Lepus capensis

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Lepre del Capo
Brown Hare444.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Lagomorpha
Famiglia Leporidae
Genere Lepus
Specie L. capensis
Nomenclatura binomiale
Lepus capensis
Linnaeus, 1758
Nomi comuni

Lepre del Capo
Lepre africana

Sottospecie
  • Vedi testo

La lepre del Capo o lepre africana (Lepus capensis, Linnaeus 1758) è un mammifero lagomorfo appartenente alla famiglia dei Leporidi. La specie, originaria dell'Africa, ha una larga diffusione con un areale che si estende i confini naturali del continente africano.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La lepre del Capo ha un corpo slanciato con coda folta e piedi posteriori lunghi e robusti. Il capo è allungato, con orecchie molto grandi, lunghe 12-14 cm, nere all'estremità, occhi grandi, bruno-rossastri. La pelliccia è fulvo-brunastra con tonalità nere sul dorso e biancastre sulle parti ventrali.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Grazie alla conformazione delle zampe posteriori è un eccezionale corridore e saltatore. Può raggiungere una velocità di 80 km/h e spiccare salti in avanti lunghi oltre 2 metri. Inoltre è capace di arrampicarsi e nuotare.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Animale erbivoro per eccellenza si nutre esclusivamente di vegetali con una dieta estremamente variabile secondo le condizioni ambientali.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Una femmina di L. capensis può dare, secondo le condizioni ambientali, da 1 a 3-4 parti l'anno, con figliate di 1-7 piccoli. La gravidanza dura 42 giorni e le nascite si distribuiscono da marzo a ottobre. Gli accoppiamenti si concentrano nella prima metà dell'anno e hanno luogo nelle ore più calde del giorno.

I piccoli sono allattati per circa 3 settimane, ma durante questo periodo iniziano ad alimentarsi anche con vegetali. A un mese di età sono del tutto autonomi. La maturità sessuale è raggiunta in 7-9 mesi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

L'areale della lepre del Capo abbraccia l'intero continente africano, estendendosi ad alcune regioni dell'Europa meridionale, all'Asia occidentale, centrale e meridionale (esclusa la Cina). La specie è stata inoltre introdotta in Australia.

L'habitat della lepre del Capo è estremamente vario: il suo areale comprende infatti regioni sia temperate sia tropicali, umide o secche, dal livello del mare fino a 4000 metri di altitudine. In generale vive in spazi aperti con vegetazione prevalentemente erbacea o erbacea-cespugliosa (prati, pascoli, campi coltivati), spesso in prossimità di macchie e boscaglie. Può tuttavia ritrovarsi anche in ecosistemi costieri presso spiagge, stagni costieri, lagune, oppure nei deserti.

In merito alle popolazioni europee, c'è disaccordo sulla posizione della specie Lepus granatensis (Rosenhauer, 1856), presente nella Penisola iberica[1][2][3]. Secondo alcuni autori[4][5][6][7], in Spagna e Portogallo sarebbe presente solo la specie L. capensis, perciò L. granatensis dovrebbe essere considerata una sottospecie della lepre africana (L. capensis granatensis). Le ricerche sulle relazioni filogenetiche del L. granatensis con le specie europee (Lepus timidus e Lepus europaeus) e con quella africana (L. capensis) lasciano ancora margini d'incertezza sull'esatta collocazione tassonomica e l'orientamento attuale è quello di considerarla specie distinta[8].

L'altra popolazione europea, comunemente chiamata lepre sarda, è attualmente classificata come sottospecie distinta della lepre africana (Lepus capensis mediterraneus Wagner, 1841)[9]. Questa popolazione è strettamente collegata, dal punto di vista filogenetico, alle popolazioni di L. capensis del Marocco e della Tunisia[10][11]. Sulla base di queste correlazioni filogenetiche e della marcata variabilità del L. capensis nell'ambito del suo vasto areale, secondo alcuni Autori la popolazione sarda dovrebbe essere elevata al rango di specie[12][13].

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

La collocazione sistematica della specie è incerta e controversa a causa del vasto areale in cui è distribuita e della notevole variabilità genetica che si riscontra fra le diverse popolazioni. Ad esempio, fra le popolazioni di L. capensis capensis del Sudafrica e quelle di L. saxatilis del Mozambico è stata riscontrata una correlazione genetica più stretta di quella che intercorre fra la sottospecie sudafricana e le popolazioni di L. capensis della Sardegna e del Nordafrica[10]. Diversi Autori sono orientati ad una revisione della specie con l'elevazione ad un rango superiore (superspecie)[11] in cui comprendere le attuali sottospecie al rango di specie. La letteratura riporta in ogni modo discordanze sulla identità di alcune sottospecie, come la tibetanus e l'habessinicus, che diverse fonti elevano al rango di specie (L. tibetanus e L. habessinicus).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Miller, G.S., Catalogue of the Mammals of Western Europe, London, British Museum, 1912.
  2. ^ Palacios, F., On the taxonomic status of the genus Lepus in Spain in Acta Zool. Fennica, vol. 174, 1983, pp. 27-30.
  3. ^ Palacios, F., Biometric and morphologic features of the species of the genus Lepus in Spain in Mammalia, vol. 53, n. 1, 1989, pp. 227–264.
  4. ^ Petter, F., Eléments d'une révision des Lièvres africains du sous-genre Lepus in Mammalia, vol. 23, n. 1, 1959, p. 41.
  5. ^ Ellermann, J.R., Morrison-Scott, T.C.S., Checklist of Palearctic and Indian Mammals 1758 to 1946, London, British Museum (Natural History), 1951.
  6. ^ Corbet, G.B., The mammals of the Palaearctic region: a taxonomic review, London, British Museum (Natural History), 1978.
  7. ^ Flux, J.E.C., Angermann, R., The hares and jackrabbits in International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (a cura di), Rabbits, hares, and pikas. Status survey and conservation action plan, Gland, Svizzera, Chapman, J. A. and J. E. C. Flux, eds., 1990, pp. 61-94.
  8. ^ Taxon details for Lepus granatensis in Fauna Europaea. URL consultato il 2 luglio 2007.
  9. ^ Taxon details for Lepus capensis mediterraneus in Fauna Europaea. URL consultato il 2 luglio 2007.
  10. ^ a b P.C. Alves, et al., Ancient introgression of Lepus timidus mtDNA into L. granatensis and L. europaeus in the Iberian Peninsula (PDF) in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 27, n. 1, aprile 2003, p. 77.
  11. ^ a b Scandura, M., et al., Mitochondrial CR-1 Variation in Sardinian Hares and Its Relationships with Other Old World Hares (Genus Lepus ) (PDF) in Biochemical Genetics, vol. 45, n. 3-4, aprile 2007, pp. 305-323. DOI:10.1007/s10528-007-9076-z.
  12. ^ Palacios, F., Diversity of hares in Europe in Reig, S. (a cura di), Euro-American Mammal Congress, Santiago de Compostela, Spagna, Universidad de Santiago de Compostela, 1998, p. 85.
  13. ^ Lepre comune in Sardegna Foreste: Flora e Fauna. URL consultato il 2 luglio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Dana Begnoche, Lepus capensis in Animal Diversity Web, University of Michigan Museum of Zoology. URL consultato il 2 luglio 2007.
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