Giovanni Caboto

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Giovanni Caboto con abbigliamento tradizionale veneziano, in un dipinto della fine del XVIII secolo

Giovanni Caboto (14501498) è stato un navigatore ed esploratore italiano, famoso per aver continuato l'opera di Cristoforo Colombo cominciando la serie di grandi viaggi di scoperta verso il nord-ovest, in particolare per aver scoperto il Canada il 24 giugno 1497.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sulle origini di Caboto sono state formulate numerose ipotesi. Figlio di Giulio o di un Egidio, sappiamo che il 28 marzo 1476 aveva ottenuto la cittadinanza di Venezia per avervi abitato quindici anni, ma non si conosce con certezza il suo luogo di nascita.

L'ambasciatore spagnolo in Inghilterra, Pedro de Ayala, in un rapporto del 1498 lo definisce "genovese come Colombo"[1]. Ma potrebbe essere invece di Savona, visto che in quella città esisteva una famiglia con un cognome quasi identico. Un'ulteriore ipotesi, in realtà poco verosimile poiché riportata solo in un annuario del 1786, parla invece di Chioggia. Eminenti storici suggeriscono invece che sia nato a Gaeta nel 1450 circa, dove proprio un Giovanni Caboto viene citato in un documento del 1443[2]. La famiglia Caboto, presente nella città tirrenica per circa due secoli, come accertato inequivocabilmente dal Codex diplomaticus cajetanus, vi aveva prosperato ricoprendo ruoli di ambasciatori, consoli, navigatori e mercanti. Secondo tali fonti storiche Giovanni e la sua famiglia lasciarono Gaeta dopo la sconfitta degli angioini ad opera degli aragonesi, temendo la vendetta dei vincitori, per rifugiarsi nel 1461 in Venezia.

La casa di Giovanni Caboto a Venezia.

Giovanni Caboto sposò Mattea, da cui ebbe tre figli (Sebastiano, Luigi e Santo) che lo seguirono in numerosi viaggi in Oriente, acquisendo ottime abilità nell'arte della navigazione.

Purtroppo la Repubblica di Venezia non fu così lungimirante e interessata a sfruttare le qualità del giovane navigatore, perdendo l'occasione storica d'inserirsi nel gruppo delle grandi potenze marinare europee impegnate nell'esplorazione degli oceani e di mari sconosciuti, un campo dove predominavano spagnoli e portoghesi, limitandosi così a dedicarsi ai traffici commerciali all'interno del Mar Mediterraneo e lungo le rotte nord-europee (Fiandre, Baltico), non capendo che da lì a poco tutto il mondo dei traffici commerciali sarebbe stato rivoluzionato.

Caboto si spostò infatti a Valencia, dove diresse i lavori di ampliamento del porto voluti dal re Ferdinando II d'Aragona, che furono però bloccati nel 1493, a causa di una grave crisi finanziaria. In quello stesso anno Cristoforo Colombo ritornò dal suo primo viaggio transatlantico. Caboto intuì che il genovese non aveva raggiunto l'Estremo Oriente e propose a Ferdinando II e Isabella di Castiglia di affidargli un viaggio esplorativo lungo una rotta più settentrionale.

Avendo ricevuto un rifiuto, si trasferì nel 1496 in Inghilterra, per convincere il re Enrico VII a sostenere il suo progetto. Il re, che già aveva perso l'occasione di avere Cristoforo Colombo al proprio servizio, si affrettò a concedere l'autorizzazione a Giovanni Caboto e accolse il suo progetto di viaggio con lettere patenti del 5 marzo 1496. Nel porto di Bristol fu così organizzata una spedizione di cinque navi, armate a spese di Caboto, ma con il finanziamento principalmente a carico del ricco mercante gallese Richard Ameryk e dai banchieri fiorentini Bardi, come risulta dalle ricerche dello storico fiorentino Bruscoli.[3] Tuttavia, per ragioni ancora da chiarire, il 2 maggio 1497 salpò solo una di esse, il Matthew, naviglio di cinquanta tonnellate con un equipaggio di diciotto uomini: con molta probabilità, s'imbarcò anche il figlio Sebastiano.

Capo Bonavista, Terranova

Il 24 giugno 1497 Giovanni approdò sull'isola di Capo Bretone e toccò la Nuova Scozia, avvistando l'isola di Terranova, e, nell'illusione di aver toccato l'estremità Nord Orientale dell'Asia, ne prese possesso in nome di Enrico VII.

Leone di San Marco donato dalla Regione Veneto alla città di Halifax, Nuova Scozia, in memoria di Giovanni Caboto

Sulla nuova terra scoperta Caboto piantò le bandiere inglese e pontificia. Secondo alcune fonti fu innalzata anche quella della Repubblica di Venezia[4].

Ai primi di agosto, dopo un'assenza di circa tre mesi, il Matthew fece ritorno a Bristol e la notizia delle nuove scoperte venne accolta in Inghilterra con grande giubilo anche tra la popolazione. Enrico VII concesse allo scopritore un premio di dieci sterline e più tardi una pensione annua di venti sterline.

L'anno successivo Enrico VII, con le lettere patenti del 3 febbraio 1498, autorizzò Giovanni Caboto ad approntare una spedizione di sei navi e almeno duecento uomini di equipaggio, allo scopo di colonizzare le terre scoperte e proseguire la ricerca di altre terre, nella speranza di poter raggiungere il favoloso Cipangu (l'odierno Giappone).

Le navi salparono nell'estate del 1498: con il figlio Sebastiano, Caboto toccò il Labrador e costeggiò la Groenlandia meridionale. A questo punto, si perdono le tracce della spedizione inglese.

La città di Gaeta, avocandosi come già anticipato i natali dell'esploratore, ha dedicato lui il principale lungomare, l'Istituto Tecnico Nautico e commemorato la sua scoperta intitolandogli un monumento in occasione dei 500 anni della scoperta del Canada (1997). Recentemente anche la città di Londra, nel Canary Wharf, gli ha dedicato una piazza: Cabot Square.

Ipotesi sulla scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diverse ipotesi circa la sua scomparsa:

  • probabilmente la sua flotta era naufragata nell'Atlantico (il che spiegherebbe come mai si salvò una sola nave con pochi superstiti);
  • dopo aver raggiunto le coste del Labrador, i ghiacci galleggianti forse costrinsero le navi a piegare verso sud, addirittura fino a Capo Hatteras. Da qui poi avrebbero fatto ritorno in Inghilterra nell'autunno dello stesso anno, e Giovanni Caboto sarebbe morto durante il viaggio o più probabilmente poco dopo il ritorno;
  • ancora, seguendo un varco a Nord verso il Giappone, Caboto avrebbe raggiunto la Groenlandia, dove l'equipaggio si sarebbe ammutinato per il freddo insopportabile costringendolo a piegare verso Sud, con esiti incerti;
  • secondo alcuni storici, Caboto avrebbe raggiunto le coste del Nord America e avrebbe cominciato a procedere in direzione sud-ovest come previsto dal suo programma. Ciò sarebbe avallato dal fatto che tre anni dopo, nel 1501, l'esploratore Gaspar Corte-Real ricevette dagli indigeni del Nord America, con cui era entrato in contatto, alcuni oggetti probabilmente appartenuti agli uomini della spedizione di Caboto.

Nonostante il misterioso epilogo della spedizione del 1498 e il blocco di ulteriori esplorazioni inglesi durante il regno di Enrico VII, la spedizione di Caboto pose le basi della futura colonizzazione inglese del Nord America. Inoltre le esplorazioni di Giovanni Caboto assicurarono ai geografi europei le prime indicazioni scientifiche circa la vastità del continente americano e stimolarono la ricerca di un passaggio a Nord-Ovest verso l'Estremo Oriente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lettera di Pedro de Ayala, 25 luglio 1498
  2. ^ Ugo Tucci, Caboto in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 15, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1972. URL consultato il 1º aprile 2013.
  3. ^ Il sole 24 ore, 19 ottobre 2012
  4. ^ Frederic C. Lane, Storia di Venezia, Einaudi, 1978, Torino, p. 325

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Codex diplomaticus cajetanus
  • D'Arienzo, Luisa, Giovanni Caboto e i Caboto in terra iberica. Note sull'origine della famiglia in base a nuovi documenti in "Giovanni Caboto le vie dell'Atlantico settentrionale", Brigati, Genova, 1999
  • Francesco Tarducci, La patria di Giovanni caboto - Torino : Fratelli Bocca Edit., 1892
  • Francesco Tarducci, Indice delle Memorie intorno a Giovanni e Sebastiano Caboto - Venezia : Stab. tipogr. Fratelli Visentini, 1894
  • Francesco Tarducci, Di Giovanni e Sebastiano Caboto memorie - Venezia : Stabilimento tip. Fratelli Visentini, 1892

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