Iodopovidone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Iodopovidone
Povidon-Iod.png
Caratteristiche generali
Numero CAS [25655-41-8]
Codice ATC S01AX18
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P --- [1]

Lo iodopovidone (PVP-I) è un complesso ottenuto dalla combinazione del polimero polivinilpirrolidone (PVP) con lo iodio sotto forma di ioni triioduro. Il PVP fu scoperto da Walter Ripper e brevettato nel 1939. Combinato con lo iodio a formare lo iodopovidone, fu invece scoperto dalla Industrial Toxicology Laboratories di Filadelfia da H. A. Shelanski e M. V. Shelanski commercializzandolo a partire dal 1955 diventando ben presto uno dei disinfettanti a base di iodio più utilizzato al mondo.

Un prodotto a base di iodopovidone è presente oggi nella Cassetta di pronto soccorso prevista dalla legge nelle aziende e sui luoghi di lavoro.

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

L'uso più comune di questo principio attivo, in varie forme e associazioni, è quello di disinfettante della cute o delle ferite, per trattamenti antisettici e per l'igiene orale. Essendo solubile sia in acqua che alcol o altri solventi, di solito è presentato come soluzione idroalcolica (es. per uso esterno al 10%). Il nome del preparato più diffuso in Italia a base di iodopovidone è Betadine, ma è presente anche con altri nomi commerciali e in forma di farmaco generico. Ha vari usi in medicina, farmacia, cosmesi e nell'industria (corrisponde all'additivo E1201, il PVPP is E1202, usato come stabilizzante in alimenti), in ginecologia per trattare infezioni causate da Candida e Trichomonas.

Preparato di Knutson (Iodopovidone e zucchero)[modifica | modifica sorgente]

Nei anni '80 i primi studi a riguardo hanno permesso d'evidenziare come tale preparato migliori la guarigione delle ferite difficili[2]

Controindicazioni[modifica | modifica sorgente]

Da evitare in caso di allattamento materno, ipersensibilità nota al farmaco, alcuni test (come quella della funzionalità della tiroide) possono venire alterati.

Dosaggi[modifica | modifica sorgente]

  • 10 ml non diluiti, dose massima 4 volte al giorno da utilizzare per un periodo non superiore alle due settimane.

Effetti indesiderati[modifica | modifica sorgente]

Fra gli effetti collaterali più frequenti si riscontrano mucositi idiosincrasiche.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 04.10.2012
  2. ^ Preparato di Knutson (betadine e zucchero): razionale d'utilizzo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • British national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.
medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina