle dipendenze relative ai pacchetti, cioè il complesso di altri programmi e librerie necessari per assicurare il corretto funzionamento sulla macchina del programma che stiamo installando; pertanto, installando un programma tramite l'albero dei ports, verranno scaricati i sorgenti più aggiornati del programma stesso, e non il suo eseguibile binario, ed anche i sorgenti aggiornati di tutti i programmi dai quali esso dipende; successivamente i programmi vengono ricompilati ex novo sulla macchina dell'utente ed installati nelle corrette directory pronti per l'uso. Una gestione simile si ha nelle distribuzioni Gentoo e Arch Linux.

Networking[modifica | modifica sorgente]

Lo stack del FreeBSD è basato su quello TCP/IP ma supporta anche IPv6, SCTP, IPSec, IPX, AppleTalk e le reti wireless.

Lo storage[modifica | modifica sorgente]

FreeBSD ha diverse caratteristiche relative allo storage. Soft updates mantiene l'integrità del filesystem in caso di crash del sistema. Il framework GEOM supporta caratteristiche come RAID, full disk encryption (cifratura dei dati dell'intero disco) e la concatenazione dei dischi. Il filesystem snapshot è una caratteristica che permette di creare in modo efficiente un'immagine istantanea del filesystem, permettendo pure di ripristinare il sistema da un filesystem live. FreeBSD supporta inoltre il filesystem ZFS come alternativa al normale UFS2.

Sicurezza[modifica | modifica sorgente]

FreeBSD supporta diverse caratteristiche relative alla sicurezza come access control list (ACLs), la verifica di eventi, gli attributi estesi del filesystem e mandatory access control (MAC). Queste caratteristiche furono sviluppate dal progetto TrustedBSD il quale fu fondato da Robert Watson con l'obiettivo di implementare i concetti dal Common Criteria e quelli del TCSEC. Questo progetto procede ancora e molte delle sue estensioni sono state integrate nelle distribuzioni FreeBSD.

Questo progetto ha pure adattato l'implementazione della National Security Agency dal SELinux a FreeBSD. Altri lavori incusi nello sviluppo di OpenBSM, un'implementazione open source delle API (BSM) della Sun e del supporto del formato dei file log, i quali aggiungono maggiore sicurezza al sistema.

Mentre molti componenti del progetto TrustedBSD sono stati inclusi nei sorgenti per FreeBSD, molte caratteristiche, ormai pienamente maturate, trovano la loro collocazione in altri sistemi operativi, come ad esempio: OpenPAM e UFS2 sono stati adottati in NetBSD. Il framework TrustedBSD MAC è stato adottato dalla Apple per il proprio sistema operativo Mac OS X.

Portabilità[modifica | modifica sorgente]

FreeBSD è stato adattato ad una varietà di architetture di processori. Il progetto FreeBSD organizza le architetture in livelli che caratterizzano il supporto previsto. Livello 1 le architetture sono completamente mature e supportate. Livello 2 le architetture sono sotto sviluppo. Livello 3 le architetture sono sperimentali e non hanno uno sviluppo attivo e nel caso del livello 4 non hanno assolutamente alcun supporto.

Compatibilità Linux[modifica | modifica sorgente]

Molti dei software che girano su Linux possono essere eseguiti su FreeBSD. Come ad esempio: StarOffice, la versione per Linux di Firefox, Adobe Acrobat, RealPlayer, Oracle, Mathematica, MATLAB, WordPerfect, Skype, Wolfenstein: Enemy Territory, Doom 3 e Quake 4. Non ci sono penalità di prestazione notabili su FreeBSD quando si eseguono binari per Linux, tranne in alcuni casi, che possono essere eseguiti leggermente più lentamente. Con il rilascio della release FreeBSD 10.0 si è aggiunto il supporto per i binari Linux a 64-bit.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

I committers di FreeBSD periodicamente rilasciano il sistema. Il rilascio ufficiale avviene con la versione RELEASE, che succede ai RELEASE CANDIDATES, o RCn (con n = da 1 a 3). La fase in lavorazione è rappresentata dalla versione STABLE che include le innovazioni già approvate in un rilascio abbastanza stabile dedicato ai beta testers e sviluppatori, mentre è rappresentato dalla versione CURRENT il vero e proprio lavoro in corso, spesso instabile, che a sua volta può essere sintetizzato con gli snapshot temporanei che congelano la situazione del codice ad uno specifico punto temporale.

Versioni[modifica | modifica sorgente]


Gli Installer[modifica | modifica sorgente]

  • Sysinstall è uno strumento per installazione del sistema fornita da FreeBSD Project, ha un'interfaccia testuale ed è divisa in schermate di menù che permettono la configurazione ed il controllo del processo d'installazione del sistema operativo.
  • Finstall è uno strumento per installare FreeBSD ed i sistemi derivati da FreeBSD, attraverso un'interfaccia grafica.

Port e Package[modifica | modifica sorgente]

La Collezione dei Ports e dei Package di FreeBSD offre un modo semplice e coerente di installare le applicazioni precompilate nel caso dei package e autocompilanti nel caso dei ports, meccanismo molto rodato ed utile per gli utenti e gli amministratori e, per certi versi, assimilabile a quello utilizzato dalla distribuzione Debian del sistema Gnu/Linux. Attualmente ci sono diverse migliaia di port disponibili.

La Collezione dei Port supporta l'ultima release dei rami FreeBSD-CURRENT e FreeBSD-STABLE. Le release precedenti non sono supportate e possono o non possono funzionare correttamente con una collezione di port aggiornata. Col tempo, le modifiche alla collezione dei port possono basarsi su funzionalità non presenti nelle vecchie release. Quando possibile, si cerca di non rompere il supporto alle release recenti, ma talvolta non è possibile. Quando accade, le patch inviate dalla comunità utenti per mantenere il supporto alle vecchie release vengono solitamente accettate.

Ogni port elencato contiene tutte le patch necessarie per rendere il codice sorgente dell'applicazione originale compilabile ed eseguibile sotto FreeBSD. Installare un'applicazione è semplice: basta scaricare il port, decomprimerlo e digitare make nella directory del port. Tuttavia, il metodo più conveniente (e comune) è scaricare il framework per l'intera lista dei port, installando l'intera gerarchia dei port durante l'installazione di FreeBSD, in modo da avere migliaia di applicazioni pronte per essere installate; navigando nel tree dei ports fino ad arrivare al codice sorgente desiderato, è possibile compilarlo facilmente col comando:

   make install clean

Il Makefile di ogni port scarica automaticamente il codice sorgente dell'applicazione, sia esso presente in un disco locale, in un CD-ROM, o in un sito FTP. Il codice viene decompresso nel sistema, vengono applicate le patch ed infine compilato. Se il particolare port lo prevede, può essere eseguita una procedura di configurazione preliminare. Se tutto è andato bene, un semplice make install installerà l'applicazione e la registrerà nel sistema dei package.

Per la maggior parte dei ports, esiste anche un package precompilato, che evita all'utente il lavoro di compilare tutto. L'installazione di un pacchetto remoto può essere effettuata mediante il seguente comando:

   pkg_add -r nomepacchetto

La procedura si incarica in maniera trasparente di connettersi in remoto su internet al server che contiene il pacchetto e di scaricarlo installandolo e registrandolo. Ovviamente si tratta del binario precompilato che non rappresenta l'ultima versione del sorgente e neppure la versione ad hoc ottenibile con la compilazione, ma è comunque un buon metodo per avere l'applicazione rapidamente installata e funzionante, senza cognizioni specifiche e senza ulteriori procedure pre o post installazione.

La Collezione dei Ports e dei Packages è senz'altro una delle punte di diamante che distinguono tutti i sistemi operativi BSD in genere, che restano sempre strettamente legati tra software e sistema operativo mantenendo una coerenza ed una solidità non riscontrabile in altri sistemi, ed in special modo FreeBSD è l'unico ambiente che esprime ed espande questa feature nel modo più completo, trasparente ed user-friendly possibile.

Port[modifica | modifica sorgente]

La gestione dei ports permette di scaricare localmente il tree, attualizzato alla versione desiderata, di tutto il software esistente per FreeBSD, decine di migliaia tra applicazioni ed utilità. All'interno di ogni singolo port scaricato nel tree locale, risiede la descrizione delle dipendenze e lo scheletro del codice; attraverso una serie di semplici comandi è possibile gestire il software: è possibile installare, deinstallare, reinstallare, cancellare, updatare o upgradare in parte o in toto, compresi i servizi core del sistema operativo; il tutto in maniera trasparente per l'utente, il sistema si occupa di colmare tutte le dipendenze, scaricare dal mirror più adatto (scelto in automatico) tutti i codici mancanti, compilare con le opzioni tipiche della macchina su cui gira, eliminare le parti obsolete, ripulire le vecchie installazioni, registrare le nuove mantenendo un database interno di tutto il software e le eventuali problematiche di conflitti di versioni differenti che vengono risolti automagicamente.

Esistono vari metodi che permettono di gestire con pochi comandi intuitivi tutta la faccenda, ad esempio questi:

  • portsnap fetch extract, la prima volta che si utilizza viene scaricato da remoto il port tree e viene popolato localmente
  • portsnap fetch update, le volte successive che si utilizza viene scaricato da remoto solo il materiale eventualmente aggiornato dall'ultimo fetch eseguito e updatato il port tree
  • pkg info, presenta la lista del software installato con la versione
  • portmaster -a, esegue l'upgrade di tutti i ports che hanno un versione aggiornata disponibile

Package[modifica | modifica sorgente]

Per molti ports, esistono binari precompilati già esistenti. Questo metodo è molto veloce ed evita il processo di compilazione, ma in questo caso gli utenti non possono decidere le opzioni di configurazione.

Utility per la gestione di ports and package[modifica | modifica sorgente]

Ci sono molte utility disponibili per la gestionie del software sia sotto interfaccia grafica GUIs, sia sotto riga di comando CLIs e sono le seguenti:

  • barry - Gestisce i ports sotto KDE
  • bpm – Un gestore di ports collection sotto GUI
  • kports - Gestisce i ports sotto KDE
  • pib - Un gestore di ports collection sotto GUI

Sistemi derivati[modifica | modifica sorgente]

Dal sistema operativo FreeBSD sono derivati i seguenti progetti che talvolta sono dei veri e propri fork ed altre volte sono assimilabili alle distribuzioni del mondo Gnu/Linux; questi sono:

DESKTOP:

  • PC-BSD, sistema user-oriented, destinato alle macchine desktop, packages gestiti tramite sistema grafico user-friendly
  • DesktopBSD, sistema desktop ed user-friendly completato e customizzato da script ad hoc
  • GhostBSD, sistema desktop basato su interfaccia Gnome

MINIMALI:

  • ClosedBSD, sistema completo montabile su spazi da 1.4 Mb (floppy) a 12.8 Mb di grandezza
  • PenBSD, sistema pensato per funzionare da chiavette USB

LIVE:

  • RoFreeSBIE, sistema montabile ed eseguibile da cdrom o DVD basato su FreeBSD 6.3
  • BSDLive, sistema completo funzionante da CD-ROM senza necessita' di Hard drive
  • BSDeviant, sistema da 210 Mb montabile da CD-ROM senza necessita' di Hard drive
  • GuLIC-BSD, sistema live totalmente in Castigliano, derivato dal progetto FreeSBIE

AD HOC:

FORKS:

  • Debian Gnu kFreeBSD Ging, sistema ibrido GNU Debian che utilizza il kernel FreeBSD al posto dell'usuale kernel Linux
  • DarwinOS, sistema ibrido FreeBSD/NeXTStep progettato da Apple
  • DragonFlyBSD, sistema nato da un fork di FreeBSD 4.8 che prosegue lo sviluppo di FreeBSD 4.x

Console Videogiochi OS:

La fondazione[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo di FreeBSD è supportato in parte dalla "FreeBSD Foundation". La Fondazione è un'organizzazione non-profit che accetta donazioni. Qualche donazione è ottenuta dallo sponsor dei sviluppatori ed è utilizzata per acquistare hardware e infrastrutture di rete, per i summit e per il supporto legale del progetto stesso.[1]

"Licenza FreeBSD" o "Licenza BSD semplificata"[modifica | modifica sorgente]

Licenza FreeBSD
Autore The FreeBSD Project
Editore Pubblico dominio
Data di pubblicazione ?
Compatibile con DFSG Si
Software libero Si[2]
Approvata OSI Si[3]
Compatibile GPL Si[2]
Copyleft No[2]
Linking da codice sotto differente licenza Si

La licenza a due clausole FreeBSD (Free BSD License, come viene chiamata dalla Free Software Foundation) è una versione semplificata della licenza BSD a tre clausole, da cui si differenzia per l'assenza della clausola di non-endorsement. Inoltre aggiunge un ulteriore disclaimer riguardo ai punti di vista e alle opinioni espresse nel software. La FSF dichiara che la licenza FreeBSD è compatibile con la GPL. La FSF incoraggia anche gli utenti a essere specifici nel riferirsi alla licenza per nome (ad es. senza riferirsi ad essa semplicemente come a una "licenza BSD" o come a una "licenza stile-BSD"), così come accade per la nuova/modificata licenza BSD, per evitare confusione con la licenza BSD originale. La OSI ha ratificato come licenza Open Source la licenza FreeBSD sotto il nome di "Licenza BSD semplificata".[3] FreeBSD è rilasciata sotto diverse licenze open source. Il codice Kernel è rilasciato sotto la clausola 2 della licenza BSD la quale permette a chiunque di usare e ridistribuire FreeBSD. Altro codice incluso nelle distribuzioni di FreeBSD è sotto diverse licenze quali: GPL, LGPL, ISC o CDDL. Tutto il codice sotto GPL e CDDL è chiaramente separato dal codice sotto libera licenza, in modo che sia facile per ogni utente, quali i produttori di dispositivi embedded, l'utilizzo di permissive free software licence.

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Altri progetti, come NetBSD, usano una licenza a due clausole simile alla FreeBSD, senza però il disclaimer aggiuntivo.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ About the FreeBSD Foundation, The FreeBSD Foundation. URL consultato il 6 settembre 2009.
  2. ^ a b c Various Licenses and Comments about Them - GNU Project - Free Software Foundation (FSF): FreeBSD license, Free Software Foundation. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  3. ^ a b Open Source Initiative OSI - The BSD License:Licensing, Open Source Initiative. URL consultato il 21 gennaio 2013 (archiviato il 29 novembre 2009).
  4. ^ NetBSD Licensing and Redistribution, The NetBSD Foundation. URL consultato il 21 gennaio 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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