Olocene
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| Epoca dell'Olocene |
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| ↑ Pleistocene |
| Olocene |
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L'Olocene è l'epoca geologica più recente, quella in cui ci troviamo oggi ed ha avuto il suo inizio convenzionalmente circa 11.700 anni fa[1].
Il limite con l'epoca inferiore (il Pleistocene) è definito sulla base del decadimento del 14C (un isotopo radioattivo del carbonio) e coincide approssimativamente con il termine dell'ultima fase glaciale che ha interessato l'emisfero settentrionale. Per convenzione il limite è posto a 10.000 anni dal 1950 e viene espresso in milioni di anni (quindi 0,01143 ± 0,00013 Ma).
L'Olocene fa parte dei periodi Neogene e Quaternario. Il suo nome deriva dal greco ὅλος (holos, tutto o intero) e καινός (kainos, nuovo), vale a dire "del tutto recente". Esso è stato identificato con l'MIS 1 e può essere considerato un periodo interglaciale compreso nell'attuale era glaciale.
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[modifica] Visione d'insieme
È generalmente accettato il fatto che l'Olocene inizi approssimativamente 10 ka (mila anni) Prima del presente. Il periodo segue la glaciazione del Wisconsin (nota anche come glaciazione baltica-scandinava o Weichsel glaciale). L'Olocene può essere suddiviso in cinque cronozone basate sulle fluttuazioni climatiche:
- Preboreale (10 ka – 9 ka),
- Boreale (9 ka – 8 ka),
- Atlantica (8 ka – 5 ka),
- Subboreale (5 ka – 2.5 ka) e
- Subatlantica (2.5 ka – presente).
La civiltà umana viene datata interamente dentro l'Olocene. La classificazione di Blytt-Sernander dei periodi climatici definita, inizialmente, dai resti di pianta negli sfanghi, è adesso puramente di interesse storico. Lo schema era definito per il Nord Europa, ma i mutamenti climatici, si diceva, accadessero più ampiamente. I periodi dello schema includono poco del finale, pre-Olocene, oscillazioni dell'ultimo periodo glaciale e classifica i climi di più recente preistoria.
I paleontologi non hanno definito nessuno stadio faunistico per l'Olocene. Se la suddivisione si rendesse necessaria, sarebbero di solito usati i periodi dell'umano sviluppo tecnologico come il Mesolitico, Neolitico, e l'Età del Bronzo. Tuttavia, i periodi di tempo riferiti da questi termini variano con la comparsa di quelle tecnologie in diverse parti del mondo.
Climaticamente, l'Olocene può essere suddiviso equamente nei periodi Ipsotermico e Neoglaciale; il confine coincide con l'inizio dell'Età del Bronzo nella civiltà Occidentale. Secondo alcuni studenti, una terza divisione, l'Antropocene, inizia nel XVIII secOlo [2]. È discutibile se questa sia un'età compresa nell'epoca olocenica, oppure la segue. [senza fonte]
[modifica] Geologia
Il moto continentale è inferiore a un chilometro nell'arco di tempo di soli 10.000 anni (10 ka). Tuttavia, la fusione del ghiaccio causò l'innalzamento del livello marino di circa 35 m nella prima parte dell'Olocene. Inoltre, molte aree oltre il quarantesimo grado parallelo nord circa di latitudine sarebbero state abbassate dal peso dei ghiacciai del Pleistocene per sollevarsi fino a 180 m, oltre il tardo Pleistocene e l'Holocene, e attualmente stanno ancora sollevandosi.
Il livello del mare si alzò e la temporanea depressione della terra permise temporanee incursioni marine in aree che adesso sono molto distanti dal mare. I fossili marini dell'Olocene sono noti nel Vermont, Quebec, Ontario e Michigan. Diversamente dalle le incursioni marine temporanee alla più alta latitudine associate alla depressione glaciale, i fossili dell'Olocene sono trovati principalmente su fondi lacustri, pianure alluvionali, e depositi di grotte (speleotema). I depositi marini dell'Olocene lungo le linee costiere a bassa latitudine sono rari perché l'innalzamento del livello del mare durante il periodo supera ogni probabile sollevamento di origine non-glaciale.
La ripercussione post-glaciale nella regione della Scandinavia risultò nella formazione del Mare Baltico. La regione continua a sollevarsi, causando ancora deboli terremoti da una parte all'altra dell'Europa Settentrionale. L'evento equivalente nel Nord America fu la ripercussione nella baia di Hudson, che si restringe rispetto alla sua più grande immediata fase post-glaciale del Mare di Tyrrell, per avvicinarsi ai suoi confini attuali.
[modifica] Clima
Il clima è stato abbastanza stabile dopo l'inizio dell'Olocene. Le registrazioni fornite dalle carote di ghiaccio mostrano che prima dell'Olocene c'era un riscaldamento globale e periodi gelati, ma i mutamenti climatici divennero più regionali all'inizio del Dryas recente. Durante la transizione dall'ultima fase glaciale all'Olocene, l'inversione del freddo di Huelmo/Mascardi nell'emisfero meridionale iniziò prima del Dryas recente, e il massimo calore confluì da sud verso nord, da 11 000 fino a 7 000 anni fa. Sembra che questo fosse influenzato dalla glaciazione residuale che rimase nelle Emisfero Settentrionale fino all'ultima data.
L'ipsotermico fu un periodo di riscaldamento in cui il clima globale divenne più caldo. Ad ogni modo, il riscaldamento non fu probabilmnete uniforme nel mondo. Questo periodo finì circa 5 500 anni fa, quando le più arcaiche civiltà umane in Asia e in Africa iniziavano a fiorire, terminando con la discesa nel Neoglaciale. A quel tempo, il clima non era dissimile da quello attuale, ma ci fu un periodo leggermente più caldo dal X–XIV secolo noto come il periodo caldo medioevale. Questo fu seguito dalla piccola era glaciale, dal XIII o XIV secolo fino alla metà del XIX secolo, il quale fu un periodo di raffreddamento significativo, sebbene non dappertutto così duro come nei periodi precedenti durante la neoglaciazione.
Il riscaldamento dell'Olocene è un perido interglaciale e non c'è ragione di credere che esso rappresenti una fine permanente all'attuale era glaciale. Comunque, l'attuale riscaldamento globale della Terra può diventare più caldo dello stadio eemiano, il quale raggiunse il suo picco più alto circa 125 000 anni fa e fu più caldo dell'Olocene. Questa predizione viene talvolta riferita come una super-interglaciale.
Rispetto alle condizioni glaciali, le zone abitabili si sono estese verso nord, pervenendo al loro punto più settentrionale durante l'ipsotermico. La più elevata umidità nelle regioni polari ha causato la scomparsa della steppa-tundra.
[modifica] Evoluzione ecologica
La vita animale e vegetale non si è evoluta molto durante il relativamente breve Olocene, ma ci furono maggiori spostamenti nella distribuzione di piante e animali. Un numero di grandi animali, inclusi i mammut e mastodonti, tigri dai denti a sciabola come la Smilodon e l'Homotherium, e il bradipo gigante sparirono nel tardo Pleistocene e l'inizio dell'Olocene — specialmente in Nord America, dove gli animali che sopravvivevano altrove (inclusi cavalli e cammelli) andavano ad estinguersi. Questa estinzione della megafauna americana è stata spiegata come causata dall'arrivo degli antenati degli Amerindi; sebbene molti studiosi affermano che vi contribuì anche il mutamento climatico, come pure l'evento di un bolide cometario sul Nord America che si è supposto abbia scatenato il recente Dryas. [3]
Da una parte all'altra del mondo, gli ecosistemi nei climi più freddi che erano precedentemente regionali sono stati isolati nelle "isole" ecologiche ad altitudine più alta.
L'evento di 8.2 ka, il breve periodo di freddo repentino documentato come un'escursione negativa nella registrazione del δ18O degli ultimi 400 anni, è il più importante evento climatico successo nell'epoca dell'Olocene, e può aver segnato una ripresa della coltre di ghiaccio. Si è pensato che questo evento fosse stato causato dal drenaggio finale del Lago Agassiz il quale è stato confinato dai ghiacciai, spezzando la circolazione termoalina dell'Atlantico [1].
[modifica] Evoluzione umana
L'inizio dell'Olocene corrisponde all'inizio dell'era Mesolitica nella maggior parte dell'Europa; ma nelle regioni come il Medio Oriente e l'Anatolia con una molto precoce neolitizzazione, l'Epipaleolitico viene preferito al posto del Mesolitico. Le culture in questo periodo includono: l'Amburghiana, la Federmesser e la cultura natufiana.
Entrambi sono seguiti dal Neolitico aceramico (Neolitico pre-ceramico A e Neolitico pre-ceramico B) e il Neolitico ceramico.
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[modifica] Impatti cosmici
Nell'ambito dell'Olocene numerosi eventi meteoritici sono stati recentemente scoperti in Europa, come pure in zone come l'Oceano Indiano e nella remota Siberia (Evento di Tunguska). È stato congetturato che l'effetto di un impatto come quello rappresentato oggi dal cratere di Burckle [4] o dal campo di crateri di Chiemgau [5] potrebbe drammaticamente colpire la civiltà umana nella sua prematura storia con la creazione di megatsunami, forse evocando il diluvio o storie di inondazioni come quella di Noè. Un effetto di dilavamento prodotto da tali onde può erompere in lembi di terra con improvvise e massicce erosioni, insieme a violenti mutamenti meteorologici.
[modifica] Ulteriori letture
- (EN) Roberts, Neil. (1998). The Holocene: an environmental history. 2nd ed. Malden, MA: Blackwell.
- (EN) Mackay, A.W., Battarbee, R.W., Birks, H.J.B. & Oldfield, F. (2003) Editors. Global change in the Holocene. Publisher: Arnold, London. 528 pp (29 chapters)
[modifica] Note
- ^ International Stratigraphic Chart
- ^ Fred Pearce (2007). Con rapidità e violenza. Pagina 21. ISBN 978-0-8070-8576-9
- ^ "Flagello dal passato? Un nuova idea controversa suggerisce che una grande roccia spaziale esplose sul o al di sopra del Nord America alla fine dell'ultima era glaciale," di Rex Dalton, Nature, vol. 447, no. 7142, pagine 256-257 (17 maggio 2007). Available on-line at: http://www.geo.arizona.edu/~reiners/blackmat.pdf.
- ^ Meteor 'misfits' find proof in sea. URL consultato il 2006-11-14.
- ^ The Holocene Tüttensee meteorite impact crater in southeast Germany. URL consultato il 21-11-2006.
[modifica] Voci correlate
- Calendario olocenico
- Holocene Impact Working Group
- X millennio a.C.
- Ultimo massimo glaciale
- Cenozoico
- Scala dei tempi geologici
- Preistoria
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[modifica] Altri progetti
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[modifica] Fonti
- Ogg, Jim; June, 2004, Overview of Global Boundary Stratotype Sections and Points (GSSP's) http://www.stratigraphy.org/gssp.htm Accessed April 30, 2006

