Castrazione

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Saturno taglia i genitali al padre Urano, dipinto di Giorgio Vasari

La castrazione è l'asportazione delle gonadi nell'essere umano o nell'animale. La procedura chirurgica di asportazione dei testicoli nel maschio viene detta orchiectomia, quella delle ovaie nella femmina viene detta ovariectomia.

Castrazione a fini terapeutici[modifica | modifica sorgente]

L'orchiectomia e l'ovariectomia vengono attualmente eseguiti esclusivamente per scopi terapeutici (asportazione di tumori) ma, sempre attraverso l'espressione di un consenso informato e con sentenza positiva del giudice (legge n. 164 del 1982; si veda la voce transizione), possono anche far parte del percorso di transizione degli individui con disturbi dell'identità di genere.

In sostituzione della procedura chirurgica, si può in alcuni casi ottenere un effetto equivalente alla castrazione utilizzando appositi farmaci che bloccano l'attività delle gonadi (castrazione chimica), o radiazioni.

Effetti della castrazione[modifica | modifica sorgente]

L'asportazione delle gonadi comporta come prima conseguenza l'impossibilità di procreare, ma comporta anche una serie di cambiamenti fisici e psicologici, determinati dall'alterazione dell'equilibrio ormonale del soggetto sottoposto a castrazione (ipogonadismo con relative conseguenze).

Se un soggetto di sesso maschile viene sottoposto a castrazione prima della pubertà, mantiene un aspetto infantile anche nell'età adulta in quanto non si verifica lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Non vi sarà ad esempio la muta vocale. L'apparato genitale conserva dimensioni ridotte, il soggetto non ha desiderio sessuale, la voce rimane acuta, la massa muscolare e la distribuzione di peli è scarsa, il tessuto adiposo si accumula maggiormente nelle sedi tipiche del sesso femminile (fianchi, cosce, mammelle), dando origine a un aspetto fisico definito eunucoide.

Se l'orchiectomia viene praticata dopo la pubertà, quindi dopo lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, le alterazioni fisiche saranno molto meno evidenti e l'attività sessuale può ancora verificarsi, anche se in presenza di una libido diminuita e di una incapacità a procreare.

Nel soggetto di sesso femminile, l'asportazione delle ovaie praticata prima della pubertà, oltre alla mancata comparsa del ciclo mestruale dovuta al mancato sviluppo dell'utero e di tutto l'apparato genitale femminile, provocherà un blocco dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari: mammelle poco sviluppate, scarsa distribuzione del tessuto adiposo, bacino stretto, aspetto infantile.

Se l'ovariectomia avviene in età adulta, i sintomi fisici e psicologici saranno del tutto simili a quelli della menopausa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nei moderni stati di diritto la castrazione umana per scopi punitivi, coercitivi o eugenetici, è fermamente condannata. In passato, oltre che come forma di punizione corporale e di tortura, in alcune culture la castrazione umana veniva praticata al fine di originare eunuchi o castrati.

Europa[modifica | modifica sorgente]

Nel sec. XVIII la castrazione era dovuta a motivi d'affari: con il diffondersi dei cori polifonici, si aveva un sempre maggiore bisogno di voci bianche. Dato che una bolla pontificia vietava l'inserimento delle donne, si preferiva castrare i fanciulli (di circa otto - dieci anni) per far sì che mantenessero la capacità di cantare con voce femminile. Asportando chirurgicamente i testicoli, la mancata produzione di testosterone faceva sì che la voce mantenesse quel timbro anche da adulti. Ogni anno circa 4.000 ragazzi europei venivano castrati, soprattutto in Italia. Il medico fiorentino Antonio Santarelli, specialista in castrazioni, era tra i chirurghi meglio pagati dell'epoca.

Il più celebre dei cantanti castrati è stato Carlo Broschi in arte Farinelli. Alessandro Moreschi invece fu l'ultimo evirato nella storia della musica: solista nel coro che si esibiva presso la Cappella Sistina in Vaticano, cantò anche al funerale del re Umberto I. Fu congedato per pensionamento nel 1913, dopo che nel 1902 ci fu l’estromissione formale dei castrati da parte della Chiesa.

Eunuco vicino alla porta dell'harem del sultano Abdul Hamid II

La castrazione veniva praticata con una profonda incisione all'inguine (aîne in francese), dalla quale erano estratti il cordone e i testicoli. I cordoni venivano strettamente legati prima del taglio e, talvolta, cauterizzati, per evitare mortali emorragie dalle arterie spermatiche (Paolo d'Egina, Scuola salernitana, Stromayr, Scultetus, Heister). Ad operare venivano chiamati, soprattutto, i norcini (macellai specializzati nella lavorazione del maiale) e i barbieri. All'epoca non esisteva anestesia; al più si stordiva il ragazzo con del laudano (tintura di oppio - Paracelso). La mancanza di asepsi provocava infezioni, anche di tetano, che si credeva derivassero dalle sofferenze (Heister 1770).

Impero ottomano[modifica | modifica sorgente]

In passato sui maschi umani venivano praticati due tipi di castrazione: bianca (asportazione dei testicoli) e nera (rimozione delle gonadi e del pene per dare origine a eunuchi, parzialmente o completamente incapaci di attività sessuale, utilizzati come guardiani degli harem) Nel medioevo islamico gli eunuchi erano ricercati anche per assegnar loro funzioni amministrative e incarichi politici e militari, scongiurando in tal modo forme di nepotismo.

Nel mondo islamico la castrazione è stata praticata fino all'età contemporanea al fine di reclutare gli inservienti della Ka'ba di Mecca, d'origine africana. Le famiglie (povere) erano onorate di cedere i loro figli per questo incarico altamente onorifico, che comportava oltre tutto per gli interessati un trattamento di particolare riguardo anche sotto il profilo economico.
L'operazione di castrazione veniva attuata a tal fine in età prepuberale.

Castrazione a fini religiosi[modifica | modifica sorgente]

Un certo numero di culti religiosi ha incluso la castrazione tra le loro pratiche principali. Tra loro:

  • il culto di Cibele, i cui devoti si auto-castravano in emulazione estatica di Attis;
  • alcuni cristiani di epoca antica la consideravano strumento accettabile per contrastare i desideri peccaminosi della carne (Origene ne parla in un passo dubbio);
  • gli Skoptsy, setta russa di fine Settecento.

Castrazione animale[modifica | modifica sorgente]

La castrazione è pratica assai diffusa in ambito veterinario e zootecnico per produrre esemplari con particolari caratteristiche caratteriali (bue) e che diano carni più tenere (cappone) o per avere esemplari (di animali domestici o infestanti) che non siano in grado di riprodursi.

Attualmente in Italia la castrazione di cani e gatti vaganti, a carico delle strutture pubbliche (ASL Sez. Veterinaria), è il principale strumento di contenimento del randagismo in rispetto alle leggi vigenti sulla tutela degli animali da affezione.

Pinza Burdizzo

La castrazione è praticata nell'allevamento animale per produrre maschi meno aggressivi, permettere di eliminare dalla riproduzione soggetti con qualità non desiderate, per produrre una carne più tenera e senza odore "sui generis" d'origine sessuale. Negli allevamenti allo stato brado era usata per mantenere giovanili le caratteristiche organolettiche delle carni degli animali in quanto questi, per il ridotto livello energetico fornito dal pascolo, raggiungevano il peso di macellazione a 3-4 anni perdendo le pregiate caratteristiche delle carni giovani (sino circa ai due anni). In Italia attualmente il ricorso alla castrazione in ambito zootecnico-bovino è sporadico in quanto gli elevati livelli energetici garantiti da un'alimentazione ricca di concentrati permettono la macellazione a due anni o meno.

La castrazione chirurgica ha luogo praticando l'ablazione dei testicoli, incidendo lo scroto con un bisturi.

Un altro metodo è l'utilizzo della pinza Burdizzo che non chiede un'incisione. Stringendo con la pinza di Burdizzo la base dello scroto si provoca l'obliterazione traumatica dei vasi bloccando quindi il flusso sanguigno ai testicoli provocandone la necrosi ischemica.

Nel caso della castrazione dei vitelli, l'operatore impedisce all'animale di scalciare bloccandone gli arti posteriori (ad esempio per mezzo di una balla di paglia oppure con le balze), quindi, posizionandosi posteriormente, applica la pinza pochi secondi alla base dello scroto traumatizzando il funicolo testicolare e causandone la rottura senza però ledere la cute. Ne consegue il blocco della vascolarizzazione con conseguente necrosi dei testicoli. Si tratta di un intervento a "cielo chiuso", senza cioè incidere la cute.

Carne di Castrato : carne fresca ottenuta da ovini maschi sottoposti al processo di castrazione ed aventi pesi ed età idonei. Il castrato viene tradizionalmente prodotto partendo da soggetti maschi di razze specializzate da carne o derivate da incroci finalizzati alla produzione di carne.

  • agnello - Il castrato viene prodotto sottoponendo l'agnello di giovane età alla castrazione per compressione. Questa operazione viene effettuata abbastanza precocemente, sotto il mese di vita. Oltre all'allevamento al pascolo, il castrato viene allevato in stalla o nell'ovile nell'ultimo periodo prima della macellazione. Utilizzabile anche un anello elastico applicato con pinze a quattro punte che lo allargano permettendo di infilarlo attorno allo scroto. La caduta dello stesso avviene dopo qualche tempo per interruzione del circolo ematico.
  • vitellone – abbattuto tra i 18 ed i 24 mesi, ci dà la più pregiata carne rossa, saporita e ricca di proteine;
  • manzo – macellato tra i tre ed i 4 anni, è un maschio castrato per conservare alle carni le pregiate caratteristiche di animali giovani, che andrebbero perse con cicli di ingrasso troppo lunghi come quelli necessari con un'alimentazione a basso livello energetico (pascolamento). La sua carne è ricca di grassi; in Italia è rappresentato da numeri molto modesti dato che la castrazione portava anche a una riduzione dell'accrescimento giornaliero. È diffuso, ma improprio, denominare manzo il vitellone, che non è tuttavia castrato
  • bue – praticamente un manzo più vecchio, dato che si tratta di un maschio castrato abbattuto dopo i quattro anni e mezzo; era utilizzato per lavoro, dato che raggiungeva una massa corporea elevata (quindi sviluppava notevole potenza) ed era di carattere docile, quindi facile da gestire dagli utilizzatori.
  • cappone - è un gallo e non un pollo che è stato castrato per raggiungere una più grande morbidezza e più grande massa.
  • castrone o, in francese, hongre è la denominazione che designa un cavallo castrato.

Uso alimentare dei testicoli[modifica | modifica sorgente]

I testicoli, quando vengono considerati come alimento, prendono il nome di granelli o granelle. Fanno parte della categoria gastronomica delle frattaglie. Vengono utilizzati a scopo alimentare soprattutto quelli di specie di animali di allevamento come bovini, suini, ovicaprini e pollame.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Granelli.

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