Nuova Scozia

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Nuova Scozia
provincia
(EN) Nova Scotia
(FR) Nouvelle-Écosse
(GD) Alba Nuadh
Nuova Scozia – Stemma Nuova Scozia – Bandiera
(dettagli)
Localizzazione
Stato Canada Canada
Amministrazione
Capoluogo Halifax
Luogotenente Governatore John James Grant dal 7 settembre 2006
Primo ministro Stephen McNeil (Lib) dal 22 ottobre 2013
Lingue ufficiali Inglese, francese, gaelico canadese
Data di istituzione 1º luglio 1867
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°51′16″N 63°11′57″W / 44.854444°N 63.199167°W44.854444; -63.199167 (Nuova Scozia)Coordinate: 44°51′16″N 63°11′57″W / 44.854444°N 63.199167°W44.854444; -63.199167 (Nuova Scozia)
Superficie 55 283 km²
Abitanti 939 531[2] (2009)
Densità 16,99 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale B (prefisso)
NS (codice)
Fuso orario UTC-4
ISO 3166-2 CA-NS
PIL (nominale) 34 188 mln C$[3]
Rappresentanza parlamentare Camera: 11
Senato: 10
Motto (LA) Munit haec et altera vincit
Cartografia

Nuova Scozia – Localizzazione

Sito istituzionale
Simboli della Nuova Scozia
Uccello Falco pescatore
Albero Abete rosso
Fiore Biancospino
Minerale Agata

La Nuova Scozia (in inglese Nova Scotia, in francese Nouvelle-Écosse, in gaelico scozzese Alba Nuadh) è una provincia Federale del Canada, sull'Oceano Atlantico. Assieme a Nuovo Brunswick e all'Isola del Principe Edoardo è una delle tre Province marittime. La capitale è Halifax. Altre città importanti sono Yarmouth, Sydney, e Antigonish.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Nova Scotia-map-2.png

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La provincia atlantica della Nuova Scozia ha una superficie di 55.283 km² (il doppio della Sicilia) ma ha solo 934.782[4] abitanti.

La penisola Nuova Scozia si estende a nord est dello stato americano del Maine ed è connessa alla terraferma da una piccola striscia di terra. La costa ha una lunghezza di ben 7.500 km. Il mare è onnipresente, ed è proprio l'acqua a dare al paesaggio la sua caratteristica: insenature, fiumi, laghi sono numerosissimi. Sono presenti numerose aree boschive ed aree rimaste ancora allo stato naturale.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contee della Nuova Scozia.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Secondo la nota classificazione dei climi di Köppen la Nuova Scozia appartiene alla fascia Dfb e Dfc ossia al clima freddo, nivale, a foresta, umido tutto l'anno (cioè senza mesi con precipitazioni nulle o scarse) e con estate calda (ma con temperature medie del mese più caldo inferiore ai 22°) o fresca (meno di 4 mesi con medie superiori ai 10°), quest'ultima nelle zone più settentrionali della regione[5]. La Nuova Scozia è una penisola e quindi è in gran parte circondata dal mare (l'Oceano Atlantico ad Est e Nordest, il Golfo di San Lorenzo a Nordovest e la Baia di Fundy a Sudovest) ma si trova anche ad Est dell'enorme massa continentale canadese che in inverno gela quasi per intero. Questi due fattori fanno sì che il clima di questa provincia del Canada abbia caratteri sia marittimi che continentali: marittimo per le temperature più contenute rispetto alle aree interne del paese, per le abbondanti precipitazioni, per la ventilazione sostenuta e le tempeste oceaniche che frequentemente spazzano questa regione, continentale per i forti scarti termici tra la stagione estiva e quella più fredda e per i rigori dei mesi invernali.

Così se d'estate la fredda corrente oceanica (e in genere l'azione mitigatrice delle acque) tiene relativamente basse le temperature superficiali dei mari più a Sud (fino a 8° le acque della Baia di Fundy e quelle dell'Oceano Atlantico) contribuendo a rinfrescare le zone costiere e limitando in tutta la provincia gli eccessi di calore tipici delle aree più interne del paese, d'inverno, quando le temperature dell'oceano e quelle della Baia di Fundy oscillano tra i 4 °C e i 0 °C, la Nuova Scozia vive stagioni meno rigide di quelle che si presentano nelle aree interne canadesi dove le temperature scendono frequentemente anche sotto i -40. Per altro a fine agosto le temperature delle acque oceaniche che bagnano le coste (anche quelle più settentrionali) raggiungono i 18 °C, questo fattore rende attive le brezze marittime prolungando di un paio di settimane, rispetto alle regioni canadesi più interne, la stagione estiva. Solo d'inverno, quando il Golfo di San Lorenzo e lo Stretto di Northumberland ghiacciano completamente, nelle zone più settentrionali della Nuova Scozia l'influenza delle acque marine si annulla. Inoltre la stagione invernale tende a prolungarsi quando a inizio primavera le zone marittime settentrionali (occasionalmente anche la Baia di Fundy) restano ancora bloccate dai ghiacci.

Questa regione è anche l'area con i maggiori quantitativi pluviometrici di tutta la costa Nordorientale compresa tra gli Stati Uniti e il Canada. In effetti la Nuova Scozia ha medie pluviometriche annuali che non scendono sotto i 1000-1100mm e gli stessi rilievi della regione, costituiti solo da modeste colline la cui massima elevazione si trova nella zona più settentrionale (nell'isola del Capo Bretone si raggiungono i 530 metri di altezza), riescono a fare impennare ulteriormente le già consistenti precipitazioni tant'è che nell'area compresa tra le coste dell'Oceano Atlantico e quelle di Cape Breton si superano i 1600mm medi annui (Halifax, la capitale che si trova al centro della penisola ed è bagnata dall'Oceano Atlantico, ha una media annua di 1508mm). Il resto della provincia viaggia oltre i 1300-1400mm mentre la zona meno piovosa (intorno ai 1000-1100mm) è quella lungo lo stretto di Northumberland che ghiacciando in inverno tende a rendere più estese e stabili le aree di alta pressione che si formano sopra le terre gelide del Canada. Le precipitazioni sono più abbondanti nel semestre invernale e relativamente meno cospicue in estate ma nel mese meno piovoso i totali pluviometrici medi mensili non scendono sotto i 75-80mm circa.

In media il 15% delle precipitazioni totali della Nuova Scozia cade sotto forma di neve, valore che sale a circa il 30% nella zona dell'isola di Capo Bretone. Le zone meno nevose sono, ovviamente, quelle costiere più meridionali a cavallo tra l'Oceano Atlantico e la Baia di Fundy, qui cadono poco meno di 150 cm di neve all'anno. I cm superano i 300 nelle zone collinari più interne e nell'isola del Capo Bretone (il centro storico di Halifax registra ha una media annua di circa 160 cm). Le abbondati nevicate della Nuova Scozia sono anche il prodotto dello scorrimento dell'aria gelida artica o occidentale su superfici marine che generalmente anche nei mesi più freddi dell'anno tendono (tranne quelle indicate sopra) a non gelare. Fenomeno simile a quello, più famoso, che si verifica lungo le sponde dei Grandi Laghi del Nordamerica (" Lake effect snow ").[6] Il periodo dell'anno in cui al suolo sono presenti almeno 2,5 cm di neve varia dai 110 giorni lungo le coste meridionali ai 140 nelle zone interne e più settentrionali.

Per il periodo 1979-1997 si ricava che:

1) su gran parte della Nuova Scozia la parte dell'anno in cui per la prima volta si rileva un periodo di almeno 14 giorni di seguito con neve al suolo dell'altezza minima di 2 cm è quella della seconda metà di dicembre con un anticipo alla prima metà del mese sulla parte Nordorientale di Capo Bretone e un posticipo alla prima metà di gennaio nell'estremo Sud della provincia (là dove sorge Yarmouth). Al contrario il periodo ultimo in cui mediamente si rilevano per l'ultima volta questi parametri è quello, sui due terzi della Nuova Scozia, della prima metà di aprile con un anticipo all'ultima quindicina di marzo nelle zone meridionali della regione (e la prima metà di marzo nell'estremo Sud costiero, Yarmouth e dintorni) e un posticipo alla metà di aprile nella parte nordorientale di Capo Bretone (fino alla prima metà di maggio sulla parte più settentrionale di questa penisola della Nuova Scozia)

2) in media l'altezza massima annuale che raggiunge la neve al suolo (da non confondere con gli accumuli totali) è di circa 40 cm su gran parte della provincia ma con valori inferiori sulle coste meridionali e superiori (con punte fino ad un metro) sulle zone Centrosettentrionali di Capo Bretone (dove, tra l'altro, sorge Sydney) e alcune zone interne della Nuova Scozia a Sudest di Halifax.[7]

La zona di Cape Sable, punta Sudorientale della Nuova Scozia, è quella più mite di tutta la provincia con più di 6 mesi all'anno senza temperature sotto lo zero. Ma la maggior parte delle zone agricole della Nuova Scozia registrano dai 120 ai 130 giorni senza gelo (da fine maggio ai primi di ottobre) che salgono fino a 140 nelle zone più meridionali e scendono sotto i 100 nella zona dell'isola di Capo Bretone.

I venti sono prevalentemente meridionali o sudoccidentali in estate mentre si dispongono da Ovest-Nordovest in inverno.

Quello della Nuova Scozia è un clima molto ventoso e soggetto a frequenti e repentine variazioni anche nell'arco delle 24 ore. In una stessa giornata invernale si può passare dal sole alla pioggia e infine alla neve così come la neve può trasformarsi in pioggia che subito dopo può ghiacciare o può tornare il sole.

Caratteristiche (in una regione in cui in tutto l'anno l'umidità è elevata) le nebbie. Più frequente nella stagione estiva e lungo le coste la nebbia è causata dalla differenza termica tra l'Oceano Atlantico e le più elevate temperature dell'aria ma anche dallo scontro tra le acque più calde e quelle più fredde (Corrente del Labrador) dell'oceano. Spesso queste nebbie marittime tendono ad estendersi anche nelle zone più interne (soprattutto la notte). Infatti la Nuova Scozia è una delle regioni del pianeta con il maggior numero di giorni di nebbia. In alcune giornate si possono avere contemporaneamente veloci e densi banchi di nebbia, vento sostenuto e precipitazioni che nel periodo più freddo possono essere nevose. L'aeroporto di Halifax (che rispetto alla città è più interno) ha una media di 122 giorni con almeno 1 ora di nebbia, Yarmouth 118, mentre Sydney (zona dell'isola di Capo Bretone) 80.

I giorni senza Sole (giorni con meno di 5 minuti di Sole) sono circa 83 con un massimo tra novembre e febbraio.

Questa regione atlantica essendo spesso sede di scontro tra diverse e grosse masse d'aria (soprattutto tra quelle continentali che scendono dall'Artico canadese e quelle meridionali e calde che risalgono lungo le coste orientali) viene frequentemente battuta da forti tempeste oceaniche, profonde depressioni che provocano il crollo della pressione e scatenano venti sostenuti e piogge abbondanti e battenti.

In effetti la Nuova Scozia è la provincia con più tempeste di tutto il Canada e può essere interessata da tempeste di origine tropicale e addirittura da uragani caraibici che, soprattutto tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, risalgono lungo la costa orientale del Nord America. Il più violento degli ultimi tempi è stato certamente l'uragano Juan che ha colpito in pieno la capitale Halifax del settembre del 2003[8]. Nonostante ciò la Nuova Scozia non ha, a causa delle estati relativamente fresche e di rilievi modesti che non favoriscono la termoconvezione, un numero elevato di giorni con temporali (circa 10 all'anno), mentre i tornado sono piuttosto rari.

Tutte e quattro le stagioni della Nuova Scozia hanno caratteristiche ben precise.

In autunno si passa facilmente da giornate ancora tiepide a periodi molto freddi che, grazie alle correnti nordoccidentali, portano nella seconda parte della stagione delle nevicate anche lungo le coste. In genere la prima sporadica neve sulle zone costiere cade già a novembre. L'estate indiana, l'autunno caldo caratteristico del Nord America, qui è decisamente meno caldo e più raro di quello statunitense e delle zone centrali del Canada. Questa è anche la stagione in cui grazie ai primi freddi si verifica il fenomeno del foliage, ossia l'esplosione di un'intensa colorazione dalle tonalità pastello, soprattutto rosso e marrone, delle foglie degli alberi decidui.

L'inverno è molto nevoso con temperature minime che possono scendere al di sotto dei -15º (qui i record negativi assoluti sprofondano, anche nelle zone costiere, oltre i -20/-30º). In questa stagione il repentino cambiamento della provenienza dei venti (atlantici, artici, meridionali o occidentali) può far variare rapidamente le temperature nell'arco delle 24h passando così da rapidi disgeli a veloci congelamenti o viceversa. Nei mesi più freddi le medie delle temperature massime delle città costiere della Nuova Scozia sono sotto lo zero o intorno a questo valore.

Yarmouth, nell'estremo Sud e quindi nella zona meno fredda di tutta la penisola, ha una media termica assoluta (media tra minime e massime) di gennaio di -3 °C. Ma anche in questa stagione, soprattutto quando soffiano le più tiepidi correnti sudoccidentali, le piogge si presentano frequentemente alternandosi con le nevicate. Ovviamente le piogge invernali sono sempre meno probabili man mano che ci si allontana dalla costa e si risale verso Nord. Nei mesi più freddi possono prodursi vere e proprie tormente di neve (almeno 1 o 2 ogni inverno) ossia tempeste con accumuli notevoli in poche ore, venti violentissimi (anche oltre i 150 km/h) e temperature di parecchi gradi sotto lo zero.

Tra le più imponenti serie di tormente che hanno colpito la Nuova Scozia sono certamente da ricordare quelli che sono scaturiti da un sistema depressionario Atlantico ribattezzato, dal nome dell'uragano che aveva colpito la stessa regione nel settembre precedente, White Juan, e che tra il 17 e il 20 febbraio del 2004 interessò le province Sudorientali del Canada causando nevicate eccezionali e continue. Infatti alla fine della seconda decade del febbraio di quell'anno una profondissima depressione atlantica salì verso Nord posizionandosi prima a Sud e poi Est delle coste della Nuova Scozia attivando così venti violenti da Nord-Nordovest. Nei giorni precedenti aria freddissima dal Labrador e dall'Artico orientale del Canada aveva fatto crollare di parecchi gradi sotto lo zero le temperature delle città della Nuova Scozia.

L'arrivo della depressione innescò immediatamente intense tormente di neve che paralizzarono l'intera regione. In alcuni casi le tormente si trasformarono in veri e propri temporali di neve. Le copiose nevicate accompagnate da venti con forza da uragano (in alcuni casi si superarono i 120 km/h) bloccarono il sistema viario e causarono diverse interruzioni dell'energia elettrica, la chiusura di scuole, fabbriche e uffici, I danni furono enormi incalcolabili, a largo alcune onde raggiunsero i 10/15 metri di altezza. Molte zone batterono i record di accumuli nevosi in un solo giorno. Ad Halifax la neve misurata arrivò all'altezza di 96 cm, a Lower Sackville 91 cm, a Yarmouth 83 cm. Grazie agli accumuli eolici alcuni palazzi furono seppelliti dalla neve fino al 2 o 3 piano. Ci vollero diverse settimane per riportare la situazione alla normalità.[9][10][11][12][13]. Altri fenomeni pericolosissimi (soprattutto per il traffico stradale) che si verificano nei mesi più freddi dell'anno sono la pioggia congelantesi, la nebbia congelantesi e le tempeste di ghiaccio.

La primavera resta fredda e fino ad aprile si registra qualche nevicata mentre da maggio in poi, fra l'alternarsi di piovose perturbazioni oceaniche e i primi calori pre-estivi, si assiste ad un progressivo aumento delle temperature con una vera e propria esplosione di colori grazie al risveglio della vegetazione.

L'estate è tiepida e piovosa con medie massime che generalmente non superano i 22-23°. Di giorno le zone interne lontane dall'effetto refrigerante del mare tendono a registrare circa 5 °C in più delle aree costiere (effetto rinfrescante che perdura anche di notte ma che si riduce ad una differenza di circa 2 °C). Sono pochi i giorni in cui si registrano valori termici oltre i 28° ma può capitare che aria molto calda dagli Stati Uniti centrali arrivi fin su queste coste facendo schizzare le massime oltre i 30° (i record assoluti superano i 35°) In questa stagione, soprattutto nelle prime ore del mattino (ma non solo), si formano frequenti, estesi e densi banchi di nebbia.[14][15]

Sable Island è un'isola appartenente alla Nuova Scozia ma posta a 300 km a Sudest da Halifax. È spazzata frequentemente da violentissime tempeste e spesso coperta da spessi strati di nebbia. È l'unico luogo appartenente amministrativamente a questa provincia (eccetto qualche sparuta località costiera dell'estremo Sud della Nuova Scozia) ad essere inclusa nella fascia climatica C; qui infatti il mese più freddo, febbraio, ha una media termica di -1,4 °C. In compenso la stagione estiva è decisamente fresca. Le precipitazioni sono distribuite tutto l'anno ma con il 9% di neve sul totale delle precipitazioni annue è anche la zona meno nevosa di tutta la Nuova Scozia[16][17]

Fenomeni meteo pericolosi In una regione come la Nuova Scozia dove gli elementi del tempo si esprimono in tutta la loro violenza viene data molto importanza dai centri meteo regionali ai fenomeni meteo più dannosi.[18] Sotto un elenco delle manifestazioni meteo più pericolose che interessano questa provincia atlantica:

  • Grandine, per il servizio meteo canadese si parla di grandine quando il diametro del chicco di ghiaccio misura almeno 5 mm. Le grandinate più violente possono essere molto dannose sia per le proprietà che per l'agricoltura. Rispetto alle zone interne canadesi e dei Grandi Laghi la Nuova Scozia è meno interessata dalla grandinate ma comunque ogni anno questi fenomeni interessano, soprattutto in estate, la provincia atlantica e in particolare le zone interne e occidentali, molto colpita anche la zona di Half Island Cove.
  • Piogge violente e nubifragi, in alcuni casi le piogge possono diventare molto intense e assumere forma di veri e propri nubifragi (in Nuova Scozia si sono registrate piogge fino a 15–20 mm in 5 minuti, 45 mm in 30 minuti, una 60ina in 1 ora, 150 mm in 12 ore e anche oltre i 230 mm in 24 ore) con danni alle colture, alluvioni lampo e frane. La zona centrale della Nuova Scozia (in particolare la zona di Halifax) e, in generale, le coste atlantiche sono quelle più soggette a questi fenomeni.
  • Piogge estive copiose, nei mesi estivi possono esserci forti precipitazioni che possono provocare, soprattutto se durano più giorni, vere e proprie alluvioni. Tra maggio e settembre la possibilità che si verifichino tre giorni di seguito di piogge sono tra il 7% e il 22% (soprattutto nelle zone più orientali, quelle al confine con il Nuovo Brunswick e la zona di Halifax), mentre un periodo di piogge di 10 giorni è più probabile che si verifichi sulla parte Centrosettentrionale della penisola.
  • Piogge invernali copiose, così come nei mesi più caldi pure in inverno, anche se le temperature invernali della Nuova Scozia sono mediamente sottozero, non sono rare perturbazioni foriere di piogge battenti. Sono soprattutto le zone atlantiche ad essere soggette a questi fenomeni che diventano ancora più pericolosi quando alle piogge si somma l'acqua delle neve in fusione su terreni precedentemente innevati. In questi casi possono esserci estesi allagamenti e veloci inondazioni. Considerando il periodo compreso tra il 15 dicembre e il 15 aprile i giorni con totali pluviometrici (sia sotto forma nevosa che liquida) superiori ai 25 mm vanno da un massimo di 5-6 giorni sulla costa atlantica orientale (zona di Halifax), 4 su quella settentrionale, fino ad un minimo di 1 giorno (e anche meno) sulle aree al confine con il Nuovo Brunswick, qui le precipitazioni liquide invernali sono meno probabili e abbondanti.
  • Pioggia congelantesi, in alcune condizioni possono verificarsi precipitazioni liquide ma a temperature sottozero. In questi casi le gocce di pioggia appena toccano una qualunque superficie si congelano all'istante con il risultato di formare pesanti e scivolosi strati di ghiaccio pericolosissimi per le persone e la circolazione viaria, aerea (le piste degli aeroporti diventano piste da sci) e anche per le linee elettriche che possono essere abbattute dal peso ghiaccio. Anche gli alberi possono crollare sotto il peso del ghiaccio danneggiando auto e creare situazioni di pericolo per gli esseri umani e gli animali. Nel novembre del 2004 molte zone della Nuova Scozia restarono al buio a causa di persistenti e cospicui fenomeni di piogge congelantesi che distrussero molti pali elettrici. La frequenza annua di questi fenomeni varia dai 20 giorni nelle zone costiere del Sud, 30-40 sulle altre zone marittime del Centrosud, fino ad un massimo di 50-60 giorni nella zona meridionale e costiera di Cape Breton Island (regione più settentrionale della Nuova Scozia). Se Yarmouth, città atlantica dell'estremo Sud, registra 5 ore all'anno di piogge congelantesi, Halifax, sulla costa media atlantica, 20-23 ore, mentre Sydney, costa settentrionale, sale a 35 ore.
  • Nevicate copiose, la serie di abbondantissime nevicate che nel febbraio del 2004 interessarono la Nuova Scozia ("White Juan") accumulando in un solo giorno fino a circa 1 metro di neve ad Halifax evidenziano il pericolo derivante da abbondanti depositi nevosi che portano alla chiusura di scuole, fabbriche e attività commerciali, al blocco del traffico, il crollo di tetti e altro ancora. Annualmente il numero di tempeste di neve con accumuli superiori ai 10 cm variano da un minimo di 7 sulle coste meridionali e Sudoccidentali (da Yarmouth ad Halifax) ad un massimo di 10-11 nella zona settentrionale della provincia (Cape Breton Island dove sorge la città di Sydney) e Nordorientale al confine con la provincia di Nuovo Brunswick (qui troviamo la città di Amherst). In generale le zone costiere orientali dell'Atlantico sono meno soggette a questi fenomeni rispetto alle zone costiere occidentali e settentrionali.
  • Tormenta, nevicate abbondanti associate a venti violenti e temperature molto basse possono spazzare la Nuova Scozia. Sono tra i fenomeni meteo più pericolosi e possono causare l'abbattimento di linee telefoniche ed elettriche, vaste interruzione della corrente elettrica per diversi giorni, crollo di alberi e numerosi altri danni. Più precisamente secondo i criteri utilizzati dai centri meteo della Nuova Scozia si può parlare di tormenta di neve quando essa dura almeno 4 ore è accompagnata da venti oltre i 40 km/h, le temperature sono inferiori ai -3° e la visibilità non raggiunge 1 km. Adottando questi parametri si ricava che in questa provincia atlantica il numero di tormente varia da 3-4 all'anno nell'estremo Nord di Cape Breton Island a poco meno di 1 sulle zone oceaniche. Yarmouth, nella costa estrema meridionale della regione, registra una media di 11 ore all'anno di tormente, Shearwater (a pochi km da Halifax), sulla media costa atlantica orientale, arriva ad appena 0,7 giorni e 7 ore, Sydney, costa settentrionale, 1 tormenta per 12 ore, Sable Island (l'isolotto a Est della penisola della Nuova Scozia) 1,5 giorni per 16 ore. Ma nei mesi più freddi dell'anno tutta la Nuova Scozia, senza arrivare a vere e proprie tormente, viene frequentemente interessata da forti nevicate con venti sostenuti e visibilità ridotta che creano problemi alle attività umane.
  • Scaccianeve, quando i suoli sono ricoperti di neve il vento, se intenso, può sollevare enormi quantità di manto nevoso rendendo la visibilità limitata e creando numerosi problemi al traffico. Su gran parte della Nuova Scozia sono 3-4 gli episodi di scaccianeve con punte di 6 su Cape Breton Island mentre sulle coste più meridionali atlantiche si può scendere a 1-2 episodi. I giorni con scaccianeve variano da 20 all'estremo Nord a poco più di 10 sulle coste meridionali atlantiche.
  • Freddo estremo, in inverno periodi con temperature molto basse sono frequenti ma in alcuni casi i valori termici possono sprofondare di alcune decine di gradi sotto lo zero creando pericoli alla fauna, la flora e alle persone, soprattutto i senzatetto e coloro che lavorano all'aperto. Considerando un periodo di 10 anni si possono registrare valori minimi assoluti fino a circa -20 sull'estrema punta costiera atlantica Sudorientale (la zona di Clark's Harbour e Lower Woods Harbour), valori tra i -25 e i -30 sulle altre zone costiere meridionali e, in genere, sulle aree marittime atlantiche affacciate a Est, temperature sui -30 sulle zone costiere settentrionali e occidentali, minime inferiori ai -30 sulle zone interne della penisola della Nuova Scozia e temperature al di sotto dei -35 in diverse aree interne occidentali al confine con il Nuovo Brunswick. Se però consideriamo i valori minimi assoluti mai registrati (record) troviamo minime intorno ai -25 sull'estremo Sud costiero, sotto i -35 sulle zone costiere centro-settentrionali fino a punte al di sotto dei -50-55 sulle aree interne occidentali della provincia.
  • Wind chill molto bassi, la temperatura di raffreddamento è il valore termico, diverso da quello reale registrato dai termometri, avvertito dal corpo quando soffia il vento. Maggiore è la forza del vento e più bassa sarà la temperatura avvertita dall'organismo. In alcuni casi, quando le temperature sono molto fredde, il wind chill può risultare pericolosissimo per la vita umana e provocare veloci congelamenti. Animali, piante, lavoratori all'aperto e senzatetto sono i più esposti al pericoli di venti con temperature molto basse. Nei casi più estremi sono state calcolate temperature da wind chill inferiori ai -60° mentre anche nelle zone costiere meridionali le temperature percepite possono scendere intorno ai -35°. Spesso le zone più soggette ai wind chill più freddi sono proprio le zone costiere (soprattutto quelle settentrionali) perché più esposte ai venti più violenti.
  • Fulmini, in genere, ma non sempre, associati a temporali i fulmini sono pericolosi sia per le persone e gli animali sia per gli incendi (soprattutto boschivi) che possono innescare. Sulla Nuova Scozia la maggior parte dei fulmini si genera nella stagione estiva mentre sono rari nei mesi più freddi. Le zone più interessate da questi fenomeni sono quelle orientali al confine con il Nuovo Brunswick mentre le regioni settentrionali, soprattutto tra Sydney e la baia di Mira, sono quelle meno colpite.
  • Temporali violenti, la Nuova Scozia non ha un numero elevato di temporali (decisamente più numerosi in Nuovo Brunswick e nello stato Usa del Maine). Ma anche qui possono comunque colpire anche con molta violenza e si formano soprattutto nella stagione estiva. I pericoli del temporali sono provocati dai forti venti, le piogge violente e concentrate in poco tempo, le grandinate rovinose, i fulmini e le trombe d'aria che producono. La zona centrale della Nuova Scozia, da Amherst (al confine con il Nuovo Brunswick) all'entroterra di Halifax e da Truro (sulla baia di Cobequid) a Middleton (la Baia di Fundy), è quella maggiormente interessata da questi fenomeni con circa 4 eventi violenti all'anno. L'estremo Sud costiero (tra Yarmouth e Clarks Harbour), la costa più orientale della penisola di Half Island Cove e le coste più settentrionali della Nuova Scozia (Baia di San Lorenzo, Ingonish e l'isola di Scatarie) sono quelle meno colpite da violenti temporali, 0,5 all'anno. Le coste della Baia di Fundy registra fino ad una dozzina di giorni di temporali all'anno. Luglio è il mese in cui i temporali sono più frequenti.
  • Uragani, sicuramente i fenomeni meteo più micidiali e pericolosi che possono interessare la Nuova Scozia sono gli uragani. Infatti ogni tanto, nonostante la latitudine settentrionale della regione, alcuni mostri vorticosi risalgono lungo la costa atlantica degli States impattando contro la Nuova Scozia. In genere arrivano già declassati a "semplici" tempeste tropicali ma a volte raggiungono le coste della provincia come veri e propri uragani. In ogni caso gli effetti sono disastrosi. L'uragano del settembre del 2003 fu di categoria 2 con raffiche fino a 185 km/h, onde fino a 20 metri in una zona poco fuori dal porto di Halifax e piogge battenti. Tutta la regione può essere interessata da questi venti ma sono soprattutto le zone costiere atlantiche a subire i danni maggiori. Tra il 1901 e il 2000 sono state 19 le tempeste tropicali e 19 gli uragani veri e propri (tre dei quali di categoria 2) che hanno interessato la regione.
  • Tornado, fenomeni alquanto rari ma non impossibili sono i tornado. La costa Nordoccidentale (a Sud della provincia di Prince Edward Island) è quella più soggetta ai tornado.
  • Venti violenti, abbiamo visto che la Nuova Scozia è una regione molto ventilata soggetta a venti impetuosi e frequenti: tormenta, scaccianeve, uragani, tornado, tempeste, raffiche in seno a temporali ma anche venti intensi associati a normali depressioni creano numerosi problemi abbattendo alberi, scoperchiando tetti, rallentando il traffico, aumentando la sensazione di freddo. Greenwood poco distante dalla costa sulla Baia di Fundy registra 36 giorni con venti dai 52 km/h di cui 14 con venti a partire dai 63 km/h, Shearwater 16 e 4 giorni, Sydney 19 e 6 giorni, Yarmouth 13 e 2 giorni ma Sable Island ben 73 e 29 giorni. Raffiche record oltre i 140 km/h sono state registrate lungo tutte le zone costiere della provincia con punte, lungo la Baia di Fundy, oltre i 180 km/h.
  • Siccità, la Nuova Scozia è una regione che gode in ogni periodo dell'anno di precipitazioni abbondanti. La Siccità, quindi, è un fenomeno molto improbabile ma non del tutto impossibile. Nell'estate del 2001 una prolungata carenza, rispetto alle medie, di precipitazioni colpì alcune zone della Nuova Scozia e del Nuovo Brunswick provocando un calo fino al 50% della produzione di patate, del 50-75% di quella di mirtillo e un calo netto di altri prodotti come il fieno, i fagioli e le mele. Il danno economico fu forte con consequenziale calo del Pil e aumento della disoccupazione. La possibilità che tra maggio e settembre si verifichi un periodo di 10 giorni consecutivi senza precipitazioni sono maggiori nelle zone centromeridionali della provincia atlantica dove è più facile che si propaghino campane di alta pressione provenienti dalle zone meridionali e interne degli Stati Uniti. In ogni caso le probabilità vanno da un massimo del 9-13% (ad esempio a Roseway, Summerville, Weymouth Falls o Collegeville) ad un minimo dello 0-3% (ad esempio nell'isola di Sable Island o a Cheticamp).
  • Caldo intenso, come per la siccità la provincia atlantica è meno soggetta delle zone interne del Canada a forti ondate di caldo ma anche qui, se pur in termini più ridimensionati delle zone più continentali, non sono impossibili valori termici elevati. In questi casi aumentano, a causa dell'uso dei climatizzatori, i consumi di energia elettrica. In alcuni episodi i valori massimi termici mai registrati (record) hanno superato i 40° ma questo è accaduto con tempi di ritorno superiori ai 50 anni mentre di solito al di sotto di questo periodo temporale i valori assoluti non superano i 35°. I record più alti si sono registrati nelle zone più interne e in alcune zone costiere atlantiche orientali e settentrionali mentre i valori più contenuti si sono rilevati nelle zone costiere più meridionali (probabilmente perché meno continentali di altre).
  • Indici di calore elevati, ovviamente il caldo diventa ancora più fastidioso quando è associato a elevati indici di umidità. Questi due fattori, temperature e umidità elevate, possono rendere la temperatura percepita molto più alta di quella reale, anche oltre i 40°. Da qui fenomeni di afa. In queste situazioni si possono verificare gravi problemi come malattie cutanee e colpi di calore. Si tratta comunque di situazioni molto rare per la regione atlantica. Le zone più soggette a questi fenomeni sono quelle più occidentali (più vicine alla surriscaldate pianure interne canadesi) e le aree tra il fiume St. Marys River e le basse colline di Cape George (vicino alla città di Antigonish); in queste zone sono state registrate temperature percepite, decisamente più alte di quelle realmente misurate, anche sopra i 45°. In generale i giorni in cui si registrano indici di calore oltre i 30° vanno dai 10 (e anche meno) nelle zone costiere più meridionali ai 30 nella regione occidentale a cavallo del Minas Bacin.
  • Nebbie, la Nuova Scozia, soprattutto le zone costiere atlantiche, è una delle zone più nebbiose del mondo. In alcuni casi i giorni di nebbia all'anno possono superare i 130. Con una visibilità molto ridotta i problemi viari possono essere pesanti.
  • Alluvioni costiere, in caso di forti venti e intensi cali di pressione le superfici marine possono gonfiarsi di diversi metri. Cicli di marea, configurazione della costa e uso dei suoli possono rendere ancora più dannosi e pericolose le alluvioni costiere causate da invasioni di acque marine. Nel 1869 la tempesta tropicale "Saxby Gale" che coincise con una forte alta marea colpì duro la Baia di Fundy provocando un aumento eccezionale del livello marino con conseguenziali alluvioni in città come Sackville e Amherst. Anche la tempesta "Groundhog Day" provocò alluvioni costiere eccezionali (il mare si sollevo di 1,2 metri a Saint John e di 1,5 metri a Yarmouth), la distruzione di pontili, edifici e barche per danni di decine di milioni di dollari. È soprattutto la zona costiera Nordoccidentale (a Sud della provincia di Prince Edward Island) ad essere soggetta a questi fenomeni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalle origini al primo contatto europeo[modifica | modifica sorgente]

Popolazioni paleo-indiane raggiunsero e si accamparono nei luoghi appartenenti oggi alla Nuova Scozia approssimativamente già 11.000 anni fa. Popolazioni indiane arcaiche si ritiene fossero state presenti in questa zona tra i 1.000 e i 5.000 anni fa. I Mi'kmaq, la First Nations della provincia e della regione, sono la loro discendenza diretta.

Alcuni sostengono che i Vichinghi possono aver tentato di stabilire insediamenti lungo la Nuova Scozia, ma vi sono prove scarse al riguardo e l'affermazione è contestata da parecchi storici. L'unico insediamento vichingo certo nel Nord America è quello di L'Anse aux Meadows, che dimostra il fatto che i Vichinghi esplorarono il continente 500 anni prima di Cristoforo Colombo.

Vi è un certo dibattito su dove possa essere sbarcato l'esploratore italiano Giovanni Caboto, ma i più sono concordi nell'individuare l'Isola del Capo Bretone nel 1497. Il primo insediamento europeo nella Nuova Scozia fu creato più di un secolo dopo, nel 1604. I francesi, guidati da Pierre Dugua, Sieur de Monts stabilì la prima capitale della colonia dell‘Acadia a Port Royal, spostata successivamente nella vicina Annapolis Royal dopo essere stata distrutta da un attacco inglese. Lo stesso anno pescatori francesi crearono un insediamento a Canso.

Il periodo coloniale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1620 il Plymouth Council for New England sotto il re Giacomo IV designò tutte le coste dell'Acadia e del medio-Atlantico a sud della Baia di Chesapeake come colonia del New England. Il primo insediamento scozzese documentato nelle Americhe fu nel 1621 in Nuova Scozia. Il 29 settembre 1621, la carta per la fondazione di una nuova colonia fu rilasciata da Giacomo VI a William Alexander, I conte di Stirling e nel 1622 i primi coloni lasciato la Scozia.

Nel 1627 scoppiò la guerra tra Inghilterra e Francia e i francese si re-insediarono a Port Royal, che avevano inizialmente fondato. In quello stesso anno un contingente scozzese e inglese distrutto l'insediamento francese, costringendoli ad andarsene. Nel 1629 il primo insediamento scozzese a Port Royal iniziò ad essere abitato. La carta della colonia di charter definì come Nuova Scozia tutti quei terreni compresi tra Terranova e il New England.

Tuttavia la situazione non durò a lungo: nel 1631, sotto il re inglese Carlo I, con il Trattato di Suza, la Nuova Scozia veniva restituita alla Francia. Gli scozzesi furono costretti ad abbandonare la colonia.

Nel 1654 re Luigi XIV di Francia nominò governatore dell'Acadia l'aristocratico Nicholas Denys. Le forze coloniali inglesi ripresero l'Acadia nel corso della Guerra di Re Guglielmo, ma l'Inghilterra ha costretta a restituito il territorio alla Francia con il Trattato di Ryswick alla fine delle ostilità. Il territorio ritornò nuovamente sotto la corona inglese nel corso della Guerra della Regina Anna, e tale conquista fu confermato con il Trattato di Utrecht del 1713. La Francia mantenne solo il possesso dell'Île St Jean (l'Isola del Principe Edoardo) e l'Île Royale (l'Isola del Capo Bretone), in cui fu costruita la fortezza di Louisbourg a guardia delle rotte marittime verso il Québec. La fortezza fu catturata dalle forze coloniali e ceduta definitivamente con la Guerra franco-indiana del 1755.

La regione continentale della Nuova Scozia divenne una colonia britannica nel 1713, sebbene Samuel Vetch fu governatore di un precario territorio ottenuto con la caduta di Port-Royal (l'odierna Annapolis Royal) nell'Acadia già nell'ottobre 1710. I governanti erano sempre più preoccupati riguardo alla scarsa volontà di far pegno di fedeltà alla Corona britannica da parte degli Acadiani di lingua francese e di fede cattolica romana (la maggioranza nella nuova colonia). La colonia rimase in gran parte acadiana nonostante la creazione della capitale provinciale ad Halifax, e l'arrivo di un gran numero di nuovi coloni stranieri protestanti (soprattutto tedeschi) a Lunenburg nel 1753. Nel 1755, i britannici espulsero forzatamente più di 12.000 Acadiani in quello che divenne noto come il Grand Dérangement, o Grande Espulsione.

Nel 1763 l'Isola del Capo Bretone entrò a far parte della Nuova Scozia. Nel 1769, St. John's Island (ora Isola del Principe Edoardo) divenne una colonia separata. La Contea di Sunbury fu creata nel 1765, e comprendeva il territorio dell'odierno Nuovo Brunswick e la parte orientale del Maine. Nel 1784 la porzione occidentale della Nuova Scozia continentale fu separata e divenne la provincia del Nuovo Brunswick, mentre il territorio del Maine passò sotto il controllo del nuovo stato americano indipendente del Massachusetts. Capo Bretone divenne una colonia nel 1784, ma tornò alla Nuova Scozia nel 1820.

Gran parte degli antenati dell'odierna Nuova Scozia arrivarono nel periodo successivo all'espulsione degli Acadiani. Tra il 1759 e il 1768 circa 8.000 coloni arrivarono dal New England. Alcuni anni più tardi, circa 30.000 lealisti (American Tories) si stabilirono nelle odierne Province marittime del Canada in seguito alla sconfitta della Gran Bretagna nella Guerra di indipendenza americana. Di questi 30.000 circa 14.000 si stabilirono nel Nuovo Brunswick e 16.000 nella Nuova Scozia. Circa 3.000 erano schiavi di origine africana, un terzo dei quali ben presto si trasferì in Sierra Leone nel 1792. Un gran numero di scozzesi emigrò a Capo Bretone, o comunque nelle regioni occidentali della colonia, tra il tardo XVIII e XIX secolo.

Dalla Confederazione canadese al presente[modifica | modifica sorgente]

La Nuova Scozia fu la prima colonia britannica del Nord America e dell'Impero Britannico ad ottenere l'auto-governo nel gennaio-febbraio 1848 attraverso gli sforzi di Joseph Howe. La colonia e il suo premier Charles Tupper contribuirono alla creazione della Confederazione canadese nel 1867, insieme al Nuovo Brunswick e alla Provincia del Canada.

Nel 1917 Halifax, la capitale della provincia, fu vittima di un evento tragico che è rimasto indelebile nella memoria dei suoi cittadini e di buona parte del Nord America. Nelle prime ore del mattino del 6 dicembre 1917, la nave militare francese "Mont Blanc" che trasportava decine di tonnellate di munizioni verso l'Europa in guerra, entrò in collisione con il cargo militare belga "Imo". L'equipaggio abbandonò la nave alla deriva nella Baia cittadina e nel frattempo la nave si incendiò richiamando l'attenzione di migliaia di persone verso i moli cittadini. Intorno alle ore 09.00, la nave esplose scatenando una potenza distruttiva tale che tutta la parte nord della città venne letteralmente spazzata via dall'onda d'urto. L'esplosione uccise quasi 3.000 persone, ne ferì 9.000 e lasciò 30.000 persone senza una casa. Oltre il danno la beffa, il giorno dopo la città distrutta fu investita da una forte nevicata. Arrivarono aiuti da tutto il mondo ed in pochi mesi la città fu ricostruita. A tutt'oggi, l'Esplosione di Halifax detiene il negativo primato di "Più potente esplosione mai avvenuta prima della Bomba Atomica". L'ancora della nave "Mont Blanc" venne ritrovata a circa 10 km dal luogo dell'esplosione e il boato fu avvertito fino a 180 km di distanza.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La Nuova Scozia, nota fino a ieri come la "provincia dimenticata" è una regione in rapida crescita economica. Da un'economia basata sulla pesca e la foresta si sta evolvendo in una dei servizi (il turismo è un fattore importante ma anche l'Information technology e l'industria aerospaziale). Inoltre le riserve di petrolio e gas che sono state trovate nell'atlantico ne fanno una regione strategica per l'energia.

La capitale della provincia Halifax è una grande città moderna con un cuore storico.

Qui si può trovare un grande porto, ottime università, dépendance di tutte le compagnie più importanti e un'intensa vita culturale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La Nuova Scozia ospita le città più antiche del Nord America e in ogni luogo viene celebrata una festa tradizionale. Famose sono le feste dei clan scozzesi, e i banchetti degli acadiani (francesi di origine).

La presenza dei clan scozzesi è talmente radicata che in alcune regioni si parla il Gaelico Canadese.

Flora e Fauna[modifica | modifica sorgente]

La Nuova Scozia possiede vaste aree rimaste allo stato naturale, nei boschi sono ospitati alci e aquile. Nelle acque salmoni, lucci e persici oltre alle trote sono un'attrattiva per i pescatori. Qui la tipica vegetazione che in Italia si trova in montagna si sviluppa lungo le coste.

Nei mari circostanti sono numerosi i cetacei come balene e delfini per cui è molto praticata l'attività del whale watching da turisti ed appassionati. Inoltre non è raro incontrare foche e centrine.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

La Nuova Scozia è fra le parti del continente americano più vicina all'Europa e si raggiunge in sole 5 -6 ore di volo dall'Europa e 1 ora e mezza da New York. Voli diretti sono disponibili da New York, Boston, Toronto, Montréal, Amburgo, Francoforte, Monaco, Amsterdam e Londra per l'Aeroporto Internazionale di Halifax Stanfield, la capitale della provincia.

Yarmouth nel Sud ha un aeroporto regionale nonché un porto con un collegamento veloce che in 3 ore porta a Portland negli Stati Uniti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Canada's population estimates: Table 2 Quarterly demographic estimates, Statistics Canada, 26 marzo 2009. URL consultato il 2 giugno 2010.
  2. ^ [1]
  3. ^ (EN) Gross domestic product, expenditure-based, by province and territory, Statistics Canada, 10 novembre 2009. URL consultato il 2 giugno 2010.
  4. ^ Canada's population estimates 2007-09-27, Statistics Canada. URL consultato il 27 settembre 2007.
  5. ^ Mappa mondiale dei climi
  6. ^ Lake effect snow
  7. ^ Medie nivometriche periodo 1979-1997
  8. ^ Dinamica dell'Uragano Juan
  9. ^ White Juan
  10. ^ 1)Galleria fotografica della tormenta del febbraio 2004
  11. ^ 2)Galleria fotografica della tormenta del febbraio 2004
  12. ^ 2)Galleria fotografica della tormenta del febbraio 2004
  13. ^ 4)Galleria fotografica della tormenta del febbraio 2004
  14. ^ Tabelle delle medie ed estremi climatici della Nuova Scozia
  15. ^ Caratteristiche del clima della Nuova Scozia
  16. ^ Descrizione del clima di Sable Island
  17. ^ Medie meteo ed estremi di Sable Island
  18. ^ Sito con l'elenco e la descrizione di tutti gli eventi meteo pericolosi in Canada

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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