La Mecca

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La Mecca
località
arabo: مكة المكرّمة, Makka al-Mukarrama
(Mecca l'Onoratissima)
La Mecca – Veduta
Dati amministrativi
Stato Arabia Saudita Arabia Saudita
Provincia La Mecca
Sindaco Usama al-Bar
Territorio
Coordinate 21°25′N 39°49′E / 21.416667°N 39.816667°E21.416667; 39.816667 (La Mecca)Coordinate: 21°25′N 39°49′E / 21.416667°N 39.816667°E21.416667; 39.816667 (La Mecca)
Superficie 850 km²
Abitanti 1 700 000 (2007)
Densità 2 000 ab./km²
Altre informazioni
Prefisso +966 2
Fuso orario UTC+3
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Arabia Saudita
La Mecca
Sito istituzionale
La grotta di Hira. Su un estemporaneo cartello qualcuno ha vergato i primi versetti coranici rivelati, che aprono quella che è ora la sura 96

La Mecca[1] (arabo: مكة المكرّمة, Makka), ovvero Makka al-Mukarrama ("Makka l'Onoratissima"), in antico Mokaraba, è una città dell'Arabia Saudita occidentale, situata nella regione dell'Hegiaz. Capoluogo della provincia omonima, è per antonomasia la città santa (prima di Medina e Gerusalemme) per i musulmani. È la città in cui è nato il profeta Maometto, ricordato come rifondatore dell'Islam. Contiene la più grande moschea del mondo, il Masjid al-Haram.

Si trova al centro di sette colli: Jabal Abu Siba', Jabal Safa, Jabal Marwa, Jabal Abu Milhah, Jabal Abu Ma'aya, Jabal Abu Hulaya, e Jabal Abu Ghuzlan.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qusayy, Hijaba, Siqaya, Rifada, Liwa' e Nadwa.

Di essa non si sa molto prima dell'Islam. Centro di importanti scambi commerciali (mawim) e di raduno spirituale, Mecca era dominata dalla tribù dei Banu Quraysh che l'avevano strappata ai Banū Khuzāʿa originari dello Yemen, a loro volta diventati signori del centro urbano ai danni dei B. Jurhum e dei Qatūrā.[2]

La rilevanza commerciale dipendeva dal fatto che - come ricorda lo stesso Corano - i Quraysh organizzavano ogni anno almeno due gigantesche carovane che univano il meridione arabo (oasi di Najrān) al settentrione siro-palestinese (centro di Gaza). Queste carovane, che raggiungevano a volte la consistenza anche di quasi 2 mila dromedari e un numero imprecisato di asini, percorrevano l'intera tratta lungo la cosiddetta "via del Ḥijāz" in poco più di 60 giorni e sostavano lì dove era possibile far abbeverare bestie e uomini. Una di queste soste era appunto la città di Mecca, nella spianata che ospitava il santuario preislamico della Kaʿba.
L'importanza spirituale era direttamente collegabile proprio a questo edificio sacro. Inizialmente esso custodiva la divinità tribale urbana di Hubal ma presto, per agevolare la sosta dei carovanieri e dei pellegrini, nella Kaʿba furono accolti numerosissimi altri idoli, venerati dalla maggior parte delle popolazioni arabe peninsulari, che furono distrutti nel 630 dal profeta Maometto subito dopo aver conquistato la sua città natale.

Chiamata in epoca preislamica Bakka, Maometto aveva circa quarant'anni quando, rifugiatosi in meditazione in una grotta del vicino monte Hira, avrebbe avuto la prima esperienza profetica con l'apparizione dell'arcangelo Gabriele che gli avrebbe ingiunto - usando l'imperativo "iqrāʾ", ovvero "leggi!" (dal verbo arabo qaraʾa) - a proclamare il nuovo messaggio divino, riassunto nell'incipit della Sura 96 del Corano:

« Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, / ha creato l'uomo da un grumo di sangue! / Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo, / Colui che ha insegnato l'uso del calamo, / ha insegnato all'uomo quello che non sapeva. »
(Traduzione di Alessandro Bausani)

Pellegrinaggi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Hajj e 'Umra.

La Mecca è meta annuale di visite da parte di pellegrini musulmani (il tetto è fissato a 2 milioni). Secondo quanto prescritto dal Corano, tutti coloro che se lo possono permettere fisicamente ed economicamente sono tenuti a visitarla almeno una volta nella vita per il pellegrinaggio canonico detto ḥajj.

La sua sacralità comporta che in essa (e nel territorio circostante, come avviene a Medina) sia categoricamente interdetto l'ingresso a chi non è musulmano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In lingua araba il nome della città è semplicemente Makka, senza articolo; tuttavia, sebbene anche in italiano generalmente i nomi delle città non vogliano l'articolo, per alcune di esse (come la Spezia, l'Aquila, il Cairo) il suo uso s'è consolidato per tradizione, tra cui la Mecca.
  2. ^ Leone Caetani, Annali dell'Islām, 10 voll., Milano-Roma, U. Hœpli-Fondazione Caetani della Regia Accademia dei Lincei, 1905-1926, I, p. 104, nota 1.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Battaglia fra musulmani e politeisti per la presa del Hijaz e di Mecca
  • al-Azraqī, Akhbār Makka (Le notizie di Mecca), edita nel 1860 da F. Wüstenfeld sotto il titolo Chroniken der Stadt Mekka, e successivamente più volte ristampata. Una nuova edizione è stata curata nel 1934, ristampata a Beirut nel 1986, a cura di Rushdī al-Ṣāliḥ Malḥas.
  • Patricia Crone, Meccan Trade and the Rise of Islam, Princeton, Princeton University Press, 1987.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]