Museo civico di storia naturale (Milano)

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Coordinate: 45°28′22.26″N 9°12′08.07″E / 45.47285°N 9.202242°E45.47285; 9.202242

Museo civico di storia naturale
Facciata del museo
Facciata del museo
Tipo Storia naturale
Indirizzo Corso Venezia 55 - 20121 Milano
Sito www.comune.milano.it/museostorianaturale

Il Museo civico di storia naturale di Milano è stato fondato nel 1838, ed è uno dei più importanti musei naturalistici d'Europa. Nel 2008 è stato visitato da 350 000 persone.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1838 il Comune di Milano accolse la donazione del museo naturalistico privato del collezionista milanese Giuseppe De Cristoforis e del botanico di origine ungherese Giorgio Jan, costituito nel 1832 quale proprietà indivisa[2], nominando primo direttore del nuovo Museo civico di Storia Naturale lo stesso Jan, al quale veniva accordato un vitalizio annuo.

Il Museo aprì al pubblico nel 1844 in occasione del VI Congresso degli Scienziati Italiani che quell’anno svolgeva i suoi lavori a Milano.

Fin dal primo regolamento del 1843 venne stabilito che il Museo impartisse pubbliche lezioni di scienze naturali, questa funzione didattica si rafforzò nel 1863 con l’apertura dei corsi per l’Istituto Tecnico Superiore (poi Politecnico di Milano) e nel 1875 con la partecipazione del Museo al Consorzio degli Istituti di Istruzione Superiore, articolata struttura formativa che diede origine nel 1924 all’Università degli Studi di Milano. Dal 1924 al 1938 ebbe sede in Museo la Facoltà di Scienze Naturali, Matematiche e Fisiche dell’Università Statale che, grazie ad una convenzione tra lo Stato e il Comune di Milano, poteva usufruire dei laboratori, delle collezione, della biblioteca e del personale scientifico del Museo di Storia Naturale per le attività didattiche e di ricerca.

Nel 1943 l’incendio causato da un bombardamento aereo anglo-americano devastò il palazzo e distrusse buona parte delle collezioni. L’ingente lascito in denaro del medico milanese Vittorio Ronchetti permise la ricostruzione del Museo, riaperto al pubblicò nel 1952, e la pianificazione di un programma di nuove acquisizioni al fine di ricostituire il patrimonio museale.

Dal 1866 il Museo ospita la Società Italiana di Scienze Naturali, fondata nel 1857 come Società geologica residente in Milano. Il sodalizio scientifico portò nel 1893 alla cointestazione delle riviste scientifiche edite dalla Società e tutt’ora pubblicate insieme al Museo di Storia Naturale. Attualmente hanno sede presso il Museo di Storia Naturale di Milano anche il Gruppo Mineralogico Lombardo, il Gruppo Botanico Milanese e il Centro Studi Archeologia Africana.

Sede[modifica | modifica sorgente]

Il Museo di Storia Naturale ha sede in un palazzo edificato tra il 1892 e il 1907, su progetto dell’architetto Giovanni Ceruti (1842-1907), all’interno dei Giardini Pubblici di Porta Venezia, dove già risiedeva dal 1863 nella residenza settecentesca di Palazzo Dugnani, dopo aver soggiornato per lunghi anni nell’ex convento di via Santa Marta.

Si tratta della prima architettura museale italiana, in un panorama nazionale ricco di edifici monumentali trasformati nel corso del tempo in sedi di musei[3]. Lo stile neogotico del palazzo fa riferimento al grande successo avuto dal nuovo edificio del British Museum Natural History di Londra (1871-1881) mentre la pianta ad anello - tagliato da un corpo centrale - riproduce fedelmente la scelta operata per la nuova sede del Naturhistorisches Museum di Vienna (1872-1891). Le decorazioni in cotto vennero eseguite dalla ditta Carlo Candiani & C. di Milano.

L’incendio dell’agosto del 1943 provocò gravissimi danni all’edificio che venne ricostruito seguendo il progetto originario. Nel 1952 terminarono i lavori strutturali sotto la direzione dell’architetto Egizio Nichelli[4], consentendo al Museo di riaprire parzialmente le sale espositive al pubblico, mentre gli interventi sulle parti decorative, sulle statue e sui pinnacoli della copertura si conclusero quattro anni più tardi.

Nel 2013 le facciate sono state oggetto di un completo restauro conservativo.

Direttori del museo[modifica | modifica sorgente]

Busto del cofondatore Giuseppe De Cristoforis disposto ai lati della scalinata che porta al primo piano
periodo Direttore note
dal 1838 al 1866 Giorgio Jan naturalista
dal 1866 al 1882 Emilio Cornalia zoologo e paleontologo
dal 1882 al 1891 Antonio Stoppani geologo e paleontologo
dal 1892 al 1911 Tito Vignoli filosofo e antropologo
dal 1911 al 1927 Ettore Artini petrografo e mineralogista, direttore della sezione di Mineralogia dal 1893
dal 1928 al 1951 Bruno Parisi zoologo, direttore della sezione di Zoologia dal 1921
dal 1951 al 1964 Edgardo Moltoni ornitologo, conservatore della Collezione ornitologica Turati dal 1922 al 1951
dal 1964 al 1981 Cesare Conci entomologo, conservatore della sezione di Zoologia dal 1957 al 1964
dal 1981 al 1994 Giovanni Pinna paleontologo, conservatore della sezione Geologia e Paleontologia dal 1964
dal 1994 al 2001 Luigi Cagnolaro zoologo, conservatore della sezione di Zoologia dei vertebrati dal 1962
dal 2001 al 2010 Enrico Banfi botanico, conservatore della sezione di Botanica dal 1976
dal 2010 al 2010 Mauro Mariani malacologo, biologo marino, già Direttore dell'Acquario e civica Stazione idrobiologica di Milano dal 1988

Sistemazione attuale[modifica | modifica sorgente]

La scalinata d'ingresso del museo.

Oggi il museo possiede 23 saloni d'esposizione (su circa 5.500 m²) articolati su due piani ed un sottotetto, e preserva quasi tre milioni di pezzi. Possiede inoltre la maggiore esposizione di diorami d'Italia (un centinaio circa).

Al piano rialzato, a una sala introduttiva che delinea la storia del museo, segue una zona illustrante le Scienze della terra con la sezione dedicata alla mineralogia, quelle sulla paleontologia e sull'origine ed evoluzione dei vegetali, degli invertebrati, e dei vertebrati, e si conclude con una sala sulla storia naturale dell'uomo. Altre due sale presentano gli invertebrati inferiori, i molluschi, gli artropodi e gli insetti attualmente viventi sulla terra.

Le sale del primo piano sono per la maggior parte dedicate alla zoologia e alla presentazione dei principali ambienti naturali (ecosistemi marini; foreste e ambienti umidi tropicali; foreste temperate, taiga e montagne; ambienti artici e antartici e mammiferi marini; savane, praterie e deserti) con grandi diorami. L'esposizione si conclude con tre sale che descrivono gli ambienti, i parchi e le riserve naturali italiane.

Nel sottotetto sono in mostra una serie di piccoli diorami riproducenti dettagli degli ambienti naturali.

La sua biblioteca è aperta al pubblico e possiede 150.000 volumi ed ha circa 2500 riviste scientifiche.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Touring Club Italiano - Dossier Musei 2009
  2. ^ Elena Canadelli, Le collezioni di Giuseppe De Cristoforis e Giorgio Jan. Da raccolta privata a Museo Civico di Storia Naturale. In: Musei dell’Ottocento. Alle origini delle collezioni pubbliche lombarde, Torino, Allemandi, 2012, pag. 149
  3. ^ Alessandro Martini, Architettura e stile, istruzione e diletto. I Musei di Storia Naturale in Europa nel tardo Ottocento. In: Il palazzo del Museo di Storia Naturale. Un’architettura della Milano Belle époque, 2014 pag. 45
  4. ^ Cfr. http://www.lombardiabeniculturali.it/ricerca/?q=egizio+nichelli

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Amedeo Benedetti, La Biblioteca del Museo di storia naturale di Milano, Biblioteche oggi, giugno 2005, documento online
  • Livi Paola a cura di, Il palazzo del Museo di Storia Naturale. Un'architettura della Milano Belle époque, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2014.
  • Guida al Museo di Storia Naturale di Milano, testi a cura di A. Alessadrello ... [et al.], Milano, Cortina, 2008

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]