San Donà di Piave

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San Donà di Piave
comune
San Donà di Piave – Stemma San Donà di Piave – Bandiera
Corso Silvio Trentin
Corso Silvio Trentin
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Sindaco Andrea Cereser (PD) dal 10 giugno 2013
Territorio
Coordinate 45°38′00″N 12°34′00″E / 45.63333°N 12.56667°E / 45.63333; 12.56667 (San Donà di Piave)Coordinate: 45°38′00″N 12°34′00″E / 45.63333°N 12.56667°E / 45.63333; 12.56667 (San Donà di Piave)
Altitudine 3 m s.l.m.
Superficie 78,73[1] km²
Abitanti 41 932[2] (03-2012)
Densità 532,61 ab./km²
Frazioni Calvecchia, Chiesanuova, Cittanova, Fiorentina, Fossà, Grassaga, Isiata, Mussetta di Sopra, Palazzetto, Passarella, Santa Maria di Piave.

Località: Borgovecchio, Botteghino di Chiesanuova, Caposile, Jutificio, Molino di Calvecchia, Tessere.

Comuni confinanti Ceggia, Cessalto (TV), Eraclea, Fossalta di Piave, Jesolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, Salgareda (TV), Torre di Mosto
Altre informazioni
Cod. postale 30027
Prefisso 0421
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027033
Cod. catastale H823
Targa VE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 348 GG[3]
Nome abitanti sandonatesi
Patrono santa Maria delle Grazie, san Donato d'Arezzo[4]
Giorno festivo il lunedì successivo alla prima domenica di ottobre[5]
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Donà di Piave
Il territorio di San Donà di Piave nella provincia di Venezia
Il territorio di San Donà di Piave nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

San Donà di Piave (pronuncia italiana: /san doˈna ddi ˈpjave/[6]; San Donà in veneto, pronuncia [saŋ doˈna]) è un comune italiano di 41.932 abitanti[7] della provincia di Venezia in Veneto.

La città è uno dei "capoluoghi", assieme a Portogruaro, della Venezia Orientale.

È il nono centro della regione per numero di abitanti,[8] il terzo comune più popolato della provincia,[9] e il fulcro di un'area urbana di circa 65.000 abitanti che si estende ben oltre i confini comunali, comprendendo i centri di Musile di Piave, Noventa di Piave e Fossalta di Piave.

Indice

Geografia fisica[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Veneto.

Territorio[modifica]

Il territorio di San Donà in un'immagine satellitare

Il territorio di San Donà di Piave, esteso per 78,73 km²[10], sorge nella bassa pianura veneta, a nord della Laguna Veneta. In origine tale area si estendeva interamente lungo la sponda sinistra del Piave. Gli interventi idraulici attuati dalla Serenissima a partire dal Cinquecento, da ultima la diversione del corso del fiume operata nel 1664, hanno diviso l'area in due settori.[11]

L'altitudine ufficiale del comune, corrispondente al punto sul quale sorge la sede comunale, è di 3 m s.l.m.[10] La differenza tra l'altitudine minima (-1 m s.l.m.) e il punto di massima (12 m s.l.m.) posiziona il territorio sandonatese al terzo posto tra i comuni con la maggiore escursione altimetrica nella Provincia di Venezia.[12]

Il comune confina a nord con Noventa di Piave, Salgareda, Cessalto e Ceggia, a est con Torre di Mosto ed Eraclea, a sud con Jesolo, a ovest con Musile di Piave e Fossalta di Piave.

In linea d'aria, il centro urbano dista 33,6 km da Venezia, 26,1 km da Treviso, 13,5 km da Jesolo, e 36,8 km da Pordenone in Friuli Venezia Giulia.[13]

Idrografia[modifica]

Il Piave a San Donà

Il territorio sandonatese è percorso da corsi d'acqua di origine e natura differente, tra i quali il più rilevante è il Piave, caratterizzato da tratti d'alveo naturali e da tratti realizzati artificialmente. Di notevole interesse ambientale sono gli alvei del Sile-Piave Vecchia, del Canale Bova Rosa (alimentato dalle acque del fiume Sile), e del Grassaga (originariamente fiume di risorgiva, ad oggi canalizzato). All'idrografia principale, inoltre, si aggiunge una diffusa rete capillare irrigua e di scolo (capifosso, fossi, scoline di bonifica) estesa all’intero territorio.[14]

Geologia e morfologia[modifica]

Per la disomogeneità dei caratteri geopedologici e morfologici, è possibile suddividere il territorio comunale in tre zone:

  • La porzione più settentrionale è dotata di suoli alluvionali di natura argillosa;
  • L'area meridionale si caratterizza per i suoli di tipo argilloso-limoso che formavano il fondale delle antiche lagune salmastre e delle paludi dolci preesistenti alla bonifica;
  • La terza zona corrisponde all'alveo attuale e ai paleoalvei del Piave. Si contraddistingue per i dossi naturali formati da suoli sabbiosi di origine fluviale.[14]

Sismicità[modifica]

Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa).[15]
Nel raggio di 30 km dal centro cittadino di San Donà di Piave, storicamente sono stati registrati 5 eventi sismici rilevanti[16]:

Data Magnitudo Epicentro Distanza dall'epicentro (km)
00/00/778 5,84 Treviso 24,93
17/01/1284 5,18 Venezia 28,48
09/03/1516 4,83 Venezia 25,62
16/12/1719 4,63 Mogliano Veneto 29,19
13/04/1756 5,03 Treviso 25,37

Clima[modifica]

Il clima è temperato umido[10], tipico della Pianura veneto-friulana. Il comune è classificato in zona climatica E 2348 GG[17]

Storia[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di San Donà di Piave.
Le origini del nome

Il toponimo San Donà ha origine agionimica e deriva dal troncamento di San Donato.[18] Il nome riflette, infatti, il culto di Donato d'Arezzo, santo venerato nelle terre poste lungo il basso corso del Piave già verso la metà dell’VIII secolo.[4]

Preistoria ed Età antica[modifica]

Un primo popolamento dell'area avvenne già in epoca preistorica: le ricerche archeologiche condotte durante il Novecento hanno rivelato vestigia di un insediamento neolitico nei dintorni di Chiesanuova, sulla sponda sinistra dell'alveo storico del fiume Piave.[14]

Tracce significative di centuriazione romana, inoltre, sono state individuate nella parte settentrionale del territorio. La presenza di una rete viaria articolata (imperniata sulla Via Annia) fa presumere che nell'età romana l'area fosse abitata.[14]

Età medievale[modifica]

In seguito all'anno 1000, nella zona oggi compresa nel territorio comunale si formarono due borghi: San Donato e Mussetta, prima soggetti alla giurisdizione temporale del Patriarcato di Aquileia[19] e, successivamente, interessati dalle vicende che, tra XI secolo e XIII secolo, videro come protagonista la potente famiglia degli Ezzelini.

A nord, si trovava il borgo di Mussetta, nei pressi di un castello edificato dai Patriarchi di Aquileia[20], a sud sorgeva il villaggio di San Donato, raccolto attorno a una cappella la cui presenza è attestata a partire dal 1154.[19] Nel 1250 il territorio subì una catastrofica alluvione del Piave,[20] che deviò il corso del fiume, spostando la cappella di San Donato dalla sponda sinistra a quella destra. Questa deviazione dell'alveo comportò la separazione della chiesa dal suo territorio di riferimento, che cominciò ad essere detto San Donato de qua de la Piave per distinguerlo da quello attiguo alla cappella: San Donato oltre la Piave (l'attuale Musile di Piave).[19]

Nel corso del XIII e XIV secolo il territorio sandonatese venne a trovarsi in posizione strategica tra la Marca Trevigiana e la Repubblica di Venezia e per questo fu sottoposto a saccheggi e devastazioni, terminati con l'occupazione dell'area da parte delle truppe di Sigismondo del Sacro Romano Impero (1412-1413) e la distruzione di Mussetta.[20][21]

Terminata la guerra tra la Serenissima e il Regno d'Ungheria, la Repubblica incentivò lo sviluppo del territorio offrendo esenzioni fiscali agli agricoltori disposti a trasferirsi. Venezia, infatti, era direttamente interessata alla ripresa economica dell'area di San Donà, in quanto gran parte della superficie comunale era di proprietà demaniale. Nel 1410 la Repubblica decretò il censimento dei beni presenti nel territorio di San Donà e l'accertamento dei titoli di proprietà dei confinanti per appurare eventuali appropriazioni indebite.[19]

Età moderna[modifica]

Durante l'età moderna la Repubblica di Venezia avviò una serie di interventi di bonifica nel Basso Piave, e destinò un funzionario (il gastaldo) alla gestione del territorio di SS. Donati et Hermelii de Plavi.[22]

Nel 1468, urgenti necessità finanziarie indussero la Repubblica a deliberare la cessione in enfiteusi della Gastaldia, ponendola all'incanto. Aggiudicatari dell'asta furono Francesco Marcello e Angelo Trevisan. Successivamente la Repubblica vendette in via definitiva la Gastaldia, che divenne possesso privato.[23] I pubblici poteri furono affidati ad un funzionario nominato dal Doge, il Vicario Ducale, che aveva l'obbligo di prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di risiedere a San Donà. Il primo Vicario, Antonio Lupo (ser Antonio Luppo), fu insediato nel 1476 dal doge Pietro Mocenigo.[24]

La crescita e lo sviluppo del centro urbano fu inizialmente difficile: l'esistenza di un unico proprietario fondiario impediva di fatto la nascita della piccola proprietà. Le difficoltà erano acuite dalla situazione ambientale divenuta ancor più infelice nel corso del XV secolo a causa degli instabili equilibri idraulici del territorio. Durante il XVII secolo la Repubblica di Venezia promosse una serie di lavori idraulici al fine di preservare la laguna dalle periodiche inondazioni del Piave: nel 1664 fu portato a termine lo scavo del Taglio Novo, che partendo da San Donà portava il Piave a sfociare presso Santa Margherita.[25]

Nel 1797 fu istituita la Municipalità di San Donà, capoluogo di uno dei quindici cantoni del distretto di Treviso. Con l'annessione di Venezia e delle sue dipendenze da parte del Regno d'Italia napoleonico, il 1º maggio 1806 fu creato il Dipartimento dell'Adriatico, di cui San Donà entrò a far parte come capoluogo del distretto omonimo.[26] Negli anni successivi San Donà vide aumentare le sue funzioni amministrative, diventando sede notarile nel 1807 e sede di vice prefettura nel 1808.[26] Nello stesso periodo nacquero i primi consorzi per la bonifica delle aree paludose.[27]

Età contemporanea (fino al 1945)[modifica]

Il tratto iniziale di Via Maggiore (Corso Silvio Trentin) nei primi anni del Novecento
Corso S. Trentin il 7 gennaio 1918

Parte del Regno Lombardo-Veneto dal 1815, durante la dominazione austriaca San Donà mantenne la sua posizione di capoluogo di distretto.[26] Durante la prima metà del XIX secolo il centro urbano si arricchì di palazzi, costruzioni commerciali e di un nuovo Duomo, realizzato tra il 1838 e il 1841.[28]

Con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, nuovi lavori di bonifica interessarono il sandonatese, segnando la metamorfosi ambientale del territorio e incrementando la produttività della zona.[29] Contemporaneamente furono stabiliti i servizi di collegamento a mezzo di ferrovia (tra il 1881 e il 1885) e vaporetto, aperte industrie e servizi per la popolazione.[27]

L'impatto della Prima Guerra Mondiale su San Donà fu devastante. In seguito allo sfondamento delle linee italiane a Caporetto, l'esercito Italiano ripiegò e si riorganizzò sul nuovo fronte lungo il corso del Piave. A partire dal 13 novembre 1917 iniziarono i lunghi mesi della guerra di trincea, culminati nella Battaglia del Solstizio.[30] Nell'autunno del 1918 l'esercito italiano lanciò l'offensiva risolutiva contro le postazioni austro-ungariche e il 31 ottobre del 1918 San Donà tornò in mani italiane.[31] Il bilancio dei lunghi mesi di combattimenti fu pesante: le infrastrutture cittadine risultavano completamente distrutte e la maggior parte del patrimonio architettonico e artistico era andato irrimediabilmente perduto.

Il primo dopoguerra fu caratterizzato dalla completa ricostruzione della città e dal ripristino delle attività socio-economiche, della viabilità intercomunale e del servizio ferroviario.[32] Nel 1940 l'Italia entrò in guerra a fianco della Germania nazista. Dopo l'8 settembre 1943 furono centinaia i sandonatesi impegnati nella lotta partigiana.[33] Nel 1944 la città fu sottoposta a diversi bombardamenti: durante le incursioni aeree vennero distrutti il Teatro Verdi e l'Ospedale Umberto I.[34] Il 25 aprile 1945, in presenza di seimila soldati tedeschi, venne proclamata l'insurrezione della città e nella stessa giornata San Donà fu liberata.[33]

Dal dopoguerra a oggi[modifica]

San Donà si presenta oggi quale punto nevralgico del Corridoio V tra Veneto e Friuli, crocevia tra le aree di sviluppo industriale del trevigiano, e quelle turistiche di Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea e Caorle, città in espansione dai tassi di crescita di popolazione tra i più alti della regione.

Simboli[modifica]

San Donà di Piave-Stemma.png

La descrizione ufficiale dello stemma è la seguente:

« Campo di cielo, all'angelo di carnagione, con le ali di bianco, al naturale, con chioma castana, dello stesso, indossante la dalmatica di cuoio, al naturale, e la corazza d'argento, cimata dalla gorgiera di azzurro, le gambe protette da schinieri d'argento, bordati d'oro all'insù, impugnante con la mano destra l'asta d'oro, cimata dall'elmo, dello stesso, piumato a sinistra di rosso, essa asta munita a mezza altezza di bilancia a due coppe, d'oro; e reggente con la mano sinistra lo scudo ovale, poggiante sulla campagna, troncato in scaglione, d'azzurro e di rosso, con lo scaglione diminuito, d'argento, sulla partizione; l'angelo ritto e attraversante sulla campagna di terra, al naturale, con ciuffi d'erba, di verde, sostenente a destra la casetta, e a sinistra la piccola chiesa, munita di campanile, entrambe di argento, coperte di rosso. Ornamenti esteriori da città »
(Decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 1987, n. 762)

Onorificenze[modifica]

Medaglia d'argento al valor militare.svg Croce di guerra al merito (recto).svg

San Donà di Piave è inclusa tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'argento al Valor Militare[35] per i grandi meriti che essa ha avuto durante la Guerra di liberazione, con la seguente motivazione:

Medaglia d'argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Valor Militare
«Fiera Città di prima linea già duramente provata dalla guerra, subito dopo l'armistizio sosteneva con decisione la lotta di liberazione, dando centinaia di valorosi combattenti alle formazioni partigiane e pagando sanguinoso tributo di vittime alla repressione tedesca. Duramente colpita anche da bombardamenti aerei non piegava la decisa volontà di resistenza. Insorgeva in presenza di ben seimila soldati tedeschi, liberava il suo territorio tre giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate, dopo aver catturati tremilacinquecento prigionieri»
— San Donà di Piave, 1943 - 1945

La città è inoltre decorata con la Croce al Merito di Guerra.

Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito di Guerra
«La Croce al Merito di guerra è stata conferita a seguito del conflitto 1915 - 1918, durante il quale la città di San Donà è stata completamente distrutta»

Il Comune di San Donà di Piave si fregia anche del titolo di Città.

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«conferito con Regio Decreto 22 maggio 1942 da Vittorio Emanuele III, confermato dal Decreto del Presidente della Repubblica del 12 novembre 1968»

Monumenti e luoghi di interesse[modifica]

Architetture religiose[modifica]

Interno del Duomo

In stile neoclassico, è il luogo di culto cattolico principale di San Donà. Collocato tra Piazza Duomo, Piazza Rizzo e Piazzetta Trevisan, il Duomo fu edificato nella seconda metà del Quattrocento e ricostruito tra il 1838 e il 1841 da Giovanni Battista Meduna su progetto di Antonio Diedo.[28] L'edificio, gravemente danneggiato durante la Prima Guerra Mondiale, fu sottoposto a un'opera di ricostruzione effettuata da Giuseppe Torres tra il 1919 e il 1923.[36] La facciata è caratterizzata da un imponente pronao sormontato dalle statue delle tre virtù teologali e sostenuto da otto colonne scanalate di ordine corinzio.

  • Chiesa di San Carlo Borromeo

In stile neoromanico, si trova nella frazione di Chiesanuova. L'edificio venne edificato su progetto dell'architetto Giuseppe Torres[36] in sostituzione della chiesa preesistente (costruita nel 1696 e distrutta durante la Prima Guerra Mondiale). L'apparato decorativo interno comprende pregevoli opere del pittore Juti Ravenna.[37]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa, edificata tra il 1966 e il 1967 su progetto dell'architetto Angelo Polesello[38], si trova nel quartiere di Mussetta di Sotto e conserva al suo interno reperti lapidei scolpiti di epoca medievale e rinascimentale. Fu una delle prime chiese in Italia realizzate seguendo le indicazioni della Costituzione sulla Liturgia del Concilio Ecumenico Vaticano II.[39]

Architetture civili[modifica]

  • Palazzo del Municipio
La facciata del Municipio

Il Municipio fu costruito in seguito alla Grande Guerra sulle macerie dell'edificio precedente e inaugurato il 3 giugno 1923.[40] Il Palazzo, progettato da Camillo Puglisi Allegra, chiude con un fronte di 50 metri il lato ovest di Piazza Indipendenza. La facciata è decorata da paraste, festoni, semicolonne e trabeazioni movimentate; il corpo centrale, sovrastato dall'orologio, è caratterizzato dalla presenza dello stemma comunale.[40]

  • Palazzo del Consorzio di Bonifica

Progettato da Camillo Puglisi Allegra, definisce con i suoi portici il lato nord di Piazza Indipendenza.[41] Il palazzo, edificato tra il 1927 e il 1929,[41] presenta un corpo centrale elevato e aggettante rispetto alle ali laterali. La facciata è contrassegnata da paraste ioniche di ordine gigante, teste femminili e patere con motivi ornamentali floreali.

L'edificio fu realizzato nella seconda metà degli anni venti su disegno di Camillo Puglisi Allegra[32] allo scopo di ospitare la sede centrale della Banca Mutua Popolare di San Donà.[42] L'edificio porticato segna l'incrocio tra Corso Trentin e Via Battisti di fronte a Piazza Indipendenza. I prospetti del palazzo presentano un'ornamentazione scultorea molto ricca composta da festoni, canestri, cornucopie e scudi.

  • Villa Ancillotto (XVIII secolo)
  • Ponte della Vittoria
Il Ponte della Vittoria

Ricostruito tra il 1921 e il 1922, fu inaugurato il 12 novembre 1922 da Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta.[43] Danneggiato dai bombardamenti del 1944, è stato sottoposto negli anni duemila a un restauro cromatico curato da Ettore Sottsass.[44]

  • Ponte a Bilanciere

Situato in località Caposile, il Ponte a Bilanciere è un ponte apribile che collega le sponde della Piave Vecchia (confine tra i comuni di San Donà e Musile di Piave) pochi metri a monte dalla confluenza con il Taglio del Sile.[45] Costruito dopo la Prima Guerra Mondiale (1927), rimase in servizio sino al 1957, quando fu inaugurato l’attuale attraversamento stradale sulla Piave Vecchia. Il ponte venne realizzato in modo tale da consentire il traffico fluviale mediante quella che allora era un’importante via di navigazione interna. Il meccanismo che rendeva possibile l'apertura e la chiusura del ponte è costituito da un sistema di contrappesi tramite il quale si otteneva il sollevamento manuale delle due piattaforme della campata centrale.[45] Per le sue forme è stato paragonato al famoso Ponte di Langlois,[45][46] soggetto ricorrente nelle opere di Van Gogh.

  • Stabilimento idrovoro di Cittanova

Inaugurato nel 1903 (e ricostruito dopo la Grande Guerra), è il più antico impianto di sollevamento delle acque per la bonifica ancora attivo nel Basso Piave. Lo stabilimento idrovoro si trova in un territorio posto al di sotto del livello del mare nei pressi della frazione di Cittanova.[47]

Altri luoghi e monumenti di interesse[modifica]

Il "Parco della Scultura in Architettura" è un parco cittadino noto a livello internazionale a studiosi ed appassionati di arte e architettura. Accoglie installazioni e sculture di artisti, architetti e designers, tra i quali Gabriele Basilico, Alberto Campo Baeza, Riccardo Dalisi, A G Fronzoni, Sol LeWitt, Riccardo Licata, Alessandro Mendini, Bruno Munari, Aldo Rossi, Ettore Sottsass, Mauro Staccioli, Emilio Tadini.[48][49]

Realizzata nel 1873, è una conca di navigazione a doppio sistema di paratoie che si chiudono ad angolo acuto verso il Piave. La conca, situata al confine tra il territorio di Musile e il centro abitato di Chiesanuova, fu costruita al duplice fine di garantire la sicurezza idraulica della zona e di agevolare il trasporto fluviale tra il Piave e il Sile.[52]

Aree Naturali[modifica]

Parchi e Giardini pubblici[modifica]

  • Filtro Verde - l’area occupa una superficie di circa 62.500 m2. Separa gli insediamenti abitativi creatisi attorno alle vie Turati e Prampolini dalla zona industriale orientale.[53]
  • Giardini San Marco – area verde di circa 7.000 m2, delimitata dalle vie Tredici Martiri, Eraclea e Grazia Deledda. La denominazione dei giardini è dovuta allo stanziarsi di reparti di fanteria di marina fra il 1943 ed il 1944 nella caserma preesistente al parco. Nei Giardini è presente il Monumento al Cieco di Guerra.[53]
  • Giardino Pubblico Agorà – tra via Jesolo e Piazza Indipendenza. L'area esibisce alcune opere scultoree lignee, una voliera, ed è dotata di un emiciclo idoneo ad ospitare eventi e spettacoli.[53]
  • Parco Benjamin – posto fra le vie Girardi, Forlanini, Brusade, Bastianetto e Ca' Boldù. Il parco occupa una superficie di circa 25.000 m2. Al centro dell'area verde si trova un edificio utilizzato come struttura di servizio per attività sociali, ricreative ed associazionistiche.[53]
  • Parco degli Scoiattoli - area verde realizzata nei pressi della Scuola Primaria Ancillotto, in Via Centenario. Il nome è stato scelto dagli alunni della scuola in seguito a un concorso promosso dalle insegnanti.[53]
  • Parco delle Rose – si trova tra via Giorgione e via della Repubblica in un'area nella quale scorreva, prima del suo interramento, il Canale Irriguo Piave. Due dei ponti che attraversavano il corso d'acqua sono visibili nel complesso del giardino. La superficie del parco è di circa 15.450 m2.[53]
  • Parco Europa – tra le vie Giuseppe Verdi, Giovanni XXIII e Nazario Sauro, occupa un'area di circa 25.350 m2. La superficie è caratterizzata da un piccolo corso d'acqua artificiale. All'interno del parco si trovano: la sede alla locale sezione dell'Associazione Nazionale Alpini, il monumento alle Penne Nere, il Monumento ai Caduti Interalleati, una locomotiva a vapore.[53]
  • Parco Fellini – Parco-Bosco situato a Est del centro urbano. L'ingresso si ha dalle vie Revine, Calnova e Giulietta Masina. L'area è caratterizzata da uno stagno al centro e da corsi d'acqua, canali e fossati, che per la maggior parte del perimetro la circondano. Il parco comprende un'area attrezzata per il gioco infantile, una zona pic-nic, aree a verde didattico, a bosco, e a prato.[53]
  • Parco Fluviale – situato nell'ampia area golenale posta a valle del Ponte della Vittoria, la sua superficie è di circa 88.000 m2. All'interno del parco si trovano il monumento al giovane sandonatese Mario Rorato e, lungo la sponda del fiume, strutture per diporto nautico. Sono presenti varie specie di alberi e arbusti ed è popolato da numerosi animali.[53]
  • Parco Un Abbraccio Verde: occupa un'area irregolare tra via Carrer e via Grassi. Progettato dall'architetto milanese Cino Zucchi, è caratterizzato da vasti viali ghiaiati e da una elevazione artificiale che costituisce una sorta di anfiteatro. La sua superficie è di circa 23.300 m2.[53][54]

Società[modifica]

Evoluzione demografica[modifica]

Abitanti censiti[55]

Nati - Morti

Etnie e minoranze straniere[modifica]

Gli stranieri residenti nel comune sono 4.676, ovvero il 11,2% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[56]:

  1. Romania Romania, 1.050
  2. Albania Albania, 863
  3. Bangladesh Bangladesh, 368
  4. Ucraina Ucraina, 281
  5. Moldavia Moldavia, 281
  6. Marocco Marocco, 241
  7. Nigeria Nigeria, 212
  8. Cina Cina, 186
  9. Serbia Serbia, 119
  10. Colombia Colombia, 90

Lingue e dialetti[modifica]

A San Donà, oltre all'italiano, è parlata la variante Sandonatese della lingua veneta, usata anche in altre città vicine.

Religione[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parrocchie della Diocesi di Treviso, Parrocchie della Diocesi di Vittorio Veneto e Parrocchie del Patriarcato di Venezia.

La prima confessione religiosa a San Donà di Piave è quella cattolica. La maggior parte del territorio ricade sotto la Diocesi di Treviso, che amministra nove parrocchie su dodici, con la parrocchia del Duomo al vertice di un vicariato. Le parrocchie di Fossà e Grassaga, al di là del canale che prende il nome da quest'ultima, fanno parte della Diocesi di Vittorio Veneto. A testimonianza dell'antico legame del Sandonatese con Venezia, la frazione di Cittanova fa parte del Patriarcato di Venezia.

Altre comunità religiose presenti sono:

Tradizioni e folclore[modifica]

Una delle tradizioni di San Donà di Piave è il "Patto Solenne d'Amistà" (Patto dell'amicizia), che viene ricordato il 7 agosto di ogni anno nel giorno di San Donato. Questa consuetudine, che consiste nel dono di due capponi da parte del Sindaco di San Donà di Piave a quello di Musile di Piave, nasce da un fatto storico. Nel Medioevo, tra i centri di San Donà e Musile esisteva una cappella consacrata a San Donato. Nel 1250 ca. a causa di una grande alluvione che deviò il corso del Piave, la cappella passò dalla sponda sinistra alla sponda destra del fiume, nel territorio di San Donato oltre la Piave (oggi Musile). Secondo la leggenda le due comunità sancirono un patto: gli abitanti dell'antica Musile conservarono San Donato come proprio patrono, in cambio San Donà poté fregiarsi di tale nome versando un tributo annuo di gallos eviratos duos, vivi et ruspanti pingues et optimi.[60][61] La prima edizione in epoca moderna della manifestazione risale al 1957.[62]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica]

San Donà è sede dell'Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 10 "Veneto Orientale".[63] In città sono presenti, inoltre, vari enti assistenziali tra cui l'Opera Pia Casa Paterna,[64] la Casa di Riposo "Monumento ai caduti in guerra"[65] e la Fondazione Piccolo Rifugio.[66]

Molto attive nel panorama culturale, ambientale, sociale e del volontariato, sono le centinaia di associazioni e cooperative iscritte all'albo del comune.[67]

Nel territorio comunale ha sede un distaccamento operativo del Raggruppamento Unità Difesa, apparato interforze dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (servizio segreto militare italiano).

Qualità della vita[modifica]

Anno Qualità della Vita dei piccoli

comuni d'Italia (Sole 24 Ore)

Comuni ricicloni

(Legambiente)

2009 - (-) 86º (- 21)[68][69]
2010 - (-) 65º (+ 21)[70]
2011 27º (-)[71] 62º (+ 3)[72]

Cultura[modifica]

I punti di riferimento fondamentali per la gran parte dell'offerta culturale della città sono costituiti dal Museo della Bonifica e dal "Centro Culturale Leonardo da Vinci". Ubicato in Piazza Indipendenza, in uno degli edifici più antichi della città, il Centro Culturale è sede della Biblioteca Civica, della Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, e del Caffè Letterario.

Istruzione[modifica]

Biblioteche[modifica]

  • Biblioteca Civica

La Biblioteca Civica è stata istituita nel 1964 e aperta al pubblico il 24 aprile 1965 nel palazzo di Piazza Indipendenza n. 28, già sede della Pretura. Dopo essere stata trasferita in via Risorgimento nel 1976, nel 1992 la Biblioteca ha trovato una nuova e definitiva sede nell'edificio che per oltre un secolo aveva ospitato la Scuola Elementare "Leonardo da Vinci".[73] Dal 2004 la Biblioteca Civica è presente con tre punti decentrati di lettura e prestito librario presso la Biblioteca "Giovanni XXIII", il Centro di Lettura "Anna Trevisiol" (Tessere), e il Reparto di Pediatria dell'Ospedale Civile.[74] Nel 2009 la "sezione ragazzi" è stata trasferita al piano terra della "Casa dei Bambini", inaugurata nello stesso anno nello stabile dell'ex casa del Mutilato in via Gorizia.[75] La Biblioteca possiede attualmente un patrimonio complessivo di circa 47.500 volumi (dei quali circa 7.500 per ragazzi) e 2.300 documenti multimediali (di cui circa 550 per bambini e ragazzi).[76]

Possiede un patrimonio complessivo di circa 11.000 volumi inerenti soprattutto all'agricoltura, alla bonifica, alla storia del Veneto e alla storia della Grande Guerra. Il nucleo antico è costituito da oltre 200 volumi, e comprende, oltre a vari importanti testi editi tra il Cinquecento e il Settecento, un esemplare del primo atlante italiano, la famosa "Italia" di Giovanni Antonio Magini.[77]

Istituita nel 2004, la biblioteca ha sede presso l'Oratorio San Domenico di Mussetta di Sotto.[78] La sua dotazione bibliografica comprende un'ampia sezione dedicata alla letteratura per ragazzi, e testi relativi a tre tematiche specializzate (fede cristiano-cattolica, pedagogia, storia locale). Il patrimonio complessivo della biblioteca consta di circa 5.200 volumi.[74]

Scuole[modifica]

Nel territorio comunale sono presenti tre Istituti comprensivi, che raggruppano quattro scuole dell'infanzia, nove scuole primarie e tre scuole secondarie di primo grado. In città hanno sede inoltre sei scuole dell'infanzia paritarie.

Scuole secondarie di secondo grado:

Centri di formazione professionale:

  • Centro di formazione professionale "Provincia di Venezia"
  • Centro di formazione professionale "San Luigi"
  • Centro di formazione professionale "Don Bosco"

Musei[modifica]

Media[modifica]

Radio[modifica]

Teatro[modifica]

  • Auditorium Leonardo da Vinci

Cinema[modifica]

Nel film Camilla (regia di Luciano Emmer, 1954) la protagonista, interpretata dall'attrice Gina Busin, una domestica a servizio a Roma della famiglia del dott. Rossetti (Gabriele Ferzetti), viene da San Donà di Piave. Forse l'idea fu di Rodolfo Sonego (sceneggiatore del film insieme allo stesso Emmer e a Ennio Flaiano) che era nativo di Cavarzano, frazione del comune di Belluno.[senza fonte]

Nel film Il prode Anselmo e il suo scudiero (1972) di Sergio Corbucci (con Lino Banfi), Erminio Macario interpreta il ruolo di Fra' Prosdocimo Zatterin da San Donà di Piave, religioso che fa il mestiere del castratore.[senza fonte]

Musica[modifica]

Cucina[modifica]

La cucina sandonatese, profondamente legata alla civiltà contadina, condivide con il comprensorio del Basso Piave una tradizione gastronomica comune. Nei piatti tipici è evidente il forte legame con le zone vicine: la Marca Trevigiana, l'area lagunare e il litorale adriatico.[80]

Piatti tipici:

  • musétto (cotechino);
  • brodo di rane;
  • lumache;
  • masanéte (granchi di laguna);
  • folpetti (polpi);
  • radìci e fasiòi (radicchio e fagioli);
  • pasta e fasiòi (pasta e fagioli);
  • fortaja (frittata) - piatto tipico legato al giorno di San Marco (25 aprile), ma comune anche durante il resto dell'anno, preparato con salame, asparagi, bruscandoli (luppolo selvatico) o altre erbe spontanee;
  • uova e cipolla;
  • poénta e schìe (polenta bianca e gamberetti grigi di laguna);
  • trippa di maiale;
  • tzoztùi (dadini di lardo in tegame);
  • insaccati e salumi - ossocollo, pancetta, lingua, soppressa, salame, salsiccia, figadéi (salsiccia con ritagli di fegato macinato).

Dolci:

  • fugàza (focaccia) - preparata in occasione della Pasqua;
  • frìtołe (frittelle) - consumate durante il Carnevale;
  • gałàni o cròstołi (chiacchiere);
  • pane con l'uva;
  • pinza - dolce tipico del periodo natalizio, spesso accompagnato dal Vin brulé e consumato, in particolare, in occasione del Panevin.

Personalità legate a San Donà di Piave[modifica]

Eventi[modifica]

  • Gaudium Sancti Donati

Rievocazione storica del "Patto Solenne d'Amistà" e festa medievale (7 e 8 agosto).[81]

  • Fiera del Rosario

La manifestazione più importante dell'anno è la tradizionale Fiera del Rosario, popolarmente chiamata Le Fiere. Si svolge il primo lunedì del mese di ottobre, e durante la settimana immediatamente precedente. L'evento richiama decine di migliaia di persone da tutto il Triveneto nelle strade della città, in particolare nella giornata di domenica.[82]

Le origini della Fiera del Rosario non sono note con certezza, pare comunque abbia avuto inizio prima del XVII secolo. Alcuni elementi la fanno risalire alla Battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571).[senza fonte] In quell'occasione la vittoria fu consacrata alla Vergine del Rosario e la sua celebrazione si sovrappose a fiere e feste popolari preesistenti. Nel 1856, l'Imperial Regia Luogotenenza di Venezia, nell'elencare i mercati e le fiere della provincia, la dichiarava "di antica tradizione", dunque, molto probabilmente anteriore al 1814, anno a cui risale il più antico manifesto pervenutoci.[82]

I giorni di svolgimento della Fiera del Rosario sono accompagnati da una gastronomia particolare: polenta e schie, masanete, bacalà, el folpo, cicheti da passeggio, risi e fasioi alla boema, anara nostrana e la trippa in brodo (tipica del giorno di mercato, il lunedì).[senza fonte]

  • Ziogando inte a Strada (dal dialetto ven. "Giocando sulla strada")

Posta tra l'ultima settimana di settembre e le prime due di ottobre, si svolge in una sola giornata, ed è una manifestazione di rievocazione delle antiche tradizioni popolari della zona; si svolge in costume e propone al pubblico giochi, canti e vecchi mestieri praticati fino alla prima metà del Novecento.[83]

Geografia antropica[modifica]

Urbanistica[modifica]

Suddivisioni amministrative[modifica]

Il centro urbano di San Donà di Piave è suddiviso in 9 quartieri[84]:

Brusade, Calnova, Carbonera, Centro, Ereditari, Forte 48, Mussetta di Sotto, Sabbioni, San Luca.

Frazioni[modifica]

Calvecchia, Chiesanuova, Cittanova, Fiorentina, Fossà, Grassaga, Isiata, Mussetta di Sopra, Palazzetto, Passarella, Santa Maria di Piave.

Altre località del territorio[modifica]

Borgovecchio, Botteghino di Chiesanuova, Caposile, Jutificio, Molino di Calvecchia, Tessere.

Economia[modifica]

Una bottiglia di Bellini

Agricoltura[modifica]

San Donà rientra nella zona di produzione dei vini Piave DOC.[85] Le tipologie di vino prodotte sono: Piave Rosso, Piave Cabernet, Piave Merlot, Piave Raboso, Piave Tai, e Piave Verduzzo.[86]

Tra i frutti, gli ortaggi e i cereali tipici della campagna sandonatese, hanno ottenuto il riconoscimento di "prodotti agroalimentari tradizionali”[87] la noce dei grandi fiumi, l'asparago bianco di Palazzetto, le pere del veneziano e il mais biancoperla (quest'ultimo è stato dichiarato Presidio di Slow Food). Nel comune, inoltre, è diffusa la coltivazione del fagiolo Verdon, prodotto che non dispone ancora di un riconoscimento formale, ma che fa parte delle tradizioni alimentari del territorio.[88]

Artigianato[modifica]

La realtà artigiana svolge un ruolo molto importante nell'economia locale, incidendo per il 28% circa sul totale delle imprese del comune. Secondo il rapporto "Fotografia del sistema economico regionale 2010" curato dalla Fondazione Leone Moressa, San Donà risulta essere il primo comune veneto non capoluogo per numero di imprese artigiane (più di mille).[89]

Industria[modifica]

Tra le industrie con un bacino commerciale internazionale spiccano Canella nel settore delle Bevande (azienda produttrice del cocktail Bellini) e Lafert Group nel settore metalmeccanico.

Servizi[modifica]

Turismo[modifica]

Infrastrutture e trasporti[modifica]

Strade[modifica]

Autostrade[modifica]

  • Autostrada A4 Italia.svg San Donà è toccata dall'Autostrada A4 Venezia-Trieste, ed è servita dal casello autostradale di San Donà-Noventa.

Strade statali[modifica]

Il 21 gennaio 2008, alla presenza del ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, è stato inaugurato il Ponte Granatieri di Sardegna, ulteriore tassello della Variante della Strada statale 14 della Venezia Giulia iniziata una decina di anni prima e considerato una delle più importanti opere infrastrutturali del Veneto nel dopoguerra.

Strade regionali e provinciali[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Venezia.

San Donà è comodamente raggiungibile percorrendo diverse strade provinciali che la collegano alle città della costa, come Jesolo, Eraclea e Caorle, e con la città di Treviso attraverso la Strada regionale 89 Treviso-Mare.

  • Strada Provinciale 52 Italia.svg Strada provinciale San Donà di Piave-Eraclea - Via Lungopiave Inferiore / Via Palazzetto
  • Strada Provinciale 53 Italia.svg Strada provinciale San Donà di Piave-Ponte Crepaldo-Torre di Fine - Via Tabina
  • Strada Provinciale 54 Italia.svg Strada provinciale San Donà di Piave-Cittanova-Caorle - Via Calnova
  • Strada Provinciale 56 Italia.svg Strada provinciale San Donà di Piave-Grassaga-Cessalto - Via Unità d'Italia / Via Cirgogno / Via San Giorgio
  • Strada Provinciale 83 Italia.svg Strada provinciale San Donà di Piave-Noventa di Piave-Romanziol - Via Lungopiave Superiore / Via Unità d'Italia / Via Noventa
  • Strada Provinciale 43 Italia.svg Strada provinciale Portegrandi-Caposile-Jesolo - Via Armellina / Via Caposile
  • Strada Provinciale 47 Italia.svg Strada provinciale Caposile-Passarella-Eraclea - Via Armellina / Via Argine Destro Piave
  • Strada Provinciale 51 Italia.svg Strada provinciale Musile di Piave-Passarella - Via Argine Destro Piave
La stazione ferroviaria

Ferrovie[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di San Donà di Piave-Jesolo.

La stazione di San Donà si trova sulla ferrovia Venezia-Trieste e serve il territorio Sandonatese, parte del comprensorio Opitergino e le località balneari di Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea.

Mobilità urbana[modifica]

La città è sede e snodo centrale della storica azienda di trasporto su gomma ATVO, società di trasporto pubblico erede della prima azienda sandonatese di trasporti, con capitale prevalentemente pubblico, che opera collegamenti in concessione per la Provincia di Venezia nel Veneto Orientale, espletando anche il servizio urbano nella città di San Donà di Piave.

Amministrazione[modifica]

Amministrazioni precedenti[modifica]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1806 1808 Angelo Mantoani - Sindaco [90]
1808  ? Pietro Augustini - Sindaco [90]
... ... ... ... ...
1866  ? Giuseppe Bortolotto - Sindaco [19]
... ... ... ... ...
1920  ? Guido Marinoni Partito Popolare Italiano Sindaco [91]
1923  ? Costante Bortolotto Partito Nazionale Fascista Sindaco [92]
1925 1926 Giuseppe De Faveri Sindaco [93]
1927 1932 Costante Bortolotto Partito Nazionale Fascista Podestà [94]
1932 1939 Giovanni Battista Dall'Armi Partito Nazionale Fascista Podestà [95]
... ... ... ... ...
1943 1944 Giovanni Gardini Partito Fascista Repubblicano Commissario prefettizio [96]
1944 1945 Cesare Mancini Partito Fascista Repubblicano Commissario prefettizio [97]
1945 1946 Beniamino Feruglio Partito Comunista Italiano Sindaco [98]
1946 1951 Celeste Bastianetto Democrazia Cristiana Sindaco [99]
1951 1952 Celeste Bastianetto Democrazia Cristiana Sindaco [100]
... ... ... ... ...
1956 1960 Giuliano Gusso Democrazia Cristiana Sindaco [101]
1960 1969 Franco Pilla Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1972 Giuliano Gusso Democrazia Cristiana Sindaco [101]
... ... ... ... ...
1988 1990 Mario Cei Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1992 Gabriella Zago Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1994 Giansilvio Contarin Democrazia Cristiana Sindaco
1994 1998 Gianfranco Marcon Centrodestra Sindaco
1998 2003 Vasco Magnolato Centrosinistra Sindaco
2003 2008 Francesca Zaccariotto Centrodestra Sindaco
2008 2013 Francesca Zaccariotto Centrodestra - Lista Civica Sindaco
2013 in carica Andrea Cereser Partito Democratico - Liste Civiche Sindaco

Gemellaggi[modifica]

Contatti in questo senso (in particolare, nello scambio di esperienze all'interno del "programma di azione" Agenda 21) sono stati effettuati anche con la città svedese di Alingsås, anche se ciò non ha portato a un gemellaggio ufficiale delle due città.

Sport[modifica]

Ciclismo[modifica]

San Donà è la città natale di Moreno Argentin. Da qui prese il via la grande avventura agonistica che lo portò a diventare una stella di caratura mondiale. Professionista dal 1980 al 1994, il suo palmares vanta ben 85 vittorie. Tra queste brillano un Campionato del Mondo nel 1986 (a Colorado Spring, USA), 4 Liegi-Bastogne-Liegi, 3 Freccia Vallone, 1 Giro delle Fiandre, 1 Giro di Lombardia, 13 tappe al Giro d'Italia e 2 al Tour de France. Al Giro d'Italia arrivò terzo nel 1984. La città di San Donà è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, il 21 maggio 2003 per l'undicesima tappa del Giro d'Italia 2003 vinse l'australiano Robbie McEwen e vi fu anche una rovinosa caduta nel finale di Mario Cipollini.

Calcio[modifica]

La squadra cittadina è il SandonàJesoloCalcio, che attualmente milita nel campionato di Serie D girone C, dopo che nel 2010 la storica Associazione Calcio Sandonà 1922 ha deciso di rimanere inattiva e l'Unione Sportiva Città di Jesolo ha trasferito la propria sede a San Donà, lo stesso Città di Jesolo aveva acquisito in precedenza i diritti sportivi dell'Associazione Calcio Sandonà nel 2001.

Numerosi i calciatori sandonatesi o che hanno giocato con il Sandonà che sono approdati alla serie A: Bruno Alfier, Guerrino Striuli, Arturo Silvestri, Gianfranco Bedin, Angelo Cereser, Enzo Ferrari, Francesco Canella, Elvio Salvori, Giovanni Perissinotto, Giacomo Vianello, Bruno Visentin, Giancarlo Galdiolo, Ivone De Franceschi, Fabio Bazzani, Manuel Pasqual. Una gloria locale anche in campo femminile, la giocatrice simbolo per molti anni della Nazionale Italiana fu Elisabetta “Betty” Vignotto.

Rugby[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amatori Rugby San Donà.

San Donà è sempre stata terreno fertile per lo spirito rugbysta. La squadra di rugby, fondata nel 1959 da Mario Pacifici e Corrado Teso, partecipò al suo primo torneo federale nel campionato 1960-1961.[103] Dal 1979 la squadra ha militato lungamente nella serie A nazionale, nelle varie strutturazioni che il campionato maggiore ha avuto, arrivando a disputare quattro semifinali scudetto (1990, 1992, 1993, 1996). Attualmente milita in Eccellenza.

Numerosi sono i giocatori arrivati alla Nazionale; fra i più rappresentativi vi sono Alessandro Canal, Mauro Dal Sie, Adriano Fedrigo, Giancarlo Pivetta, Andrea Sgorlon.

Pallavolo Femminile[modifica]

Pagina importante dello sport sandonatese è costituita dalla pallavolo femminile realtà che nata nella vicina Noventa di Piave poi ha messo radici anche a San Donà costituendo un polo importante anche per la pallavolo nazionale. Partita dalle categorie più basse è riuscita a salire sino alle alte sfere dell'A2 sfiorando anche l'accesso alla Serie A1. Attualmente gioca in serie B2. Infiniti i titoli a livello giovanile conquistati dall'Ags Volley San Donà tra cui spicca un Titolo Nazionale Juniores 1997-98. A livello prima squadra ha vinto la Coppa Italia di A2 nel 1999-00. La società ha ricevuto il Marchio di Qualità FIPAV per l'attività giovanile per la stagione 2008/2009.

La giocatrice più rappresentativa capace di brillare anche in Nazionale è stata Rachele Sangiuliano. L'Ags Volley San Donà è inoltre campione d'Italia under 14 femminile per la Stagione 2006/2007 e 2010/2011.

Pallavolo Maschile[modifica]

La prima squadra della società di pallavolo maschile sandonatese, il Volley Team San Donà Jesolo ASD, gioca attualmente nel campionato nazionale di serie B1. Sono presenti anche formazioni giovanili che militano nel campionato regionale di serie D e nei campionati provinciali di 1ª e 2ª Divisione, oltre che nei campionati di categoria (Under 18, 16, 14) e nel minivolley. La società ha ricevuto il Marchio di Qualità FIPAV per l'attività giovanile per la stagione 2008/2009.

Pallacanestro[modifica]

La squadra cittadina è l'A.S.D. Jesolosandonà Basket, nata nel 2004 dalla fusione del Basket San Donà con la società B.C. Jesolo. Nella stagione 2007/08 ha vinto la Coppa Italia di Serie B2, militando negli anni successivi nella Serie A Dilettanti. Nel 2010, la Jesolosandonà Basket ha comunicato alla Federazione Italiana Pallacanestro la propria rinuncia a disputare la Serie B Dilettanti, richiedendo l'iscrizione al campionato di Promozione[104].

Sport individuali[modifica]

Importante anche il capitolo relativo agli sport individuali con Ileana Salvador nell'atletica leggera, Cristina Chiuso nel nuoto, Maria Elena Camerin nel tennis.

Impianti sportivi[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Romolo Pacifici e Stadio Verino Zanutto.

Personalità sportive legate a San Donà di Piave[modifica]

Curiosità[modifica]

Criminalità[modifica]

A San Donà di Piave risiedeva e operava Silvano Maritan, spacciatore locale noto per aver avuto rapporti con Felice Maniero.[105]

Note[modifica]

  1. ^ Comune di San Donà di Piave
  2. ^ Comune di San Donà di Piave - Popolazione residente a Marzo 2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  4. ^ a b san Donato d'Arezzo fu il primo patrono di San Donà e contitolare della chiesa arcipretale fino alla Prima Guerra Mondiale Marco Franzoi, Origini, Feste e devozioni (2009). Parrocchia S.ta Maria delle Grazie di San Donà di Piave. URL consultato in data 14 giugno 2012.
  5. ^ La Chiesa cattolica celebra la festività della Madonna delle Grazie il 31 maggio. La città ha preferito il lunedì successivo alla prima domenica di ottobre, in occasione della fiera dedicata alla Madonna del Rosario.
  6. ^ San Donà. RAI – Radiotelevisione ItalianaDizionario d'ortografia e di pronunzia. URL consultato in data 18 febbraio 2012.
  7. ^ Comune di San Donà di Piave - Popolazione residente a Marzo 2012
  8. ^ Tuttitalia.it - Comuni veneti per popolazione. URL consultato in data 18 febbraio 2012.
  9. ^ Comuni italiani.it - Elenco comuni della Provincia di Venezia. URL consultato in data 18 febbraio 2012.
  10. ^ a b c Sito ufficiale della città di San Donà di Piave: Il territorio sandonatese. Comune di San Donà di Piave. URL consultato in data 25 febbraio 2012.
  11. ^ Laura Pavan, op. cit., p. 54.
  12. ^ San Donà di Piave: statistiche. www.comuni-italiani.it. URL consultato in data 25 febbraio 2011.
  13. ^ San Donà di Piave: comuni limitrofi. www.comuni-italiani.it. URL consultato in data 25 febbraio 2012.
  14. ^ a b c d Sito ufficiale della città di San Donà di Piave: Schede geografico naturalistiche del territorio comunale. Comune di San Donà di Piave. URL consultato in data 25 febbraio 2012.
  15. ^ Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.
  16. ^ Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani 2004
  17. ^ D.P.R. n.412/93
  18. ^ Nomi d'Italia, op. cit., p. 564.
  19. ^ a b c d e Dino Cagnazzi, San Donà di Piave, Oderzo (TV), 1995.
  20. ^ a b c Franco Romanin, Mussetta e la sua Storia, in "Noi e Voi", n. 36 (dicembre 2005), pp. 8-10.
  21. ^ Dino Cagnazzi, I lidi dei dogi, San Donà di Piave, 1983, p. 317.
  22. ^ Costante Chimenton, op. cit., p. 71.
  23. ^ Teodogisillo Plateo, op. cit., pp. 61-63
  24. ^ Teodogisillo Plateo, op. cit., p. 64
  25. ^ Nel corso della piena del 1683 l'alveo del Piave mutò il proprio percorso aprendosi una foce nei pressi di Cortellazzo. C. Pavan, op. cit., p. 166
  26. ^ a b c Dino Cagnazzi, I lidi dei Dogi, San Donà di Piave, 1983, p. 319.
  27. ^ a b Teodogisillo Plateo, op. cit., p. 68
  28. ^ a b AAVV, Palladio, la sua eredità nel mondo, catalogo della mostra (Vicenza, Basilica Palladiana, maggio-novembre 1980), Milano, Electa, 1980, p. 253.
  29. ^ Imelde R. Pellegrini, La valigia a doppio fondo. Gordiano Pacquola nella storia sandonatese del Novecento, Portogruaro, Nuovadimensione, 1990, p. 23.
  30. ^ Alessandro Marzo Magno, op. cit., pp. 168-169.
  31. ^ S. Donà di Piave e il suo territorio nella Grande Guerra. Museo della Bonifica. URL consultato in data 21 ottobre 2012.
  32. ^ a b Dino Casagrande, Giacomo Carletto, Il disegno della Città tra utopia e realizzazione, San Donà di Piave 2002.
  33. ^ a b Motivazioni del conferimento alla città di San Donà di Piave della Medaglia d'Argento al Valor Militare. Ministero della Difesa, Roma 4 marzo 1970 n. 5064 d'ordine pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 1970 disp 35 pag 2.
  34. ^ Morena Biason, op. cit., pp. 219-222.
  35. ^ Ministero della Difesa, Roma 4 marzo 1970 n. 5064 d'ordine pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 1970 disp. 35 pag. 2.
  36. ^ a b Riccardo Domenichini, Giuseppe Torres 1872-1935. Inventario analitico dell'archivio, Padova, Il Poligrafo, 2001.
  37. ^ Dino Casagrande, La ricostruzione della chiesa succursale di Chiesanuova. Sandonadomani.it. URL consultato in data 22 ottobre 2012.
  38. ^ AA. VV., Padre Angelo Polesello Architetto , Padova, Il Poligrafo, 2000.
  39. ^ AA. VV., Lo spazio eloquente, Architettura sacra nel Triveneto 1963-1986 , Pordenone, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 1987.
  40. ^ a b Antonio Stangherlin , op. cit., p. 193.
  41. ^ a b Angelino Battistella, Aldo Milanese , op. cit., p. 100.
  42. ^ Angelino Battistella, Aldo Milanese , op. cit., p. 13.
  43. ^ Lodovico Bincoletto, Loris Smaniotto, C'era una volta Musile: viaggio attraverso le cartoline d'epoca dai primi del '900 agli anni '70, Musile di Piave, Biennegrafica, 2007.
  44. ^ Ettore Sottsass - Progetto di restauro cromatico del Ponte della Vittoria. Ikoneditrice. URL consultato in data 25 ottobre 2012.
  45. ^ a b c Camillo Pavan, op. cit., p. 161.
  46. ^ Alessandro Marzo Magno, op. cit., p. 214.
  47. ^ Luigi Fassetta, La bonifica del Basso Piave. Vita e vicende dei consorzi di bonifica riuniti in San Donà di Piave nella trasformazione del territorio fra Sile e Livenza, Feltre, Stampa Castaldi, 1993.
  48. ^ Comune di San Donà di Piave - Parco della Scultura in Architettura 2003. Sandonadomani.it. URL consultato in data 24 ottobre 2012.
  49. ^ Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia - Parco della Scultura in Architettura. Sandonadomani.it. URL consultato in data 24 ottobre 2012.
  50. ^ Angelino Battistella, Aldo Milanese , op. cit., p. 101.
  51. ^ Chiara Polita, San Donà di Piave. La memoria della Grande Guerra. Il monumento all'aviatore Giannino Ancillotto (1896-1924), San Donà di Piave, Colorama Edizioni, 2010. ISBN 978-88-90470-24-0
  52. ^ Camillo Pavan, op. cit., p. 166.
  53. ^ a b c d e f g h i j k Sito Web del Comune di San Donà di Piave - Parchi e Giardini Pubblici. URL consultato in data 3 agosto 2012.
  54. ^ Cino Zucchi, Il parco pubblico che cambia il volto della periferia, Il Sole 24 Ore.it
  55. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  56. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza. ISTAT. URL consultato in data 26 novembre 2012.
  57. ^ Consolato Onorario di Romania. URL consultato in data 25 febbraio 2012.
  58. ^ Chiesa Romena Unita con Roma Greco-Cattolica: San Donà di Piave. URL consultato in data 25 febbraio 2012.
  59. ^ Sito ufficiale della città di San Donà di Piave: luoghi di culto. Comune di San Donà di Piave. URL consultato in data 26 febbraio 2012.
  60. ^ http://www.bancasanbiagio.it/NVPDF/NV40.pdf Ugo Nardi - "Noi e voi", n.40 (2007), pp. 27-28.
  61. ^ L. Pavan, op. cit., p. 64
  62. ^ Pro Loco San Donà di Piave - Gaudium Sancti Donati. URL consultato in data 12 settembre 2012.
  63. ^ Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 10
  64. ^ Opera Pia Casa Paterna
  65. ^ Casa di Riposo di San Donà di Piave "Monumento ai Caduti in guerra"
  66. ^ Fondazione di culto e religione „Piccolo Rifugio”
  67. ^ Sito Web del Comune di San Donà di Piave - Associazioni e Cooperative
  68. ^ Legambiente - Comuni ricicloni 2008. URL consultato in data 26 febbraio 2012.
  69. ^ Legambiente - Comuni ricicloni 2009. URL consultato in data 26 febbraio 2012.
  70. ^ Legambiente - Comuni ricicloni 2010. URL consultato in data 26 febbraio 2012.
  71. ^ Marco Biscella, Bardolino stacca tutti nella classifica del benessere, Il Sole 24 Ore (5 giugno 2011). ilsole24ore.com. URL consultato in data 26 febbraio 2012.
  72. ^ Legambiente - Comuni ricicloni 2011. URL consultato in data 26 febbraio 2012.
  73. ^ Storia della Biblioteca Civica di San Donà di Piave. URL consultato in data 23 ottobre 2012.
  74. ^ a b Punti di prestito esterni - Biblioteca Civica di San Donà di Piave. URL consultato in data 6 novembre 2012.
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  100. ^ Dimissionario. Rosario Forlenza, Celeste Bastianetto, sindaco di San Donà di Piave. Un sindaco democristiano per l'Europa, in Oscar Gaspari, Rosario Forlenza, Sante Cruciani, Storie di sindaci per la storia d'Italia (1889-2000), Roma, Donzelli editore, 2009, pp. 121-126.
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Bibliografia[modifica]

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  • Morena Biason, Un soffio di libertà. La Resistenza nel basso Piave, Portogruaro, Nuovadimensione, 2007. ISBN 978-88-89100-41-7
  • Luca Baldissara, Tecnica e politica nell'amministrazione: saggio sulle culture amministrative e di governo municipale fra anni Trenta e Cinquanta, Bologna, Il Mulino, 1998. ISBN 88-15-06641-1
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  • Angelino Battistella, Aldo Milanese, San Donà di Piave. Per non dimenticare, Noventa di Piave, Grafiche Noventa, 1998.
  • Angelino Battistella, Aldo Milanese, Ricordando San Donà, Noventa di Piave, Grafiche Noventa, 1993.
  • Lodovico Bincoletto, Loris Smaniotto, C'era una volta Musile: viaggio attraverso le cartoline d'epoca dai primi del '900 agli anni '70, Musile di Piave, Biennegrafica, 2007.
  • Dino Cagnazzi, I lidi dei Dogi, San Donà di Piave, 1983.
  • Dino Cagnazzi, San Donà di Piave, Oderzo, 1995.
  • Dino Casagrande, Il forte del '48 e la mancata operazione militare sul Piave, San Donà di Piave, Tip. Passart, 2000.
  • Dino Casagrande, Giacomo Carletto, Il disegno della Città tra utopia e realizzazione, San Donà di Piave 2002.
  • Costante Chimenton, S. Donà di Piave e le succursali di Chiesanuova e Passerella, Treviso 1928.
  • Gianni Colosetti, Lo sport sandonatese, Musile di Piave, Lipolitografia Adriatica, 1983.
  • Gianni Colosetti, Storia dello sport sandonatese. Fatti e personaggi, piazzamenti e aneddoti dello sport a San Donà di Piave dalle origini ai giorni nostri, Firenze, Mazzanti, 2009. ISBN 8888114912
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  • Alessandro Marzo Magno, Piave. Cronache di un fiume sacro, Milano, Il Saggiatore, 2010. ISBN 978-88-428-1627-0
  • Camillo Pavan, Sile. Alla scoperta del fiume. Immagini, storia, itinerari, Treviso, Pavan, 1991.
  • Laura Pavan, Terre della Venezia orientale. Guida turistica e culturale, Portogruaro, Ediciclo Editore, 2007. ISBN 88-88829-43-2
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  • Imelde Rosa Pellegrini, L'altro secolo: cent'anni di storia sociale e politica a Portogruaro, 1870-1970, Portogruaro, Nuovadimensione, 2001. ISBN 88-85318-68-1
  • Teodegisillo Plateo, Il territorio di S. Donà nell'agro d'Eraclea: cenni storici, Treviso, Ed. Trevigiana, 1969. [3]
  • Chiara Polita, San Donà di Piave. La memoria della Grande Guerra. Il monumento all'aviatore Giannino Ancillotto (1896-1924), San Donà di Piave, Colorama Edizioni, 2010. ISBN 978-88-90470-24-0
  • Chiara Polita, Lo jutificio di San Dona' di Piave, San Donà di Piave, Colorama, 2012. ISBN 978-88-90470-29-5
  • Antonio Stangherlin, La provincia di Venezia 1797-1968, Venezia, La Tipografica, 1972.

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