Deriva dei continenti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La deriva dei continenti è una teoria geologica secondo la quale i continenti si muoverebbero l'uno rispetto all'altro. Fu introdotta, nella sua versione moderna, nel 1912 da Alfred Lothar Wegener, che fu il primo a presentare in una formulazione organica le prove del fenomeno e una spiegazione coerente delle sue cause. Nella scienza moderna la teoria della deriva dei continenti è sostituita dalla più generale teoria della tettonica delle placche.

Origini della teoria[modifica | modifica sorgente]

L'ipotesi che i continenti si siano spostati, e in particolare che si siano allontanati l'uno dall'altro, è piuttosto antica. Già nel 1590, il cartografo olandese Abraham Ortelius notava nel suo saggio Thesaurus Geographicus che il profilo delle coste dei continenti dimostrava chiaramente che essi si erano staccati l'uno dall'altro "per via di terremoti e inondazioni". L'idea di Ortelius fu ripresa da diversi autori nei secoli successivi (tra gli altri, Bacone, Franklin e Alexander von Humboldt). L'idea divenne ancora più attraente nel XIX secolo, quando lo studio dei fossili portò la prova del fatto che, per esempio, il Nordamerica e l'Europa avevano avuto in passato una flora comune. Sulla base di queste osservazioni, Eduard Suess giunse nel primo Novecento a ipotizzare l'origine dei continenti moderni dalla frammentazione di un antico supercontinente, Gondwana. Tutti questi autori, pur avendo intuito il fenomeno della deriva dei continenti in sé, avevano però difficoltà a fornire una spiegazione coerente delle cause.

Nel 1910, il geologo statunitense Frank Taylor giunse a formulare l'idea dello scorrimento della crosta terrestre dalle alte latitudini a quelle basse dell'emisfero settentrionale. Egli si riferiva in modo particolare alla Groenlandia, che immaginava essere il residuo di un antico massiccio da cui si erano staccati, lungo fosse di spaccatura, il Canada e l'Europa settentrionale. Anche alla tesi di Taylor mancava un punto importante: il meccanismo che produceva lo spostamento delle masse continentali. La sua spiegazione, che faceva riferimento alle forze di marea verificatesi quando la Luna venne catturata dalla Terra, furono considerate fantasiose dalla maggior parte dei suoi contemporanei, ma servirono come importante ispirazione per Wegener. Un altro precursore, riconosciuto dallo stesso Wegener come autore di ipotesi simili alle sue[1], è stato Roberto Mantovani, un violinista nativo di Parma il quale nel 1878 aveva formulato una teoria che prevedeva la deriva dei continenti come conseguenza di una dilatazione globale della Terra[2].

La teoria di Alfred Wegener[modifica | modifica sorgente]

Animazione della separazione della Pangea

Wegener ebbe il merito di mettere insieme in modo minuzioso tutti gli elementi che potevano essere riconosciuti come prove indirette dell'antica origine comune dei continenti, e di formulare in merito una teoria dettagliata, completa di un tentativo di datazione. Le sue conclusioni furono comunicate per la prima volta in pubblico presso la Società Geologica di Francoforte sul Meno, il 6 gennaio 1913, in un intervento intitolato La formazione dei continenti e degli oceani in base alla geofisica. Pochi giorni dopo (10 gennaio) presentò le stesse idee presso la Società per il Progresso delle Scienze Naturali di Magdeburgo in un altro intervento dal titolo Gli spostamenti orizzontali dei continenti. La prima pubblicazione della sua teoria fu nel 1915, nel saggio La formazione dei continenti e degli oceani.

Wegener sostenne che nel Paleozoico, e buona parte del Triassico, le terre emerse formavano un unico supercontinente, che battezzò Pangea, contrapposto a un unico superoceano, Panthalassa. La frammentazione di Pangea era iniziata circa 200 milioni di anni fa. La prima spaccatura aveva contrapposto Laurasia (Europa, Asia e Nordamerica) e Gondwana (Sudamerica, Africa e Oceania). Ulteriori frammentazioni portarono la suddivisione dei due supercontinenti, che gradualmente andò suddividendosi fino alla conformazione attuale. Wegener fece notare che in Africa e in America meridionale erano stati rinvenuti fossili di animali e di piante delle stesse specie, vissuti nella stessa epoca, che non avrebbero in alcun modo potuto attraversare l'Oceano. Questo fatto diventa facilmente spiegabile ipotizzando che fossero stati uniti tra loro. Egli studiò inoltre le tracce lasciate dagli antichi ghiacciai sulle rocce e dimostrò che India, Australia, Africa meridionale e America meridionale erano state coperte contemporaneamente dai ghiacci, presumibilmente prima della loro separazione.

Età della crosta oceanica, rilevamento del 1996

Attingendo alle più recenti scoperte della geologia, Wegener spiegava questi fenomeni di "deriva" dei continenti descrivendo le terre emerse come enormi "zolle" di Sial[3] che galleggiavano su una superficie anch'essa solida ma molto più malleabile, il Sima[4], situato fra la discontinuità di Mohorovicic (40 km di profondità) e la discontinuità di Gutenberg (2900 km). Ciò che mancava all' attenta osservazione di Wegener era una spiegazione di come tutto ciò fosse avvenuto e di quale fosse il "motore" in grado di spostare i continenti.

Come si è modificata la crosta terrestre[modifica | modifica sorgente]

Le zolle o placche che costituiscono la crosta terrestre si spostano di appena pochi centimetri ogni anno. Tuttavia, nei milioni di anni d'età del nostro pianeta, hanno percorso migliaia di chilometri, originando nuove dorsali oceaniche.

  1. "Neoproterozoico" (1300 -700 milioni di anni fa) esiste il supercontinente Rodinia
  2. "Neoproterozoico" (700 -570 milioni di anni fa) frantumazione del supercontinente in otto continenti
  3. "Cambriano" (570 - 510 milioni di anni fa): i continenti sono alle latitudini tropicali venendo riuniti nei subcontinenti Gondwana esteso verso Polo Sud e Laurasia esteso verso nord.
  4. "Devoniano" (408 - 362 milioni di anni fa): i supercontinenti Laurentia e Gondwana si spostano verso Nord.
  5. "Carbonifero" (362 - 290 milioni di anni fa): si sono formati tre continenti: Laurentia, Angara e Gondwana.
  6. "Triassico" (245 - 208 milioni di anni fa): i tre continenti si sono uniti formando la Pangea.
  7. "Giurassico" (208 - 145 milioni di anni fa): Pangea comincia a dividersi, la formazione della nuova dorsale oceanica provoca un generale innalzamento dei mari.
  8. "Cretaceo" (145 - 65 milioni di anni fa): mari caldi e poco profondi ricoprono le aree pianeggianti adiacenti la piattaforma continentale. I livelli delle acque superano quelli attuali di 25 metri.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alfred Wegener, Die Entstehung der Kontinente und Ozeane, Braunschweig, Friedrich Vieweg & Sohn Akt. Ges., 1929.
  2. ^ (EN) Giancarlo Scalera, Roberto Mantovani an Italian defender of the continental drift and planetary expansion in Scalera, G. and Jacob, K.-H. (a cura di), Why expanding Earth? A book in honour of O.C. Hilgenberg, Rome, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 2003, pp. 71-74.
  3. ^ Roccia costituita soprattutto da silicio (Si) e alluminio (Al).
  4. ^ Roccia costituita soprattutto da silicio (Si) e magnesio (Mg).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

scienze della Terra Portale Scienze della Terra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di scienze della Terra