La Mecca

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La Mecca
arabo: مكة المكرّمة, Makkah
Panorama di La Mecca
Stato: bandiera Arabia Saudita
Coordinate: 21°25′″N 39°49′″E / <span class="geo-dec geo" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per Errore nell'espressione: operatore / inatteso Errore nell'espressione: operatore / inatteso">Errore nell'espressione: operatore / inatteso, Errore nell'espressione: operatore / inattesoCoordinate: 21°25′″N 39°49′″E / <span class="geo-dec geo" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per Errore nell'espressione: operatore / inatteso Errore nell'espressione: operatore / inatteso">Errore nell'espressione: operatore / inatteso, Errore nell'espressione: operatore / inatteso
Superficie: 850 km²
Abitanti : 1.700.000  (2007)
Densità: 4.200 ab./km²
Prefisso tel: +966 2
Fuso orario: UTC +3
Sito istituzionale
La grotta di Hira. Su un estemporaneo cartello qualcuno ha vergato i primi versetti coranici rivelati, che aprono quella che è ora la sura 96

La Mecca[1] (arabo: مكة المكرّمة, Makkah ), ovvero Makkah al-Mukarrama ("Makkah l'onoratissima"), in antico Makoraba, è una città dell'Arabia Saudita occidentale, situata nella regione del Hijàz. Capoluogo della provincia omonima, è per antonomasia la città santa (prima di Medina e Gerusalemme) per i musulmani. È la città in cui è nato il profeta Maometto, ricordato come fondatore dell'Islam.

Di essa non si sa molto prima dell'Islam. Centro di importanti scambi commerciali (mawim) e di raduno spirituale, Mecca era dominata dalla tribù dei Banu Quraysh che l'avevano strappata ai Banū Khuzāʿa originari dello Yemen, a loro volta diventati signori del centro urbano ai danni dei B. Jurhum.

La rilevanza commerciale dipendeva dal fatto che - come ricorda lo stesso Corano - i Quraysh organizzavano ogni anno almeno due gigantesche carovane che univano il meridione arabo (oasi di Najrān) al settentrione siro-palestinese (centro di Gaza). Queste carovane, che raggiungevano a volte la consistenza anche di quasi 2 mila dromedari, percorrevano l'intera tratta lungo la cosiddetta "via del Ḥijāz" in poco più di 60 giorni e sostavano lì dove era possibile far abbeverare bestie e uomini. Una di queste soste era appunto la città di Mecca, nella spianata che ospitava il santuario preislamico della Kaʿba.

L'importanza spirituale era direttamente collegabile proprio a questo edificio sacro. Inizialmente esso custodiva la divinità tribale urbana di Hubal ma presto, per agevolare la sosta dei carovanieri e dei pellegrini, nella Kaʿba furono accolti numerosissimi altri idoli, venerati dalla maggior parte delle popolazioni arabe peninsulari, che furono distrutti nel 630 dal profeta Maometto subito dopo aver conquistato la sua città natale.

Chiamata in epoca preislamica Bakka, Maometto aveva circa quarant'anni quando, rifugiatosi in meditazione in una grotta del vicino monte Hira, avrebbe avuto la prima esperienza profetica con l'apparizione dell'arcangelo Gabriele che gli avrebbe ingiunto - usando l'imperativo "iqrāʾ", ovvero "leggi!" (dal verbo arabo qaraʾa) - a proclamare il nuovo messaggio divino, riassunto nell'incipit della Sura 96 del Corano:

« Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, / ha creato l'uomo da un grumo di sangue! / Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo, / Colui che ha insegnato l'uso del calamo, / ha insegnato all'uomo quello che non sapeva. »
(Traduzione di Alessandro Bausani)

La Mecca, come comunque continua ad essere menzionata, è meta annuale di visite da parte di pellegrini islamici (il tetto è fissato a 2 milioni) che, secondo quanto prescritto dal Corano, sono tenuti a visitarla almeno una volta nella vita per il pellegrinaggio canonico detto ḥajj.
La sua sacertà comporta che in essa (e nel suo territorio circostante così come avviene a Medina) sia categoricamente interdetto l'ingresso di chi non sia musulmano.

Indice

[modifica] Bibliografia

Battaglia fra musulmani e infedeli per la presa del Hijaz e di Makkah
  • al-Azraqī, Akhbār Makkah (Le notizie di Makkah), rist. dell'ediz. orig. del 1934, a cura di Rushdī al-Sālih Malhas, Beirut, 1986.
  • Patricia Crone, Meccan Trade and the Rise of Islam, Princeton, Princeton University Press, 1987.

[modifica] Note

  1. ^ Benché l'uso italiano consolidato sia quello di articolare il toponimo, può essere interessante osservare che in lingua araba esso non presenta alcun articolo determinativo. La città infatti si chiama in arabo semplicemente Makkah. Sull'origine dell'uso dell'articolo in italiano esistono diverse possibilità. Da una parte, non era infrequente aggiungere un articolo a nomi di città esotiche e lontane (per esempio "le Smirne"), dall'altra l'uso di mecca come generico luogo di abbondanza ("una vera mecca!") può aver fatto sì che si sia sentito necessario determinare con l'articolo la città vera e propria (per casi analoghi, si pensi a Eden: "un Eden" = un luogo di delizie ma "l'Eden" =il Paradiso terrestre).

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