Proboscidea

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Proboscidati
Elefante Lake Manyara Park.jpg
Loxodonta africana
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Afrotheria
Ordine Proboscidea
Illiger, 1811
Famiglie

I proboscidati (Proboscidea Illiger, 1811 ) sono un ordine appartenente alla classe dei mammiferi, e comprendono tutte le specie di elefanti.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

I proboscidati sono i più grandi animali che vivono sulla terra ferma. Possono raggiungere un'altezza di 4 m al garrese e peso fino ai 7500 kg. Per poter supportare tale peso, gli arti sono spostati sotto il corpo. La loro caratteristica peculiare è però la proboscide, formata da naso e labbro superiore fusi assieme, che funge da organo di senso ed è utilizzata anche per funzioni relative all'alimentazione e alla vita sociale. Altra peculiarità sono i grandi padiglioni auricolari, riccamente vascolarizzati, che funzionano da radiatori ed eliminano l'eccesso di calore. La pelle è spessa e con scarsi peli, ma molto delicata, e necessita quindi molte cure come bagni di polvere, fango o acqua in modo da mantenerla morbida ed evitare i parassiti. La terza caratteristica sono le zanne (dette anche difese), presenti solo nei maschi, che sono incisivi superiori allungati, a crescita continua; i molari sono forniti di caratteristiche serie di creste trasversali; allorché si usurano, vengono spinti anteriormente e sostituiti da nuovi molari più grandi e con più creste. Dopo i 60 anni, non si formano più nuovi denti per cui l'animale è destinato a morire di fame.

Specie e sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Le uniche specie viventi appartengono ai generi Loxodonta e Elephas, entrambi appartenenti alla famiglia degli Elephantidae.

Originariamente l'elefante delle foreste era stato classificato come una sottospecie di quello delle savane, ma una recente analisi del DNA ha scoperto una differenza sostanziale nei due genomi, che di fatto li identifica come appartenenti a due specie diverse.

Queste sottospecie variano leggermente nella taglia, nel colore della pelle, nella misura e forma delle orecchie.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo delle glaciazioni vi erano molte più specie di proboscidati, tra cui vari mammut, il gonfoterio di Cuvier e il mastodonte americano. Ancora prima, nel Cenozoico superiore, il gruppo era ancora più diversificato, e comprendeva i gonfoteri, l'ananco, il gigantesco Deinotherium e gli elefanti dalle zanne a pala come Platybelodon e Amebelodon. I più antichi proboscidati sono Daouitherium e Phosphatherium del limite Paleocene / Eocene del Marocco. Nel corso dell'Eocene, invece, sono note varie forme primitive come Numidotherium, Barytherium, Moeritherium e gli antracobunidi (Anthracobunidae) del subcontinente indiano. Il gruppo degli elefantoidi (Elephantoidea) apparve circa 26 milioni di anni fa, alla fine dell'Oligocene. La maggior parte di queste forme primitive possedeva quattro corte zanne (vedi Tetralophodon), due sulla mascella e due sulla mandibola. Primelephas, l'antenato comune dei mammut e degli odierni elefanti, apparve nel tardo Miocene, circa 7 milioni di anni fa. L'evoluzione dei proboscidati concerne principalmente le proporzioni di cranio e mascelle e la forma delle zanne e dei molari.

Alcune specie fossili[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]