Musile di Piave

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Musile di Piave
comune
Musile di Piave – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Veneto – stemma Veneto
Provincia Venezia – stemma Venezia
Sindaco Gianluca Forcolin (Lista civica - centrodestra) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 45°37′0″N 12°34′0″E / 45.61667°N 12.56667°E / 45.61667; 12.56667 (Musile di Piave)Coordinate: 45°37′0″N 12°34′0″E / 45.61667°N 12.56667°E / 45.61667; 12.56667 (Musile di Piave)
Altitudine 2 m s.l.m.
Superficie 44,82 km²
Abitanti 11 578[1] (31-12-2010)
Densità 258,32 ab./km²
Frazioni Caposile, Croce, Millepertiche

Località: Ca' Malipiero, Castaldia, Lazzaretto, Salsi, Tre Scalini, Trezze

Comuni confinanti Fossalta di Piave, Jesolo, Meolo, Quarto d'Altino, San Donà di Piave, Venezia
Altre informazioni
Cod. postale 30024
Prefisso 0421
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027025
Cod. catastale F826
Targa VE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 348 GG[2]
Nome abitanti musilensi
Patrono san Valentino, san Donato d'Arezzo
Giorno festivo 14 febbraio
Localizzazione
Musile di Piave è posizionata in Italia
Musile di Piave
Posizione del comune di Musile di Piave nella provincia di Venezia
Posizione del comune di Musile di Piave nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

Musile di Piave (Musil in veneto[3]) è un comune italiano di 11.578 abitanti[4] della provincia di Venezia in Veneto.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Storia

In passato la zona di Musile era un territorio palustre in continuità con la vicina Laguna Veneta. Presso la zona di Croce, invece, abbondavano i boschi. Nonostante ciò, la presenza umana doveva essere ben radicata, specie in età romana vista la vicinanza alla città di Altino. Il territorio era attraversato via Annia (coincidente con quella che, qualche decennio fa, fu erroneamente denominata via Emilia) e in effetti abbondano i reperti come anfore, vetri e, in località Ponte Catena, i resti di un ponte.[senza fonte]

Il toponimo è citato dall'836[senza fonte]. Sembra che anticamente Musile si chiamasse San Donato[senza fonte] per via di una cappella intitolata a questo santo, ma in seguito al cosiddetto pattò d'amistà questa denominazione fu concessa solo alla vicina San Donà.

In età medievale Musile era sottoposta alla giurisdizione del vescovo di Torcello, mentre la frazione di Croce apparteneva al Patriarcato di Aquileia. Nel 1177 divenne feudo degli Ezzelini. Estinta la dinastia con Ezzelino III, nel 1260 fu assegnato al comune di Treviso[5], anche se i patriarchi di Aquileia la rivendicarono sino al 1291. Nel 1329 subì il sacco delle truppe scaligere.[senza fonte]

Con l'inclusione di Musile nei domini della Repubblica di Venezia, proprietari di gran parte dei terreni divennero i patrizi Foscari e i Malipiero. I Foscari nel 1331 costruirono una cappella intitolata all'Invenzione della Croce[6].[senza fonte]

Nel XIV secolo, con il definitivo passaggio di Musile alla Repubblica di Venezia, i terreni furono acquistati dalla famiglia patrizia dei Malipiero, che costruì una nuova chiesa dedicata a San Donato, dopo la distruzione della prima (1533) a causa di una piena del Piave. Durante il XV secolo è documentata una grande attività di sfruttamento dei boschi esistenti presso l'area di Croce per la produzione di carbone.[7] A partire dallo stesso periodo il territorio fu sottoposto a grandi interventi idraulici da parte della Serenissima: nel 1483 venne scavato il canale Fossetta per favorire le comunicazioni via acqua con Venezia. Tra il 1534 e il 1543 fu realizzato l’Argine di San Marco sulla sponda destra del fiume, per salvaguardare la laguna dall’interramento causato dalle piene del Piave. I numerosi interventi idraulici culminarono con la deviazione del Piave, realizzata tra il 1641 e il 1664. La diversione del fiume fu resa operativa con lo sbarramento (intestadura) del tratto del Piave fino a Caposile e con l'escavazione del nuovo alveo da Musile verso Eraclea. Nel 1683, aperto il Taglio del Sile, i boschi Malipiero e Foscari si impaludarono. La nuova opera idraulica impediva, infatti, il deflusso in laguna delle acque del canale dei Lanzoni, che dunque si disperdevano nella campagna.[8]

Dal 1797 Musile seguì le sorti di tutto il Veneto: divenne comune autonomo sotto Napoleone, passò poi agli Austriaci e infine divenne parte del nuovo Regno d'Italia. Nel 1828 il 52,61% del territorio comunale risultava incolto, mentre il 7,46% era costituito da paludi.[9] Grazie alla costruzione della conca dell'Intestadura (1873) che ristabilì la navigabilità dell' antico alveo del Piave (Piave Vecchia), e iniziate nuove opere di bonifica, come l'apertura della botte dei Lanzoni (1887), il territorio tornò a risollevarsi.[10]

Le origini del nome

Il toponimo Musile ha un'etimologia incerta: pare derivare dal veneto antico mussa, il cui significato è "diga", "argine", "palizzata" o "luogo rialzato"[11]. Nel medioevo musil o musile è anche sinonimo di "prato chiuso per il pascolo" o, più genericamente, "prato". A Musile di Piave già nel X secolo si teneva un importante mercato, probabilmente ospitato nel prato chiuso in riva al Piave. La coincidenza tra il toponimo Musile e un luogo atto a ospitare un mercato si riscontra, infatti, a Belluno (Musile o Prato della Fiera) e a Sant'Ambrogio di Fiera in riva al Sile a Treviso[12].

Dopo la rotta di Caporetto (autunno 1917), Musile si ritrovò sul fronte del Piave e fu teatro di aspri combattimenti (giugno 1918) che ridussero il paese ad un cumulo di macerie. L'attuale centro urbano fu ricostruito negli anni Venti: oltre al Municipio anche la chiesa parrocchiale fu, infatti, ricostruita dopo la guerra in forme neogotiche (1919). Nel 1920 il comune di Musile ottenne da Vittorio Emanuele III di potersi fregiare del flumenimico di Piave, per essere stato protagonista delle vicende della Battaglia del Piave. Nel 1927, la costituzione del Consorzio di Bonifica di Caposile, portò al complemento della bonifica del territorio.[13]

Tre furono i Podestà che ressero il Comune durante il Ventennio:

  • Giuseppe Argentini (1927-1934) - commissario prefettizio dal 1920, fu nel 1927 nominato Podestà; avviò la ricostruzione del Comune, la sistemazione del Centro e della Frazione di Croce, promosse la ricostruzione di ben sei edifici scolastici nelle varie località: Centro, Croce, Castaldia, Lazzaretto-Paludello, Fossetta e Caposile. Nel 1933 si oppone energicamente all'aggregzione del Comune di Musile a quello di San Donà, rivendicando per Musile le caratteristiche di ruralità che il Regime auspicava.[senza fonte]
  • Giacomo Bimbi (1934-1939) - dapprima commissario Prefettizio, poi Podestà, contribuì in maniera significativa alla fascistizzazione del Comune. Nel 1936 si verificò lo scandalo della Banca di Torino, avallato dalle locali autorità fasciste, la quale, sfruttando la buona fede di mezzadri e braccianti che miravano a diventare piccoli proprietari, li precipitò in un meccanismo vizioso di rialzi d'interesse che li portò alla bancarotta. La denuncia della prassi comportò il confino per l'applicato del Comune Europeo (Rupèo) Montagner che fu inviato a Girifalco.[senza fonte]
  • Renato Cuppini (1939 - 8 settembre 1943) - dopo aver occupato varie cariche e rappresentanze comunali ed essere stato a lungo vice (delegato) dei due predecessori, rimase in carica fino all'8 settembre.[senza fonte]

Commissario straordinario dalla fine della guerra alle prime elezioni del 1946 fu Nicola Bizzaro.[senza fonte] Primo sindaco eletto del Secondo dopoguerra Giacchetto.[senza fonte]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Il Municipio conserva ancora alcuni reperti romani provenienti da scavi locali.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Lingue e dialetti

A Musile, oltre all'italiano, è parlata la variante Sandonatese della lingua veneta.

[modifica] Tradizioni e folclore

Una delle tradizioni di Musile di Piave è il "Patto Solenne d'Amistà" (Patto dell'amicizia), che viene ricordato il 7 agosto di ogni anno nel giorno di San Donato. Questa consuetudine, che consiste nel dono di due capponi da parte del Sindaco di San Donà di Piave a quello di Musile di Piave, nasce da un fatto storico. Nel Medioevo, tra i centri di San Donà e Musile esisteva una cappella consacrata a San Donato. Nel 1250 ca. a causa di una grande alluvione che deviò il corso del Piave, la cappella passò dalla sponda sinistra alla sponda destra del fiume, nel territorio di San Donato oltre la Piave (oggi Musile). Secondo la leggenda le due comunità sancirono un patto: gli abitanti dell'antica Musile conservarono San Donato come proprio patrono, in cambio San Donà poté fregiarsi di tale nome versando un tributo annuo di gallos eviratos duos, vivi et ruspanti pingues et optimi. La tradizione dello scambio dei capponi è stata poi col tempo dimenticata, ma è stata riscoperta dal 1957.[14]

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Musile di Piave

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

[modifica] Ferrovie

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Gianluca Forcolin (centrodestra) dal 29/05/2007

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1997 2002 Valter Menazza Lista civica - centrosinistra Sindaco
2002 2007 Valter Menazza Lista civica - centrosinistra Sindaco
2007 in carica Gianluca Forcolin Lista civica - centrodestra Sindaco


[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Comuni italiani.it - Comune di Musile di Piave (etimologia del nome). URL consultato il 05 dicembre 2011.
  4. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/12/2010 [1].
  5. ^ L. Pavan, op. cit., p. 44.
  6. ^ La chiesa dipese dalla pieve di Noventa sino alla sua erezione a parrocchia, nel 1509.
  7. ^ C. Pavan, op. cit., p. 38.
  8. ^ C. Pavan, op. cit., pp. 172-178.
  9. ^ C. Pavan, op. cit., p. 37.
  10. ^ C. Pavan, op. cit., p. 166, 172.
  11. ^ L. Pavan, op. cit., p. 44
  12. ^ G. B. Pellegrini, op. cit., pp. 205-207; C. Pavan, op. cit., p. 165
  13. ^ C. Pavan, op. cit., p. 172.
  14. ^ http://www.bancasanbiagio.it/NVPDF/NV40.pdf Ugo Nardi - "Noi e voi", n.40 (2007), pp. 27-28; L. Pavan, op. cit., p. 64.

[modifica] Bibliografia

  • Lodovico Bincoletto, Loris Smaniotto, C'era una volta Musile: viaggio attraverso le cartoline d'epoca dai primi del '900 agli anni '70, Musile di Piave, Ed. Associazione Culturale C'era una volta Musile, 2007. [2]
  • Lodovico Bincoletto, Loris Smaniotto, Il fronte a casa nostra: il Basso Piave nelle immagini e nei ricordi della Grande Guerra, Muisle di Piave, Ed. Associazione Culturale C'era una volta Musile, 2008. [3]
  • Carlo Dariol, Don Natale el paroco de Crose. Storia di Croce dal 1898 al 1955, (?), Edizioni del Cubo, (?).
  • Francesco Montagner, Una ricerca storica: Musile di Piave, Musile di Piave, Ed. Amministrazione Comunale di Musile di Piave, 1982. [4]
  • Laura Pavan,Terre della Venezia orientale. Guida turistica e culturale, Portogruaro (VE), Ediciclo Editore, 2007.
  • Camillo Pavan, Sile. Alla scoperta del fiume. Immagini, storia, itinerari, Treviso, Pavan, 1991.
  • Giovan Battista Pellegrini, Noterelle di Veneto antico, in Johannes Kramer, Guntram Plangg (a cura di), Verbum Romanicum, Hamburg, Buske, 1993.
  • Oscar Zambon, Tra Marca e Dogado: gente e luoghi delle ville trecentesche di San Donà e Musile visti attraverso i documenti dell’Archivio di Stato di Venezia, Musile di Piave, Ed. Amministrazione Comunale di Musile di Piave, 2006. [5]

[modifica] Collegamenti esterni

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