Ectopistes migratorius

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Piccione migratore
ROM-BirdGallery-PassengerPigeon.png
Ectopistes migratorius
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto (1914)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Columbiformes
Famiglia Columbidae
Sottofamiglia Columbinae
Genere Ectopistes
Swainson, 1827
Specie E. migratorius
Nomenclatura binomiale
Ectopistes migratorius
(Linnaeus, 1766)
Areale

Map-Ectopistes-migratorius.pngIn rosso: zona di nidificazione; in giallo: zona di svernamento

Il piccione migratore o colomba migratrice (Ectopistes migratorius (Linnaeus, 1766)), oggi estinto, era un uccello di lunghezza fra i 30 e i 46 cm molto diffuso in passato nell'America del Nord[2] anche se si pensa che fosse raro prima del XVI secolo[3] all'inizio del XX secolo si estinse.

A dispetto del nome italiano e di quello inglese di Passenger pigeon, non si trattava propriamente di un piccione, quanto piuttosto di una tortora, strettamente imparentata con le tortore luttuose del genere Zenaida.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Questo columbide viveva in tutta la parte centrale e orientale degli Stati Uniti, nel Canada e più raramente Guatemala, Bermude, Cuba, Francia, Austria, Norvegia, Russia e Messico

All'arrivo dei coloni europei in America, il piccione migratore era probabilmente la specie di uccello più numerosa al mondo, con una popolazione globale probabilmente di diversi miliardi di individui[4].

Nel XVII secolo le colombe migratrici erano molto diffuse, ed esistono numerose prove a sostegno di tale affermazione:

« Tra i vari uccelli che vi si possono osservare, i piccioni abbondano a tal punto che quest'anno un uomo ne ha uccisi 132 con un solo sparo. Essi passavano continuamente in stormi così fitti e vicini al suolo, che a volte era possibile abbatterli a colpi di remi »
(Relazioni e documenti dei Gesuiti, 1662-1663)

I nobili del tempo come il barone della Hontan descrivevano che era impossibile contarli durante le migrazioni, così come l'ornitologo Wilson, nel 1840 e J. Audubon poco dopo. Nel 1870 si scoprì una colonia nel Canada che ricopriva una superficie di 11 x 15 miglia. Erano talmente tanti che era impossibile sopportare lo sbattere delle loro ali quando ci si trovava vicino ai loro nidi (considerando che un singolo albero poteva contenere decine di nidi).

Il declino iniziò durante gli anni 1800 - 1870, a cui sopraggiunse un declino molto più accentuato (negli anni 1870 - 1890).[5] Si presuppone che l'ultimo esemplare di tale piccione fosse "Martha" morto il 1 settembre 1914 nello Zoo di Cincinnati, nell'Ohio.

Cause dell'estinzione[modifica | modifica sorgente]

Piccione migratore in una fotografia del 1898

Fra le varie cause che portarono all'estinzione della colomba migratrice:

  • Condizioni climatiche avverse, come la tempesta di grandine che distrusse la colonia del Michigan (1881)
  • Distruzione delle colonie ad opera dell'uomo, incluso per effetto degli Indiani, che erano soliti bruciare le loro colonie
  • Distruzione dell'habitat di vita della specie per effetto del disboscamento
  • Caccia, per via della delicatezza della loro carne, questi uccelli furono soggetti per molti anni a una caccia spietata. Inventarono anche mezzi nuovi e crudeli come il cosiddetto stool pigeon (piccione da richiamo) (dove si rendeva cieco un piccione e lo si usava come esca per gli altri )[6] Fu nel Michigan, nel 1878, che avvenne l'ultimo grande sterminio di piccioni migratori: si conta venne ucciso almeno un milione di piccioni.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Femmina di piccione migratore

Le colombe migratrici si nutrivano di ghiande, castagne e frutta, semi di acero, di carpine e di olmo, ciliegie e le prugne selvatiche, le bacche di sambuco e quelle di molte altre piante.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Nidificavano ponendo un unico uovo che covavano per circa due settimane. Il loro nido ricordava quello delle tortore e dei colombacci.

Uova di Ectopistes migratorius

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Ectopistes migratorius in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ New York Times del 16 gennaio 1910
  3. ^ Mann, Charles C.. "The Artificial Wilderness". 1491: New Revelations of the Americas Before Columbus. New York: Alfred A. Knopf. pp. 315–8. ISBN 1-4000-4006-X.
  4. ^ Franco Tassi, Animali in estinzione, De Agostini, 1980.
  5. ^ (EN) Declino del piccione migratore
  6. ^ colonnello Henry W. Shoemaker, The Passenger Pigeon in Pennsylvania

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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