Loxodonta cyclotis

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Elefante africano delle foreste
Loxodontacyclotis.jpg
Loxodonta cyclotis
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Afrotheria
Ordine Proboscidea
Famiglia Elephantidae
Genere Loxodonta
Specie L. cyclotis
Nomenclatura binomiale
Loxodonta cyclotis
Matschie, 1900
Sinonimi

Loxodonta albertensis
(Lydekker, 1907)
Loxodonta cottoni
(Lydekker, 1908)
Loxodonta fransseni
(Schouteden, 1914)
Loxodonta pumilio
(Noack, 1906)

Areale

Loxodonta-cyclotis-map.png

L'elefante africano delle foreste (Loxodonta cyclotis Matschie, 1900) è un mammifero proboscidato appartenente alla famiglia Elephantidae, diffuso in Africa.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'elefante delle foreste si distingue dall'elefante africano comune per diversi tratti somatici. La mandibola è lunga e stretta anziché corta e larga; le orecchie sono più arrotondate; le zanne sono più dritte, più dure, e di un colore vagamente rosato; le dimensioni sono inferiori. Alcuni maschi posseggono zanne così lunghe da toccare il terreno proprio come alcuni antichi mastodonti. L'elefante delle foreste maschio raramente supera i 2,5 metri di altezza, contro i 3 metri (qualche volta 4) del L. africana. L'elefante delle foreste a differenza dell'elefante africano è addomesticabile e può essere utilizzato dall'uomo come animale da lavoro.

Un elefante di foresta nel Gabon

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La specie è presente nelle foreste dell'Africa centrale. La zona delle foreste pluviali è molto definita, possiamo tranquillamente stabilire che gli elefanti di foresta si trovano in Congo, Gabon, Zaire e nel sud della Repubblica Centrafricana. In alcune classificazioni più o meno discutibili gli elefanti del Ghana fanno parte della sottospecie Elefante africano occidentale (Loxodonta africana oxyotis), in realtà hanno dei tratti molto simili a quelli dei vicini elefanti di foresta come ad esempio la proboscide stretta. Precisiamo che l'attribuzione di tale sottospecie è molto rara e che le classificazioni tradizionali tendono a non soffermarsi sulle varie sottospecie di Loxodonta africana.[2]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

È stato a lungo ritenuto una sottospecie dell'elefante africano (Loxodonta africana). Recentemente, l'analisi del DNA ha mostrato che si tratta di due specie diverse. È possibile che l'elefante nordafricano, oggi estinto, fosse una sottospecie dell'elefante delle foreste; anche l'elefante pigmeo (che è oggetto di controversie presso i paleontologi) viene talvolta considerato una variante dell'elefante delle foreste la cui crescita ridotta potrebbe essere stata dovuta a condizioni ambientali e non a differenze genetiche.

La scoperta delle differenze genetiche fra le due specie di elefanti africani si deve a una serie di test del DNA che avevano originariamente lo scopo di rintracciare l'origine di avorio sequestrato ai bracconieri. Queste analisi dimostrarono che la diversità genetica fra L. africana e L. cyclotis corrisponde a circa 2/3 di quella fra l'elefante africano e quello indiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Blanc, J. 2008. Loxodonta africana. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Version 2012.2. <www.iucnredlist.org>. 04-03-2013., Loxodonta cyclotis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ a b (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Loxodonta cyclotis in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

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