Bracconaggio

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Lacci raccolti e distrutti dalle guardie del WWF dell'Oasi di Monte Arcosu, usati per la cattura del Cinghiale sardo e del Cervo sardo

Il bracconaggio consiste nella caccia e nella pesca svolte in violazione delle normative vigenti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nell'antichità la selvaggina era considerata res nullius, cioè di proprietà di nessuno.

Con la nascita della proprietà privata tribale e con il sopraggiungere del medioevo, la selvaggina divenne un esclusivo patrimonio dei feudatari, dei regnanti e dei loro ospiti. Ciò privò il popolo di una delle fonti alimentari, dando vita al bracconaggio. Si suppone che i primi ad istituire il sistema delle riserve di caccia siano stati i Franchi, il cui scopo era sia di riservarsi tutta la selvaggina, sia come simbolo del prestigio e della predominanza nei loro possedimenti. Il bracconaggio venne quindi inserito nei codici penali dei regnanti e dei feudatari come furto verso la loro proprietà.

Con l'avvento delle leggi moderne sulla caccia[quando?], la selvaggina ha acquisito lo status di patrimonio indisponibile dello Stato, mentre il bracconaggio è diventato un reato[leggendo sopra, non era già nei codici penali?]. Essendo la fauna selvatica patrimonio indisponibile, solo chi esercita la caccia con regolare licenza di porto di fucile e nel rispetto delle norme di legge (D.lgs 157/92 [1] e leggi regionali in materia venatoria) e del regolamento provinciale (della provincia in cui si esercita l'attività venatoria) può prelevare, mediante l'abbattimento, i capi di fauna selvatica cacciabile nel numero consentito e ne diventa legittimo proprietario. Qualsiasi altra forma di abbattimento o cattura di fauna selvatica è considerata bracconaggio e pertanto perseguibile penalmente.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Oggi per bracconaggio si intende:

  • La caccia e la pesca all'interno di aree protette
  • la caccia e la pesca fuori dagli orari e dai periodi prestabiliti
  • la caccia e la pesca fatta senza l'apposita licenza
  • la caccia su terreni privati recintati o chiusi con muri
  • la caccia di animali di proprietà o per i quali qualcun altro ha legalmente il diritto esclusivo di caccia
  • la caccia fatta usando tecniche illegali (uso di lacci, reti, tagliole, esplosivi, da automobili, da natante ecc.)
  • la caccia e la pesca di animali che appartengono a specie protette, ad esempio perché in pericolo di estinzione
  • la pesca effettuata usando tecniche illegali (esplosivi, corrente elettrica, veleni, pesca con autorespiratori, raccolta dei datteri di mare, ecc.)
  • la cattura di pesci al di sotto le misure minime
  • la pesca di una quantità di pesci superiore al massimo giornaliero consentito.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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