Rivoluzione neolitica

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La rivoluzione neolitica fu la prima delle rivoluzioni agricole che si sono succedute nella storia dell'umanità. Ebbe luogo in periodi diversi in varie aree del mondo e portò alla transizione da una economia di sussistenza basata su caccia e raccolta all'addomesticazione di animali e alla coltivazione di piante. Le più antiche evidenze archeologiche di questa transizione sono state trovate nel Vicino Oriente (nell'area della Mezzaluna Fertile) e risalgono al X millennio a.C. circa.[1]

La definizione era stata introdotta negli anni venti da Vere Gordon Childe[2]. Tale cambiamento, secondo la sua ricostruzione, era collegato ai primi insediamenti stabili e ad un abbozzo di stratificazione sociale. Fu ancora Gordon Childe ad individuare l'epicentro del cambiamento nella zona della cosiddetta Mezzaluna fertile, da dove in seguito le novità si sarebbero trasmesse in Europa, sebbene in seguito le modalità di trasmissione di queste trasformazioni sarebbero state ampiamente discusse e precisate nell'ambito degli studi sul neolitico, fondamentalmente nell'ottica di stemperare l'idea di rivoluzione, in favore di un lento condizionamento dell'ambiente da parte dell'intervento umano.[3]

La rivoluzione neolitica ebbe profondissime conseguenze non solo sull'alimentazione umana ma anche sulla struttura sociale delle comunità preistoriche. Se le comunità preistoriche di cacciatori-raccoglitori erano tipicamente nomadi, di piccole dimensioni, e poco strutturate da un punto di vista sociale, l'introduzione dell'agricoltura portò alla nascita di comunità sedentarie, villaggi e città. L'incremento della densità di popolazione a sua volta condusse alla divisione del lavoro e gradualmente alla strutturazione della società e alla nascita di forme di amministrazione politica più complesse, nonché al commercio. Inoltre, attraverso l'insediamento stabile e l'agricoltura, l'uomo iniziò in questo periodo a manipolare l'ambiente naturale a proprio vantaggio. I più antichi esempi noti di società agricole neolitiche strutturate sono le città sumere, la cui nascita segna anche il passaggio dalla preistoria alla storia.

Mario Vegetti sottolinea la dinamica economica che è sottesa a questo processo: "La rivoluzione agricola non sarebbe stata possibile senza una decisione sociale, che rafforza la coesione delle comunità neolitiche", quella cioè di non consumare immediatamente il prodotto del raccolto, "ma di conservarne una parte, da destinare alla semina".[4]

L'insieme di trasformazioni sociali, culturali e ambientali portate dalla rivoluzione neolitica e le loro dinamiche è tuttora oggetto di studio e dibattito accademico; è comunque verosimile che tali trasformazioni siano avvenute in modi diversi in luoghi diversi, e che solo in parte esse abbiano seguito leggi evolutive universali.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anil K. Gupra, Origin of Agriculture and Domestication of Plants and Animals Linked to Early Holocene Climate Amelioration, «Current Science», vol. 87, n. 1, 10 luglio 2004.
  2. ^ V. Gordon Childe, The Dawn of European Civilization, 1925 (con edizioni successive, la sesta e ultima delle quali nel 1957, anno della morte dell'autore; tradotto in italiano come Preistoria della società europea, Sansoni editore, Firenze 1979, traduzione di J. P. le Divelec).
  3. ^ Il nuovo atlante storico Zanichelli, ed. Zanichelli, Bologna, 1997, p. 8.
  4. ^ Mario Vegetti, Dalla rivoluzione agricola a Roma, ed. Zanichelli, Bologna, 1993, p. 22.
  5. ^ Heather Pringle, The Slow Birth of Agriculture

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Saltini, I semi della civiltà. Frumento, riso e mais nella storia delle società umane, Bologna 1996 (nuova edizione 2009), Nuova terra antica. ISBN 9788896459010)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]