San Polo di Piave

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San Polo di Piave
comune
San Polo di Piave – Stemma San Polo di Piave – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Diego Cenedese (lista civica Agire per San Polo) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°47′26″N 12°23′41″E / 45.790556°N 12.394722°E45.790556; 12.394722 (San Polo di Piave)Coordinate: 45°47′26″N 12°23′41″E / 45.790556°N 12.394722°E45.790556; 12.394722 (San Polo di Piave)
Altitudine 28 m s.l.m.
Superficie 20,98 km²
Abitanti 5 021[3] (31-12-2010)
Densità 239,32 ab./km²
Frazioni Rai

Località: Guizza, San Giorgio[1]

Comuni confinanti Cimadolmo, Fontanelle, Ormelle, Vazzola
Altre informazioni
Cod. postale 31020
Prefisso 0422
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026074
Cod. catastale I124
Targa TV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 402 GG[4]
Nome abitanti sanpolesi
Patrono San Paolo[2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Polo di Piave
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

San Polo di Piave (San Poło in veneto) è un comune di 5.007 abitanti della provincia di Treviso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di San Polo vanno ricercate nell'epoca romana: i primi centri abitati, infatti, godettero del transito della strada che da Oderzo raggiungeva Trento, passando per le attuali San Giorgio, Caminada e Tezze di Piave. Lungo il suo tracciato, non ancora ben definito, è stato rinvenuto vario materiale archeologico come mattoni e embrici.

Dopo la distruzione di Oderzo da parte dei Longobardi (667), la zona venne spartita tra i vescovi di Treviso e Ceneda. La pieve di San Polo, invece, rappresentò un'isola territoriale soggetta al patriarca di Aquileia, in quanto localizzata lungo il tragitto che il prelato percorreva per raggiungere Pavia, capitale del regno Longobardo. In effetti, dalla località si poteva arrivare facilmente a un guado sul Piave e di lì alla via Postumia.

Nel XIV secolo una serie di eventi politici pose fine al potere temporale (ma non ecclesiastico) del patriarca e attorno al 1388 San Polo passò stabilmente sotto la Repubblica di Venezia.

L'11 marzo 1452 il paese divenne sede di un piccolo feudo assegnato a Cristoforo da Tolentino, capitano di ventura che combatté sotto le insegne della Serenissima. Estintasi la sua discendenza, nel 1506 la contea fu assegnata ai Gabrieli, i quali vi permasero per tre secoli. L'ultimo conte di San Polo fu Angelo Maria Gabrieli, morto il 9 dicembre 1805.

Pur avendo perso ogni prerogativa amministrativa, il feudo continuò a sussistere come proprietà terriera sino a pochi decenni fa. Dopo l'estinzione dei Gabrieli, fu acquistato dapprima dai Vivante, banchieri veneziani di stirpe ebraica, quindi per due terzi dai Papadopoli e per un terzo dai nobili veneti Mioni; dopo la grande guerra tutte le proprietà costituenti l'ex feudo sampolese vennero acquistate dai Giol (sia i Mioni che i Giol ebbero un ruolo anche nell'amministrazione locale). Solo il 26 giugno 1971 la vasta proprietà venne smembrata tra gli ex mezzadri[5].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Persone legate a San Polo di Piave[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione del comune fino al 1867 era San Polo.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di San Polo di Piave - Statuto.
  2. ^ Il Comune, Comune di San Polo di Piave. URL consultato l'8 marzo 2012.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Cenni storici, Comune di San Polo di Piave. URL consultato l'8 marzo 2012.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3