Castelcucco

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Castelcucco
comune
Castelcucco – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Adriano Torresan (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°50′00″N 11°53′00″E / 45.833333°N 11.883333°E45.833333; 11.883333 (Castelcucco)Coordinate: 45°50′00″N 11°53′00″E / 45.833333°N 11.883333°E45.833333; 11.883333 (Castelcucco)
Altitudine 189 m s.l.m.
Superficie 8,79 km²
Abitanti 2 220[1] (31-12-2010)
Densità 252,56 ab./km²
Comuni confinanti Asolo, Cavaso del Tomba, Monfumo, Paderno del Grappa, Possagno
Altre informazioni
Cod. postale 31030
Prefisso 0423
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026011
Cod. catastale C073
Targa TV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 660 GG[2]
Nome abitanti castelcucchesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelcucco
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Castelcucco è un comune italiano di 2.216 abitanti[3] della provincia di Treviso in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, situato in un territorio collinoso tra Asolo e le pendici del Monte Grappa, gode di splendidi paesaggi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Secondo Dante Olivieri il toponimo, in passato riportato come Castrocucho, è un composto dei termini castello e cucco, quest'ultimo con il significato di "altura tondeggiante"[4].

I primi insediamenti umani risalgono al Paleolitico. Nel 1958, presso le cave della località Patt, vennero ritrovati i resti di utensili primitivi, costituiti da punte triangolari e raschiatoi semicircolari. Se a questi si aggiungono i rinvenimenti nelle vicine Asolo e Pagnano, si può concludere che la zona dei colli Asolani fu particolarmente frequentata tra i 100.000 e i 90.000 anni avanti Cristo. L'epoca paleolitica si caratterizzò per una serie di notevoli variazioni climatiche che, con l'alternarsi di periodi caldi a lunghe glaciazioni, costringevano uomini e animali a frequenti spostamenti verso sud, oltre la fascia alpina e prealpina (si spiega così il ritrovamento, sempre presso Patt, dei resti di un mammuth). Il territorio di Castelcucco era particolarmente favorevole, in quanto i suoi antichi frequentatori potevano rifugiarsi presso le numerose caverne tuttora esistenti.

La presenza umana non cessò nel neolitico (5.000-2.000 a.C.): sempre alle cave di Patt è emerso altro materiale litico (manufatti in selce)[4].

Dai Protoliguri all'epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2500 e il 1700 a.C. l'Asolano fu abitato dai Protoliguri che, probabilmente, si stabilirono sulle colline già frequentate dai popoli presitorici di cui si è già accennato.

Fu poi la volta degli Euganei e dei Paleoveneti, di cui però non sussistono tracce. Scarse sono anche le testimonianze romane; di questo periodo Alessio De Bon ricorda un'iscrizione collocata nel cimitero dell'eremo di Santa Giustina, presso il confine con Possagno.

Alla fine dell'epoca romana la zona di Castelcucco doveva essere stata evangelizzata, vista l'influenza della diocesi di Padova sull'area pedemontana[4].

I Longobardi[modifica | modifica wikitesto]

Non si hanno testimonianze riferibili alle invasioni barbariche, ma sono invece numerosi i reperti riferibili ai Longobardi. Questo popolo si preoccupò di recuperare il sistema difensivo lasciato dai romani, costituito da postazioni difensive sulle cime delle colline con funzioni di avvistamento e segnalazione.

A quest'epoca si fanno risalire alcuni toponimi (Fara, Braida...) e i titolari di diverse chiese; la stessa parrocchiale di Castelcucco è intitolata a San Giorgio, particolarmente caro a un popolo guerriero come quello longobardo. I reperti più rilevante sono però rappresentati da due tombe, rinvenute nel 1874 nella zona dove oggi sorge il municipio: contenevano il piccolo corredo funebre di un fanciullo, ovvero una rarissima crocetta d'oro e delle fibbie risalenti al VII secolo.

Tutto ciò fa pensare all'esistenza di un insediamento di antiche origini occupato dai longobardi[4].

Il basso medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Risale probabilmente a prima dell'anno Mille la fondazione di un luogo di culto cui faceva riferimento il villaggio.

In questo periodo cominciò a prendere forma il sistema delle regole, suddivisioni territoriali con una propria autonomia amministrativa. Si ha notizia di una regula de Castrocucho, costituita dai colmelli di Carpene e dei Patt, e, verso occidente, una regula de Collo Muxoni. Ogni regola comprendeva un luogo di culto, ovvero San Bartolomeo per Castelcucco e San Giorgio per Col Muson. Le due cappelle facevano riferimento alla chiesa matrice di Santa Giustina di Rover, la quale, tuttavia, perse via via d'importanza a favore della nuova pieve di Fonte. Nel 1297, tra le dipendenze di quest'ultima, si ha notizia della sola cappella S. Georgii de Castrocucho

Nelle adiacenze di ciascuna chiesetta sorgevano inoltre due fortilizi, appartenenti alla famiglia Maltraversi (non a caso detta anche "da Castelcucco"). Solo del castello di Col Muson resta ancora qualche traccia.

Pur mantenendo una propria autonomia, Castelcucco restava legata al comune di Treviso: nel 1315, ad esempio, il villaggio venne tassato per finanziare le mura della città.

Dopo un turbolento in cui si alternarono le dominazioni veneziana, austriaca e carrarese, dal 1388 anche Castelcucco fu definitivamente sottomessa al dominio della Serenissima come parte della podesteria di Asolo[4].

La Repubblica di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1564, durante la visita pastorale del vescovo di Treviso Giorgio Corner, la cappella di Castelcucco appare ancora come filiale della pieve di Fonte. Nel suo territorio, oltre all'attuale parrocchiale, si contarono altre tre chiesette: San Lucia, San Margherita e San Bartolomeo.

Il paese fu pesantemente colpito dal terremoto di Santa Costanza del 1695: l'evento distrusse due case su tre, danneggiò la chiesa e provocò il crollo parziale della torre campanaria. La canonica, che fu pure distrutta, era ancora semidiroccata nel 1753, quando il vescovo Paolo Francesco Giustiniani, in visita pastorale, per poco non precipitò dal tavolato delle camere che era in parte sfondato[4].

Dall'Ottocento ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta della Serenissima fu la volta di Napoleone. In questo periodo il paese dovette subire le violenze e le ruberie delle truppe francesi.

Nel 1836 il paese subì un altro sisma che vide il crollo del vecchio e pericolante campanile[4].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa arcipretale è collocata in un punto più basso rispetto alla piazza del paese, contrariamente all'abitudine diffusa che vede gli edifici religiosi posti nei punti più elevati. Da lontano dunque non è molto visibile e si può scorgere solo una parte del campanile. All'interno vi sono numerosi affreschi; il principale è quello di San Giorgio patrono del paese, raffigurato nell'atto di uccidere il drago. Qui si trova anche l'affresco nel quale Santa Lucia dona gli occhi alla Madonna. L'organo Tamburini è del 1942.

Sparsi per il paesi si trovano numerosi capitelli dedicati a Santa Lucia, San Bartolomeo (San Bortolo), San Francesco, Santa Margherita, San Gaetano e Santa Giustina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, nel secondo week-end di luglio, viene allestita la "Festa della Birra". Essa trova luogo in un tendone nei pressi della piazza, in cui si può consumare birra e specialità bavaresi come hot dog, hamburger, würstel e crauti. In concomitanza della festa sono presenti anche una pesca di beneficenza e qualche giostra.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Vi si trovano asilo, scuola elementare e media, in cui spesso confluiscono alunni dai paesi limitrofi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Asolo; nel 1946 il comune viene ricostituito (Censimento 1936: pop. res. 1581).[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/11/2010.
  4. ^ a b c d e f g Comune di Castelcucco, Storia del comune. URL consultato il 29 marzo 2011.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]