Zenson di Piave

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Zenson di Piave
comune
Zenson di Piave – Stemma
Zenson di Piave – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Mario Cincotto (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 45°41′00″N 12°30′00″E / 45.683333°N 12.5°E45.683333; 12.5 (Zenson di Piave)Coordinate: 45°41′00″N 12°30′00″E / 45.683333°N 12.5°E45.683333; 12.5 (Zenson di Piave)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 9,5 km²
Abitanti 1 825[1] (31-12-2011)
Densità 192,11 ab./km²
Comuni confinanti Fossalta di Piave (VE), Monastier di Treviso, Noventa di Piave (VE), Salgareda, San Biagio di Callalta
Altre informazioni
Cod. postale 31050
Prefisso 0421
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026094
Cod. catastale M163
Targa TV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 393 GG[2]
Nome abitanti zensonesi
Patrono san Benedetto
Giorno festivo 21 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Zenson di Piave
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Zenson di Piave (IPA: /dzen'son di 'piave/; Zenson in veneto, IPA: /zen'soŋ/) è un comune italiano di 1.825 abitanti[3] della provincia di Treviso, in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro del paese si è sviluppato alla foce del canale Zenson (in dialetto Zensonat), un corso d'acqua originato dalla biforcazione del canale Zero nei pressi di Partisioni a Sant'Andrea di Barbarana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Le ipotesi più probabili ritengono che il toponimo derivi da un antico nome personale in seguito dialettizzato; per Dante Olivieri sarebbe latino (Gentio, -onis)[4][5], mentre per Giovan Battista Pellegrini addirittura venetico (Gentios)[6].

Francesco Scipione Fapanni lo lega invece alla famiglia veneziana Zen, che aveva possedimenti in queste terre[4], mentre Carlo Agnoletti lo riferisce a san Zenone o ai monaci zeniani[7].

Le origini di Zenson sono antichissime: i ritrovamenti di utensili e resti di armi dimostrano che un primo insediamento si era formato già nel II millennio a.C. La civiltà fu indubbiamente favorita dalla posizione geografica della località che permetteva di controllare i traffici lungo il Piave[4].

In epoca medievale lo sviluppo del territorio fu favorito dai benedettini di Santa Maria del Pero di Monastier. Furono proprio i monaci ad erigere, verso il 1470, l'attuale parrocchiale (intitolata, non a caso, a San Benedetto) che in un primo tempo fu sottoposta a San Mauro di Rovarè. Questa presenza si scontrò spesso con l'autorità vescovile di Treviso, che rivendicava per sé varie pertinenze del monastero, fra cui proprio Zenson[4].

Secondo quanto riferito dal Chimenton, durante le lotte tra Repubblica di Venezia e Ottone II di Sassonia, venne concesso ai devoti dell'imperatore di costruire le torri di guardia e di difesa in Genzone, l'attuale Zenson, e in Mussa. La torre di guardia potrebbe coincidere con la rocca di Cigoto (forse dall'occupazione Gota), costruita secondo alcune fonti durante le invasioni barbariche. Il primo riferimento relativo al fortilizio si trova in una causa della proprietaria Richelda con i Trevisan (1298); la possederono poi i da Camino che la offrirono alla città di Treviso nel 1318 e venne poi distrutta in data anteriore al 1580[8][4].

Nel 1717 il paese fu assegnato alla giurisdizione del monastero di monaci benedettini di San Giorgio Maggiore di Venezia. Con la soppressione napoleonica dei monasteri, la giurisdizione dei monaci benedettini venne sottratta dall'autorità vescovile di Treviso.

Il paese viene ricordato da molti storici per gli avvenimenti della Grande Guerra: dopo la Rotta di Caporetto, Zenson si trovò lungo il fronte del Piave. Storica è l'ansa dove si affrontarono esercito Italiano ed esercito Austro-ungarico durante le battaglie del novembre 1917 e del giugno 1918. Nella prima metà del mese di novembre del 1917, l'esercito Austro-ungarico riuscì ad occupare l'ansa, ma venne violentemente contrattaccato dalle brigate Lecce, Pinerolo e Novara che lo costrinsero il 31 dicembre a ritirarsi. Nel giugno 1918 si scontrarono il VII corpo d'armata austriaco (della V armata del Gruppo Boroevic) comandato dal generale Wurm e il XXVIII corpo d'armata Italiano (comprendente le Brigate Ferrara ed Avellino della III armata comandata dal S.A.R. il Duca D'Aosta), dopo sanguinose battaglie gli austriaci riuscirono ad occupare il paese (punto strategico per unire le due teste di ponte di Fagarè e di San Donà). Ma il 23 giugno dello stesso mese gli italiani riuscirono definitivamente a cacciare gli austriaci dal paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

Distrutta durante la Grande Guerra, la parrocchiale fu ricostruita nello stesso luogo della precedente su progetto dell'arch. Melchiori. Della vecchia chiesa rimangono solo il Busto di San Domenico, e i due stemmi della famiglia Da Mula che ornavano un altare della vecchia chiesa. La nuova chiesa venne consacrata nel 1937.

Villa Da Mula[modifica | modifica wikitesto]

Villa Da Mula, ora Villa Mora Sernagiotto, di cui oggi rimangono solo le due barchesse, venne costruita nel 1731 su progetto di Andrea Tirali, l'edificio principale venne distrutto durante l'offensiva austriaca nel novembre 1917.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Persone legate a Zenson di Piave[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1868 dal comune sono state distaccate le frazioni di Fagarè e Sant'Andrea di Barbarana per essere aggregate a San Biagio di Callalta[10]. Le lettere riportate sullo stemma comunale non sono altro che le iniziali delle tre frazioni originarie (capoluogo compreso).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat all'01/01/2011 - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/12/2011 [1].
  4. ^ a b c d e Cenni Storici, Comune di Zenson di Piave. URL consultato il 4 ottobre 2012.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 297.
  6. ^ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana. 10.000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, monti spiegati nella loro origine e storia, Milano, Hoepli, 1990, p. 136.
  7. ^ Carlo Agnoletti, Treviso e le sue pievi, Treviso, Premiato stabilimento tipografico Istituto Turazza, 1897, p. 745.
  8. ^ Costante Chimenton, S. Donà di Piave e le succursali di Chiesanuova e di Passerella, Treviso, 1928.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Unità amministrative. Variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000. Popolazione legale per comune ai censimenti dal 1861 al 1991 ai confini dell'epoca, Roma, ISTAT, 2001, ISBN 88-458-0574-3.