Mirano
| Mirano comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Antonino Gulletta (commissario straordinario) dal 29-11-2011[1] | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°30′0″N 12°6′0″E / 45.5°N 12.1°ECoordinate: 45°30′0″N 12°6′0″E / 45.5°N 12.1°E | ||||
| Altitudine | 9 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 45,62 km² | ||||
| Abitanti | 27 077[2] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 593,53 ab./km² | ||||
| Frazioni | Ballò, Campocroce, Scaltenigo, Vetrego, Zianigo | ||||
| Comuni confinanti | Martellago, Mira, Noale, Pianiga, Salzano, Santa Maria di Sala, Spinea | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 30035 | ||||
| Prefisso | 041 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 027024 | ||||
| Cod. catastale | F241 | ||||
| Targa | VE | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 541 GG[3] | ||||
| Nome abitanti | miranesi | ||||
| Patrono | san Michele Arcangelo | ||||
| Giorno festivo | 21 settembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Mirano nella provincia di Venezia |
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| Sito istituzionale | |||||
Mirano (Miran in veneto[4]) è una città di 27.083 abitanti[5] in provincia di Venezia.
[modifica] Geografia
Il territorio di Mirano è pianeggiante (dai 6 a 12 metri slm) e si estende nell'area centro-occidentale della Provincia di Venezia, in una posizione baricentrica rispetto ai tre capoluoghi di provincia: a circa 21 km da Venezia, 23 da Padova e 27 da Treviso. Il capoluogo è posto lungo l'antica Via Miranese (SP 32), storica direttrice di collegamento tra Mestre e Padova. Si trova nel cuore del comprensorio del Miranese, che comprende storicamente altri sei Comuni: Martellago, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè e Spinea. L'omonimo collegio elettorale comprende anche il confinante comune di Pianiga (a sud-ovest di Mirano). Il paesaggio si presenta con le caratteristiche del territorio pianeggiante della campagna veneta con i segni rurali ed urbani frutto dei secoli trascorsi: dalla urbanizzazione romana con il graticolato romano (grandi appezzamenti baulati divisi da siepi e percorso da lunghe strade rettilinee che s'intersecano ad angolo retto), alle opere di regolamentazione delle acque del fiume Musone del periodo della Repubblica di Venezia e alla presenza di ben 36 ville e parchi edificate dalla nobiltà veneziana tra il Seicento e il Settecento. Il dialetto miranese tipico è sostanzialmente padovano, con qualche piccola influenza veneziana. Ciò è molto probabilmente dovuto al fatto che Mirano, localizzata a metà strada tra Venezia e Padova, dall'epoca romana e fino al Regno Lombardo-Veneto è gravitata nell'orbita della città di Antenore, a cui è sempre appartenuta anche amministrativamente. Soltanto nel 1853 è stata compresa nella provincia di Venezia.
[modifica] Idrografia
I principali corsi d'acqua sono il Muson Vecchio, continuato dal Taglio Nuovo, e il Lusore. Altri canali minori: Balzana, Caltressa, Cognaro, Menegon, Veternigo, Pionca, Volpino, Comunetta, Cesènego.
[modifica] Storia
[modifica] Epoca Romana
Il toponimo, anticamente Miranum, deriverebbe da mira cioè "specola", "osservatorio" e condivide l'etimo con la vicina Mira. Il riferimento sarebbe ad un torre di avvistamento romana, posta a salvaguardia del territorio bonificato e poi segnato dal graticolato (31 a.C.) opera dell'imperatore Augusto. Testimonianza di ciò è, oltre all'attuale impianto stradale che ricalca le antiche geometrie, il toponimo della strada Desman che indica l'antico decumano massimo, congiungente il territorio del comune di Mirano (frazione di Zianigo) a San Giorgio delle Pertiche. Dal punto di vista amministrativo, Mirano apparteneva al Municipium di Padova.
[modifica] Medioevo
Dopo la caduta dell'impero Romano e le conseguenti distruzioni barbariche il territorio miranese fu riorganizzato da Vitaliano Primo da Padova, un legionario fedele all'impero romano d'Oriente. Nel 588 vi fu l'assedio di Padova da parte dei Longobardi con il coinvolgimento di Mirano e successivamente il territorio passò in proprietà ai Collalto, signori longobardi, che lo aggregarono ai loro possedimenti (zona di Susegana, provincia di Treviso). Nel 972 l'imperatore Ottone I, elargisce al vescovo di Frisinga alcuni beni del miranese e concede il diritto di macellazione lungo le rive del fiume Musone da qui la probabile origine del toponimo "Scortegara" in località della frazione di Zianigo. Nel 1008 il territorio della frazione di Ballò viene infeudato da vescovo di Treviso. Nel 1117 l'abate Pietro dell'Abbazia Sant'Ilario di Venezia acquistò dai Conti della Marca Trevigiana, Arsedisio e Vidotto di Collalto, alcune zone del miranese. Nel 1152 la bolla di papa Eugenio III indirizzata al vescovo di Treviso attesta l'esistenza della chiesa San Michele di Mirano e la chiesa di Zianigo. Nel 1170 le pievi di Ballò e Scaltenigo risultano suffraganee dell'antica pieve Borbiago. Nel periodo dello splendore comunale della città di Padova, Mirano ritornò nuovamente sotto l'influenza patavina provvedendo alla costruzione di un castello a propria difesa . Nel 1229 Mirano fu oggetto alle scorribande degli Ungari, e alle lotte fra Padova e Treviso. Dal 1237 al 1256, fu sottomessa alla tirannia di Ezzelino III da Romano.
| « A liste di color vermiglio e bianco segnata de' due conti è la bandiera: |
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(Alessandro Tassoni, La secchia rapita - Canto ottavo, versi 20 e 21)
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Nel 1272 Mirano tornò sotto il governo del libero comune di Padova, che provvide ad una nuova fortificazione del paese con un presidio di 300 fanti e 200 cavalieri. Nel 1303 Bolzonella, unica figlia ed erede del conte Pietro da Peraga (famiglia), portò in dote al conte Badoero, potestà di Padova, vari possessi terrieri, fra cui Mirano. Per tutto il tempo in cui Padova fu sotto la signoria dei Carraresi, Mirano continuò ad esserne soggetta. Preziosa testimonianza di quel periodo è l'antica torre di Zianigo (ora campanile della chiesa arcipretale), costruita dai Carraresi, dei quali rimane impresso lo stemma (carro rosso) sotto uno degli archetti pensili. Tra il 1319 e il 1320 Cangrande della Scala, in guerra contro Padova, assalì e distrusse completamente il castello di Mirano. Le uniche tracce di quel periodo sono rimasti solo i toponimi "Castellantico, Bastia Entro, Bastia Fuori". Nel 1325 il territorio di Mirano ritorna proprietà della famiglia di Filippo da Peraga (famiglia). Nel 1331 il castello di Mirano viene occupato dai veneziani ma nel 1337 ritorna sotto il controllo di Padova.
[modifica] La Repubblica di Venezia (1403-1797)
Nel 1403 Mirano cadde in mano alle milizie veneziane. Dal 1405, con la conquista di Padova da parte della Serenissima, Mirano e il suo territorio fu assoggettato alla Repubblica di Venezia fino alla sua caduta (1797).
Il 6 settembre 1477 il Senato della Repubblica di Venezia decretò e autorizzò il mercato del lunedì e la Fiera di San Matteo per i giorni di 21-22-23 settembre; oggi la "Grande Fiera di S. Matteo" viene svolta alla domenica seguente il terzo sabato del mese di settembre ed è costituita da un famoso Luna Park che richiama annualmente decine di migliaia di visitatori anche dalle provincie limitrofe. La tradizione vuole che un accordo intercorso tra i cittadini di Mirano e quelli di Mestre abbia stabilito di consentire a questi ultimi di continuare a svolgere la loro fiera principale nel giorno di S. Michele Arcangelo (29 settembre), patrono comune di entrambe le città, mentre, al fine di evitare un'inopportuna concorrenza tra due manifestazioni di piazza contestuali tanto importanti quanto geograficamente vicine, Mirano avrebbe anticipato la propria fiera di una settimana, fissandola al giorno dedicato a S. Matteo Apostolo il 21 settembre (che, infatti, non è il patrono cittadino).
Nel 1509 Mirano subì le devastazioni dell'esercito imperiale durante le guerre della Lega di Cambrai. In questo periodo il miranese Alvise Dardanio diede un contributo indispensabile alla riconquista di Padova da parte della Repubblica di Venezia e perciò fu ricompensato dal Senato con l'onorificenza di Cancelliere Grando, massima carica della Serenissima per un cittadino non nobile.
Nel 1612 la Serenissima terminò l'escavazione del Taglio Nuovo, detto anche "Canale di Mirano", un'opera di grande ingegneria idraulica: un canale pensile e rettilineo, per convogliare le acque, dal Bacino inferiore di Mirano del fiume Muson Vecchio a Mira nella Riviera del Brenta. Il Taglio ha consentito per secoli un collegamento fluviale diretto tra Mirano e le città di Venezia e di Padova, con grandi benefici soprattutto commerciali. La parola “Taglio” deriva dal fatto che il canale è stato escavato con una direzione perpendicolare al naturale deflusso delle acque verso la laguna di Venezia dei canali Pionca, Comunetta, Cesènego, Lusore, Menegon e il fiume Tergola, che furono convogliate con la costruzione di altrettanti sifoni in pietra sottostanti al letto del “Taglio”. Successivamente la Serenissima proseguì i lavori, col nome di canale Taglio Nuovissimo, da Mira Taglio per tutta la conterminazione lagunare fino a Chioggia. Il canale Taglio rese così Mirano un importante capolinea della navigazione fluviale veneziana. Questo collegamento fluviale del Taglio favorì il suo sviluppo industriale e commerciale dal periodo successivo all'unione del Veneto (1866) al Regno d'Italia fino all'epoca dei trasporti su strada.
Nel 1766 la Serenissima censiva 5161 abitanti ripartiti su 1036 famiglie così suddivise: Mirano capoluogo (497), Campocroce (125), Scaltenigo (129), Vetrego (62), Ballò (62), Zianigo (181). Il domino veneziano portò, soprattutto nel XVII - XVIII secolo, un lungo periodo di pace durante il quale Mirano diventò Vicaria e raggiunse il suo massimo splendore. In quel periodo furono costruite, con un grande potenziamento dell'agricoltura, una trentina di ville aristocratiche, di case padronali e rurali, che ancor oggi esistenti.
[modifica] Rivoluzione Francese e Regno d'Italia (napoleonico) (1797-1814)
Nel 1797 Mirano, dopo la caduta della Repubblica di Venezia, venne occupata dalle truppe di Napoleone. I francesi abrogarono la Vicaria e istituiscono una municipalità rivoluzionaria. Su ordine della municipalità vennero abbattute tutte le insegne della Serenissima, compreso il leone di San Marco, che era innalzato su di una colonna in piazza a Mirano nel XV ed era stato restaurato nel 1617. Mirano diventò, secondo l'organizzazione napoleonica: Comune, sede di "Cantone" nel "Distretto" di Camposampiero, "Dipartimento" di Padova.
[modifica] Regno Lombardo-Veneto (1814-1866)
Dal 1814 al 1852 il Comune di Mirano diventa capoluogo dell'omonimo "Distretto", della nuova provincia di Padova, al quale vengono uniti i comuni di Salzano, Noale, Scorzè, e viene istituito un "Regio Commissariato di Polizia" e una "Pretura". Nel 1842 venne costruita la ferrovia tra Padova e Mestre, creando così una ulteriore divisione del territorio della frazione di Vetrego. Dal 1853 il "distretto" di Mirano venne aggregato alla Provincia di Venezia.
[modifica] Regno d'Italia (1866-1946)
Fino alla fine del 1800 il centro di Mirano capoluogo era formato da un'isola. Un ramo minore del Muson fiancheggiava l'attuale "Via Castelantico", lambiva a sud il parco di "villa Errera" per ricongiungersi al "Bacino di sotto". Al fine di permettere l'arrivo del tram da Mestre questo ramo minore fu interrato e fu creata la attuale grande piazza, con l'ovale pavimentato al centro, intitolata allora a Vittorio Emanuele II con un monumento. Nel 1903 viene ricostruita e ricollocata al suo vecchio posto, in piazza a Mirano, la colonna con il leone di San Marco: la nuova statua è opera dello scultore Urbano Bottazzo. Nel 1933 viene inaugurata l'autostrada Venezia- Padova (attuale tratto della A4) creando così la terza divisione del territorio della frazione di Vetrego.
[modifica] La lotta di Liberazione (25 luglio 1943-27 aprile 1945)
Tra il 25 luglio 1943 e il 27 aprile 1945 morirono per fucilazione o trucidati 15 partigiani. A loro è stata dedicata la piazza principale, un tempo piazza Vittorio Emanuele II, ora piazza Martiri per la libertà.
| Per approfondire, vedi la voce Brigata partigiana Martiri di Mirano. |
[modifica] Repubblica Italiana
(cronologia provvisoria)
- 1963: inaugurazione edificio Istituto Professionale di Stato, attuale Giovanni Ponti.
- 1966: adozione normativa per la salvaguardia del Centro Storico di Mirano Capoluogo.
- 1968: separazione gestione tra Ospedale di Mirano e Casa di Riposo Luigi Mariutto
- 1969: acquisizione da parte dell'Amministrazione Comunale del Parco e della Villa Belvedere sito nel Centro Storico.
- 1969: adozione primo Piano Regolatore Generale
- 1969: approvazione del progetto per il nuovo Ospedale dell'architetto Giancarlo De Carlo.
- 1975: acquisizione, con esproprio, da parte della Amministrazione Comunale del Parco e della Villa Morosini, ora XXV aprile,
- 1975: partecipazione alle attività della Biennale di Venezia con la partecipazione del regista Jerzy Grotowski.
- 1975: inaugurazione, in Piazza Martiri, del monumento al partigiano; un' opera dello scultore Augusto Murer su progetto del professor Valeriano Pastor.
- 1978: acquisizione da parte della Casa di Riposo Luigi Mariutto del parco e della villa Bianchini , ora I° maggio, nella frazione Zianigo e del parco e della villa Tessier nel Centro Storico
- 1978: inaugurazione dell'edificio del Centro di Distretto Scolastico, progetto architetto Romano Chiviri (IUAV Venezia) per gli istituti superiori.
- 1980: nascita del quartiere PEEP di via Aldo Moro utilizzando le terre espropriate, con legge dello stato, alla famiglia Errera.
- 1985: acquisizione e ristrutturazione della Amministrazione Comunale e delle Barchesse della Villa Errera, attualmente ad uso Biblioteca comunale, sala consiliare, sale di riunione .
- 1995: Mirano, città della Pace (delibera Consiglio comunale del 27 luglio 1995).
- 2002: riconoscimento del titolo di Città al Comune di Mirano, Decreto Presidente della Repubblica del 16 marzo 2002).
- 2001: costruzione della fontana della Pace nell'ex piazzetta delle Erbe.
- 2006 (9 settembre): inaugurazione del Nuovo Teatro comunale e cinema multisala le Cime in Centro Storico.
- 2009 (27 giugno): inaugurazione della "Casa della Musica", intitolata all'ex Sindaco Gioacchino Gasparini e del nuovo Centro Civico della via Gramsci , intitolato all'ex sindaco Renzo Milan ;
[modifica] Stemma
Il Bonamico riporta il brevetto rilasciato dall'Imperatore d'Austria:
Dall'Imp. Regia Aulica Cancelleria riunita. Sua Maestà I.R.A. con graziosissima risoluzione in data 20 ottobre 1846, si è degnata di concordare al Comune di Mirano, Provincia di Padova nel regno Lombardo-Veneto, che possa far uso della antica sua arma. È perciò viene rilasciato il presente alla Comune di Mirano onde legittimare l'uso dell'arma di cui ha il diritto di servirsi e di cui appiedi si aggiunge la descrizione cioè : uno scudo rosso, che viene attraversato da una croce d'argento,nel quarto superiore a destra vi si trova una simile piccola croce d'argento; lo scudo viene contornato da una cornice d'oro lavorata ad arabesco. Allorquando si adopera quest'arma per suggello di dovrà far uso nel contorno della seguente legenda: Sigillo del Comune di Mirano. Quest'arma non verrà cambiata senza ulteriore approvazione. Vienna 23 giugno 1847 (L.S.) Carlo Conte D'Hizaghi Cristino Ott. I.R. Console Aulico.
Secondo quanto riportato in bibliografia (10), lo stemma di Mirano ha la stessa simbologia araldica di quello della città di Treviso: uno scudo rosso e la croce d'argento con l'aggiunta, nel quarto superiore di destra dello scudo (a sinistra per chi lo guarda) di una piccola croce sempre d'argento. Nell'araldica civica italiana la croce è tipica delle città aderenti al partito guelfo. L'uso del metallo argento è di gusto francese perché furono i crociati francesi ad adottare la croce argentata negli scudi per distinguersi dagli altri crociati. La ripetizione dei simboli (la croce) non è rara nella logica medioevale e, forse, potrebbe essere un omaggio agli antichi rapporti con la città di Treviso.
[modifica] Onorificenze
La città di Mirano è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Il Ministero della Difesa ha insignito il Comune , decreto del 28 giugno 1985, con la seguente motivazione:
| « "Fin dal settembre 1943 Mirano si prodiga generosamente aiutando gli sbandati, gli oppressi e trasformandosi in centro di lotta. Senza cedere alle rappresaglie nazifasciste del 1944 e rifiutando ogni compromesso, sostiene ed alimenta la lotta partigiana fino alla insurrezione dell'aprile 1945. Nobile esempio di patriottiche e civiche virtù. » | |
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(Mirano settembre 1943 - aprile 1945" )
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Il 13 giugno 2002 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con proprio Decreto ha conferito a Mirano il titolo di Città.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Duomo di San Michele Arcangelo
| Per approfondire, vedi la voce Duomo di Mirano. |
Il duomo di San Michele Arcangelo, patrono della parrocchia, è il rifacimento avvenuto nel XVII secolo di una precedente chiesetta rinascimentale , annessa ad un convento. I lavori iniziarono il 6 luglio 1680 e terminarono con la consacrazione del vescovo della Diocesi di Treviso, Giovanni Battista Sanudo, il 3 giugno 1696. Dal 1768 è gestito dai preti della Diocesi.
L'interno del duomo conserva diverse opere d'arte di Giovanni De Min, Giuseppe Torretto, già maestro di Antonio Canova, Giambattista Tiepolo e Paolo Fiammingo, allievo del Tintoretto.
[modifica] Chiesa di San Leopoldo Mandich
La chiesa di San Leopoldo Mandich è un edificio piuttosto recente. Fu costruita tra il 1990 e il 1993, anno della sua consacrazione da parte del Vescovo Paolo Magnani. Il progetto dell'edificio è firmato dall'architetto Padre Angelo Polesello. È preceduta da un quadriportico, a ricordo delle chiese conventuali e monastiche del periodo romanico, mentre l'interno è a pianta semplice, in puro stile francescano, per dare centralità all'altare delle celebrazioni. Al suo interno ospita alcune sculture di autori locali contemporanei e un organo positivo di scuola napoletana del 1788. È sede della parrocchia Porara, con circa 3000 abitanti. Il 27 novembre 2010, in questa chiesa, è stata celebrata, per la prima volta dalla riforma liturgica del 1970 in una parrocchia della Diocesi di Treviso, una Messa in rito romano antico (Messa latino-gregoriana o tridentina, ora definita anche "forma straordinaria" del rito romano, liberalizzata da Papa Benedetto XVI nel 2007). I parrocchiani, che hanno creato un gruppo stabile di aderenti, sono in attesa di iniziare la celebrazione regolare mensile di questa Messa ai sensi del Motu Proprio Summorum Pontificum.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzi e ville
Nel territorio del comune ci sono ben 36 ville venete censite .
[modifica] Monumenti
- in piazza Martiri : il monumento di Augusto Murer in ricordo dei partigiani trucidati
- viale delle Rimembranze : statua di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d'Italia. La statua fu collocata nel viale dopo la fine della Seconda guerra mondiale, mentre, in precedenza, era situata al centro della piazza principale, allora denominata, per l'appunto, Piazza Vittorio Emanuele.
Inoltre, il grande monumento ai Caduti di guerra, innalzato nel 1927 sempre nel Viale delle Rimembranze; il piccolo monumento bronzeo raffigurante Giuseppe Garibaldi, addossato, dal 1882, alla facciata del vecchio municipio (in via Bastia Fuori), e altri minori.
Tuttavia, il monumento miranese sicuramente più significativo è rappresentato dalla grande e bellissima colonna del leone alato di S. Marco che campeggia, dal XVII secolo, nella piazza principale della città, vessillo con cui la Serenissima Repubblica soleva dotare le principali città dell'entroterra e, oggi, prerogativa quasi esclusiva dei capoluoghi di provincia del Veneto (i più belli quelli di Padova e Vicenza, oltre, naturalmente, a quello di Venezia). E' un segno della grande considerazione ed importanza che Venezia attribuiva a Mirano già nei secoli passati.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Eventi
- Fiera di San Matteo (lunedì seguente il terzo sabato di settembre)
- Il gioco dell'oca (seconda domenica di novembre)
- Il mercatino dell'antiquariato ogni terza domenica del mese
- Festa dell'agricoltura (solitamente nei primi giorni di settembre)
[modifica] Personalità legate a Mirano
[modifica] Uomini politici
- Alvise Dardanio, provveditore di Mirano e Oriago per la Serenissima, nel 1509 contribuì alla riconquista di Padova.
- Conte Pierluigi Bembo, Senatore del Regno
- Gioacchino Gasparini, partigiano, Sindaco, la sua maggioranza promulgò il primo PRG
- Giancarlo Tonolo, Sindaco, la sua maggioranza acquisì i parchi e le ville comunali
- Giovanni Battista Carlassara, Senatore
- Gianni Fardin, Senatore e Sindaco
- Gino Piva, sindacalista, giornalista, poeta ed uomo politico italiano.
- Bruno Eugenio Ballan, partigiano, politico, sindacalista, Medaglia d'Argento al Valor Militare, cittadino onorario di Mirano
- Corrado Clini, Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
[modifica] Benefattori
- Luigi Mariutto, Commendatore del Regno d'Italia, benefattore e uomo politico del Comune di Mirano (Venezia).
- Carlo Salvioli, Notaio in Mirano, benefattore e teorico del gioco degli scacchi.
[modifica] Santi
- Santa Giuseppina Bakhita (suora Canossiana, vissuta a Zianigo tra il 1885 e il 1888)
- San Luigi Orione, che fondò un seminario nella frazione di Campocroce
[modifica] Pittori
La famiglia dei Tiepolo, che acquistarono ed abitarono, nella loro villa di campagna, a Zianigo:
- Giambattista Tiepolo,
- Giandomenico Tiepolo, figlio di Giambattista
- Lorenzo Tiepolo, figlio di Giambattista
- Carlo Preti, Cittadino onorario di Mirano
- Marco Tagliaro, pittore
[modifica] Altri
- Paolina Blondel, cognata di Alessandro Manzoni, vissuta presso villa Heinzelman, in via Miranese.
- Angelo Brugnoli, prete di Vetrego, sindacalista cattolico, Canonico (arciprete preposto) della Cattedrale di Asolo (Treviso)
- Federica Pellegrini, nuotatrice e campionessa olimpica di Spinea, nata presso l'Ospedale di Mirano.
- Arnaldo Trevisan, Agente scelto della Polizia di Stato, ucciso presso la stazione FS di Padova nel 1988, Medaglia d'oro al Valor Civile
- Luigi Baldan, nato nel 1917, cittadino e figura storica miranese, ex Internato Militare Italiano, insignito della medaglia d'onore ai deportati e internati nei lager nazisti, autore del libro di memorie "Lotta per sopravvivere - La mia Resistenza non armata contro il nazifascismo".
- Primo Cresta, segretario comunale dal 1970 al 1980, ex comandante partigiano della Brigata Osoppo.
- Giorgio Cavazzano, fumettista veneziano residente a Mirano.
- Paolo Pandrin, allenatore di calcio ed ex calciatore in serie A della Ternana
- Alberto Causin, giocatore di basket
- Giuseppe Calì, golfista
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Frazioni
[modifica] Suddivisione ecclesiastica
In termini ecclesiastici sia il capoluogo, sia tutte le frazioni hanno parrocchie della Diocesi di Treviso. Tuttavia, alcune vie di Mirano confinanti con il comune di Mira (es. vie Taglio, Trescievoli, Canonici, ecc...) appartengono alla parrocchia di Marano Veneziano e al Patriarcato di Venezia. Inoltre, la parrocchia di Ballò comprende alcune vie che appartengono al comune di Pianiga. Il versante sud-occidentale del territorio comunale di Mirano confina direttamente con la Diocesi di Padova.
[modifica] Economia
Mirano è un attivo centro commerciale e sede di molte attività artigianali e industriali.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Antonino Gulletta (commissario straordinario) dal ?-11-2011
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 9 novembre 1866 | 23 maggio 1868 | Luigi Garzoni | sindaco |
| 10 novembre 1868 | 3 maggio 1885 | Francesco Mariutto | sindaco |
| 4 maggio 1885 | 25 ottobre 1886 | Cristoforo Manolesso Ferro | sindaco |
| 26 ottobre 1886 | 15 ottobre 1893 | Filippo Grimani | sindaco |
| 2 ottobre 1895 | 29 settembre 1920 | Paolo Errera | sindaco |
| 30 settembre 1920 | 1 aprile 1922 | Paolo Testa | sindaco |
| 2 aprile 1923 | 20 aprile 1928 | Ernesto Monico | PNF | Podestà |
| 21 ottobre 1929 | 2 novembre 1934 | Carlo Lanza | PNF | Podestà |
| 13 luglio 1935 | 14 novembre 1938 | Giovanni Bonifacio | PNF | Podestà |
| 14 novembre 1938 | 29 novembre 1940 | Gino Fassina | PNF | Podestà |
| 28 aprile 1945 | 8 gennaio 1946 | Emilio Prosdocimi | sindaco | Nominato dal CLNAI |
| 9 gennaio 1946 | 31 marzo 1946 | Luigi Bianchini | sindaco | Nominato dal CLNAI |
| 6 aprile 1946 | 15 giugno 1951 | Tullio Morgante | Sinistra | sindaco |
| 16 giugno 1951 | 18 dicembre 1960 | Mariano Donà | DC | sindaco |
| 18 dicembre 1960 | 7 giugno 1961 | Francesco Magnani | DC | sindaco |
| 23 giugno 1961 | 2 luglio 1970 | Giocchino Gasparini | DC | sindaco |
| 3 luglio 1970 | 29 giugno 1980 | Giancarlo Tonolo | ADP, PSI, PCI, PSIUP | sindaco |
| 30 giugno 1980 | 29 maggio 1989 | Renzo Milan | DC, PLI, PSDI, PSI | sindaco |
| 29 maggio 1989 | 22 marzo 1994 | Alberto Trevisan | DC, PSI, PSDI | sindaco |
| 22 marzo 1994 | 4 dicembre 1994 | comm. pref. |
| 5 dicembre 1994 | 13 dicembre 1998 | Franco Marchiori | centrosinistra | sindaco |
| 14 dicembre 1998 | 28 aprile 2008 | Gianni Fardin | centrosinistra | sindaco |
| 28 aprile 2008 | 22 giugno 2011 | Roberto Cappelletto | centrodestra | sindaco |
| 22 giugno 2011 | 29 novembre 2011 | Vittorio Capocelli | comm. pref. |
| 29 novembre 2011 | in carica | Antonino Gulletta | comm. pref. |
[modifica] Sport
- Miranese Calcio
- Rugby Mirano (squadra di serie A)
- A.S.D. Pallacanestro Mirano
[modifica] Note
- ^ Fonte: sito internet del Comune di Mirano
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Zoco dell'oca de Miran. Giochi dell'oca. URL consultato il 25 novembre 2011.
- ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 28-02-2011 [1].
[modifica] Bibliografia
- 1. E. Bonamico, Mirano - Monografia – ed. Penada, Padova 1874
- 2. Mozzato don Pietro (a cura di), Vetrego – Storia e Vita – Mirano – 2000
- 3. AAVV – Ville venete nel territorio di Mirano - ed. Marsilio, Venezia -2001
- 4. Giorgio Vecchiato, Marino Favaretto – Per una storia della Resistenza nel Miranese – ed. Comune Mirano - 1985
- 5. Giorgio Vecchiato – C'era una volta Vetrego (pagine per una storia del paese) - ed. Almigivec Computer Editions – Mirano, 1997
- 6. Martino Lazzari, Cristina Morgante – Mirano 1938-1948 – La Resistenza e la vita della società miranese - ed. Comune di Mirano - 1997;
- 7. AAVV – Storia di un fiume, Aspetti dell'organizzazione del territorio di Mirano nei secoli XVI e XVII - Comune di Mirano, 1988
- 8. Casa di riposo Luigi Mariutto – Mirano- Ieri, oggi, domani- Mirano, 1990.
- 9. Iscrizioni marmoree presenti presso la sede municipale;
- 10. Mary Falco Moretti, Stemmi di Comuni e Province venete - edizioni in Castello Venezia, 1985
- 11 Primo Cresta, Un partigiano dell'Osoppo al confine orientale, Del Bianco Editore, 1969.
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[modifica] Collegamenti esterni
- Pallacanestro Mirano: Sito ufficiale
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