Equus quagga quagga

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Quagga
Quagga photo.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto (1883-Ricreato.)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Perissodactyla
Famiglia Equidae
Genere Equus
Specie E. quagga
Sottospecie E. q. quagga
Nomenclatura trinomiale
Equus quagga quagga
Boddaert, 1785

Il quagga (Equus quagga quagga) è una sottospecie estinta della zebra delle pianure, recentemente ricreata attraverso esperimenti e incroci selettivi[1][2], che un tempo viveva in Sudafrica (Provincia del Capo e zona meridionale dello Stato Libero dell'Orange). Si distingueva da tutte le altre zebre perché aveva le caratteristiche strisce nere soltanto sulla parte anteriore del corpo. Nella zona centrale del manto, le strisce si facevano più chiare e lo spazio bruno fra di esse si faceva più ampio. La porzione posteriore, infine, era interamente bruna.
Il nome della sottospecie deriva dalla parola khoikhoi per designare le zebre. È un termine onomatopeico, visto che si dice riproducesse il suono dell'animale.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Il quagga fu inizialmente classificato come una specie a sé stante (Equus quagga, 1788). Nei successivi 50 anni, molte altre zebre furono descritte da esploratori e naturalisti. Dal momento che nessuna zebra ha il manto identico a quello di un altro esemplare, i tassonomisti si trovarono così con un gran numero di specie classificate, senza poter dire con certezza quali fossero veramente specie a sé stanti, quali sottospecie o quali semplici varianti.

Prima ancora che il dibattito giungesse al termine, il quagga fu cacciato fino all'estinzione per la sua carne e per procurarsi pascoli per il bestiame domestico. L'ultimo quagga allo stato brado fu probabilmente abbattuto sul finire degli anni Settanta del XIX secolo, mentre l'ultimo esemplare in cattività morì il 12 agosto 1883 nello zoo Artis Magistra di Amsterdam.
A causa della confusione esistente, il quagga si estinse prima ancora che il dubbio riguardo alla sua classificazione venisse risolto. Recenti ricerche genetiche, tuttavia, hanno dimostrato che in realtà il quagga era una sottospecie fra le varie esistenti della zebra delle pianure (Equus burchelli). Si propose perciò di classificarlo come Equus burchelli quagga. Tuttavia, sulla base di una convenzione riguardo alla nomenclatura binomiale, nel caso in cui esistano due o più nomi scientifici in alternativa per designare la stessa specie, si dà la precedenza al nome coniato per primo. Dal momento che il quagga fu classificata 30 anni prima della zebra delle pianure, appare più corretto utilizzare la nomenclatura E. quagga quagga per, il quagga e E. quagga burchelli per la zebra delle pianure.

Proprio grazie alla stretta parentela tra il quagga e le varie sottospecie di zebre esistenti, in Sudafrica è stato varato un progetto per ricreare il quagga selezionando alcune zebre delle pianure con il manto scuro, con l'obiettivo finale di reintrodurre questo animale nel suo habitat naturale. Questo procedimento è noto come breeding back; il progetto viene condotto nel Karoo National Park, nella provincia di Western Cape. Negli ultimi anni il quagga è stato riportato in vita[3], il merito va a degli scienziati che facendo riprodurre diversi tipi di equini hanno ripopolato questo animale in Africa[4]. Gli unici esemplari si trovano in uno dei centri nazionali del sud Africa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Focus: Quagga, la zebra estinta torna in vita
  2. ^ YouTube: Quagga, la zebra estinta torna in vita
  3. ^ La Stampa 16 luglio 2008
  4. ^ Gli esemplari riprodotti vanno perfezionati in quanto hanno ancora alcune differenze con quelli originali.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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