Felis silvestris catus

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« Dio fece il gatto perché l'uomo potesse avere il piacere di coccolare la tigre »
(Robertson Davies, The Diary of Samuel Marchbanks)

Il gatto domestico (Felis silvestris catus) è un mammifero carnivoro della famiglia dei felidi (genere Felis). Oggigiorno si contano una cinquantina di razze differenti riconosciute con delle certificazioni. Essenzialmente territoriale e crepuscolare, il gatto è un predatore di piccoli animali specialmente roditori. Il gatto per comunicare utilizza vari vocalizzi (più di 16), le fusa, le posizioni del corpo e produce dei feromoni. Il gatto può essere addestrato ad obbedire a semplici comandi e si conoscono gatti che hanno imparato da soli a manipolare semplici meccanismi come le maniglie delle porte o gli sciacquoni per il gabinetto. La denominazione gatto deriva dal latino catus o cattus [1], di origine incerta, la cui radice presenta analogie con il nubiano kadis ed il berbero kadiska. [2]

Indice

[modifica] Anatomia

La temperatura corporea del gatto oscilla fra i 38° e i 38,5 °C; la frequenza respiratoria normale è di 10/20 respiri al minuto e quella cardiaca di 110/140 battiti al minuto.

[modifica] Scheletro e muscoli

Scheletro

Il suo corpo è agile, flessibile e massiccio, tale da consentirgli di camminare in modo silenziosissimo e di spiccare grandi salti; le sue unghie retrattili (più precisamente protrattili, dato che nella condizione ordinaria di riposo si trovano nascoste e sono estratte solo all'occorrenza) gli permettono di arrampicarsi con grande agilità.

Lo scheletro è formato da 250 ossa. Le vertebre del collo sono corte e la colonna vertebrale molto mobile. La clavicola dei gatti, come per tutti i felini, è piccola e collegata allo sterno unicamente da un legamento: ciò gli conferisce una grande mobilità visto che le spalle possono muoversi indipendentemente. Le vertebre caudali prolungano la colonna, il loro numero è variabile in funzione della razza. La coda ha un ruolo importante nel mantenimento dell'equilibrio.

Le zampe anteriori terminano con cinque dita fornite da artigli protrattili, formati da cheratina, ma solo quattro di essi toccano il suolo, visto che il pollice resta di fianco.

Artiglio

Le zampe posteriori, più lunghe di quelle anteriori, terminano con quattro dita fornite anch'esse di artigli retrattili. I cuscinetti sono costituiti da membrane elastiche che gli conferiscono un'andatura silenziosa.

I muscoli dorsali sono molto flessibili e quelli delle zampe posteriori molto potenti. Queste specifiche conferiscono all'animale una grande agilità e un'ampiezza quando salta: può saltare ad un'altezza cinque volte superiore alla sua statura. Nella corsa può raggiungere i 40km/h e può fare 100m in 9 secondi. Ma non è un corridore di lunghe distanze e si stanca molto velocemente. Contrariamente a quello che generalmente si pensa, tutti i gatti sanno nuotare molto bene e non esitano a gettarsi in acqua se costretti.

Un gatto pesa in media tra i 2.5 e i 4.5kg e misura da 46 a 51cm senza la coda che misura dai 20 ai 25cm. Il record di peso e grandezza è detenuto da Himmy, un gatto castrato australiano che alla sua morte nel 1986 pesava 23kg per 96.5cm di lunghezza totale.

[modifica] Sistema digestivo

Organi interni
Dentizione

Come tutti i carnivori, l'ultimo premolare superiore e il primo molare inferiore formano i cosidetti "ferini". Questi permettono ai gatti di strappare il cibo, grazie ai potenti muscoli fissati alle pareti laterali de suo cranio, inghiottendo senza masticare. La mandibola del gatto è fatta in modo che, pur consentendo unicamente una masticazione verticale, ha il vantaggio di permettere un effetto a forbice. L'osso ioideo è ossificato internamente, ciò permette al gatto di fare le fusa ma non di ruggire.

Contrariamente all'uomo, il gatto mastica poco ed il processo di digestione comincia nello stomaco e non in bocca.

Lo stomaco del gatto è piccolo (circa 300 millilitri ) ma possiede un'acidità molto elevata che è utile anche come mezzo di prevenzione delle infezioni digestive [3]. Il suo intestino piuttosto corto (circa un metro) per l'intestino tenue e da 20 a 40 cm per il colon è tipico dei cacciatori di piccole prede. Queste dimensioni spiegano perché il gatto deve mangiare frequentemente ma in piccole quantità (tra i 10 ed i 16 pasti) [4]. Il sistema digestivo del gatto è anche poco adatto alla varietà alimentare, che gli può causare delle diarree e dei vomiti. Infine il transito degli alimenti nel sistema digestivo dei gatti è rapido: tra le 12 e le 14 ore [3].

[modifica] Il pelo

sphynx

Il colore del pelo è molto vario in funzione delle razze, si va dalle razze a pelo lungo fino a razze quasi senza pelo come lo sphynx. Probabilmente in origine il pelo era di colore grigio-marrone tigrato adatto alla mimetizzazione durante la caccia.

La pelliccia del gatto è composta da peli lunghi che coprono la superficie esterna e da peli corti sotto. Questo permette un buon isolamento termico. Il manto di un gatto è composto da più colori che formano diversi motivi. Certi individui hanno delle grandi macchie mentre altri delle striature o delle macchie più piccole. Il colore del pelo di un gatto può avere più tinte (nero, bianco, blu, rosso,...) più o meno diluiti o scuri. Il maschio, per delle ragioni genetiche può assumere solo uno o due colori alla volta, salvo rare eccezioni. In principio solo le femmine possono portare tre colori.

Il gatto impiega molto tempo nella pulitura del suo pelo perché questo è molto importante per regolare la sua temperatura corporea. La sua lingua è coperta da piccole papille che la rendono molto ruvida, e gli permettono di snodare il pelo durante la sua toelettatura (salvo casi particolari, i gatti si "lavano" ogni giorno). Avendo un elevato rapporto fra superficie epidermica e peso, il rischio di dispersione termica è grande. Se il pelo fosse in disordine o sporco, le caratteristiche isolanti sarebbero meno efficaci. Inoltre in estate, il fatto di bagnare la pelliccia provoca un raffreddamento grazie all'evaporazione della saliva. I gatti perdono il pelo all'inizio della stagione estiva per effetto della muta.

[modifica] I sensi

Predatore crepuscolare il gatto possiede dei sensi molto sviluppati. Percepisce il mondo diversamente dagli umani, è forse per questo che gli vengono associati dei poteri soprannaturali. Esistono diverse storie che raccontano come dei gatti hanno predetto dei terremoti o altre catastrofi, scappando prima del fenomeno. La spiegazione è probabilmente legata alla percezione di frequenze non udibili dagli esseri umani.

[modifica] Vista

tapetum lucidum

Il gatto riesce a vedere in condizione di scarsissima luminosità grazie al tapetum lucidum, letteralmente 'tappeto lucido', formato da strati di cellule contenenti dei cristalli riflettenti posti sotto la retina, che hanno la funzione di rispecchiare la luce amplificandola.

Come l'uomo, il gatto ha una visione binoculare che gli consente di percepire la distanza. Di giorno la sua vista è meno efficiente ma coglie comunque bene i movimenti, anche se distingue difficilmente i dettagli degli oggetti. È controversa la sua capacità di vedere i colori. Recenti studi hanno però dimostrato il contrario confermando la capacità cromatica dell’occhio felino. In alcune ricerche ne emergerebbe anche un certo daltonismo. Confonderebbero il bianco con il giallo, ed il rosso con il verde scuro.[5]

[modifica] Udito

Come molti predatori anche il gatto ha un udito molto fine, aiutato dalla capacità di orientare i padiglioni auricolari che isolano la fonte sonora interessata dai rumori ambientali rendendo possibile l'individuazione della sorgente. Tra i mammiferi, l'ampiezza dell'audiogramma del gatto è notevole ed arriva fino ai 50000 Hz[6]. La maggiore sensibilità alla alte frequenze lo favorisce nella caccia ai roditori che emettono tipiche alte frequenze[6]. La maggioranza dei gatti bianchi (più del 60%) è sordo da una o dalle due orecchie. È stato dimostrato che l'allele W, all'origine del colore del pelo, è direttamente responsabile di una degenerazione dell'orecchio interno che provoca la sordità. Il gatto nasce normale, ma dopo una settimana il suo orecchio invece di svilupparsi, subisce delle alterazioni progressive. La degenerazione si completa dopo tre settimane.

[modifica] Olfatto

Il gatto possiede 19 milioni di terminazioni olfattive, rispetto ai nostri 5 milioni; esse sono specializzate nell'individuazione del cibo. In effetti ha una sensibilità a vari composti azotati, consentendo all'animale di stabilire, con grande sensibilità, se il pasto è rancido e andato a male: mentre il cane azzanna il boccone che gli viene dato, il gatto lo ispeziona annusandolo. L’Organo di Jacobson, che manca a noi umani ma è presente anche in altre specie come i cani e i cavalli, è in grado di rilevare sia sensazioni olfattive che gustative, ha lo specifico scopo di trasmettere gli stimoli sensitivi ai centri sessuali del cervello. L'olfatto è anche importante nella sua vita sessuale: il maschio riesce a sentire l'odore della femmina a centinaia di metri di distanza.

[modifica] Gusto

Ha un senso del gusto molto sviluppato grazie al quale può percepire una minima variazione nel sapore dell'acqua. Il gatto percepisce poco i sapori dolci[7]. Contrariamente al cane, il gatto percepisce il gusto con la punta della lingua, ciò gli permette di ingurgitare direttamente i bocconi.

[modifica] Tatto

I polpastrelli.

Anche il suo senso del tatto è ben sviluppato. I suoi baffi, chiamati vibrisse, gli permettono di percepire piccole variazioni nella pressione dell'aria e a percepire gli ostacoli. È anche grazie ad essi che riesce ad orientarsi nel buio più assoluto e a percepire le dimensioni dei piccoli spazi. Possiede delle vibrisse anche sotto le zampe, sotto il mento e alle sopracciglia. I cuscinetti sotto le zampe sono molto sensibili alle vibrazioni e la sua pelle è coperta di cellule tattili estremamente sensibili.

[modifica] L'equilibrio durante le cadute: l'organo vestibulare

Il suo organo vestibulare è particolarmente sviluppato, gli conferisce un buon senso dell'equilibrio. Ciò spiega la sua particolare capacità di rigirarsi durante una caduta per cadere sulle sue zampe. Se un gatto cade da più di due metri (se non è il caso la sua tecnica non funziona) anche se è sulla schiena, può rigirarsi girando dapprima la testa in direzione del suolo, poi le zampe davanti e poi quelle dietro [8]. Il gatto si ritrova allora con il ventre verso terra ed assume una posizione che ricorda quella degli scoiattoli volanti. Non sempre questa manovra riesce però a salvargli la vita[9].

[modifica] Riproduzione

[modifica] Maturità sessuale

Il maschio comincia a sviluppare le funzioni riproduttive verso i 3 mesi con l'aumento della produzione di testosterone. Verso i sei mesi appaiono delle spine sul pene del gatto [10]. A quest'età può cominciare a riprodursi sovente, marca il territorio spruzzando dei piccoli getti di urina dall'odore molto marcato.

La femmina diventa pubere al suo primo estro, periodo chiamato comunemente «calore» o «fregola», che sopraggiunge in media tra i sette e dieci mesi [11]. A partire dal primo estro, che dura da uno a cinque giorni, la gatta è in grado di riprodursi. In seguito avrà numerosi periodi di fertilità, generalmente da primavera ad autunno. È possibile che una gatta sia nuovamente fecondata pochi giorni dopo il parto [12].

[modifica] Accoppiamento

Domestic cats breeding.ogg
Accoppiamento del gatto.

Durante l'accoppiamento, che dura tra 5 e 15 secondi, il maschio sale sulla schiena della femmina, le morde il collo e le controlla il torace agendo con le zampe sulla su groppa per migliorare il controllo della postura e di conseguenza la penetrazione. Durante il coito la femmina tende a gemere e ad innervosirsi, perché le piccole spine presenti sul pene del maschio, orientate all'indietro, raschiano le pareti della vagina. Questa stimolazione della vagina è necessaria per attivare l'ovulazione [13]. L'annidamento degli ovuli fecondati avviene 1/2 giorni dopo l'accoppiamento e i gattini nati in uno stesso parto possono essere figli di padri differenti.

Quando i gatti vivono in gruppo, avviene una sincronizzazione tra l'estro delle femmine del gruppo. Questo favorisce la sincronizzazione delle nascite e permette un allevamento in comune dei giovani. L'allevamento comunitario è importante dato che in caso di scomparsa di una delle madri, i gattini orfani vengono allevati dalle altre femmine.

[modifica] Gravidanza e parto

La gravidanza dura in media 65 giorni e una cucciolata comporta in media da 4 a 5 gattini, minori nelle primipare il cui numero è mediamente di tre gattini, il massimo è di otto.[11]. Il ventre della gatta comincia a gonfiarsi verso le quattro settimane di gestazione. A circa 35 giorni, le mammelle della femmina ingrossano e si arrossano. A sette settimane, comincerà a cercare un posto calmo e adatto per partorire[7].

Dopo circa venti minuti dopo le prime contrazioni, la gatta partorisce il suo primo gattino, poi, in generale, gli altri gattini arrivano ogni quindici minuti. I gattini vengono al mondo in una sacca, la gatta lava immediatamente i suoi cuccioli, con dei colpi di lingua, per stimolare la prima inspirazione. Poi mangia la placenta, che è molto nutritiva, e taglia il cordone ombelicale.

[modifica] L'allevamento dei gattini

Il gattino nasce cieco (con gli occhi chiusi) e sordo. Pesa da 100 a 110 grammi[14]; quando apre gli occhi, intorno agli otto-dodici giorni, questi hanno un colore blu, fino al cambiamento definitivo verso i due mesi [15]. Tutti i gatti nascono con delle striature "fantasma" che spariscono lentamente con la crescita del pelo[16].

La gatta insegna ai gattini a lavarsi ed a nutrirsi. A quattro settimane gli porta la prima preda viva, poi a cinque settimane gli insegna i rudimenti della caccia[17]. L'emancipazione si produce tra le otto e le dodici settimane, ma la separazione dalla famiglia avviene all'età di otto mesi[18].

[modifica] Sterilizzazione e castrazione

Per impedire all'animale di riprodursi, si esegue un'operazione chirurgica. Per il maschio è chiamata castrazione e consiste nell'ablazione dei testicoli. Presso la femmina si chiama sterilizzazione e viene effettuata con l'ablazione delle ovaie, dell'utero o di entrambi (molti veterinari consigliano di togliere tutti e due gli organi perché anche senza ovaie l'utero può venire attaccato da varie malattie pericolosissime per la gatta).

Oltre all'arresto della riproduzione, la sterilizzazione modifica il comportamento e la psicologia dell'animale. Presso il maschio, una sterilizzazione precoce, prima della pubertà, limita il comportamento territoriale e diminuisce la tendenza a marcare con getti di urina e graffi. Nella femmina l'estro non si manifesta più. Il cambiamento ormonale può provocare un aumento del peso visto che i bisogni energetici sono diminuiti[19].

[modifica] Comportamento

Il gatto è un animale territoriale. Il territorio del gatto ha un raggio attorno alla sua dimora di almeno 5 chilometri [20]. Il territorio viene delimitato emettendo i feromoni. L'interazione con gli altri gatti viene centrata sulla relazione con il territorio. La memoria del territorio viene costruita additivamente, impara quanto viene "aggiunto" al territorio, ma non si accorge di quanto viene tolto. Ad esempio un gatto ritornerà continuamente a controllare la tana di un topo che ha catturato, anche se sà che questa è vuota.

Il gatto non è un animale unicamente solitario: a seconda dello spazio e delle risorse disponibili, i gatti possono formare delle strutture sociali che vanno dal gatto solitario in ambiente rurale, a dei larghi e densi gruppi in ambiente urbano.

[modifica] Comunicazione

I gatti comunicano tra di loro principalmente con dei feromoni e delle posizioni corporali.

Le ghiandole contenenti i feromoni si trovano in numerosi punti sul corpo: ghiandole anali, attorno alla coda, attorno alla bocca, sulle guance e tra i cuscinetti sulle zampe. I feromoni si depositano anche sulla saliva, nel materiale fecale e nell'urina. Hanno il vantaggio di durare nel tempo, anche in assenza del gatto. Possono essere deposte volontariamente (per marcare il territorio, per stabilire dei contatti sociali e quando il gatto si pulisce) oppure involontariamente (per stress, attaccamento della madre ai suoi piccoli, con i feromoni sessuali).

[modifica] Posizioni corporali

Il gatto utilizza per comunicare anche una larga gamma di posizioni corporali . La posizione generale del corpo, le sue mimiche facciali o il movimento della sua coda, degli occhi e delle orecchie indicano il suo stato emozionale. Quando è spaventato o aggressivo tira indietro le orecchie e tende i baffi. La coda sollevata è in segno di saluto. Quando è spaventato e vuole incutere paura all'avversario fa una gobba e rizza il pelo per apparire più grosso.

La coda ritta, con la sola punta piegata da un lato, è indice di benessere e di piacere. La coda agitata ritmicamente, talvolta sbattuta con una certa forza da un lato all'altro mostra invece nervosismo che può trasformarsi in aggressività. Alle volte la madre utilizza la sua coda per stimolare l'istinto di caccia della sua prole.

[modifica] Miagolii

Il miagolio è un grido caratteristico del gatto; il verbo miagolare deriva dall'onomatopea miao, stilizzazione del verso. In genere il gatto è piuttosto discreto e miagola poco, ma alcune razze, come i siamesi sono più loquaci di altre.

Il gatto grida sovente e fortemente quando cerca un compagno o una compagna. In questo caso i miagolii sono emessi dapprima dalle femmine, all'inizio dell'estro, poi durante tutta la durata dell'accoppiamento, sia dal maschio che dalla femmina, con numerose variazioni possibili. Più raramente il gatto emette un miagolio a scatti a bassa intensità, quando vede una preda fuori portata, come un uccello o un insetto volante. Questi miagolii sono sovente accompagnati dallo scatto delle mandibole, alle volte accompagnati da vivi movimenti della coda.

[modifica] Ringhi

Il gatto in posizione di attacco o di difesa, è anche capace di ringhiare, soffiare e sputare per intimorire e avvisare l'avversario. Secondo alcuni ricercatori il soffio imita il comportamento del serpente [21] Quando è aggressivo, specialmente in rapporto con altri suoi simili, il gatto può emettere un ringhio di tonalità molto bassa e profonda, che è considerato l'ultimo avviso prima dell'attacco.

[modifica] Fusa

Il meccanismo dell'emissione delle fusa dei gatti non è ancora conosciuto. I felini non sembrano possedere un organo dedicato alle fusa. Una prima ipotesi suppone una contrazione molto rapida dei muscoli della laringe, che comprimerebbe e dilaterebbe la glotta facendo vibrare l'aria che passa. Un'ipotesi più antica, evoca una vibrazione della vena cava, amplificata dai bronchi, dalla trachea e dalle cavità nasali. Queste vibrazioni sonore si ritrovano nella maggior parte dei felini, ma il loro meccanismo e la loro utilità non sono ancora spiegati completamente. I gatti sono gli unici felini che riescono a fare le fuse sia durante l'inspirazione che l'espirazione,senza "interrompere" il tipico suono.

Le fusa cominciano all'età di due giorni: durante l'allattamento i piccoli rassicurano in questo modo la madre che tutto va bene e questa non deve continuamente sorvegliarli. Le fusa della madre, a loro volta, rassicurano i piccoli che sono al sicuro. L'emissione delle fusa avviene anche durante la pulitura dei piccoli, ma può avvenire anche quando il gatto è malato, ferito o morente. In questi ultimi casi è probabile che le fusa servono a calmare l'animale e per richiedere un aiuto.

[modifica] Sonno

Gatto che dorme in pieno giorno (animazione)

Il gatto necessita tra 12 e 16 ore di sonno, ma in generale dorme di più: dalle 15 alle 18 ore al giorno. Resta così sveglio circa dalle 6 alle 9 ore delle quali una parte durante la notte per cacciare. Il sonno del gatto comprende una grande proporzione di fasi di sonno paradossale durante le quali sogna: la durata quotidiana di questa fase dura da 180 a 200 minuti, mentre per l'uomo si attesta sui 100 minuti[22]. Per questa ragione il gatto viene utilizzato spesso per esperimenti nel quadro dei cicli del sonno.

Durante le fasi del sonno paradossale, l'attività elettrica del cervello, degli occhi e dei muscoli è molto importante. Si assiste al movimento delle vibrisse, a sussulti delle zampe o della coda, il pelo può rizzarsi e il gatto può cambiare posizione.

[modifica] Graffi

Gatto che graffia un albero per marcare il territorio.

La crescita degli artigli del gatto è continua e compensa l'usura naturale. Il gatto può aggiustare la lunghezza e affilare i suoi artigli strofinandoli contro delle superfici rugose. I graffi sono dei marchi visuali ed odorosi. Questo comportamento è per comunicare agli altri gatti l'appartenenza del territorio.

[modifica] Pulizia

Durante la loro pulizia ingeriscono molti peli che poi si accumulano nel loro stomaco, formando delle palle di pelo chiamate bezoari. Questo perturba il transito intestinale e vengono dunque vomitate per evitare l'occlusione intestinale. La pulizia reciproca tra gatti è riservata solo tra gatti che si conoscono intimamente. Si leccano per scambiarsi l'odore e per depositare sull'altro dei feromoni calmanti [23].

[modifica] Escrementi

I gatti in natura, scelgono dei luoghi con terra molle per depositare i loro escrementi. Li coprono in seguito con della terra, grattando con le loro zampe anteriori. L'odore degli escrementi innesta il loro interramento. Questo atteggiamento permette allo stato selvaggio di non far individuare il loro odore dai predatori e di diminuire i rischi di infezioni da parassiti[24]. È un atteggiamento inculcato dalla madre ai cuccioli molto presto. Il gatto produce escrementi una o due volte al giorno ed urina fino a cinque volte al giorno, questo escludendo le attività di marcaggio urinario del territorio. Questo ultimo comportamento è riconoscibile perché il gatto alza la coda e si mette con la schiena verso l'oggetto da marcare. Anche la defecazione è utilizzata come marcaggio del territorio quando gli escrementi vengono depositati in luoghi ben in vista e nei siti di passaggio. Con l'invecchiamento dell'animale, il volume dell'urina può crescere a causa di frequenti problemi benigni di ipertiroidismo.

[modifica] Animale domestico, ma non troppo - la convivenza con l'uomo

Il gatto è un animale il cui addomesticamento è relativamente recente. Per questo conserva una sua naturale diffidenza e indipendenza. Nei gatti non esiste una struttura gerarchica come nei cani, e dunque il suo rapporto con gli umani è diverso: l'essere umano viene considerato come una madre sostitutiva che è utile per procurare il cibo e garantisce protezione. In questo senso il gatto non si lega al suo "padrone" e se questo manca, spesso si adatta facilmente alla nuova situazione. Non per questo il gatto non può provare affetto verso le persone e in alcuni casi può anche mostrare un atteggiamento protettivo verso il suo padrone. Ma nella maggior parte dei casi se allevati da piccoli il loro atteggiamento verso il suo padrone è un comportamento affettuoso e dolce. Il gatto puo' inoltre manifestare il proprio affetto verso il padrone succhiando la cute a livello della piega del gomito, e nel frattempo facendo le fusa ed allungando le zampe. In tali momenti resta con gli occhi chiusi ed il padrone, in una forma di imprinting, rappresenta per lui la vera madre.

[modifica] Una compagnia benefica

Diversi studi hanno evidenziato come la compagnia di un gatto possa aiutare le persone con problemi psichici, le persone sole o stressate abbassandone la tensione. Esistono persino delle tecniche di gattoterapia, ossia di pet therapy con i gatti.[25]

[modifica] La caccia

Il gatto è essenzialmente carnivoro. Il suo organismo necessita della taurina, un derivato degli acidi amminici che non sintetizza autonomamente, ma che ritrova nella carne. Un gatto che non assimila una dose sufficiente di taurina riscontra sintomi di disturbi oculari e cardiaci, un deficit immunitario e nelle femmine dei problemi riproduttivi.

[modifica] Tecniche di caccia

Già nei primi mesi di vita si possono osservare dei giochi di caccia nei gattini, alle volta utilizzando la coda della madre. Il gatto utilizza due tecniche di caccia:

  • la prima tecnica è dinamica. Consiste nell'avvicinarsi lentamente e silenziosamente alla preda, fino ad essere alla distanza giusta per eseguire il balzo finale. In questa tecnica assume importanza la proprietà mimetica del pelo.
  • la seconda tecnica è statica. Consiste nel posizionarsi in una zona di interesse e aspettare, ad esempio nei pressi della tana di un topo.

Tutti i gatti utilizzano questi due tipi di strategia. I metodi utilizzati non sembrano specifici al tipo di preda, ma i gatti possono specializzarsi nella cattura di un specie.

Per uccidere la preda il gatto la morde generalmente alla nuca, spaccando così la colonna vertebrale. Le prede più cacciate sono i piccoli roditori, ma possono anche essere lucertole, piccoli uccelli ed insetti. Alle volte può anche attaccarsi ai ricci, conigli e serpenti. Non esita in caso di bisogno a nutrirsi anche di scarti.

I gatti domestici che hanno l'opportunità di cacciare fin da giovani divorano generalmente la loro preda. In genere, prima di ucciderla giocano con essa prima di divorarla. Alle volte la portano al loro padrone considerandolo un genitore adottivo poco abile nella caccia.[21]

Il cioccolato è tossico per i gatti, visto che contiene la teobromina che non può essere metabolizzata dal loro organismo (come pure da quello dei cani).

[modifica] Le razze

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista di razze feline.
Esemplare di gatto a pelo semilungo in varietà colourpoint (tipo siamese).

Vi sono diverse razze di gatti domestici; le più note sono:

[modifica] Cura e accessori

Poche cose sono assolutamente indispensabili per un gatto che non sia libero di muoversi all'aperto: due ciotole per acqua e cibo, e una lettiera per i bisogni, da pulire giornalmente e aerare il più possibile; l'erba gatta, che si vende anche in comodissime ciotole a cui aggiungere solo acqua, può favorire l'eliminazione di eventuale accumulo di peli che si forma nello stomaco. È importante anche un tiragraffi, dove il gatto possa consumare le unghie. Esistono diverse tipologie: cartone ondulato, blocco di sughero e legno. In genere il tiragraffi dà anche modo al gatto di arrampicarsi e sostare. Tiragraffi alti, dotati di diverse piazzole possono essere quindi preferiti in quanto i gatti tendenzialmente amano riposare in alto, al sicuro da ogni "pericolo". Tuttavia l'integrità di oggetti particolarmente fragili e delle stoffe non può essere garantita con un gatto (specie i più vivaci, che amano issarsi sulle superfici morbide usando le unghie come arpioni), è importante che ogni individuo possa limare e affilare i propri artigli in un posto sicuro. In assenza di un tiragraffi apposito infatti il gatto tende a trovarsene uno da solo e quindi rovinare porte, mobili o tappeti.

Il gatto non ha bisogno di una cuccia, poiché è perfettamente in grado di trovare un giaciglio che sia di suo gradimento: lo si può trovare a dormire ovunque, di solito negli angoli più caldi, più asciutti o più ventilati della casa - a seconda della stagione.

Per quanto riguarda la somministrazione di vermifughi per la vaccinazione, prima di vaccinare un gatto è indispensabile somministrargli, secondo le necessità, uno o più vermifughi. I parassiti diminuiscono infatti la resistenza degli animali così come la loro capacità di "rispondere" alla vaccinazione producendo anticorpi. Per proteggere i gatti, il veterinario dispone di molti vaccini. Quelli usati più comunemente sono quelli contro la panleucopenia infettiva (o gastroenterite infettiva), la coriza, la clamidiosi, la rinotracheite, la calicivirosi, la leucemia e la rabbia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Malattie infettive del gatto.
  • Panleucoponia infettiva o gastroenterite infettiva: Chiamata anche tifo, ha provocato numerose epidemie. Si tratta di una malattia contagiosa, di natura virale, propria dei gatti. Dovuta ad un Parvovirus, è caratterizzata da uno stato di intensa prostrazione, una gastroenterite e una leucopenia (caduta del numero dei globuli bianchi). La mortalità, molto elevata, è dell'80% nei soggetti di 6 mesi e del 40% in quelli che hanno più di 1 anno. Se il virus colpisce una gatta gravida, i piccoli che nasceranno potranno manifestare turbe nell'equilibrio, causate dalla localizzazione del virus nel cervelletto del feto. Molti laboratori veterinari propongono vaccini di efficacia vicina al 100%. La prima vaccinazione comprende in linea di massima 2 iniezioni sottocutanee, a 2-3 settimane d'intervallo l'una dall'altra. In seguito devono essere effettuati regolari richiami annuali.
  • La coriza: Comprende alcune malattie infettive, contagiose e d'origine virale (Herpesvirus, Calcivirus, Reovirus...) molto frequenti nel gatto. Colpisce in particolare animali che vivono in collettività (rifugi, allevamenti...).
  • La leucemia felina: Da pochi anni si è trovata una cura contro questa malattia provocata dal virus FeLV. Oggi sono stati identificati 2 virus responsabili della malattia: il primo e il più diffuso è il FeLV ed è stato scoperto dal professor Jarret un quarto di secolo fa, in Gran Bretagna. La vaccinazione protegge, anche se in modo incompleto, il felino da questo virus; la protezione è dimostrata solo negli animali che sono stati infettati dal virus e sono dunque sieronegativi. Il secondo è il FIV, identificato recentemente negli Stati Uniti e poi in Francia. Sia il FeLV che il FIV provocano un indebolimento dei meccanismi di difesa immunitaria,ed i gatti colpiti diventano sensibili alle altre infezioni. Questi virus sono responsabili di uno stato tumorale del gatto (sono oncogeni). Nessun gatto è al sicuro da questo pericolo. La vaccinazione per la leucemia necessita di un richiamo annuale.
  • La rabbia: Come il cane, anche il gatto è colpito da questa malattia, che è anche una zoonosi. Questa tipologia di vaccinazioni viene regolamentata e scadenzata per legge, per cui è obbligatorio rispettare le date indicate sui certificati. In Italia è obbligatoria per tutti i gatti che debbano essere condotti all'estero e i cui proprietari debbono richiedere il passaporto. Non è obbligatoria per i gatti che non viaggiano.
  • La clamidiosi: La clamidiosi felina (provocata dalla Chlamydia psittaci) è una malattia delle vie respiratorie caratterizzata da congiuntivite e secrezione nasale; è estremamente contagiosa ed anche l'uomo può contrarla. Nel gatto i sintomi della malattia sono simili a quelli della coriza, ma la congiuntivite è più marcata. Nel gattino esistono forme più gravi, con disidratazione e anoressia che possono provocarne la morte. Da qualche anno il vaccino utilizzato in Francia e negli Stati Uniti, è disponibile anche in Italia.

[modifica] Origini e storia

[modifica] Evoluzione della specie

Albero filogenetico del Felis silvestris[26]



 Felis silvestris silvestris - Gatto selvaggio europeo




 Felis silvestris cafra - Gatto selvaggio sub-sahariano





 Felis silvestris ornata - Gatto ornato



 Felis silvestris bieti - Gatto di Biet





 Felis silvestris lybica - Gatto libico



 Felis silvestris catus - Gatto domestico






[modifica] Addomesticazione del gatto

Le prime scoperte paleontologiche situavano i primi siti della domesticazione del gatto in Egitto, verso 2000 prima di Cristo, ma la scoperta nel 2004 di resti di gatto vicino a quelli di uomini in una sepoltura a Cipro porta l'inizio di questa relazione tra i 7500 e i 7000 anni prima di Cristo. Il gatto scoperto presenta una morfologia molto simile a quella del gatto selvaggio africano, senza le modiche dello scheletro dovute alla domesticazione: si tratta di un gatto addomesticato piuttosto che domestico [27]. La coabitazione dei gatti con gli uomini è probabilmente cominciata con l'inizio dell'agricoltura: l'immagazzinamento di grano ha attirato i topi ed i ratti, che a loro volta hanno attirato i gatti, i loro predatori naturali. [8] Lo studio condotto da Carlos Driscoll su 979 gatti ha permesso di definire la probabile origine del gatto domestico nella regione della mezza luna fertile in Mesopotamia.

Il gatto domestico non è la sola specie tra le Felinae utilizzate come animale di compagnia. Anche il gatto selvatico è stato addomesticato per cacciare topi e ratti [28] e il Jaguarondi[29].

[modifica] Antichità

bronzo egiziano

Gli egiziani dell'antichità hanno divinizzato i tratti del gatto nella dea protettrice Bastet, simbolo di fecondità e dell'amore materno. Il suo culto si situava principalmente nella città di Bubasti. Gli archeologi hanno scoperto numerose mummie di gatto che mostrano la venerazione degli egiziani per questo felino.

Per molto tempo i la Grecia antica conoscerà solo i mustelidi (furetti e donnole) come cacciatori di roditori. I primi esemplari gli saranno venduti dai fenici, che li avevano rubati agli egiziani. Aristofane cita addirittura la presenza di un mercato dei gatti ad Atene che veniva chiamato ailouros (che muove la coda). Poi, a partire dal secondo secolo prima di Cristo, katoikidios (domestico).

I romani, avevano una passione per i gatti: dapprima erano riservati alle classi agiate poi l'uso di possedere un gatto si propagò in tutto l'impero e in tutti gli strati della popolazione, assicurando così la propagazione dell'animale in tutta l’Europa[30].

[modifica] Medioevo e rinascimento

L'immagine del gatto nell'islam è principalmente positiva, grazie all'affetto che portava loro Maometto, dopo essere stato salvato da un morso di serpente da un gatto. [31].

Al contrario, il gatto fu demonizzato nell'Europa cristiana durante la maggior parte del Medioevo, a causa dell'adorazione di cui era stato l'oggetto in passato da parte dei pagani [32]. Nella simbologia medievale, il gatto era associato alla sfortuna ed al male, soprattutto quando era nero, ed anche all'essere sornioni e alla femminilità. Era un animale del diavolo e delle streghe. Gli si attribuivano dei poteri sopranaturali, tra cui la facoltà di possedere nove vite. Nella notte di San Giovanni, nelle piazze, venivano bruciati vivi centinaia di gatti rinchiusi in ceste assieme alle donne accusate di stregoneria. Le differenti epidemie di peste, dovute alla proliferazione dei Ratti, potrebbero essere una conseguenza della diminuzione del numero dei gatti[33].

Nel Rinascimento il gatto venne rivalorizzato, soprattutto a causa dell'azione preventiva contro i roditori, divoratori dei raccolti.

[modifica] Periodo moderno e contemporaneo

Malgrado delle nobili eccezioni come i cistercensi o il persiano bianco di Luigi XV re di Francia, il gatto non conobbe un vero ritorno di immagine fino al romanticismo. In questo periodo divenne l'animale romantico per eccellenza, misterioso ed indipendente. Sempre nel XIX secolo, diventò il simbolo del movimento anarchico [34]. Nel XX secolo, si è mantenuta questa visione romantica, con un interesse anche scientifico verso il gatto.

[modifica] Il gatto nella cultura

[modifica] Nella letteratura e nella musica

La città dei gatti
Nel Borneo Malese, precisamente nello stato del Sarawak, la capitale Kuching è la città dei gatti, infatti Kuching significa Gatto in malese. La graziosa cittadina si caratterizza per le molte statue ed un museo dedicati ai felini. Il simbolo della città è ovviamente tale animale, e lo si trova riprodotto persino sui tombini (foto). In novembre, e per un mese intero, si svolge il Pesta Meow (Festival del Gatto).
Statue di gatti a Kuching.
Statue di gatti a Kuching.
Statue di gatti a Kuching.

Dei gatti si sono occupati diversi celebri scrittori come Lope de Vega (che scrisse La Gattomachia, un intero poema burlesco in sette canti, per raccontare gli amori del valoroso soriano Marramachiz e della bella gatta Zapachilda), come Kipling, Eliot, Carroll (che fa colloquiare Alice nel paese delle meraviglie con un gatto del Cheshire) e come Perrault, che nella sua celebre fiaba al gatto fa addirittura indossare un paio di stivali. Ricordiamo inoltre Luis Sepulveda, con Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, romanzo ispirato dal suo gatto Zorba (soppresso a causa di una malattia), citato anche ne Le rose di Atacama. Infine, anche svariati fumetti moderni sono disegnati con gatti come personaggi: basti pensare a Felix il gatto, a Garfield, a Tom del duo Tom e Jerry, a Gambadilegno, a Birba, il gatto di Gargamella nei Puffi, e all'impareggiabile Gatto Silvestro. Un cartone animato della Disney (Gli Aristogatti) con protagonisti un'allegra banda di mici ha fatto divertire bambini di ogni generazione.

Il gatto ha stimolato anche la fantasia di numerosi poeti e autori di canzone: basti pensare a Charles Baudelaire che l'ha citato nei suoi fiori del male, e a Pablo Neruda, che a questo felino ha dedicato addirittura un'ode (Ode al gatto); indimenticabile sono diventate poi alcune canzoni di successo come La gatta di Gino Paoli, Quarantaquattro gatti, Volevo un gatto nero ed El me' gatt di Ivan Della Mea o musical come Cats.

Di recente introduzione il termine, “nubola di gatti”. Dall'inglese “clowder of cats”, che riferisce ad un gruppo indifferenziato di gatti [35].

Il gatto è il simbolo araldico della famiglia nobiliare dei Fieschi, i conti di Lavagna, che lo posero a sormontare il loro blasone accompagnandolo al motto "Sedens ago" (Anche sedendo sono attivo).


[modifica] Gatti immaginari e/o famosi

[modifica] Cinema, Televisione, fumetti e cartoni animati

[modifica] Note

  1. ^ etimo.it
  2. ^ Cat su Online Ethymology Dictionary
  3. ^ a b L’Encyclopédie du Chat Royal Canin, tome 3, édition Aniwa Publishing
  4. ^ Cf. Le Traité Rustica du chat, éditions Rustica - Chapitre trois, le chat, anatomie, physiologie et développement
  5. ^ L'anatomia felina: l'occhio del gatto. URL consultato il 07.12.2009.
  6. ^ Larousse des félins - Une physiologie de chasseur », p.126
  7. ^ [1]
  8. ^ Cf. Le Traité Rustica du chat, éditions Rustica
  9. ^ Cf. Science & Vie Junior, hors série numéro 67
  10. ^ Dehasse_p416
  11. ^ a b Les félins, « Chat domestique », p.255
  12. ^ Tout sur la psychologie du chat, p416 - Editore Dehasse
  13. ^ Les chats, pag 53-64 - Sacase Christiane - Editore Solar
  14. ^ "LesFélins255"
  15. ^ Comment penser chat - Pam Johnson-Benett pag. 389
  16. ^ "LesFélins254"
  17. ^ "Les Félins 254"
  18. ^ "Les Félins 255"
  19. ^ Le Traité Rustica du chat, Chapitre 13
  20. ^ [2]
  21. ^ a b Il gatto: tutti i perché - Editore Mondadori - Morris Desmond
  22. ^ [3]
  23. ^ "Dehasse_p416"
  24. ^ [4]
  25. ^ Gattoterapia. La guida indispensabile alle sette vite della vostra anima - Salani Editore - P. Ferrari
  26. ^ [5]
  27. ^ name="CNRS"
  28. ^ Larousse des félins, « Chat sauvage Felis silvestris », pag. 93
  29. ^ Les félins, « Jaguarondi », pag. 229
  30. ^ "ChatSolar"
  31. ^ Les chats - Bruce Fogle - isbn=978-2-7000-1637-6,
  32. ^ Il Gatto: magia e mistero di un disegno divino - Ada Pavan Russo
  33. ^ Peter et Adrienne Jackson, pag. 252
  34. ^ I gatti neri utilizzati come simbolo della [Confederazione nazionale del lavoro(Francia)]
  35. ^ www.sff.net/people/Brian_Plante/archive0010.htm Brian P{lanet

[modifica] Voci correlate

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