Giovanni Battista Meduna
Giovanni Battista Meduna (Venezia, 1800 – Venezia, 1880) è stato un architetto italiano.
La sua opera si incentrò particolarmente nella ricostruzione e nel restauro. A Venezia ricostruì il Gran Teatro La Fenice, distrutto dall'incendio del 1836 e partecipò al restauro di altri edifici quali la Ca' d'Oro, la basilica di San Marco e la chiesa di San Silvestro.[1]
Nell'entroterra si occupò della ricostruzione di numerosi luoghi di culto, come il Duomo di San Donà[2] (distrutto nella Prima Guerra Mondiale), le chiese parrocchiali di Fossalta di Piave e Santa Lucia di Piave. Si occupò, inoltre, del rimaneggiamento della facciata dell'arcipretale di Noale e dei restauri della chiesa di San Nicolò a Treviso, nonché della progettazione dei teatri "Dante Alighieri" di Ravenna e "Antonio Bajamonti" di Spalato.
Edificò, per la ricca famiglia Balbi Valier, Palazzo Balbi Valier Sammartini a Pieve di Soligo.[3]
Collaborò spesso con il fratello Tommaso, ingegnere e progettista del primo ponte ferroviario tra Venezia e la terraferma.[1]
Note [modifica]
- ^ a b Meduna, Giovanni Battista. Treccani, Enciclopedie Online. URL consultato in data 21 ottobre 2012.
- ^ Realizzato su progetto di Antonio Diedo. AA.VV., Palladio, la sua eredità nel mondo, catalogo della mostra (Vicenza, Basilica Palladiana, maggio-novembre 1980), Milano, Electa, 1980, p. 253.
- ^ Francesco Monicelli; Sonia Montagner, Guida alle Ville Venete, Colognola ai Colli, Demetra, 2000.
Bibliografia [modifica]
- AA.VV., Palladio, la sua eredità nel mondo, catalogo della mostra (Vicenza, Basilica Palladiana, maggio-novembre 1980), Milano, Electa, 1980.
- Amerigo Restucci (a cura di), Storia dell'archiettura italiana, L'Ottocento, 2 voll., Milano, Electa, 2005.