Macroscelididae

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Macroscelididi
Macroscelides. proboscideus.6869.jpg
Macroscelides proboscideus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Afrotheria
Ordine Macroscelidea
Butler, 1956
Famiglia Macroscelididae
Buonaparte, 1838
Generi
« Testa da tapiri, gli occhi da gazzella, la coda da ratti e le zampe da canguro: ecco i Macroscelidi africani. »
(Floericke)

La famiglia dei Macroscelididi (Macroscelididae) è formata da 19 specie di piccoli mammiferi, raggruppate in 4 generi. Tutte le specie della famiglia sono comunemente chiamate toporagni elefante o macroscelidi. Un tempo inclusa nell'ordine polifiletico Insectivora, la famiglia costituisce ora da sola l'indipendente ordine Macroscelidea.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le dimensioni possono variare in lunghezza da 100 a 300 mm (coda esclusa, ma lunga poco meno del corpo) e in peso da 25 a oltre 500 g[senza fonte].

Il nome comune deriva dalla somiglianza con i toporagni della famiglia Soricidae, che sono comunque notevolmente più piccoli, e dalla forma del muso, che termina con un'appendice prominente e prensile che può ricordare la proboscide di un elefante.

Le zampe posteriori sono abbastanza lunghe rispetto al corpo e questa caratteristica è all'origine del nome scientifico della famiglia.

Il colore varia in relazione all'habitat, dal grigio-giallastro al marrone-rossiccio.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Prendendo in considerazione animali morti, i Macroscelidi sembrano animali goffi e sproporzionati, con la grossa testa incassata nel corpo, le zampe a trampolo e la coda sottile, i grandi occhi; tuttavia, da vivi si muovono con tale sveltezza, saltando, scartando, muovendo incessantemente il lungo musetto, che sembrano incredibilmente aggraziati. Sono soprattutto insettivori, ma la dieta, oltre a insetti e altri piccoli animali, come vermi e ragni che pescano nelle loro tane con la lunga lingua vermiforme, può includere anche alimenti vegetali, in particolare semi e germogli.

Sono diurni, gregari, pacifici e molto attivi. Mettono al mondo poca prole, ma già in grado di vedere e camminare e ricoperta di peli.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Sono diffusi in tutta l'Africa e occupano habitat molto differenziati, dalla foresta al deserto (sono presenti in particolare nel deserto del Namib).

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine Macroscelidea è stato molto più numeroso in passato che al giorno d'oggi. Le 19 specie attuali rappresentano i resti di una vasta radiazione africana che ha avuto inizio nel lontano Eocene ed ha raggiunto l'apice nel corso del Miocene e del Pliocene (24 - 2 milioni di anni fa).
Studi di denti fossili e moderni indicano che le prime forme ancestrali sono state principalmente o esclusivamente consumatrici di materiale vegetale passando poi gradualmente ad una dieta insettivora. Trascurando il genere Protypotheroides, di incerta classificazione, i primi fossili conosciuti di Macroscelidi sono Chambius kasserinensis del primo Eocene della Tunisia e Herodotius pattersoni del fine Eocene dell'Egitto (55 - 34 milioni di anni fa). L'anatomia dentale di questi ed altri fossili sostengono (ma non confermano) una comune discendenza di Macroscelidi e Condylarthra, primitivo ordine che ha dato origine a numerose linee di moderni ungulati.
Il genere Myohyrax era così simile agli Iraci da essere inizialmente identificato erroneamente come appartenente a quel gruppo, così come Mylomygare era stato avvicinato ai Roditori. Entrambe queste forme si sono estinte nel Pleistocene.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Studi recenti hanno dimostrato che il taxon, più che ad altri gruppi di insettivori con i quali era una volta associato, è filogeneticamente correlato agli ordini Hyracoidea, Tubulidentata, Afrosoricida, Proboscidea e Sirenia, con i quali è stato costituito il superordine Afrotheria.

Di macroscelidi conosciamo 4 generi e approssimativamente 19 specie:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Smit H.A., Robinson T.J., Watson J., Jansen Van Vuuren B., A new species of elephant-shrew (Afrotheria:Macroselidea: Elephantulus) from South Africa in Journal of Mammology, vol. 89, nº 5, 2008, pp. 1257–1269, DOI:10.1644/07-MAMM-A-254.1.
  2. ^ Dumbacher J.P. et al, Phylogeny and Taxonomy of the Round-Eared Sengis or Elephant-Shrews, Genus Macroscelides (Mammalia, Afrotheria, Macroscelidea) in PLoS ONE, vol. 7, nº 3, 2012, pp. e32410, DOI:10.1371/journal.pone.0032410, PMC 3314003, PMID 22479325.
  3. ^ Dumbacher J.P., Rathbun G.B., Osborne T.O., Griffin M., Eiseb S.J., A new species of round-eared sengi (genus Macroscelides) from Namibia in Journal of Mammalogy, vol. 95, nº 3, 2014, pp. 443–454, DOI:10.1644/13-MAMM-A-159.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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