Mammuthus primigenius

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Mammut lanoso
Woolly mammoth (Mammuthus primigenius) - Mauricio Antón.jpg

Mammut Meyers.jpg
Ricostruzione di Mammut

Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Proboscidea
Famiglia Elephantidae
Genere Mammuthus
Specie M. primigenius
Nomenclatura binomiale
Mammuthus primigenius
Blumenbach, 1799
Sinonimi

Elephas primigenius

Areale
Aree dei ritrovamenti più importanti del Mammuth

Il mammut lanoso (Mammuthus primigenius Blumenbach, 1799) è una specie estinta di elefante. Visse dai 300.000 a circa 5.000 anni fa, nel Pliocene e Pleistocene, in Europa, Africa e Nordamerica. Questa specie estremamente adattata ad un clima gelido si è evoluta dal precedente mammut delle steppe (Mammuthus trogontherii).

Indice

[modifica] Morfologia

Rispetto agli attuali elefanti, disponeva di zanne molto più lunghe, ricurve verso l'alto e all'indietro e un pelo lungo e folto. Contrariamente all'opinione comune, il mammut lanoso non era gigantesco, ma grande quanto l'attuale elefante asiatico, essendo la sua altezza compresa tra i 2,8-3,5 m al garrese. Poteva superare i 4,5 m di lunghezza e raggiungere un peso di 6 tonnellate. Le zanne invece differivano da quelle dei moderni elefanti sia nella forma sia in lunghezza: ricurve verso l'alto e avvolte a spirale, erano lunghe fino a 4,2 m. Come tutti i proboscidati era un erbivoro. Era un animale adattato a climi gelidi. Con le zanne cercava le erbe sepolte dalla neve ed il suo ano era coperto da una sacchetta di pelle. Alcuni esemplari di Mammuthus primigenius avevano il pelo biondo, secondo quanto rilevato dal gene Mc1r, rilevato proprio dalle ossa di questo animale.

[modifica] Origine ed uso comune del nome

L'origine del nome è incerta, ma la si fa risalire al russo "mamont" da cui il francese "mammouth" e l'inglese "mammuth", tutte espressioni di provenienza oscura, ma col probabile significato di "scavatore". Ciò perché i reperti di Mammuthus primogenius erano piuttosto comuni in Russia (specie nella regione tra Perm e il fiume Ural) e venivano frequentemente scoperti quando si scavava nei pressi dei fiumi. I contadini locali fino al Settecento-Ottocento erano convinti che queste ossa appartenessero al mamont, una specie di mitologica talpa gigante.

Il termine "mammut" si suole aggiungere ad altri sostantivi per indicare oggetti di grandi dimensioni, come l'"Albero del Mammut", ovvero la Sequoia gigante, un albero enorme, o ancora la "petroliera mammut", nave petroliera di grande stazza.

[modifica] Ritrovamenti

Dei mammut sono stati ritrovati numerosi scheletri, le cui zanne forniscono una varietà di avorio di scarso pregio ma ugualmente molto ricercato. Dai ritrovamenti effettuati in Europa, Asia e America settentrionale, che hanno consentito di rinvenire esemplari intatti congelati, imprigionati nel permafrost, è stato possibile ricavare interessanti notizie circa le caratteristiche di questo grande animale vissuto nel Pleistocene ed estintosi alla fine di questa epoca. Esso fu contemporaneo dell'uomo del Paleolitico.
Di recente sono stati scoperti i resti di mammut nani sopravvissuti sull'isola di Wrangel (Russia) dopo la fine del Pleistocene, fino a circa 3.500 anni fa.

Nella grotta di La Madeleine della Francia sud-occidentale, dove si sono trovati resti del Paleolitico, tra i molti disegni rupestri ve n'è uno che rappresenta un mammut. Il rinvenimento delle rappresentazioni dei mammut eseguite dagli uomini primitivi ha aiutato i paleontologi a ricostruirne l'aspetto fisico, questi disegni mostrano che l'animale era dotato di una gobba di grasso sulla schiena, probabilmente in funzione di riserva energetica per il periodo invernale, non evidente dal semplice esame dello scheletro.

[modifica] Nella cultura popolare

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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