Lagomorpha

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Lagomorfi
Black-tailed Jackrabbit at the Henry Doorly Zoo.jpg
Lepus californicus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostoma
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
(clade) Amniota
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Lagomorpha
Brandt, 1855
Famiglie

I lagomorfi (Lagomorpha Brandt, 1855) sono un ordine di Mammiferi, comprendente le due famiglie viventi dei Leporidae (lepri e conigli) e degli Ochotonidae (pica), alle quali vanno aggiunte la famiglie estinte dei Prolagidae, dei Mimotonidae e dei Mimolagidae.

Il nome dell'ordine deriva dall'unione delle parole greche lagos (λαγος), "lepre", e morphē (μορφή), "forma".

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali simili a roditori, dai forti denti adatti a tagliare e triturare il materiale vegetale di cui si nutrono: possiedono grandi occhi posti lateralmente rispetto al capo, attraverso i quali possono avere un'ampia visione di ciò che avviene attorno a loro. Il senso dell'udito è anch'esso molto sviluppato, e le orecchie, mobili indipendentemente l'una dall'altra, sono in continuo movimento in direzione di eventuali suoni sospetti. Le zampe sono forti e ricoperte di pelo anche sulla pianta dei piedi, per rendere felpata la camminata ed impedire agli animali di essere intercettati. Nei leporidi, comprendenti le specie di maggiori dimensioni, le zampe sono allungate, con le posteriori ben più lunghe delle anteriori, in modo da poter spiccare ampi salti durante la fuga. Gli ocotonidi, invece, sono molto più piccoli ed arrotondati, con corte zampe dotate di forti artigli. Tutte le specie, infatti (ad eccezione delle lepri propriamente dette), tendono a scavarsi delle tane cunicolari.

I lagomorfi hanno una simbiosi digestiva nel tratto finale dell'intestino: tale caratteristica consente loro di disgregare la cellulosa contenuta nelle coriacee sostanze vegetali di cui si nutrono. Tuttavia, essi non possono trarne vantaggio immediato, poiché i batteri necessari a tale azione alloggiano nella parte terminale del tubo digerente.
Per ovviare a ciò, i lagomorfi emettono due tipi di feci: le prime, dette anche feci molli, sono quelle su cui hanno lavorato i microrganismi simbionti e vengono reinghiottite dall'animale, mentre le seconde, o feci dure sono il risultato definitivo dell'assorbimento delle sostanze nutritive nello stomaco.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Euarchontoglires
Glires

Rodentia



Lagomorpha



Euarchonta

Scandentia




Dermoptera




Plesiadapiformes



Primates







Fino all'inizio del XX secolo, quello dei lagomorfi veniva considerato una superfamiglia nell'ambito dell'ordine dei Roditori. Effettivamente, un esame superficiale rivela un'effettiva somiglianza fra roditori e lagomorfi, tuttavia sono al contempo presenti differenze abbastanza importanti:

  • I lagomorfi possiedono quattro incisivi superiori, anziché due come nei roditori;
  • I lagomorfi hanno una dieta esclusivamente erbivora, anche se in casi eccezionali sono stati osservati animali dei generi Lepus ed Ochotona nutrirsi di insetti nei periodi di magra invernale[1][2][3];
  • Lo scroto, nei lagomorfi, si trova davanti al pene, anziché dietro di esso, come nei roditori: inoltre, esso manca del baculum od osso penico.

Tali differenze hanno portato gli studiosi a classificare Lagomorfi e Roditori in due ordini differenti, riunite nella clade dei Glires in base a studi filogenetici.
I lagomorfi vengono classificati come segue:

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Ordine Lagomorpha

Lagomorfi presenti in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia sono presenti 6 specie di lagomorfi, tutte facenti parte della famiglia dei Leporidi:

Fino al XVII secolo, in Sardegna visse anche il prolago (Prolagus sardus).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Snowshoe Hare (HTML) in eNature: FieldGuides, eNature.com, 2007. URL consultato il 23 marzo 2008.
  2. ^ Troy L. Best e Travis Hill Henry, Lepus arcticus in Mammalian Species, nº 457, Jun. 2, 1994, pp. 1-9, DOI:10.2307/3504088, ISSN 00763519, OCLC 46381503.
  3. ^ Column 105: Pikas are not picky eaters in yourYukon, Environment Canada: Pacific and Yukon Region, 1998. URL consultato il 23 marzo 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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