Elsevier

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Elsevier
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Stato Paesi Bassi Paesi Bassi
Fondazione 1880 a Amsterdam
Gruppo Gruppo Reed-Elsevier
Settore Editoria
Slogan «Building Insights. Breaking Boundaries.»
Sito web www.elsevier.com

Elsevier, società del gruppo Reed-Elsevier, è il maggior editore mondiale in ambito medico e scientifico. Con sede ad Amsterdam, l'azienda è presente in 24 paesi e impiega oltre 7.000 dipendenti.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Elsevier prende il proprio nome e marchio dalla storica famiglia olandese di stampatori, editori e librai Elzevier, la cui attività iniziò nel 1580 a Leida. L'attuale casa editrice è stata fondata nel 1880 ed è la più antica e la più grande fra quelle risalenti a tale periodo [1].

Azienda[modifica | modifica sorgente]

L'azienda pubblica circa 20.000 testate, tra cui le riviste The Lancet, Journal of Molecular Biology, Cell e Tetrahedron Letters, e libri scientifici classici come l'Anatomia del Gray, il "Dizionario Medico Dorland" e "Malattie del cuore di Braunwald". Elsevier, che impiega più di 7.000 persone in più di 70 uffici sparsi in 24 paesi, è guidata dall'amministratore delegato Ron Mobed.[2] Nel 2003 le sue pubblicazioni hanno costituito il 25% del mercato mondiale nella pubblicazione nei domini scientifici, tecnologico e medico.[1]

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia l'azienda era leader di mercato ed era rappresentata dalla controllata Elsevier Masson. Editava testate come "Tempo Medico", "Giornale del Medico", "Dental Cadmos", "Il Giornale dell'Odontoiatra", "IOS", oltre a riviste di argomento farmaceutico, come "Giornale del Farmacista". A gennaio 2008 acquisì Edra SpA, società editoriale specializzata nella comunicazione digitale e nei servizi per la sanità. A Marzo 2013 le attività italiane in ambito comunicazione, editoria, formazione e servizi tra cui Medikey, Dica33, DoctorNews33, Farmacista33, Codifa, L'informatore Farmaceutico, OncoNews, MedicinaInterna33, Diabetologia33 e Dental Cadmos  sono state acquisite da Edra LSWR S.p.A.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Coinvolgimento nel commercio di armi[modifica | modifica sorgente]

A partire dal marzo 2006 Reed Elsevier è stata oggetto di pressioni provenienti dal mondo accademico e da associazioni contrarie al commercio di armi affinché cessasse il suo coinvolgimento in eventi e convegni su prodotti e tecnologie belliche, considerate incompatibili con l'importanza dell'azienda nel campo della pubblicazione scientifica in ambito medico. Il 1 giugno 2007 l'azienda ha annunciato la conclusione di ogni sua attività di tal genere.[3]

Iniquità delle pratiche editoriali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Cost of Knowledge.

Il 22 gennaio 2012 un gruppo di matematici universitari, nella cui disciplina il processo editoriale è largamente a carico degli autori stessi, ha avviato una campagna di boicottaggio contro Elsevier chiamata The Cost of Knowledge, estesa a tutte le discipline scientifiche, affinché abbassi i prezzi delle riviste scientifiche e promuova l'accesso aperto. I ricercatori aderenti decidono di astenersi dal sottoporre propri articoli per la pubblicazione, di effettuare revisioni per articoli altrui e di prestare servizi editoriali per la casa olandese. Elsevier ha annunciato una politica di moderazione dei prezzi per le riviste di matematica ed ha concesso libera disponibilità degli articoli pubblicati da più di quattro anni su certe riviste, sempre di matematica. Nel giugno 2014, la campagna di boicottaggio era ancora attiva, con più di 14mila firmatari.[4][5][6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Frances K. Groen, Access to medical knowledge: libraries, digitization, and the public good. Scarecrow Press, 2007. ISBN 978-0-8108-52723. -- Pag. 217.
  2. ^ Elsevier at a glance". Elsevier.
  3. ^ Campaign successs: Reed Elsevier sells international arms fairs, Campaign Against Arms Trade, 9 marzo 2009. URL consultato il 28 giugno 2014.
  4. ^ The Cost of Knowledge. URL consultato il 28 giugno 2014.
  5. ^ Enrica Garzilli, La comunità scientifica si ribella contro lo strapotere delle case editrici in il Fatto Quotidiano, 3 febbraio 2012. URL consultato il 28 giugno 2014.
  6. ^ No peeking... A publishing giant goes after the authors of its journals' papers in The Economist, 11 gennaio 2014. URL consultato il 28 giugno 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]