Tetano
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| Tetano | |
| Classificazione e risorse esterne |
Il tetano è un'infezione provocata dalla tossina prodotta dal Clostridium tetani. Si presenta come una paralisi spastica che inizia da viso e collo per poi procedere in torace e addome ed alla fine diffonde anche agli arti, attraverso tagli o ferite, anche di lieve entità. Questa malattia provoca la morte per collasso cardio-respiratorio, causando la contrazione con paralisi della muscolatura, perché si localizza a livello dei nervi. In un caso su dieci porta a morte per l'impossibilità di respirare. La malattia di per sé non è infettiva. In Italia ogni anno si registrano circa 100 morti, tra adulti ed anziani.
Indice |
[modifica] Diffusione
Nei paesi sottosviluppati è la prima causa di morte nel primo anno di vita ("classica" morte al 7° giorno), il tetano neonatale è infatti causato dal taglio del cordone ombelicale con un arnese contaminato oppure dalla cicatrizzazione con sterco di animale, praticata sovente in Africa.
[modifica] Meccanismo d'azione della tossina tetanospasmina
All'interno di ferite poco ossigenate il batterio germina e produce le tossine che liberate per lisi della cellula, entrano in circolo raggiungendo le giunzioni neuro-muscolari; da qui la tossina risale lungo gli assoni fino al midollo spinale per poi migrare negli interneuroni inibitori dove svolge la propria azione tossica inibendo il rilascio del neurotrasmettitore inibitore GABA. L'assenza di questo intermediario porta alla simultanea contrazione dei muscoli agonisti ed antagonisti e quindi alla paralisi che può essere mortale in caso di interessamento dei muscoli respiratori.
[modifica] Quadro Clinico
La Tetanospasmina agisce a livello delle sinapsi bloccando l'acetilcolina determinando lo spasmo muscolare. Di conseguenza comincia la contrazione dei muscoli molto dolorosa, nella maggior parte dei casi inizia dai muscoli masticatori e ciò fa sì che il paziente assuma la cosiddetta posizione a Trisma. Poi seguono altri muscoli del capo che danno luogo al Riso Sardonico (aspetto tipo iena). Dopo il capo (azione tetano discendente) prende tutti gli altri muscoli degli arti e si arriva alla posizione "cane di fucile" (tutto rannicchiato). La morte insorge per asfissia da spasmo dei muscoli respiratori.
[modifica] Prevenzione
La prevenzione si attua principalmente attraverso la somministrazione di un vaccino.
La vaccinazione consiste nell'iniezione di un'anatossina, che stimola l'organismo a produrre anticorpi contro la tossina del tetano. Tutti i neonati vengono vaccinati per legge secondo una schedula vaccinale determinata (1° dose al terzo mese di vita, 2° dose al quinto mese e 3° al 12 mese di vita); una dose di richiamo viene effettuata a distanza di 4-5 anni dall'ultima dose, prima dell'inizio del ciclo scolastico primario; si effettuano in seguito i richiami ogni 10 anni. Dopo l'effettuazione della dose di richiamo a circa 15 anni di età, è un buon trucco mnemonico ricordarsi di effettuare una dose di richiamo in ogni anno in cui la propria età finisce per 5 (25, 35, 45 anni, etc.). Le dosi di richiamo sono in concentrazione minore rispetto alle 3 iniziali.
Per chi non fosse stato precedentemente vaccinato (la legge prevede l'obbligo fin dal 1968), la vaccinazione degli adulti si esegue somministrando due dosi di vaccino per via intramuscolare, ad una distanza di 4-8 settimane, seguita da una terza dose dopo 6-12 mesi. La protezione non è permanente, per restare protetti occorre una dose di richiamo ogni dieci anni.
In caso di ferita anzitutto pulirla e disinfettarla con acqua ossigenata che innanzitutto crea uno stato di aerobiosi che è sfavorevole al batterio e poi tramite la sua effervescenza espelle i batteri e lo sporco dalla ferita tramite azione meccanica; fondamentale controllare il proprio stato vaccinale e, se è il caso, richiedere la somministrazione di vaccino e/o di immunoglobuline antitetaniche, il prima possibile nello stesso giorno in cui ci si è feriti, secondo il seguente schema:
| Guida alla profilassi antitetanica d’urgenza | |||
|---|---|---|---|
| Storia vaccinale (dosi) | Anni dall'ultima dose | Vaccino | Immunoglobuline |
| ≥ 3 | < 5 | NO | NO |
| ≥ 3 | 5 - 10 | NO, se piccola ferita superficiale pulita dose di richiamo, in tutte le altre ferite |
NO |
| ≥ 3 | > 10 | dose di richiamo | NO |
| < 3 o sconosciuta | iniziare o completare ciclo vaccinale | SI | |
Se il ciclo vaccinale di base (3 dosi) è stato completato non è mai necessario riprenderlo dall’inizio, qualunque sia l’intervallo trascorso dall’ultima dose.
Se l’intervallo di tempo dopo la 1ª dose supera un anno e dopo la 2ª dose 5 anni, il ciclo vaccinale va ripreso dall’inizio.
Le immunoglobuline specifiche antitetaniche umane si ottengono raccogliendo plasma da un gruppo selezionato di donatori con alti livelli di anticorpi antitetanici; un tempo si usava siero di animale, di cavallo o di bue. Il siero animale poteva dare reazioni allergiche, per questo motivo si somministrava in maniera frazionata.
[modifica] Quando vaccinarsi?
La protezione dal tetano e dalla difterite è efficace eseguendo un corretto e completo ciclo di vaccinazione. Per questo, tutti i bambini ricevono 3 dosi di vaccino nei primi mesi di vita ed una quarta a distanza di 4-5anni; successivamente è opportuno praticare una dose di richiamo ogni 10 anni. Le tre dosi di vaccino sono:
- Tempo 0
- 1-2mesi
- 6mesi-1anno.
Verificare sempre il vostro stato vaccinale. Se sono trascorsi 10 anni dall'ultima dose di vaccino antitetanico, recarsi presso i centri vaccinali cittadini dove si può chiedere chiarimenti ed eventualmente procedere alla vaccinazione, che consiste in una iniezione.
[modifica] Chi non deve vaccinarsi?
Chi ha presentato gravi reazioni allergiche o convulsioni in occasione di una precedente vaccinazione; la vaccinazione deve essere rimandata in caso di febbre.
[modifica] Storia
La malattia venne descritta per la prima volta da Ippocrate di Coo: già ai suoi tempi era molto conosciuta come il flagello delle partorienti e daltronde la parola tetano deriva proprio dal greco τέτανος ("contrattura"). A lungo i medici hanno ritenuto che il tetano fosse una malattia di natura neurologica e solamente nel 1884, due ricercatori patologi italiani, Antonio Carle e Giorgio Rattone, operanti presso l'Università di Torino scoprirono l'origine infettiva della malattia, provocando il tetano in alcuni conigli sottoposti a sostanze prese dalle pustole di un uomo morto per tetano. Poco dopo, in Germania, il medico Arthur Nicolaier scoprì il batterio dalla struttura di un bacillo allungato caratterizzato dalla presenza di una spora alla sua estremità cha fa assumere all'organismo una forma a clava a cui deve il nome clostridium.[1] Nel 1889 sia a Berlino Shibasaburo Kitasato, sia a Bologna Guido Tizzoni e Giuseppina Cattani idearono una procedura che consentì di realizzare colture pure di un batterio con spore. Nel 1890 gli stessi Tizzoni e Cattani, contemporaneamente a Knut Faber in Danimarca, scoprirono la tossina proteica tetanica. Agli inizi degli anni venti del Novecento, Gaston Ramon, all'Istituto Pasteur di Garches, mescolando la tossina con formaldeide ottenne un derivato non pericoloso ma in grado di attivare il sistema immunitario; questo fu il passo decisivo per l'utilizzo di un vaccino utilizzante il tossoide tetanico.[1]
[modifica] Note
- ^ a b "Le basi molecolari del tetano e del botulismo", di Giampietro Schiavo, Ornella Rossetto e Cesare Montecucco, pubbl, su "Le Scienze (Scientific American)", num.304, dic.1993, pag.40-48
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