Carbonifero

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Periodo Sottosistema/
Epoca
Piano Età
(Ma)
Permiano Cisuraliano Asseliano Più recente
Carbonifero Pennsylvaniano Gzheliano 299.0–303.9
Kasimoviano 303.9–306.5
Moscoviano 306.5–311.7
Bashkiriano 311.7–318.1
Mississippiano Serpukhoviano 318.1–328.3
Viséano 328.3–345.3
Tournaisiano 345.3–359.2
Devoniano Superiore Famenniano Più antico
Suddivisione del sistema del Carbonifero secondo la Commissione Internazionale di Stratigrafia (ICS).[1]

Nella Scala dei tempi geologici, il Carbonifero è il quinto dei sei periodi in cui è suddiviso il Paleozoico, che a sua volta è la prima delle tre ere in cui è suddiviso l'eone Fanerozoico.

Il Carbonifero è compreso tra 359,2 ± 2,5 e 299,0 ± 0,8 milioni di anni fa (Ma),[1] preceduto dal Devoniano e seguito dal Permiano.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del Carbonifero deriva dal fatto che nei terreni formatisi in questo periodo sono molti diffusi i giacimenti di carboni fossili, in conseguenza del grande sviluppo delle foreste avvenuto in questo periodo.

La denominazione e l'unità cronostratigrafica furono introdotti nel 1822 dai geologi inglesi William Daniel Conybeare e William Phillips, che tuttavia inizialmente la considerarono a livello di epoca o serie, con il nome di Carboniferous Series.

Suddivisione[modifica | modifica sorgente]

Marmo del Mississippiano.

La Commissione Internazionale di Stratigrafia[1] riconosce per il Carbonifero, due sottoperiodi (Pennsylvaniano e Mississippiano, entrambi di origine americana), che danno luogo a sei epoche e sette piani, ordinati dal più recente al più antico secondo il seguente schema, che riporta a fianco anche la precedente convenzione europea, che utilizzava una suddivisione di tipo diverso:

Definizioni stratigrafiche e GSSP[modifica | modifica sorgente]

La base del Carbonifero, coincide con quella del Mississipiano e del suo primo piano, il Tournaisiano, ed è definita dalla prima comparsa negli orizzonti stratigrafici dei conodonti della specie Siphonodella sulcata, all'interno della linea di evoluzione filogenetica da Siphonodella praesulcata a Siphonodella sulcata.[2]

Come indicatori fossili secondari presenti nello strato 89, sono da annoverare i trilobiti Belgibole abruptirhachis, Archegonus (Phillibole) e Carbonocoryphe.
I Belgibole abruptirhachis fanno la loro comparsa in varie sezioni stratigrafiche che contengono cefalopodi in Germania, Polonia (Monti della Santa Croce) e nella Alpi Carniche austriache.

GSSP[modifica | modifica sorgente]

Il GSSP,[2] il profilo stratigrafico di riferimento della Commissione Internazionale di Stratigrafia, è stato inizialmente localizzato nello strato 89, nella sezione E', a La Serre, nella Montagne Noire, dipartimento di Hérault, nel sud della Francia.[3]

Nel 2006 si è tuttavia scoperto che ci sono problemi biostratigrafici che non rendono l'assegnazione correlabile con precisione.[4][5]

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Invertebrati[modifica | modifica sorgente]

Nella fauna marina molto numerosi sono i foraminiferi, soprattutto fusuline, che costituiscono in massima parte i calcari della Russia, dell'Iran, della Cina e del Giappone. Diffusi sono i tetracoralli e i tabulati nelle facies di piattaforma carbonatica; tra gli echinodermi, i blastoidi e i crinoidi sono le forme più diffuse; fra i brachiopodi, i productidi e gli spiriferidi. Tra i molluschi si verifica un continuo sviluppo dei cefalopodi, mentre tra gli artropodi sono in regresso i trilobiti. Nelle acque dolci vivevano crostacei fillopodi e gasteropodi polmonati. Sulla terraferma erano presenti grandi artropodi: scorpionidi, aracnidi, miriapodi e insetti.

Vertebrati[modifica | modifica sorgente]

Tra i vertebrati, grande espansione hanno i primitivi pesci ossei (tra cui i paleonisciformi) e i pesci cartilaginei, che si diversificano dando vita a strane forme oggi scomparse, come gli Eugeneodontida, i Chondrenchelyida e i Symmoriida, e agli antenati degli squali odierni. Fossili eccezionali di queste forme sono quelle rinvenute nel deposito di Bear Gulch, in Montana. I placodermi, così come la maggior parte degli agnati, erano già scomparsi nel Devoniano. I tetrapodi conoscono una notevole espansione, anche se nella documentazione fossile sono assenti per circa 20 milioni di anni (il cosiddetto “Romer’s gap”). Accanto a forme di incerta collocazione (Crassigyrinus, Loxommatidae) nel Carbonifero inferiore si possono già riconoscere i primi rappresentanti dei temnospondili, che divennero particolarmente floridi verso la fine del periodo e nel Permiano. I lepospondili, dal canto loro, sviluppano subito forme molto specializzate (Aistopoda). I rettiliomorfi si evolvono fino a produrre forme semiacquatiche (Embolomeri) e terrestri; queste ultime diedero origine ai primi veri rettili. Nel giacimento di Joggins in Nuova Scozia sono stati rinvenuti numerosi resti di questi primitivi rettili (ad es. Hylonomus) conservati all’interno di tronchi d’albero cavi. Contemporaneamente a questi animali si svilupparono anche i primi sinapsidi (Archaeothyris).

Flora[modifica | modifica sorgente]

Incisione raffigurante la flora del Carbonifero.

La flora del carbonifero, inizialmente simile a quella dell'Ordoviciano superiore, sviluppò rapidamente nuove specie e divenne estremamente ricca e vigorosa.
Viene suddivisa in due gruppi:

  • le crittogame vascolari o pteridofite (la grande famiglia delle felci), comprendenti Sphenophyllales (piante rampicanti lianiformi), lepidodendrali, licopodiali, equisetali (equiseto o coda di cavallo), filicali (felci).
  • le fanerogame gimnosperme, comprendenti pteridosperme (tra cui la Callistophyton), cicadine, cordaitine, conifere: questi vegetali, alcuni dei quali ancora esistenti ma con dimensioni ridotte, erano in taluni casi giganteschi.

Le lepidodendrali erano rappresentate da grandi alberi: i Lepidodendron, le Sigillaria, le Stigmaria raggiungevano decine di metri di altezza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c http://www.stratigraphy.org/ics%20chart/09_2010/StratChart2010.jpg
  2. ^ a b Global Boundary Stratotype Section and Point (GSSP) of the International Commission of Stratigraphy, Status on 2010.
  3. ^ Paproth, E., Feist, R., and Flaijs, G., 1991. Decision on the Devonian-Carboniferous boundary stratotype. Episodes 14/4, p. 331 - 336
  4. ^ Kaiser, S. I., Steuber, T., Becker, R. T., and Rasser, M. W., 2006. The Devonian/Carboniferous boundary stratotype section (La Serre E', Montagne Noire) revisited. Kö lner Forum Geol. Paläont., 15, p. 52.
  5. ^ Kaiser, S. I., 2009. The Devonian/Carboniferous boundary stratotype section (La Serre, France) revisited. Newsletters on Stratigraphy, 43/2, p. 195 - 205.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gradstein, F.M.; Ogg, J.G.; Smith, A.G.. A Geologic Time Scale 2004. Cambridge University Press. (2004)

Schemi[modifica | modifica sorgente]

eone Fanerozoico
era Paleozoica era Mesozoica era Cenozoica
era Paleozoica
periodo Cambriano periodo Ordoviciano periodo Siluriano periodo Devoniano periodo Carbonifero periodo Permiano

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]