Fossalta di Piave

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Fossalta di Piave
comune
Fossalta di Piave – Stemma Fossalta di Piave – Bandiera
Fossalta di Piave – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Amministrazione
Sindaco Massimo Sensini (lista civica La Piave) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°39′00″N 12°31′00″E / 45.65°N 12.516667°E45.65; 12.516667 (Fossalta di Piave)Coordinate: 45°39′00″N 12°31′00″E / 45.65°N 12.516667°E45.65; 12.516667 (Fossalta di Piave)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 9,73 km²
Abitanti 4 222[2] (31-12-2010)
Densità 433,92 ab./km²
Frazioni Campolongo, Capodargine, Contee, Gonfo, Lampol, Ronche[1]
Comuni confinanti Meolo, Monastier di Treviso (TV), Musile di Piave, Noventa di Piave, San Donà di Piave, Zenson di Piave (TV)
Altre informazioni
Cod. postale 30020
Prefisso 0421
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027015
Cod. catastale D740
Targa VE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 348 GG[3]
Nome abitanti fossaltini
Patrono santi Ermagora e Fortunato
Giorno festivo 12 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fossalta di Piave
Posizione del comune di Fossalta di Piave nella provincia di Venezia
Posizione del comune di Fossalta di Piave nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

Fossalta di Piave (Fosalta in veneto) è un comune italiano di 4.222 abitanti[4] della provincia di Venezia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di Fossalta

L'età antica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'età romana il territorio fossaltino costituiva l'estremità orientale dell'agro della ricca Altino ed il suo guado era utilizzato da una strada che collegava quella città con Oderzo e l'alto Friuli. La tradizione vuole che, agli albori del Cristianesimo, per quella via sia giunto Sant'Ermagora che qui avrebbe esposto la buona novella e battezzato un centinaio di catecumeni.

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Forse Fossalta (Fovea Alta) era già villaggio nel 1032 quando divenne possesso dei patriarchi d'Aquileia, per l'investitura data dall'imperatore Corrado secondo al patriarca Popone, e più probabilmente lo era allorché nel 1177 fu ceduta in feudo al potente casato dei da Romano. Devastata nel 1192 dai trevigiani, guidati da Federico di San Pancrazio con l’estinzione dei da Romano (1260) restò soggetta al comune di Treviso, nonostante la rimostranze dei patriarchi aquileiesi che, però, nel 1292 rinunciarono ai loro diritti sul paese. Fossalta divenne una frazione di Noventa di Piave, posta dirimpetto oltre il fiume, centro dalla cui pieve dipendeva religiosamente sino dal 1151. La “fittanza” ad Anafio di Morgan stipulata nel 1283 dal Comune di Treviso rileva che a quella data tra Fossalta e Noventa si era istituito un traghetto sul Piave; passo che, stando ad un documento del 1315, veniva utilizzato per una strada (Calnova) sovrappostasi all’antica via romana ed assai frequentata, essendo la via più breve tra Venezia, Motta di Livenza e l’Alto Friuli.

La Repubblica di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XV secolo il paese fu incluso nella podesteria di Oderzo per l’assoggettamento alla Repubblica di Venezia della Marca Trevigiana. La Serenissima beneficiò il paese poiché nel 1483, per incentivare i commerci con l’Opitergino, fece scavare un canale (Fossetta) dal Margine della Laguna Veneta (Portegrandi) all’attuale Piazza Matteotti, dove si allargava a formare un porticciolo, che divenne subito il nuovo centro del paese, venendo attorniato da abitazioni e negozi. Oltre all’intenso traffico commerciale, svolto da panciuti burci lentamente trainati con grossi canapi da animali (e uomini) posti sugli argini, la Fossetta valorizzò il traghetto posto sul Piave tra Fossalta e Noventa, poiché nel porticciolo fossaltino fece capo una specie di diligenza fluviale (la “barcaccia”) che faceva la spola tra il paese e Venezia; di conseguenza il traghetto divenne un punto obbligato per quanti proseguivano il viaggio verso il mottense. Infine il canale divenne una delle maggiori arterie di approvvigionamento alimentare di Venezia, trasformatasi in una delle vie preferite nel giornaliero trasporto in città del latte e del pane, quest’ultimo a seguito dell’allontanamento dei fornai da Venezia decretato per timori di incendi. Essenziale fu per Fossalta l’opera voluta da Venezia al fine della salvaguardia della laguna dagli interramenti causati dal Piave: la costruzione lungo il versante destro del fiume, da Sant’Andrea di Barbarana a Torre di Caligo dell’Argine di San Marco, più alto dell’opposto. L’opera, realizzata dal 1534 al 1543, indirizzò la maggioranza delle inondazioni sulla sinistra del Piave, non preservando del tutto il Comune dalle alluvioni (delle quali la più recente del 1966). Sino al XVIII secolo, infine, i più nobili casati veneziani acquistarono vaste proprietà in Fossalta, incentivando l’agricoltura ed abbellendo il paese con fastose ville destinate alla villeggiatura.

Da Napoleone all'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Con il napoleonico Regno d’Italia (186-1815) si ebbe la costituzione del Comune ed il passaggio di Fossalta dall’area trevigiana a quella veneziana per l’inclusione nel distretto di San Donà di Piave, compreso nel Dipartimento dell’Adriatico, l’odierna provincia di Venezia. Subentrato il dominio asburgico, con il Regno Lombardo Veneto (1815-1866) Fossalta ottenne anche l’autonomia religiosa, con il distacco dalla pieve noventana e la sua erezione a parrocchia (1854).

Dal 1866 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1867 il comune di Fossalta assunse la denominazione di "Fossalta di Piave"[5].

Gli ultimi scorci del secolo videro una forte espansione del centro urbano, il sorgere delle prime scuole e la costruzione di una nuova chiesa. Nell’autunno del 1917, per la rotta di Caporetto, le truppe italiane furono costrette a ripiegare ed a attestarsi sul lato destro del Piave, cosicché Fossalta venne a trovarsi a ridosso della linea di fuoco nemica, ed i suoi abitanti furono costretti ad evacuarla. In queste giornate combatterono i giovanissimi richiamati alle armi a 18 anni, i “Ragazzi del 99” che per anni sono ritornati a Fossalta per ricordare i luoghi di quelle battaglie. Seguì la ricostruzione, e il paese si sviluppò ulteriormente, attraversando la seconda guerra mondiale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Fossalta di Piave-Stemma.png

Lo stemma comunale (riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1950)[6] è così composto:

« scudo sannitico d’azzurro, al grappolo di uva nera, pampinato di due pezzi, al capo di rosso caricato di una stella d'oro »

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Stele di Hemingway e Monumento alla Pace[7]
  • Villa Bortolotti, Belloni, Marini, detta "Canthus" (XIX sec.)[8]
  • Villa Manfredi De Blasiis Franceschini (XVIII sec.)[9]
  • Villa Rossetto (XIX sec.)
  • Villa Tolotti - Silvestri (XVIII sec.)[10]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cittadinanza onoraria ai Ragazzi del '99[modifica | modifica wikitesto]

Diploma di Cittadino Onorario del Comune di Fossalta di Piave per i "Ragazzi del '99"

Nel 1981 i "Ragazzi del '99" tennero a Fossalta di Piave un raduno nazionale, tornando nei luoghi di battaglia 65 anni dopo ed inaugurarono un "cippo" sull'Argine Regio, dove più violenti furono i combattimenti. Sempre sull'Argine Regio eressero un "Monumento Battistero", quale segno perenne di pace, di riconciliazione e di fratellanza.

Per l'occasione il Comune di Fossalta di Piave, con Deliberazione Consiliare n° 68 del 20 settembre 1981, nominò tutti i "Ragazzi del '99" suoi Cittadini Onorari, ad ogni effetto di legge, con la seguente motivazione: "grato e riconoscente ai "ragazzi" del '99 che nel 1917 e nel 1918 sbarrarono al nemico le vie della Patria".

""I Ragazzi del '99" Associazione Nazionale fra combattenti della Classe 1899 nella Guerra 1915-1918" il 24 maggio 1982 per l'occasione predispose un Diploma d'Onore per tale conferimento di Cittadinanza Onoraria.

Domenica 23 giugno 1983 fu inaugurato il "Monumento Battistero" e promossa l'annuale "Giornata della Pace" realizzata dal Comune di Fossalta di Piave.

Persone legate a Fossalta di Piave[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Hemingway in uniforme, 1918

La sera dell'8 luglio 1918 a Fossalta, Ernest Hemingway, allora diciottenne, impegnato nel suo servizio di assistenza ai soldati italiani con la Croce Rossa Americana, fu ferito lungo la sponda del Piave da una granata austriaca esplosa a poca distanza da lui. Nell'esplosione morì un militare italiano ma Hemingway, benché ferito, riuscì a soccorrere un altro italiano ferito e a trascinarlo lontano dal fuoco nemico. Raggiunto ancora al ginocchio da colpi di mitragliatrice riuscì comunque a trascinarsi ancora, portando in salvo se stesso e l'italiano.

Il gesto gli valse la medaglia d'argento al valore assegnatagli dal Regno d'Italia, e un'altra onorificenza, la Croce di Guerra, da parte del governo degli Stati Uniti.

Questa sua drammatica esperienza, proseguita poi con una lunga degenza negli ospedali militari (furono necessarie 12 operazioni chirurgiche per estrarre le oltre 200 schegge che gli erano entrate nella gamba), fu la base per il suo famoso romanzo "Addio alle armi".

Una stele posta lungo l'argine del Piave, a Fossalta, ricorda il luogo dove Hemingway fu ferito.

Hemingway, tornando in Italia negli anni seguenti, volle rivedere a Fossalta il luogo del suo ferimento, e di tale luogo fa precisa menzione anche in un altro suo romanzo "Di là dal fiume e tra gli alberi", scritto nel 1950 e ambientato in Veneto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Bruno Perissinotto centrosinistra Sindaco
2009 26 maggio 2014 Massimo Sensini centrodestra Sindaco
26 maggio 2014 in carica Massimo Sensini lista civica La Piave Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Fossalta di Piave - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/12/2010 [1].
  5. ^ Regio Decreto n° 3827 del 21 luglio 1867, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 229 del 22 agosto 1867
  6. ^ Registrato alla Corte dei Conti il 23 gennaio 1951 (Reg. n. 44 Presidenza - Fg. n. 241).
  7. ^ Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Veneziahttp://www.turismovenezia.it/Jesolo-ed-Eraclea/Stele-di-Hemingway-e-Monumento-alla-Pace-150241.html
  8. ^ Scheda in catalogo "Istituto Regionale Ville Venete" http://catalogo.irvv.net/catalogo/scheda.form?id=4226
  9. ^ Scheda in catalogo "Istituto Regionale Ville Venete" http://catalogo.irvv.net/catalogo/scheda.form?id=1864
  10. ^ Scheda in catalogo "Istituto Regionale Ville Venete" http://catalogo.irvv.net/catalogo/scheda.form?id=1662
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dino Cagnazzi, I lidi dei Dogi, San Donà di Piave (VE) 1983.
  • Laura Pavan, Terre della Venezia orientale. Guida turistica e culturale, Portogruaro (VE) 2007.
  • Umberto M. Modulo, Parrocchia di Fossalta di Piave, Lodi 1979.
  • Alba Bozzo, Fossalta dal 130 a.C. alla battaglia del Piave, Fossalta di Piave (VE) 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]