CyanogenMod

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CyanogenMod
Logo
Logo del progetto e screenshot della versione 11
Logo del progetto e screenshot della versione 11
Sviluppatore Cyanogen (Steve Kondik) / CyanogenMod team
Famiglia SO mobile operating systems
Modello del sorgente Free and open source software
Release iniziale 3.1 (Dream & Magic) (Settembre 2008)
Release corrente 11 (M10) (16 settembre 2014)
Tipo di kernel Linux kernel (monolitico)
Piattaforme supportate ARM
Metodo di aggiornamento OTA
Licenza Apache 2 and GPL v2[1]
Stadio di sviluppo in produzione, corrente
Sito web www.cyanogenmod.org

CyanogenMod (IPA: /saɪ.'æn.oʊ.dʒɛn.mɒd/) è una ROM, disponibile per oltre sessanta modelli di cellulari e tablet basati sul sistema operativo open source Android. Offre funzionalità e opzioni non disponibili sui firmware ufficiali, basati su Android, dei produttori di questi dispositivi, incluso un supporto nativo per i temi (conosciuto anche come "T-Mobile Theme Engine"), un codec per il Free Lossless Audio Codec (FLAC), cache compressa (compcache), un'estesa lista di APN, un client OpenVPN, un menu di reboot, supporto per Wi-Fi, Bluetooth e tethering USB, miglioramenti allo schedulatore del kernel e profili di overclock, pulsanti software (soft-buttons) e altre migliorie per i tablet, tasti di attivazione nella schermata delle notifiche (come Wi-Fi, Bluetooth, GPS e molti altri) e altre migliorie di interfaccia. CyanogenMod sostiene di aumentare le performance e l'affidabilità paragonato ai firmware ufficiali.[2]

Sebbene solo una parte degli utenti di CyanogenMod decida di segnalare l'utilizzo del firmware,[3] al 20 gennaio 2014, CyanogenMod ha registrato oltre 5 milioni di installazioni attive su una moltitudine di dispositivi.[4]

Storia e sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Poco tempo dopo l'introduzione del telefono cellulare HTC Dream (conosciuto come "T-Mobile G1" negli Stati Uniti) nel settembre 2008, fu scoperto un sistema per ottenere un controllo di amministrazione (conosciuto come "accesso root") al sistema Linux sul quale si basa Android.[5] Avere l'accesso root, combinato alla natura open source del sistema operativo Android, hanno permesso al firmware originale del telefono di essere modificato e re-installato sul telefono stesso.

Negli anni successivi, molti firmware modificati furono sviluppati e distribuiti da appassionati di Android. Uno, mantenuto da uno sviluppatore chiamato JesusFreke, presto diventò popolare tra i possessori del Dream. Nell'agosto 2009 JesusFreke smise di lavorare al suo firmware e suggerì agli utenti di passare a una versione della sua ROM che era stata ulteriormente migliorata dallo sviluppatore Cyanogen (Steve Kondik), chiamata "CyanogenMod".[6]

La popolarità di CyanogenMod crebbe rapidamente e una piccola comunità di sviluppatori, conosciuta come CyanogenMod Team (e in maniera informale come "Team Douche"), contribuì al progetto. Nel giro di pochi mesi il numero di dispositivi e di funzionalità supportate da CyanogenMod aumentò e CyanogenMod diventò in poco tempo una delle distribuzioni di firmware Android più popolari. A inizio 2014 CyanogenMod annuncia lo sviluppo di un dispositivo in collaborazione con OnePlus con il firmware modificato preinstallato nativamente.

CyanogenMod 1[modifica | modifica sorgente]

La versione 1 non è mai stata rilasciata all'utenza finale.

CyanogenMod 2[modifica | modifica sorgente]

La versione 2 non è mai stata rilasciata all'utenza finale.

CyanogenMod 3[modifica | modifica sorgente]

La versione 3 è basata su Android 1.5 Cupcake.

CyanogenMod 4[modifica | modifica sorgente]

La versione 4 è basata su Android 1.6 Donut.

CyanogenMod 5[modifica | modifica sorgente]

La versione 5 è basata su Android 2.1 Eclair.

CyanogenMod 6[modifica | modifica sorgente]

Steve Kondik pubblicò CyanogenMod 6, basato su Android 2.2 Froyo, per il Nexus One, Dream, Magic, Droid, Aria, Legend, Desire, Evo 4G, Hero, Wildfire, Incredible e myTouch 3G Slide.[7] Una versione preliminare di CyanogenMod 6 fu resa disponibile l'11 luglio 2010[8] e la versione stabile fu pubblicata il 28 agosto 2010.[9]

CyanogenMod 7[modifica | modifica sorgente]

Il firmware CyanogenMod 7 è basato su Android 2.3 Gingerbread con codice aggiuntivo personalizzato da parte del CyanogenMod Team. Le porzioni personalizzate di CyanogenMod sono preliminarmente scritte da Cyanogen (Steve Kondik), ma includono contributi dalla comunità xda-developers (come una barra di lancio, un compositore telefonico e un browser migliorati), così come codice proveniente da progetti open source consolidati (come per l'inclusione di BusyBox nella shell).[10]

Lo sviluppo di CyanogenMod 7 iniziò dopo la pubblicazione del codice sorgente di Android 2.3 (Gingerbread) da parte di Google.[11] Il 15 febbraio 2011 fu pubblicata la prima versione preliminare di CyanogenMod 7 per molti dei dispositivi supportati.[12][13] La quarta versione preliminare fu pubblicata il 30 marzo 2011 e portò un maggiore supporto per il Nook Color e altri sistemi simili e molte correzioni.[14] L'11 aprile 2011, la versione pubblica di CyanogenMod 7.0 fu rilasciata, basata su Android 2.3.3.[15] L'ultima versione stabile, CyanogenMod 7.2, fu pubblicata il 16 giugno 2012, basata su Android 2.3.7.[16]

CyanogenMod 8[modifica | modifica sorgente]

La versione 8 di CyanogenMod si prevedeva basata su Android 3.0 Honeycomb; tuttavia, il codice sorgente non fu mai distribuito da Google. Per questo motivo la versione 8 non fu mai realizzata.

CyanogenMod 9[modifica | modifica sorgente]

La versione 9 è basata su Android 4.0 Ice Cream Sandwich.[17] CyanogenMod 9 adatta la sua veste grafica a quella di Android 4.0 Ice Cream Sandwich, adottando quindi il tema Holo[18]. È presente nella schermata Impostazioni uno switch per i profili e una sezione apposita per impostazioni specifiche per la ROM CyanogenMod.

CyanogenMod 10[modifica | modifica sorgente]

La versione 10 è basata su Android 4.1 Jelly Bean. Dopo questa versione sono state rilasciate anche le versioni 10.1 e 10.2 basate rispettivamente su Android 4.2.2 e 4.3.1.

CyanogenMod 11[modifica | modifica sorgente]

La versione 11 è basata sulle varie versioni di Android 4.4 KitKat.

Nightly build e M-builds[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle versioni stabili di cui si è parlato prima, CyanogenMod è anche disponibile per molti dei dispositivi supportati sotto forma di nightly builds, conosciute in modo informale come "nightlies".[19] Le nightly builds sono versioni installabili di CyanogenMod create dagli ultimi sorgenti disponibili, approssimativamente ogni 24 ore. Siccome il codice di CyanogenMod è aggiornato continuamente dagli sviluppatori, le nightly builds permettono agli utenti di provare le modifiche più recenti. Sebbene diano accesso ai non-sviluppatori alle ultimissime correzioni, le nightly builds possono anche contenere nuovi bug. Le nighlty builds di CyanogenMod sono disponibili su molti siti web, che nel loro insieme costituisono una rete di mirror.[20]. Da settembre 2012 il team CyanogenMod ha annunciato di rilasciare ogni mese, per device specifici, delle M-Builds, ovvero delle nightlies che subiscono verso la fine di ogni mese una stabilizzazione rispetto alle classiche nightlies, riducendo quindi il numero di bug presenti.

Strumenti[modifica | modifica sorgente]

Il repository del codice sorgente di CyanogenMod contiene anche la ClockworkMod Recovery, una "immagine di ripristino", mantenuta da Koushik "Koush" Dutta, utilizzata per installare CyanogenMod e altri aggiornamenti personalizzati. Un'immagine di ripristino è una modalità speciale di boot utilizzata per fare il backup e il ripristino dei supporti di memorizzazione del dispositivo o per riparare/aggiornare il software di sistema. ClockworkMod Recovery può essere installata automaticamente su molti dispositivi supportati da CyanogenMod sui quali sia stato ottenuto l'accesso root usando un'applicazione di Dutta chiamata "Rom Manager", disponibile su Google Play.

Reazioni dell'industria[modifica | modifica sorgente]

Fino a poco tempo fa, la risposta dei produttori di smartphone e tablet e degli operatori mobili è stato generalmente poco favorevole allo sviluppo di firmware di terze parti: i produttori avevano espresso preoccupazione per un cattivo funzionamento del dispositivo che facesse uso di versioni non ufficiali del software[21] e per i relativi costi di supporto. Inoltre, i firmware come CyanogenMod, a volte, offrono funzioni per le quali gli operatori applicano un sovrapprezzo (es. Tethering). Come risultato, in molti dispositivi era comune l'introduzione di ostacoli tecnici, come il blocco del bootloader e l'accesso limitato ai permessi di root.

Tuttavia, la popolarità del software sviluppato dalla comunità è cresciuta[22][23] e, a seguito alle norme emanate dalla Biblioteca del Congresso che consentono lo sbloccaggio dei dispositivi mobili[24], produttori e operatori hanno moderato la loro posizione riguardo CyanogenMod e altri firmware non ufficiali. Tra questi, HTC[25], Motorola[26] e Sony Ericsson[27] sono arrivati a fornire supporto e incoraggiarne lo sviluppo. LG Italia ha inoltre rilasciato un comunicato secondo cui i loro dispositivi sono coperti da garanzia anche con firmware modificati e firmware originali con permessi root[28].

Nel 2011, la necessità di aggirare le restrizioni hardware all'installazione di firmware non ufficiali è diminuita grazie al crescente numero di dispositivi venduti con un bootloader già sbloccato o facilmente sbloccabile, in maniera simile alla serie di telefoni Nexus. Il produttore HTC ha annunciato il supporto per lo sviluppo di firmware non ufficiali rendendo sbloccabile il bootloader di tutti i nuovi dispositivi,[21] e Samsung ha inviato diversi telefoni Galaxy S II al team di CyanogenMod con l'esplicito scopo di renderlo disponibile per quel dispositivo.[29] L'operatore mobile T-Mobile ha espresso il suo supporto per il progetto CyanogenMod con un messaggio su twitter: "CM7 is great!".[30]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Licenses in Android Open Source Project, Open Handset Alliance. URL consultato il 15 Sept 2010.
  2. ^ Pagina "About" di Cyanogen
  3. ^ Spiegazione delle statistiche di CyanogenMod. URL consultato il 27 ottobre 2011.
  4. ^ Statistiche CyanogenMod. URL consultato il 21 ottobre 2011.
  5. ^ Ben Marvin, How To: Root Your G1 And Install Android 1.5 Cupcake in The Android Site, 14 maggio 2009. URL consultato il 28 ottobre 2010.
  6. ^ JesusFreke calls it quits
  7. ^ Cyanogen, CM6 targets in Twitter, 23 giugno 2010. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  8. ^ Cyanogen, CyanogenMod-6.0.0 RC1 in CyanogenMod blog, 11 luglio 2010. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  9. ^ Whitson Gordon, CyanogenMod 6.0 Released, Brings Custom Froyo Goodness to Tons of Android Phones in Lifehacker, Gawker Media, 29 agosto 2010. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  10. ^ development thread.
  11. ^ Cyanogen, Gingerbread Release in Twitter, 17 dicembre 2010. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  12. ^ Cyanogen, CyanogenMod-7 Release Candidates! in CyanogenMod blog, 16 febbraio 2011. URL consultato il 16 febbraio 2011.
  13. ^ Whitson Gordon, CyanogenMod 7 RC Brings Gingerbready Goodness, Canned SMS Responses to Android in Lifehacker, Gawker Media, 16 febbraio 2011. URL consultato il 16 febbraio 2011.
  14. ^ Cyanogen, CyanogenMod-7.0.0-RC4 has arrived in CyanogenMod blog, 30 marzo 2011. URL consultato il 30 marzo 2011.
  15. ^ Cyanogen, CyanogenMod 7.0 Released! in CyanogenMod blog, 10 aprile 2011. URL consultato il 10 aprile 2011.
  16. ^ Cyanogen, CyanogenMod 7.2! in CyanogenMod blog, 16 giugno 2012. URL consultato il 19 gennaio 2014.
  17. ^ Android-Life.Comstory on CM9 and ICS
  18. ^ Themes | Android Design
  19. ^ Nightly Builds
  20. ^ Get.Cm, a CyanogenMod download mirror
  21. ^ a b Sblocca Bootloader. URL consultato il 2011/10/30.
  22. ^ discusses popularity of CyanogenMod
  23. ^ AndroidAndMe: MIUI firmware is "popular"
  24. ^ LoC rules in favor of jailbreaking
  25. ^ HTC's bootloader unlock page
  26. ^ Motorola Offers Unlocked Bootloader Tool
  27. ^ Unlocking the boot loader | Sony Xperia
  28. ^ https://www.facebook.com/notes/lg-italia-lifes-good/gestione-degli-smartphone-con-permessi-di-root-attivi-in-garanzia/10150205338062585
  29. ^ CyanogenMod coming to the Galaxy S 2, thanks to Samsung in Android Central, 6 giugno 2011.
  30. ^ T-Mobiletweets "CM7 is great!"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]