Sarmede

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Sarmede
comune
Sarmede – Stemma Sarmede – Bandiera
Sarmede vista da Rugolo
Sarmede vista da Rugolo
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Sindaco Eddi Canzian (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°58′39″N 12°23′07″E / 45.9775°N 12.385278°E45.9775; 12.385278 (Sarmede)Coordinate: 45°58′39″N 12°23′07″E / 45.9775°N 12.385278°E45.9775; 12.385278 (Sarmede)
Altitudine 103 m s.l.m.
Superficie 17,94 km²
Abitanti 3 202[1] (31-12-2010)
Densità 178,48 ab./km²
Frazioni Montaner, Rugolo
Comuni confinanti Caneva (PN), Cappella Maggiore, Cordignano, Fregona
Altre informazioni
Cod. postale 31026
Prefisso 0438
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026078
Cod. catastale I435
Targa TV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 546 GG[2]
Nome abitanti sarmedesi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sarmede
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Sarmede (toponimo invariato in veneto) è un comune italiano di 3.007 abitanti della provincia di Treviso, in Veneto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I reperti provano che il territorio di Sarmede era abitato sin dall'età del bronzo. Notevole anche la presenza romana: a questo periodo risale una sepoltura detta "tomba del Dominus Villae".

Si ritiene che il toponimo risalga all'epoca delle invasioni barbariche, legato alla popolazione dei Sarmati. La località si trovava infatti in una zona di transito, nei pressi di importanti vie di comunicazione.

Dopo il periodo longobardo fu la volta dell'età feudale e Sarmede divenne possedimento dei conti da Montanara (che risiedevano in un castello nei pressi dell'attuale Montaner), più tardi noti come Caminesi. La famiglia tenne il feudo sino al 1337, quando sopraggiunge la Serenissima.

Dopo Napoleone e gli Austriaci, Sarmede seguì le sorti del Veneto e divenne parte del Regno d'Italia nel 1866.

Durante la grande guerra, in seguito alla rotta di Caporetto, Sarmede fu occupata dagli Imperi Centrali. Nella seconda guerra mondiale vi fu particolarmente attiva la resistenza partigiana.

Il secondo dopoguerra vide la crescita della povertà e la notevole emigrazione. Solo dagli anni sessanta si ebbe un miglioramento economico che ha portato un notevole sviluppo industriale[3].

Della storia recente, va citato il noto scisma di Montaner, che ha visto contrapporsi la comunità parrocchiale della frazione al vescovo Albino Luciani fino alla fondazione di una chiesa ortodossa.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Di seguito si riporta un elenco degli edifici sacri di valore storico-architettonico:

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Di seguito si riporta un elenco delle ville venete presenti sul territorio comunale:

Persone legate a Sarmede[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, per lo più nel mese di dicembre, si svolge a Sarmede la Mostra Internazionale dell'Illustrazione per l'Infanzia. A parteciparvi sono abitualmente i più grandi illustratori a livello europeo e mondiale, ma vi sono sezioni aperte anche per le nuove generazioni di illustratori.

In autunno si svolge inoltre la manifestazione denominata Le Fiere del teatro con artisti di strada, mangiafuoco, burattinai e saltimbanchi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Sarmede Calcio che milita nel girone R di Seconda Categoria. È nata nel 1977.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Informazioni dalla sezione Cenni storici del sito istituzionale.
  4. ^ Fonte: sito comunale
  5. ^ Fonte: sito comunale
  6. ^ Fonte: sito comunale
  7. ^ Scheda nel sito dell'IRVV
  8. ^ Scheda nel sito dell'IRVV
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]