Disfagia

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Disfagia
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 787.2
ICD-10 (EN) R13

La disfagia è una disfunzione dell'apparato digerente, consistente nella difficoltà a deglutire, ed al corretto transito del bolo nelle vie digestive superiori[1][2]; quasi sempre si manifesta come conseguenza di altri disturbi ostruttivi o motori, come presenza di neoplasie o acalasia. Può riguardare solo i cibi solidi, o anche quelli semiliquidi o liquidi. È da distinguere dall'odinofagia, che consiste in un'algia alla deglutizione.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Le cause possono essere di tipo ostruttivo, ovvero di riduzione del lume delle vie digestive superiori (esofago in particolare) per compressione o ostruzione, oppure di tipo motorio (discinesie).

Rientrano nella prima categoria la presenza di corpi estranei, stenosi, tumori, diverticoli, infiammazioni, ingrossamento della tiroide, spondilite cervicale. Nel secondo gruppo, si comprendono gli esiti funzionali di patologie sistemiche, come polimiosite, sclerosi laterale amiotrofica o sclerodermia, e di patologie esofagee come l'acalasia, lo spasmo esofageo diffuso, o le discinesie idiopatiche dell'esofago.

Altre cause rintracciabili possono essere neurologiche, come la paralisi dei muscoli della lingua, o la poliomielite, oppure neuromuscolari, come la miopatia e la miastenia.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Esistono diverse tipologie nosografiche delle disfagie.

A seconda dell'eziologia:

  • Disfagia da anello di contrazione
  • Disfagia lusoria, se derivata dagli esiti anatomici di una vascolarizzazione toracica aberrante che insiste sul corpo esofageo
  • Disfagia maligna, se la causa è da imputarsi al restringimento del tratto esofageo a causa dell'espansione di un tumore
  • Disfagia psicogena, quando accade in assenza di ostacoli obbiettivamente rilevabili al transito del bolo
  • Disfagia sideropenica, attualmente meglio conosciuta come Sindrome di Plummer-Vinson

A seconda della localizzazione:

A livello funzionale e semeiotico, si distingue inoltre tra:

  • Disfagia ortodossa, nel caso di difficoltà di transito all'inizio con i solidi, poi anche con i liquidi
  • Disfagia paradossa, nel caso di difficoltà di transito all'inizio con i liquidi, poi anche con i solidi (frequente in caso di acalasia esofagea)[3]

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Segni e sintomi[modifica | modifica sorgente]

In campo medico si è discusso se la disfagia possieda sintomi propri, o se i sintomi siano sempre correlati all'eziologia[4]; rimangono comunque accertate le sue caratteristiche semeiotiche.

A seconda della localizzazione la disfagia si può presentare con una clinica differente:

  • le manifestazioni cliniche della disfagia orofaringea sono rappresentate da difficoltà nel controllo del bolo nella cavità orale con perdita di saliva o cibo dalla bocca, tosse, sensazione di soffocamento per aspirazione nelle vie aeree, rigurgito nasale, ma anche affaticamento durante il pasto, deglutizioni multiple per uno stesso bolo e assunzione di determinate posture durante la deglutizione;
  • la disfagia esofagea, invece, si può manifestare con sensazione di cibo che si blocca a livello della parte bassa della gola o nel torace, pirosi, odinofagia.

Esami di laboratorio e strumentali[modifica | modifica sorgente]

Lo standard di riferimento nello studio della disfagia è rappresentato dalla videofluoroscopia che permette un'analisi accurata di tutto l’atto deglutitorio.

Ancora poco diffusa risulta, invece, l’impiego della videofluoromanometria, che prevede l’esecuzione simultanea della videofluoroscopia e la registrazione di un tracciato manometrico, al fine di una più precisa valutazione del disturbo disfagico riferito dal paziente correlando il dati morfologici a quelli funzionali.

Le indicazioni per l'esecuzione di esami strumentali sono:

  • confermare una diagnosi sospettata all'esame clinico;
  • segni e sintomi non compatibili con la valutazione all'esame obiettivo del paziente;
  • paziente disfagico con grave deficit mentale;
  • dimagramento, disidratazione o complicanze broncopolmonari in pazienti ad alto rischio di disfagia;
  • valutare la possibilità di alimentazione orale nei pazienti a rischio di aspirazione;
  • verificare l’efficacia di manovre e posture di compenso;
  • peggioramento di una disfagia nota.

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento è eziologico, vale a dire volto a trattare la causa della sintomatologia. In caso di restringimenti dell'esofago per anomalie della muscolatura intrinseca (acalasia), il trattamento farmacologico sarà volto a favorire il rilassamento della muscolatura tramite farmaci miorilassanti come i calcio-antagonisti, il trattamento chirurgico sarà volto alla dilatazione dell'area coinvolta (generalmente lo sfintere esofageo inferiore) tramite dilatazione pneumatica o miotomia. In caso di tumori comprimenti o infiltranti l'esofago il trattamento si avvarrà di rimozione chirurgica del tumore con eventualmente chemioterapia adiuvante. L'intervento sarà palliativo o curativo a seconda della tipologia e dello stadio del tumore in questione. In corso di sindrome di Plummer-Vinson sarà effettuata terapia marziale eventualmente supportata da chirurgia dilatativa. Per disordini psicogeni il trattamento è psicologio o psichiatrico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Smithard DG, Smeeton NC, Wolfe CD, Long-term outcome after stroke: does dysphagia matter? in Age Ageing, vol. 36, nº 1, 2007, pp. 90–4, DOI:10.1093/ageing/afl149, PMID 17172601.
  2. ^ Brady A, Managing the patient with dysphagia in Home Healthc Nurse, vol. 26, nº 1, 2008, pp. 41–6; quiz 47–8, DOI:10.1097/01.NHH.0000305554.40220.6d, PMID 18158492.
  3. ^ Disfagia: clinica e diagnosi | MedMedicine http://medmedicine.it/articoli/74-medicina-interna/123-disfagia
  4. ^ Boczko F, Patients' awareness of symptoms of dysphagia in J Am Med Dir Assoc, vol. 7, nº 9, 2006, pp. 587–90, DOI:10.1016/j.jamda.2006.08.002, PMID 17095424.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  • Filippo Barbiera et al, Dysfunctional disorders of the pharynx and the esophagus: VFSS and VFMSS in G. Guglielmi Geriatric Imaging, 2013 Springer
  • Salvatore Cappabianca et al, Combined videofluoroscopy and manometry in the diagnosis of oropharyngeal dysphagia: examination technique and preliminary experience Radiol Med. 2008 Sep;113(6):923-40. doi: 10.1007/s11547-008-0290-5
  • Salvatore Cappabianca et al, Pharyngeal Disorders: Diagnosis with Combined Videofluoroscopy and Manometry (Videfluoromanometry) in P. Aaron Handbook of Pharyngeal Diseases: Etiology, Diagnosis and Treatment, 2010 Nova Science Publisher
  • Alfonso Reginelli et al, Gastrointestinal disorders in elderly patients Radiol Clin North Am. 2008 Jul;46(4):755-71, vi. doi: 10.1016/j.rcl.2008.04.013
  • Alfonso Reginelli et al, La videofluoromanometria in Oskar Schindler, Deglutologia, Omega, 2011 2a edizione Omega edizioni
  • Antonio Solazzo et al, Investigation of compensatory postures with videofluoromanometry in dysphagia patients. World J Gastroenterol. 2012 Jun 21;18(23):2973-8. doi: 10.3748/wjg.v18.i23.2973.
  • Antonio Solazzo et al, Search for compensation postures with videofluoromanometric investigation in dysphagic patients affected by amyotrophic lateral sclerosis. Radiol Med. 2011 Oct;116(7):1083-94. doi: 10.1007/s11547-011-0698
  • Stefania Tamburrini et al, Amyotrophic lateral sclerosis: sonographic evaluation of dysphagia. Radiol Med. 2010 Aug;115(5):784-93. doi: 10.1007/s11547-010-0523-2

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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