Eraclea

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Eraclea
Eraclea - Bandiera
Eraclea - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Venezia
Coordinate: 45°35′0″N 12°41′0″E / 45.58333, 12.68333Coordinate: 45°35′0″N 12°41′0″E / 45.58333, 12.68333
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 99,5 km²
Abitanti:
12.695 28 febbraio 2007
Densità: 128 ab./km²
Frazioni: Brian, Ca' Turcata, Eracleamare, Ponte Crepaldo, Stretti, Torre di Fine, Valcasoni

Località: Busatonda, Cittanova, Coda di Gatto, Murazzetta, Pradivisi, Revedoli, Tombolino 

Comuni contigui: Caorle, Jesolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Torre di Mosto
CAP: 30020
Pref. telefonico: 0421
Codice ISTAT: 027013
Codice catasto: D415 
Nome abitanti: eracleensi 
Santo patrono: Santa Maria Concetta 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Localizzazione del comune di Eraclea nella provincia di Venezia

Eraclea (in latino Heraclia) è un comune di 12.695 abitanti[1] in provincia di Venezia, affacciato sul Golfo di Venezia.

Fino al 4 novembre 1950 si chiamò Grisolera; in tale data, con decreto n. 1061 del Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi, ma su iniziativa dell'allora Sindaco Guerrino Burato e del segretario comunale rag. Aldo Tassoni e a seguito di una delibera comunale, il nome venne modificato con quello dell'antica città romano-bizantina, Eraclea appunto, i cui resti si trovano al confine del territorio comunale in direzione di San Donà di Piave nei pressi della località di Cittanova.

Indice

[modifica] Stemma comunale

Ai sensi dell'articolo 6 dello Statuto Comunale [2] i simboli del comune sono costituiti dal gonfalone e dallo stemma comunale, che rappresenta l'antica città con la cinta di mura e la sede vescovile oltre che il fiume Piave che lambisce il territorio. Entrambi i simboli sono conformi al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20.03.1956.

[modifica] Storia

[modifica] L'antica Eraclea

Per approfondire, vedi la voce Cittanova (VE).
Immagine bizantina raffigurante l'imperatore Eraclio I di Bisanzio che taglia la testa allo shah sasanide Cosroe II dopo aver liberato Gerusalemme e recuperato la Vera Croce: la dicitura latina riporta la frase Eraclius Rex, "Eraclio Re".
La città di Melidissa venne ribattezzata allora Eraclea in onore del basileus vittorioso.

Il nucleo storico della cittadina alto-medievale, di cui oggi purtroppo nulla resta, si formò con la fuga verso la sicurezza della laguna delle popolazioni romane provenienti dalle cittadine di Oderzo (Opitergium) e Concordia Sagittaria saccheggiate dai barbari. Il primo nome della città fu Melidissa, dal greco meliedes, "luogo migliore". L'iniziale insediamento umano ebbe infatti luogo all'interno delle lagune che si estendevano lungo tutto l'arco dell'alto adriatico, a partire dal Po fino al Tagliamento. Il mare era separato dal bacino lagunare da un cordone litoraneo sabbioso intervallato dalle foci dei vari fiumi il cui delta si apriva all'interno delle medesime lagune. I primi abitanti di quella che diventò in breve la più grande cittadina delle Venezie della laguna erano i profughi delle più importanti città romane che si susseguivano lungo la via Annia in fuga dalle devastazioni causate dalle invasioni di popolazioni barbariche nel periodo che va dal principio del VI secolo fino all'inizio del VII. La maggioranza di loro proveniva appunto dalla cittadina di Opitergium, mentre altri provenivano da Altino, Concordia Sagittaria e Aquileia.

L'agglomerato urbano si espanse su un'isola che, separata dalla terraferma da acque profonde, garantiva la sicurezza dei rifugiati dalle incursioni in massa e dalle razzie periodiche delle schiere militari al seguito delle orde barbariche che migravano attraversando la pianura padana.

Verso la metà del VII secolo, Eraclea era già la città maggiore dell'estuario, in posizione centrale, cinta da alte mure e difesa da ben ordinati corsi d'acqua, con carattere spiccato di fortezza atta a resistere agli assalti da terra e dal mare. A levante guardava il mare, protetta da una larga distesa di sabbia popolata da pini marini; ai lati di mezzodì e tramontana aveva dei canali ed a ponente dei fitti boschi e terre coltivate che confinavano con il territorio trevigiano, altinate e opitergino.

L'isola modesta dei marinai, pescatori e cacciatori era ormai una città importante (sembra con 90.000 abitanti) residenza gradita e capitale invidiata delle lagune venete.

Le popolazioni che si insediarono in Melidissa erano di cultura e costumi romani e mantennero stretti rapporti con i centri del potere imperiale che si era conservato in oriente e nell'esarcato attorno alla città di Ravenna.

Melidissa venne Ribattezzata Heracliana nell'628 in onore dell'imperatore bizantino Eraclio, che aveva appena trionfato in Oriente contro Cosroe II di Persia, liberando Gerusalemme e recuperando la reliquia della Vera Croce, nel 638 la città divenne definitivamente sede della diocesi di Eraclea per desiderio del suo vescovo Magno di Oderzo, che vi fondò appunto la cattedrale di san Pietro Apostolo

Nel 697 vi prese sede il dux bizantino della Venezia , figura da cui deriverà poi il Doge della Serenissima. Il ruolo di capitale ducale fu però perso conteso dal 742 da Metamauco e dalla nemica Equilo, sino a che nell'804 la città venne distrutta. Tra le sue rovine nacque la Civitas Nova Heracliana nome che rivive ancora oggi nell'omonima località.

[modifica] Civitas Nova Heracliana

La campagna di Eraclea

Sconfitto Pipino e trasferita la capitale a Rivoalto, sotto le dinastie ducali dei Parteciaci e degli Orseoli, di origine eracleense, la città rifiorì col nome di "Civitas Nova Heracliana" (Nuova Città di Eraclea), quale luogo di villeggiatura dei dogi. Vi sorsero nuovi palazzi e chiese, ma nell'880 dovette subire un nuovo assalto da parte degli Slavi. Nel 900 fu la volta degli Ungari, ma la città sopravvisse anche a questa invasione: per difenderla venne costruito un sistema di torri di avvistamento: Torre da Mosto, Torre dei Mossoni, Torre di Fine, Torre de Mezo e Torre del Caligo.

La fine giunse con la grande alluvione del 1110, quando il Piave mutò il suo corso, finendo per sfociare al Cavallino e trasformando le terre di Cittanova in una palude malarica. La cittadina altomedievale si spense gradualmente anche a seguito dei sconvolgimenti idrogeologici che portarono al progressivo interramento della parte nord orientale della laguna veneziana. Dell'antica città in breve non rimase più nulla, se non la cattedrale di San Pietro, periodicamente visitata in occasione delle solennità religiose dal vescovo, altrimenti residente in Venezia o in uno dei vicini monasteri. La diocesi venne infine soppressa nel 1440 e aggregata al patriarcato di Grado. I resti dell'area urbana e degli edifici vennero gradualmente sepolti e coperti dalle paludi e dai canneti. Tra il 1543 e il 1664 l'area fu interessata dalle imponenti opere idrauliche ordinate dalla Repubblica di Venezia per evitate l'impaludamento della sua laguna. Il Piave venne deviato e portato a sfociando in un vasto lago artificiale d'acqua dolce nei pressi di Cittanova chiamato Lago della Piave. La situazione sembrava ideale per favorire il rifiorire della zona, ma nemmeno vent'anni dopo un'altra alluvione spinse però il fiume ad assumere l'attuale corso e si dovette attendere la fine del primo conflitto mondiale perché si giungesse alla Bonifica di Eraclea.

Molti reperti dell'antica Eraclea-Cittanova sono andati poi perduti negli anni cinquanta, quando vennero alla luce i basamenti di una chiesa paleocristiana del 639, poi distrutti dai proprietari del terreno. Foto aeree di questa località hanno evidenziato le tracce sui suoli dell'antica civiltà insulare presente in questo territorio.

[modifica] La nascita di Grisolera

Grisolera (l'attuale Eraclea) nacque attorno alla metà del XVII secolo poco dopo la guerra di Candia. La località era così chiamata perché circondata da paludi e canne palustri, chiamate appunto grisiòle per il colore grigio del pennacchio. Il territorio, incassato fra l'ultimo tratto del fiume Piave e quello del fiume Livenza, sino agli anni '30 era pressoché spopolata non solo a causa del territorio paludoso, ma anche per la malaria endemica. Basti ricordare che, fino all'inizio dell'opera di prosciugamento delle paludi, l'82% del territorio comunale era occupato da specchi acquei, canali, canneti e paludi.

La pineta di Eraclea

Agli inizi del Settecento, nella zona dell’attuale piazza Garibaldi, presso l’argine della Piave, venne costruita una chiesa intitolata all’Immacolata e al Rosario, divenendo parrocchia il 4 ottobre 1728. Grisolera divenne comune autonomo nel 1806 con l'istituzione del Regno d'Italia controllato da Napoleone. Con la nascita del Regno Lombardo-Veneto nel 1815, il comune venne soppresso e il suo territorio diviso tra San Donà e Cavazuccherina perché vi si contavano appena 1.018 abitanti. Nel 1818 ritornò comune autonomo.

Dal 1866 comune del nuovo Regno d'Italia, Grisolera fu occupata dall'esercito austroungarico in seguito all'offensiva di Caporetto fino alla liberazione seguita alla battaglia di Vittorio Veneto.
Nel coprirsi la ritirata, l'esercito italiano fece saltare tutte le dighe e gli argini delle bonifiche, allora appena iniziate: l'intero territorio comunale tornò ad essere allagato ed impaludato per il restante corso della guerra. Quanto non era stato allagato dalla III armata italiana in ritirata, lo fu ad opera dell'esercito austro-ungarico al momento dell'ultimo ripiegamento, quale strascico della battaglia di Vittorio Veneto.

La diffusa presenza umana ha avuto inizio con le bonifiche pubbliche successive alla prima guerra mondiale (Consorzio Ongaro Inferiore, poi Consorzio di Bonifica del Basso Piave).

Per approfondire, vedi la voce Bonifica di Eraclea.

Nel 1919 vennero subito reiniziate le opere di bonifica che proseguirono per tutti gli anni venti e i primi anni trenta. Dall'attività realizzata dal cav. Marco Aurelio Pasti per il prosciugamento delle paludi poste alle spalle del cordone sabbioso litoraneo (Valle Livenzuola) è nata la spiaggia di Eraclea: Marina di Santa Croce (verrà poi battezzata Eracleamare all'inizio degli anni settanta).

La bonifica d'inverno

Proprio nel corso di quelle prime attività di arginamento delle terre emerse iniziò appunto l'attività che portò alla nascita di quella pineta marittima che è la principale peculiarità della riviera eracleense: il cav. Pasti, in unione ai vicini proprietari della Valle Ossi (Conti Gaggia), nei primissimi anni 20 piantumò le dune che correvano lungo la costa con migliaia di pini comuni (Pinus pinea).

Pineta di Eracleamare

Questi ultimi servivano a rinforzare i rialzi sabbiosi preservandoli dall'erosione del vento e delle mareggiate.

[modifica] Personalità legate ad Eraclea

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Lingua

Eraclea nel Nord Est

A Eraclea viene diffusamente parlata la lingua veneta nella variante centro-settentrionale, caratteristica della zona comprendente il trevigiano (Marca Trevigiana), il coneglianese e il sandonatese, con alcune tipizzazioni date dalla contiguità all'area costiera e lagunare e alcuni prestiti etimologici dalla parlata di queste zone (in particolare è da rilevare l'uso sovente dei dittonghi in sostituzione alle consonanti degli articoli).

Origine di questa miscellanea si trova nell'insediamento nel territorio vallivo lagunare di Eraclea, in cui si parlava la lingua veneta nella variante lagunare, di popolazioni di origine della pedemontana trevigiana e del veneto centrale. Queste ultime, impiegate nella realizzazione dell'opera di bonifica della paludi dei primi decenni del 1900, hanno portato con sé la propria lingua madre, poi fondendola con quella usata dalle oramai minoritarie ed assimilande genti autoctone. Nelle campagne della bonifica e, in particolar modo, nella parte del comune posta agli antipodi del capoluogo, si nota l'utilizzo di un lessico che non ha subito variazioni sintattico-grammaticali negli ultimi 80 anni.

[modifica] Clima

Eraclea è situata nella zona classificata come "E 2348 Gradi di Giorno"[3]. Le estati sono generalmente calde, con umidità accentuata in particolar modo nei mesi di luglio e agosto; le temperature non superano i 33-34 °C, contando anche nelle estati più torride. Gli inverni sono freddi, con poche gelate verso la fine di dicembre e nel mese di gennaio. Si ha presenza di nebbia nei mesi autunnali e di fine inverno. Dai dati raccolti dalla stazione meteorologica di Venezia Tessera[4], il mese con la temperatura minima media più bassa risulta gennaio (-1 °C), mentre quello con la temperatura massima media più alta luglio (28 °C); il mese con il maggior tasso di umidità medio sono dicembre e gennaio. La direzione e l'intensità dei venti risentono della posizione geografica del territorio (sulla costa dell'alto adriatico, a sud del golfo di Trieste); si hanno in prevalenza venti di bora nei mesi più freddi e di scirocco in quelli più caldi. La presenza di numerosi sciroccali con piogge fa di novembre il mese più piovoso in media (9 giorni al mese di pioggia con 87 mm).


VENEZIA TESSERA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 8 12 16 21 25 28 27 24 18 12 7 7 16,3 26,7 18 17
T. min. mediaC) -1 1 4 8 12 16 18 17 14 9 4 0 0 8 17 9 8,5
Precipitazioni (mm) 58 54 57 64 69 76 63 83 76 69 87 54 166 190 222 232 810
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 6 6 7 9 8 8 7 7 5 7 9 8 20 24 22 21 87
Umidità relativa (%) 81 77 75 75 73 74 71 72 75 77 79 81 79,7 74,3 72,3 77 75,8
Vento (direzione-m/s) ENE
4
E
4
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9
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16
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4
ENE
4
4 13,7 11,3 5,7 8,7

[modifica] La località turistica

Blu Flag
La laguna del Mort
La spiaggia di Eracleamare
Per approfondire, vedi la voce Eracleamare.

Eracleamare è oggi la riviera della città di Eraclea e fa parte della costa veneziana; è posta a sei chilometri a sud-est del capoluogo e si caratterizza per le sue peculiarità ambientali (la Laguna del Mort e la pineta marittima). Le dune sono spesso suddivise in più cordoni, tutti paralleli al mare. La spiaggia è lunga oltre quattro chilometri. Eraclea Mare ha ottenuto dalla FEE il riconoscimento della Bandiera Blu per tre anni consecutivi, 2007 2008 e 2009, per la qualità della sua balneazione e dei servizi al litorale[5]: .

Eracleamare è la prima e unica località turistica italiana ad aver raggiunto un sistema di ecocompatibilità totale [6]: il 60 % dei rifiuti turistici viene riciclato grazie alla pratica della raccolta differenziata già utilizzata in tutto il territorio del Comune di Eraclea. Anche per questo motivo, Eraclea Mare ha ricevuto da Legambiente, pure nel 2009, l'attribuzione delle "3 VELE" per la spiaggia e delle "4 STELLE" per l'ambiente [7].

[modifica] Manifestazioni

  • Sagra paesana: seconda settimana di agosto
  • Via dei sapori: a Eracleamare l'ultimo week end di maggio
  • Festival dei fiori: a Eracleamare la 1° settimana di giugno
  • Balloning Air Show: a Eracleamare l'ultimo week end di giugno (Dal 20 al 22 giugno 2008 si è già tenuta la 2^ edizione del “Raduno Internazionale Aerostatico di Eraclea” con 10 mongolfiere partecipanti condotte da equipaggi italiani a stranieri che hanno consentito anche al pubblico di salire in quota con voli vincolati o liberi per visitare anche dall'alto il territorio circostante la località turistica.)
  • Rievocazione storica "I Dogi a Eraclea": secondo week end di ottobre
  • Festa della Birra: a Eracleamare prima settimana di settembre
  • Festa de L'unità: ultima settimana di maggio
  • Mercato: tutti i martedì

[modifica] Amministrazione comunale

Eraclea è governata dal 30 maggio 2006 da una coalizione di centrodestra (Noi con Voi per Eraclea) alla quale partecipano Forza Italia, UDC, PNE e DC/PSI. Il Sindaco è il medesimo della precedente legislatura: Graziano Teso. È stato confermato con il 35,80% dei voti e 2811 preferenze. Oggi Eraclea ha per la prima volta un vicesindaco donna: l'architetto Santina Zanin che è anche assessore al turismo. Il cittadino più votato è l'attuale Assessore allo Sport: Angelo Cattelan.

Sindaco: Graziano Teso (centrodestra) dal 30/05/2006 (2º mandato)
Centralino del comune: 0421 234111
Posta elettronica: segreteria@comune.eraclea.ve.it

Il municipio è in Piazza G. Garibaldi 52, Eraclea 30020.

[modifica] Lista dei sindaci di Eraclea

  • Mario Visentin (<1994)
  • Alberto Argentoni (1995-2004)
  • Graziano Teso (dal 2004)

[modifica] Frazioni

[modifica] Ponte Crepaldo

Il paese conta circa 3500 abitanti e costituisce la frazione più grande di Eraclea.

Nel paese è presente anche l'asilo delle Suore Orsoline di Verona.

Alla frazione fa capo la società calcistica AC Ponte Crepaldo che milita attualmente nel campionato di calcio di terza categoria.

[modifica] Stretti

La frazione conta circa 1500 abitanti e costituisce la frazione più settentrionale del Comune. La località è posta all'intersezione delle strade provinciali San Donà - Caorle e Eraclea - Torre di Mosto. Costeggia il Canale Brian.

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 28/02/2007 [1].
  2. ^ Statuto Comunale
  3. ^ Dati Isolparma srl
  4. ^ Stazione meteorologica di Venezia-Tessera - Medie climatiche degli ultimi 30 anni
  5. ^ Articolo su Eraclea for Us del maggio 2009
  6. ^ Articolo su Il Gazzettino del 19/07/2006
  7. ^ Dati tratti da Guida BLU 2009

[modifica] Bibliografia

  • Luigino Paro, Eraclea ... dove finisce il mare, 1999-2006
  • Wladimiro Dorigo, Venezie sepolte nelle terre del Piave. Duemila anni fra il dolce e il salso, Viella, Roma, 1994
  • Fritz Weber, Tappe della disfatta, Mursia, 2004
  • Harari-Tozzi, Eraclea Veneta, Parma, 1984
  • Luigi Fassetta, La Bonifica nel Basso Piave, Castaldi, 1977
  • Teodesigillo Plateo, Il territorio di San Donà nell'agro di Eraclea, Oderzo, 1907
  • Eugenio Miozzi,Venezia nei Secoli. La Città, Seconda edizione, Venezia, 1972
  • Franco Bordin, Da Altino a Venezia continuità di una civiltà, Helvetia Editrice, San Donà di Piave, 2008
  • Tozzi P., La scoperta di una città scomparsa: Eraclea Veneta, in Atheneaeum, n.s., LXXII, I-II, 1984

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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