Monte Grappa

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Monte Grappa
Cima grappa.JPG
Il versante sud del monte Grappa
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Provincia Belluno Belluno
Treviso Treviso
Vicenza Vicenza
Altezza 1.775 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 45°52′22.76″N 11°47′57.05″E / 45.87299°N 11.79918°E45.87299; 11.79918Coordinate: 45°52′22.76″N 11°47′57.05″E / 45.87299°N 11.79918°E45.87299; 11.79918
Altri nomi e significati Alpe Madre
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Grappa
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Prealpi venete
Sottosezione Prealpi Bellunesi
Supergruppo Massiccio del Grappa
Gruppo Gruppo del Grappa
Sottogruppo Dorsale principale del Grappa
Codice II/C-32.II-A.1.b
« Arsiero, Asiago,
e quanti altri ancora,
piccoli paesi di confine,
nei giorni dell'anteguerra,
Monte Grappa, Monte Corno,
e molti altri ancora,
non è che contavate molto
nei giorni della dolce pace »
(Ernest Hemingway)

Massiccio del Grappa[modifica | modifica sorgente]

Il Massiccio del Grappa si colloca sulla catena delle Prealpi Venete tra la pianura veneta a sud ed i territori centro-alpini a nord. Il fiume Brenta lo divide ad ovest dall'altopiano di Asiago mentre ad est è il fiume Piave a tracciarne il confine e a separarlo dal gruppo Cesen-Visentin. A nord troviamo il Lago di Corlo e la Conca di Feltre. Il Massiccio, un tempo noto come Alpe Madre, è suddiviso fra tre province: Vicenza ad ovest, Treviso a sud e Belluno a nord-est. La sua vetta, in località Cima Grappa, misura 1775 m s.l.m. ma il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di molte altre cime (tra le principali Col Moschin, Colle della Berretta, Monte Asolone, Monte Pertica, Prassolan, Monti Solaroli, Fontana Secca, Monte Peurna, Monte Santo, Monte Tomatico, Meatte, Monte Pallon e Monte Tomba).[1]

Il versante meridionale[modifica | modifica sorgente]

Il versante meridionale del Massiccio del Grappa si estende dal fiume Brenta ad ovest al fiume Piave ad est e comprende piccoli centri distribuiti sul pedemonte ed un territorio che scende, smorzato da colline, verso la pianura veneta.

Ritroviamo in questa cintura i comuni di Pederobba, Crespano del Grappa, Borso del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, Romano d'Ezzelino e Pove del Grappa. Importanti centri limitrofi, soprattutto per l'interesse turistico, sono Bassano del Grappa, Castelfranco Veneto, Valdobbiadene, Marostica, Asolo e Maser. [2]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Geomorfologia[modifica | modifica sorgente]

La sua origine, circa dieci milioni di anni fa è da attribuire allo scontro - tuttora in atto - fra la zolla del continente africano e quella europea. Le rocce che compongono il Massiccio sono infatti di origine marina. Questi sedimenti hanno subito nei tempi geologici, attraverso la diagenesi, una notevole cementificazione e successivamente vennero sollevati a causa di queste spinte che determinarono l'innalzamento della catena alpina.

I principali tipi di rocce che ritroviamo oggi nel Grappa sono:

  • i Calcari Grigi, la formazione più antica che costituisce la maggior parte del Massiccio ed affiora nei versanti dirupati e nelle incisioni vallive profonde. La costituzione calcarea ha generato un fenomeno carsico così diffuso, tale da portare alla scoperta in anni recenti di numerose grotte ricche di stalattiti, pozzi molto profondi e gallerie di notevole pregio;
  • il Rosso Ammonitico, di natura calcarea, dà vita alle splendide "città di pietra" che si osservano ad esempio in Val Poise e Meda;
  • il Biancone, sempre di natura calcarea, che ritroviamo a Cima Grappa e in tutte le cime arrotondate del Massiccio e al tempo stesso a monte degli abitati di Semonzo e Borso;
  • la Scaglia Rossa, un calcare argilloso, materia prima per produrre il cemento. [3]

Inoltre il Massiccio del Monte Grappa è stato interessato, durante il corso dei secoli, da diversi agenti esogeni che hanno contribuito alla modifica della sua struttura morfologica:

  • i ghiacciai, responsabili sia delle profonde incisioni vallive della Valle del Brenta e della Valle del Piave, sia, assieme all'azione delle acque selvagge, del modellamento delle valli secondarie. Sono inoltre responsabili dei circhi glaciali presenti presso Cima Grappa;
  • i torrenti, data la natura carsica del Grappa, sono presenti solo in occasione di persistenti e abbondanti precipitazioni. Viste le forti pendenze degli alvei, la loro azione erosiva è stata ed è certamente efficace e tale da giustificare le selvagge asperità dei versanti vallivi. Laddove il bacino idrografico è ampio, questi temporanei corsi d'acqua hanno dato luogo a conoidi di deiezione, alcuni molto caratteristici, come quello della Val Cornosega tra Semonzo e Borso;
  • il fenomeno carsico, come detto in precedenza, è molto sviluppato nel Massiccio. Lo dimostrano la presenza di grotte e pozzi, la diffusione di doline e inghiottitoi, l'assenza di corsi d'acqua e sorgenti in quota, il ritrovamento di "città di pietra" e l'osservazione di buche, fori o impronte di campi carreggiati sui massi affioranti. [4]

Flora[modifica | modifica sorgente]

Soldanella montana

La posizione geografica del monte Grappa e di tutto il versante meridionale del massiccio, a ridosso della pianura veneta fa di esso un'area particolarmente ricca, sia dal punto di vista floristico, sia da quello vegetazionale. Infatti, le condizioni climatiche derivanti dalla sua ubicazione hanno favorito l'integrazione della vegetazione di macchia arbustiva, tipica delle zone mediterranee, con le formazioni boreali montane che occupano spazi relativamente ristretti nei quali troviamo boschi a prevalenza di conifere e arbusteti subalpini, propri delle zone lungamente innevate. Alberi e arbusti tipici sono l'abete bianco, l'abete rosso, il faggio; i fiori tipici sono invece la soldanella, il botton d'oro, la clematide e il fior di stecco. [5]

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Anche dal punto di vista faunistico in Grappa si riscontra una certa ricchezza. Tra le specie animali presente troviamo il capriolo, il camoscio, il muflone ed il cervo; si possono osservare rapaci quali la poiana, il falco pellegrino, l'aquila reale ed il gufo reale; infine, tra gli altri, lo scoiattolo, la volpe, il tasso, il ramarro e molteplici specie di libellule.[6]

Meteo[modifica | modifica sorgente]

Il monte Grappa si erge a ridosso della pianura veneta. Il suo clima è spesso influenzato da condizioni meteo estremamente variabili. Le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l'anno, specialmente nel periodo autunnale, invernale e primaverile.

Nei pressi del Rifugio Bassano a Cima Grappa è attiva una stazione meteo del tipo Davis Vantage Pro 2 Plus online 24 ore su 24, con varie webcam. Per maggiori informazioni consultare Cima Grappa Meteo.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi seconda battaglia del monte Grappa.

Teatro di scontri decisivi nel corso della Prima guerra mondiale e alcuni avvenimenti della Seconda guerra mondiale, è conosciuto a molti per il sacrario militare del monte Grappa che contiene resti di militari italiani e austroungarici assieme ad un museo della Grande Guerra. Famoso è anche il Sacello della Madonna Ausiliatrice inaugurato il 4 agosto 1901 dal cardinale Giuseppe Sarto (poi papa Pio X). La statua fu mutilata durante il primo conflitto mondiale, ma venne poi ricollocata nel 1921[7]. Alla Madonnina del Grappa è dedicata l'Opera assistenziale fondata, subito dopo la Guerra, da don Giulio Facibeni, appunto col nome Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa.

Prima Guerra Mondiale: sul Grappa

Nella prima guerra mondiale, dopo la sconfitta italiana di Caporetto, la cima diventò il perno della difesa italiana, tanto che gli austriaci tentarono inutilmente e più volte di conquistarlo, per poi avere accesso alla pianura Veneta. Costruendo caverne nella roccia e postazioni fisse di artiglieria, dalla cima gli italiani dominavano e tenevano sotto controllo il fronte sino al Montello, lungo una linea che parte dal monte Valderoa e va fino a colle Caprile. Battaglie sanguinose si svolsero sui dossi e contrafforti che caratterizzano il massiccio, come il Monte Pertica, il Col della Berretta, il Monte Tomba. L'opera bellica più rilevante è la Galleria Vittorio Emanuele (visitabile), attrezzata con cisterne d'acqua, infermerie, alloggiamenti, che attraversa il sottosuolo di Cima Grappa affacciandosi sulle linee con innumerevoli cannoniere e osservatòri di tiro.

Nel corso della Seconda Guerra mondiale il Grappa fu rifugio delle formazioni partigiane. Proprio sul Grappa venne effettuata una sanguinosa retata dai nazisti e dai fascisti fedeli alla Repubblica di Salò. I combattenti che non vennero uccisi sul posto, vennero impiccati pubblicamente nella vicina Bassano del Grappa. I nazifascisti impiegarono nell'operazione da 15000 a 20000 uomini, per scovare e affrontare i 1.500 partigiani celati nei borghi e nelle pendici della montagna.

Nel dopoguerra venne costruita sul monte Grappa una base radar missilistica della NATO del 64º gruppo IT (intercettatori teleguidati) addetto alla gestione di tre rampe di lancio per missili Nike Hercules statunitensi per la difesa antiaerea, la base venne smantellata a fine anni '70 venne smantellata e passò in gestione all'ENAV negli anni '80 ed è tuttora in stato di abbandono[8]e a partire dal 2001 venne utilizzata per organizzare rave party[9].

L'ossario del Grappa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacrario militare del monte Grappa.

Sulla cima più elevata sorge un sacrario militare, progettato dall'architetto Giovanni Greppi con la collaborazione dello scultore Giannino Castiglioni e inaugurato il 22 settembre 1935.

Ossario in Cima Grappa

Nel corpo centrale del monumento sono custoditi i resti di 12.615 caduti, di cui 10.332 sono ignoti. Il monumento è composto da cinque gironi concentrici posizionati uno sopra all'altro in modo da formare una piramide. Nella sommità sorge il santuario della "Madonnina del Grappa".

Dal piazzale si può vedere la suggestiva Via Eroica, che partendo dai pendii del tempio arriva fino al Portale di Roma, dove si possono trovare due cippi di pietra che portano scritti i nomi legati alle località che sono state interessate dalla Grande Guerra. A nord-est del Portale di Roma, invece, sono state inumate le salme di 10.295 caduti austroungarici.

Dal piazzale antistante l'ossario si può vedere la Galleria Vittorio Emanuele terzo, un'estesissima opera di fortificazione sotterranea i cui condotti portano alle varie caverne, dove un tempo erano piazzati gli armamenti. Accanto all'entrata della galleria sorge la caserma Milano, ora museo storico con annessa sala di proiezione di documentari sulla Grande Guerra.

A pochi metri dal sacrario, nei pressi di una caverna nella quale, fino a poco tempo fa si credeva che alcuni partigiani fossero stati arsi vivi dai nazifascisti, sorge dal 1974 una statua in bronzo "al Partigiano". Il monumento è stato realizzato dallo scultore Augusto Murer.

Nei pressi del Sacrario si trova una vecchia Base dell'Aeronautica Militare operativa negli anni '70. Ospitava l'Area Controllo (radar) di una Batteria di missili antiarei Nike-Hercules del 64º Gruppo I.T. (Intercettori Teleguidati) e successivamente un centro per la sorveglianza delle telecomunicazioni dell'Esercito Italiano. Oggi lo stabile versa in pessime condizioni.

Musei del Territorio[modifica | modifica sorgente]

Museo storico della guerra 1915 - 1918 Via del Covolo Cima Grappa Aperto dalle 09.00 alle 17.00 Telefono 0423-544840

Museo della guerra P.za San Marco, 28 31017 Crespano del Grappa (TV) Aperto: domenica dalle ore 15.00 alle ore 19.00, altri giorni su appuntamento Tel. 0423 53 85 16

Museo civico storico territoriale alano di Piave "la grande guerra" Località Campo Alano di Piave (Belluno) Aperto tutte le domeniche dalle 15.00 alle 19.00 Visite guidate 0423-86232

Sport praticabili[modifica | modifica sorgente]

Attività a piedi[modifica | modifica sorgente]

Nordic Walking

La forte presenza di sentieri e tracciati, soprattutto ex mulattiere, permette che si possano praticare il nordic-walking ed il trekking in estate, come le passeggiate con racchette da neve (ciaspe) e lo sci di fondo in inverno. In particolare riguardo l'escursionismo ed il trekking è bene ricordare che il CAI27 di Bassano ha tracciato negli anni moltissimi sentieri che attraversano anche il territorio di Borso conducendo in vetta.[10]

In bicicletta[modifica | modifica sorgente]

Il Monte Grappa è considerato una delle salite più belle d'Italia; la sua lunghezza ed il dislivello ne fanno una salita impegnativa, da qualsiasi versante si affronti.

Quello "classico" corrisponde alla "strada Cadorna", fatta costruire in epoca bellica dall'omonimo generale per raggiungere la sommità del massiccio. L'ascesa parte dal centro di Romano d'Ezzelino e raggiunge la vetta in quasi 27 chilometri.[11] Le parti più dure sono quella iniziale (circa 8 km) e la finale, mentre il tratto intermedio presenta anche 3 chilometri di falsopiano. Esistono inoltre alcune manifestazioni dedicate a questa disciplina: tra le principali troviamo la Grappissima e la Monte Grappa Challenge [12].

Downhill

Le ripide pendici del Grappa inoltre sono un paradiso per chi pratica il downhill.

Il monte Grappa è stato negli anni settanta e ottanta più volte inserito nel percorso del Giro d'Italia, con alcuni arrivi di tappa. Nel 2010 il Giro è passato nuovamente per il Grappa, senza raggiungere la cima, nella 14ª tappa da Ferrara ad Asolo e la salita è stata affrontata lungo la "General Giardino". Il Giro d'Italia 2014 ha affrontato la salita fino a Cima Grappa con una Cronoscalata partita da Bassano del Grappa. Tutti gli anni, nel mese di luglio si disputa la classica corsa per dilettanti Bassano-Monte Grappa. Tra i vincitori, Gino Bartali (1934), Gilberto Simoni e Damiano Cunego (2000).[13]

Anno Tappa Partenza Km Vincitore di tappa Maglia Rosa
1968 10a Trento 136 Italia Emilio Casalini Italia Michele Dancelli
2014 19a Bassano del Grappa 26,8 Colombia Nairo Quintana Colombia Nairo Quintana

Arrampicata[modifica | modifica sorgente]

In Valle Santa Felicita è presente una palestra di roccia ovvero una parete attrezzata per praticare l'arrampicata sportiva. "È una delle palestre storiche e più conosciute nel Veneto fin dal dopoguerra. Vi è un percorso attrezzato (ferrata) che riproduce le difficoltà tecniche che si possono trovare in percorsi del genere; inoltre vi sono attrezzature fisse per le prove di caduta. Vi sono 'vie' di tutte le difficoltà, sul classico, particolarmente adatte ai principianti".[14]

Volo Libero[modifica | modifica sorgente]

Parapendio

Lo sport del volo libero ha trovato nel comune di Borso del Grappa le condizioni ideali per essere praticato. Questo fenomeno, ormai quasi di massa, riunisce persone di tutti i ceti, uomini e donne dai 16 ai 70 anni, ed è oggi frequente scorgere veri stormi di parapendii e deltaplani che veleggiano sopra il massiccio.

Le ragioni del successo di questa disciplina in questa zona sono essenzialmente tre:

  1. le particolari condizioni meteorologiche che consentono lo sviluppo di correnti ascensionali praticamente nell'arco di tutto l'anno, permettendo voli della durata anche di alcune ore;
  2. la facilità con la quali si possono raggiungere i diversi punti di decollo, situati sul versante meridionale del massiccio;
  3. la presenza di aree di atterraggio tenute di grande validità sotto il profilo della sicurezza.

Nel 1979 un gruppo di appassionati di questo sport ha fondato l'associazione sportiva Aero Club Montegrappa[15], la quale conta oggi, fra uomini e donne provenienti da tutte le province del Veneto, numerosi iscritti.

L'associazione organizza ogni anno una fra le più importanti manifestazioni a livello mondiale, denominata "Trofeo Montegrappa", unica manifestazione al mondo che raggruppa in due gare concomitanti piloti di parapendio e deltaplano. Grazie alla numerosa presenza di campioni provenienti da ogni nazione, ha fatto conoscere agli appassionati di questo sport di tutti i continenti il territorio del Massiccio con le sue condizioni ideali per il volo libero.[16]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Guardando il Grappa, nel versante sud-ovest nella parte di montagna tra Crespano del Grappa e il Santuario della Madonna del Covolo, si può notare che ci sono delle file di alberi disposti in modo da formare due lettere "W" e "M" (coordinate +45° 51' 12.22", +11° 49' 27.29"). Furono piantati prima della guerra mondiale dai cittadini crespanesi in nore di Mussolini. Dopo la seconda guerra mondiale i cattolici tentarono di convertirne il significato in "Viva Maria".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Consorzio Turistico Vivere il Grappa, Il Territorio.
  2. ^ Consorzio Turistico Vivere il Grappa, Il territorio.
  3. ^ Consorzio Turistico Vivere il Grappa, Geomorfologia.
  4. ^ Comune di Borso del Grappa, Tra cielo e terra a Borso del Grappa, 2009.
  5. ^ Consorzio Turistico Vivere il Grappa, Flora.
  6. ^ Consorzio Turistico Vivere il Grappa, Fauna.
  7. ^ La Madonnina del grappa
  8. ^ Monte Grappa: la ex base NATO dimenticata
  9. ^ Basta rave party sul Massiccio del Grappa
  10. ^ Consorzio Turistico Vivere il Grappa, http://www.vivereilgrappa.it/index.php/it/attivita-sportive/nordic-walking.
  11. ^ Consorzio Turistico Vivere il Grappa, Mountain Bike.
  12. ^ Monte Grappa Challenge, http://www.montegrappachallenge.org/.
  13. ^ Consorzio Turistico Vivere il Grappa, Ciclismo.
  14. ^ Magico Veneto, Palestra Santa Felicita.
  15. ^ Aero Club Montegrappa, http://www.aeroclubmontegrappa.it/.
  16. ^ Comune di Borso del Grappa, Tra cielo e terra a Borso del Grappa, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]