Muta (biologia)

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La muta è un rinnovamento periodico delle piume negli uccelli, dei peli nei mammiferi, della pelle nei rettili e dell'intero esoscheletro negli artropodi.

Nei serpenti[modifica | modifica wikitesto]

Muta o ecdisi: avviene ad intervalli regolari, da poche settimane ad alcuni mesi: per poter crescere, i serpenti cambiano tutta la loro pelle, quasi sempre in un solo colpo. Contorcendosi e strofinandosi contro le rocce e altri oggetti duri, i serpenti escono dalla loro vecchia pelle come da un vestito, mettendo a nudo il nuovo strato cheratinizzato formatosi al di sotto ed abbandonando il vecchio strato di pelle, spesso intero. Una muta che avviene in più riprese o che lascia pezzi della vecchia pelle attaccata al corpo è sintomo di problemi di salute del rettile e prende il nome di disecdisi. Sia la muta che la disecdisi si verificano anche in altri rettili come sauri e cheloni.

Negli insetti[modifica | modifica wikitesto]

Negli insetti la muta rappresenta il cambio della cuticola, costituita da due sostanze (chitina e sclerotina) che la rendono dura e incapace di accrescersi. Quando le dimensioni della larva diventano troppo grandi rispetto a quelle dell’esoscheletro, l’ormone ecdisone (o ormone della muta) determina, al di sotto della vecchia cuticola, la formazione di una nuova epidermide, che è pieghettata e raggrinzita per poter essere più estesa della precedente. Successivamente la vecchia cuticola (esuvia o exuvia) si rompe e la larva se ne libera completamente. La nuova cuticola appena distesa ed esposta all'aria è molle, ma si indurisce nel giro di alcuni minuti. Nel processo svolge un ruolo importante anche la neotenina o ormone giovanile, in assenza del quale la muta porta alla formazione della pupa anziché di un nuovo stadio larvale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sbordoni V. & Forestiero S., 1984 - Il mondo delle farfalle. Arnoldo Mondadori Editore, 312 pp.

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