Egira

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il romanzo di Greg Bear, vedi Egira (romanzo).
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la precedente "emigrazione" islamica in Abissinia, vedi Piccola Egira.

L'Ègira (in arabo: هجرة, hijra, "emigrazione") indica il trasferimento dei primi devoti musulmani e del loro capo Maometto dalla natia Mecca alla volta di Yathrib.
Più propriamente il termine arabo indica la rottura dei vincoli tribali: fatto particolarmente grave, che esponeva a gravissimo rischio tutti coloro che a qualsiasi titolo avessero abbandonato nella Penisola araba il loro gruppo tribale.</ref>

Una "Piccola Egira" fu organizzata già nel 614 da Maometto, profeta dell'Islam, verso l'Etiopia per mettere in salvo un gruppetto assai contenuto di fedeli musulmani maggiormente esposto alle ritorsioni e alle angherie operate contro di loro dai parenti o da membri della tribù dei Quraysh ostili alla loro nuova fede.

L'egira per antonomasia è quella che organizzò nel 622 lo stesso Maometto verso la città-oasi di Yathrib, poi rinominata Medina (propriamente Madīnat al-Nabī, "Città del Profeta"). Ciò fu la conseguenza non solo della crescente ostilità dei suoi concittadini che temevano di veder danneggiati i propri interessi commerciali e vilipesa la propria fede, ma anche per il fatto che le tribù di Yathrib gli avevano proposto assumere il ruolo super partes di ḥakam (arbitro) per gestire i rapporti ostili tra le varie comunità dell'oasi (cosa che egli fece varando la costituzione di Medina).
Un certo numero di fedeli ripeté il trasferimento a Medina della settantina di musulmani e del loro profeta, facendolo loro assumere la qualifica di muhājirūn, ossia di "coloro che hanno effettuato l'Egira").

L'allontanamento da Mecca dell'esigua comunità di fedeli ebbe luogo per successivi scaglioni. A prendere per ultimi la via di Yathrib furono Maometto stesso e il suo migliore amico (e, dopo la morte del Profeta, suo "successore, o khalīfa, "califfo"), Abū Bakr.
I due, con sagacia, prevedendo che i loro nemici li avrebbero cercati innanzi tutto sugli itinerari che da Mecca portavano a Yathrib (distante 180 km. all'incirca), si nascosero invece in una caverna sul monte Thawr, a sud di Mecca. Un provvidenziale intervento divino fece in modo che un ragno intessesse su tutta l'apertura della caverna una visibile tela, così da convincere gli inseguitori (che, dopo le prime inutili ricerche dei fuggiaschi, non trascurarono più di investigare anche a meridione della loro città) che al suo interno non poteva essere entrato nessuno da vari giorni.
Dopo tre giorni i due - approvvigionati dalla figlia maggiore di Abū Bakr, Asma' bint Abi Bakr - ne uscirono e, grazie al liberto musulmano di Abū Bakr, ʿĀmir b. Fuhayra e al beduino pagano ʿAbd Allāh b. Arqaṭ in funzione di guida, intrapresero il viaggio verso la città-oasi di Yathrib su due dromedari, percorrendo sentieri meno noti e battuti,[1] giungendo a Yathrib (dopo aver fatto una breve sosta nel sobborgo meridionale di Qubāʾ,[2] il 12 Rabīʿ I, equivalente al 24 settembre del 622

Di fatto, più che rappresentare una "fuga", l'egira di Maometto sancì la nascita del primo nucleo di uno Stato islamico. È in considerazione di ciò che il 622, l'anno in cui questo trasferimento ebbe luogo, venne poi prescelto - si dice all'epoca del secondo califfo Umar ibn al-Khattab - come inizio del calendario islamico, basato su una scansione temporale di tipo perfettamente lunare. Il 1° muharram dell'anno 1, inizio di questa era, corrisponde al 16 luglio 622. L'egira si svolse invece tra il 26 safar (9 settembre) e il 12 Rabi' I (24 settembre).

L'espressione data dell'egira (AH, annus hegirae o semplicemente E. o h.) indica quindi una data che si basa su questo tipo di calendario e negli studi specialistici essa precede quella gregoriana, separata da un trattino. Per il ragguaglio fra gli anni del calendario islamico (h.) e quelli giuliani o gregoriani (g.), si utilizza il rapporto h=(g−622)∙ 33/32.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si veda Claudio Lo Jacono, Maometto, Roma-Bari, Editori Laterza, 2011, p. 78.
  2. ^ Dove sarà edificata la prima semplice moschea della storia islamica.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Islam Portale Islam: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Islam