Bretagna
| Bretagna regione |
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Capoluogo | Rennes / Roazhon | ||||||
| Presidente | Jean-Yves Le Drian | ||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate del capoluogo |
48°06′53″N 1°40′46″W / 48.114722°N 1.679444°OCoordinate: 48°06′53″N 1°40′46″W / 48.114722°N 1.679444°O | ||||||
| Superficie | 27 208 km² | ||||||
| Abitanti | 3 149 701 (2008) | ||||||
| Densità | 115,76 ab./km² | ||||||
| Dipartimenti | 4 | ||||||
| Arrondissement | 15 | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Lingue | francese, bretone, gallo | ||||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||||
| Nome abitanti | bretone (breton(ne)) | ||||||
| Localizzazione | |||||||
| Sito istituzionale | |||||||
La Bretagna (in francese Bretagne, in bretone Breizh) è una regione nel nord ovest della Francia, antico stato indipendente, che forma un vasto promontorio verso la Manica e l'Oceano Atlantico. Il suo nome bretone, Breizh, viene abbreviato abitualmente con BZH. La lingua ufficiale è il francese, mentre le lingue regionali sono il bretone ed il gallo.
Si distingue la Bretagna (paese dei Bretoni, divisa in 5 dipartimenti, estesa su 34.023 km² e con 4.106.966 al 2005) dalla "Région Bretagne", che è una struttura amministrativa francese recente, ridotta a quattro dipartimenti, con l'esclusione del dipartimento della Loira Atlantica, facente parte della regione amministrativa Paesi della Loira, ma la cui popolazione preme per l'incorporamento nella Regione Bretagna.
Il nome Bretagna deriva da quello del popolo Bretone, che vi si installò fuggendo dalla nativa Britannia. Difatti Britannia e Bretagna sono sinonimi. Per la precisione il termine deriva proprio dal termine gaelico che indicava l’insieme dei popoli di Albione, detti “Cruithne” (nel Celtico-Q) e "Prydyn" (nel Celtico-P); da quest'ultimo termine deriva quello di britanni e bretoni.
È composta da 4 dipartimenti: Côtes-d'Armor/Aodoù-an-Arvor (22), Ille-et-Vilaine/Ill ha Gwilen (35), Morbihan (56), Finistère/Penn-ar-Bed (29). Sono inclusi nella regione 15 arrondissement, 201 cantoni e 1270 comuni.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Bretagna. |
[modifica] La preistoria
Un'occupazione umana è attestata in Bretagna sin da 700.000 anni fa- era Paleolitica - nella vallata della Visnonia/Vilaine (Saint-Malo-de-Phily), da tribù di cacciatori-raccoglitori.
Circa 17.000 anni fa, durante l'ultima epoca glaciale, il continente europeo (e quindi l'Armorica) e le Isole britanniche erano collegate. Il livello del mare era allora di 120 metri inferiore all'attuale e i ghiacciai s'avvicinavano a Londra. La glaciazione würmiana provocò l'invasione marittima delle grandi pianure, adesso sotto la Manica, il Mare d'Iroise o il Mare del Nord.
Alla fine della glaciazione würmiana, il clima diventò più favorevole, favorendo la diffusione in Bretagna delle tecniche agricole, dell'allevamento, dell'arte della ceramica e della pietra lavorata (cioè della cultura neolitica) dovuta all'acculturazione delle popolazioni locali. La coltivazione dei cereali, la sedentarizzazione, favorì lo sviluppo di modelli sociali complessi, come è testimoniato dal ritrovamento di monumenti megalitici quali l'allineamento delle 18 enormi steli a Lokmariaker (il più grande menhir misurava circa 20 metri) e ai tumuli maestosi quali quelli di Barnenez, Er Vingle (Lokmariaker), Gavrinis o Menez-Mikael (Karnag). Queste costruzioni risalgono al V millennio a.C. e testimoniano la prima architettura monumentale europea. Una seconda fase megalitica fece sorgere monumenti di un'altra tipologia, come gli immensi allineamenti di menhir di Karnag (Carnac in francese), di Monteneuf, di Lagadjar (Kraon/Crozon), del villaggio con grandissime case di Plechâtel, oltre alle numerose tombe a corridoio.
La fine della cultura neolitica si congiunge alla nascita dell'Età del Rame, all'incirca nel 2200 a.C. (datazione per la Bretagna, posteriore a quella dell'Italia).
- I tumuli, cairn e dolmen erano destinati a funzioni funebri.
- Gli allineamenti monumentali di menhir megalitici (come Karnag/Carnac) erano destinati a funzioni cultuali, anche se il loro significato rimane ancora ignoto.
- I menhir isolati sembra indicassero un luogo importante: incroci di strade, sorgenti, cippi di tribù, tombe, luoghi di giustizia, di fertilità, di culto eccetera.
[modifica] L'Armorica
Si formò, nella Gallia occidentale, una federazione delle tribu Celte galle. I Celti bretoni individuarono nella penisola la "marina", detta nella loro lingua armor, e le terre boschive dell'entroterra (argoat). Fu la parte occidentale della penisola ad accogliere la più cospicua migrazione di popolazioni celtiche, fatto conservato nella toponimia locale: essi saranno chiamati Aremorici, cioè "quelli che vivono davanti al mare", e Armorica venne utilizzato, in definitiva, come nome per tutta la penisola.
L'Armorica si estendeva dalla Loira alla Senna ed era abitata da numerosi popoli celti i cui nomi si sono conservati nei toponimi moderni della regione e delle regioni vicine: Osismii (Ouessant), Lexovii (Lisieux), Baiocassi (Bayeux), Abrincati (Avranches), Cenomani (Le Mans), Diablinti (Jublains), Riedoni (Rennes/Roazhon), Coriosoliti (Corseul), Namneti (Nantes/Naoned) e soprattutto i Veneti (Vannes/Gwened), che esercitavano un'egemonia economica e politica sulla federazione armoricana, controllando anche le relazioni marittime verso l'isola di Britannia (la Gran Bretagna di oggi). Malgrado la loro potenza e la loro valorosa flotta, i Veneti furono vinti nel 56 a.C. dalla flotta creata da Cesare con l'aiuto dei Namneti e dei Pitti.
| Per approfondire, vedi la voce Conquista della Gallia. |
Da quel momento, l'Armorica entrò a far parte del mondo romano, ma non sopravvisse come divisione amministrativa; venne invece unita alla provincia della Gallia Lugdunense. La riorganizzazione dioclezianea divise la regione tra Lugdunense II (futura Normandia) e Lugdunense III (futura Bretagna). Il nome di Armorica venne però di nuovo usato come ducato militare per la difesa della Manica contro le aggressioni dei pirati frisoni, sassoni e altri, dopo il breve episodio di indipendenza di un impero separato di Armorica, governato da Carausio e Alletto alla fine del III secolo.
[modifica] La creazione della Britannia minor
Dal V al VI secolo, l'immigrazione di Angli, Sassoni e Juti (popoli germanici danesi), e poi la pressione militare anglo-sassone nell'isola di Britannia (la Gran Bretagna) provocò l'emigrazione massiccia della popolazione di origine celtica, soprattutto verso l'Armorica occidentale. Questa Nuova Britannia o Britannia Minor fu chiamata anche Letavia, nome conservatosi in gallese. Furono così creati i regni bretoni continentali di Domnonea (al nord) e di Cornovaglia (a ovest), ai quali si aggiunse durante il VI secolo il regno di Broërec (a sud, intorno a Vannes/Gwened). Questi piccoli regni, nei primi tempi collegati con i regni britannici corrispondenti (Domnonea-Devon e Cornovaglia-Cornwall), s'imposero molto facilmente sui Franchi merovingi allora divisi e indeboliti.
Alcuni re di Domnonea: Riwal/Riwallon, Deroch, Iona, Judwal, Judaël, Judikael, Judoc, Winoc, Aodren...
Alcuni re di Cornovaglia: Rivelen MeurMarziou, Gradilone il Grande, Daniel DremRud, Budic, Congar, Gradilone Plueneor...
Alcuni re di Broerec: Waroch I°, Canao I°, Macliau, Waroch II, Canao II
[modifica] Invasione carolingia
La situazione cambiò con i Carolingi, che dopo aver riunificato il regno franco, si trovarono di fronte a una Bretagna divisa in tre piccoli regni (Broerec, Cornovaglia e Domnonea), dei quali si sa poco per tutto il VIII secolo. Le incursioni dei Bretoni del Broerec nel territorio rivendicato dal regno franco, particolarmente per imporsi nell'antico Veneto gallico (ormai contea di Gwened/Vannes) e per vendemmiare stagionalmente i vigneti delle contee di Vannes e di Nantes, anziché il desiderio di Pipino il Breve, Carlo Magno, Ludovico il Pio di regnare sull'integralità dell'antica Gallia e delle sue marche, spinsero Pipino e i suoi successori a ordinare spedizioni militari nel 753 (al fine di riprendere Gwened/Vannes, persa dai Franchi poco dopo), nel 786, nel 799, nell' 811, nell' 818 (contro il re bretone Murman/Morvan), nell' 824 e nell' 825 (contro il re bretone Wiomarc'h). Ma i tributi esatti non vennero mai pagati e la presa di ostaggi tra i membri delle famiglie reali bretoni non ebbe alcun effetto e, dopo la partenza dell'esercito franco, i Bretoni non si sottomisero al loro potere. Per contenerli fu creata un'organizzazione militare confinaria, chiamata "Marca di Bretagna". Essa controllava nei primi tempi le contee di Roazhon/Rennes, Naoned/Nantes e Gwened/Vannes. Il più famoso titolare fu Orlando, morto a Roncisvalle. Malgrado questa Marca, i Bretoni invasero la contea di Gwened/Vannes e l'imperatore Ludovico il Pio decise allora di nominare un missus dominicius d'origine bretone, Nominoë, cosa eccezionale per la tradizione amministrativa franca, nella speranza di essere infine ben accolto e riconosciuto dai Bretoni.
Re bretoni :
[modifica] Il regno unificato di Bretagna
L'imperatore franco Ludovico il Pio fece di un principe bretone - Nominoë - vissuto alla corte imperiale come ostaggio di guerra durante la sua infanzia, il suo conte di Gwened/Vannes e il proprio missus dominicus per le Marche di Bretagna. Dopo la morte di Ludovico, al quale era rimasto fedele, il conte Nominoë ebbe da scegliere fra il nuovo imperatore, Lotario I e il suo fratello Carlo il Calvo, re della parte occidentale dell'impero franco che confinava con la Bretagna. Carlo il Calvo nominò suoi uomini per la contea di Naoned/Nantes, precedentemente amministrata da una dinastia alleata ai Bretoni. Nominoë, diventato duca dei Bretoni, si rese allora indipendente dall'impero franco, vincendo a Ballon nell'845. Nell'849, per ottenere un'alta investitura ecclesiastica e, di conseguenza, segretari religiosi, Nominoë cacciò i vescovi franchi di Bretagna per sostituirli con prelati bretoni. Nominoë morì nel 851, dopo aver portato la guerra in pieno territorio franco, a Vendôme. I suoi successori (Erispoë, Salomone, Alano il Grande) furono riconosciuti re dall'imperatore Carlo il Calvo, duramente sconfitto per tre volte dall'esercito bretone. La vittoria dei Bretoni sull'esercito franco a Jengland-Besle (22-23 agosto 851) provocò la fuga di Carlo il Calvo, la cessione delle contee di Rennes/Roazhon e di Nantes/Naoned, e la concessione del titolo reale al duca Erispoë. A marzo 863, Carlo concesse al nuovo capo bretone Salomone (Salaun in lingua bretone) le terre probabilmente comprese tra i fiumi di Mayenne e di Sarthe. Nel 866, Carlo concesse anche il titolo reale a Salomone e nell'867, fu costretto ancora a lasciare ai Bretoni la penisola del Cotentino (contea di Coutances). Conobbe allora il regno bretone il suo più ampio sviluppo territoriale. Il regno di Bretagna cadde però poco dopo dalla rivalità dei successori di Erispoë e di Salomone, che, indeboliti dalle loro guerre fratricide, saranno incapaci di organizzare la difesa del regno contro la minaccia vikinga. Sotto i colpi degli invasori normanni nell'anno 913, gli ultimi principi reali dovettero partire in esilio in Gran Bretagna, nei regni di Devon-Cornovaglia (brittonico) e di Wessex (anglo-sassone).
Re e principi :
- Nominoë (830?-851)
- Erispoë (851-857)
- Salomone/Salaün (857-874)
- Gurwand (874-876) & Paskweten (874-876)
- Judikael (877-888) & Alano il Grande (877-907)
- Gourmaelon di Cornovaglia, custode del regno
[modifica] 937-1166: Le prime dinastie ducali
Nel 937, Alano Barbastorta, nipote del re Alano il Grande, sbarcò con il suo piccolo esercito in Bretagna per vincere i Normanni, ma non poté recuperare la dignità reale: oramai il titolo regio era perduto, sostituito da quello ducale.
Inoltre la Bretagna era indebolita dalla divisione degli eredi delle dinastie reali anteriori: il conte di Cornovaglia, e soprattutto il conte di Nantes/Naoned e il conte di Rennes/Roazhon. Incapaci di imporsi ai loro competitori, essi s'alleavano a principi stranieri.
La Bretagna fu perciò sottomessa alle influenze e alle invasioni dei conti d'Angiò e dei duchi di Normandia. I figli di Alano Barbastorta non potranno imporsi al conte di Rennes/Roazhon, Conan lo Storto (discendente del re Erispoë) che sarà riconosciuto duca. La dinastia dei conti di Rennes/Roazhon cadde alla fine del 1100 a causa delle rivalità interne (Hoël III, Eon II di Porhoët, Conan IV) e dell'aggressione di Enrico II Plantageneto, che regnava su tutti i paesi ai confini della Bretagna (Angiò, Normandia, Inghilterra, Aquitania e Poitou).
Inoltre la nobiltà bretone era indebolita dalla divisione feudale delle proprie terre: contea di Cornovaglia, di Nantes/Naoned, di Porhoët, di Penthièvre/Penteur; viscontea di Leon, di Poher, di Rohan, baronie e signorie di Fougères/Felger, Dinan, Dol, Châteaulin/Kastellin, Pont, Tonquedec/Tonkedeg, Rieux/Reoz, Rochefort, Clisson/Klison, Châteaubriant/Kastell-Briant, Vitré/Gwitreg, Coëtmen/Koatmen, Kaer, Malestroit/Malastred...
Duchi della dinastia di Nantes/Naoned : Alano II Barbastorta (937-952), Drogon (952-958), Hoël I (958-979), Guerech (979-988).
Duchi della dinastia di Rennes/Roazhon : Conan I lo Storto (958/988-992), Goffredo I (992-1008), Alano III (1008-1040), Eudo I di Penthievre (1040-1056), Conan II (1040-1066).
Duchi della dinastia di Cornovaglia/Kernev : Hawise & Hoël II di Cornovaglia (1066-1084), Alano IV Fergent (1084-1112), Conan III il Grosso (1112-1148), Hoël III (1148), Berta (1148-1156) & Eudo II di Porhoët (1148-1156), Conan IV il Piccolo (1156-1171), Costanza (1171-1201).
[modifica] 1166-1341: I Plantageneti e i Capetingi di Dreux
Enrico II Plantageneto costrinse il duca Conan IV a trasferirsi in Inghilterra (dove possedeva l'"onore di Richmond") e fece sposare il proprio figlio Goffredo Plantageneto con Costanza di Bretagna-Penthièvre, figlia ed erede di Conan; Enrico II, però, non consentì mai alla coppia di regnare davvero. Malgrado la resistenza bretone e numerose rivolte, la potenza di Enrico II e del figlio Riccardo Cuor di Leone mantenne la Bretagna nell'orbita plantageneta. L'assassino del duca Arturo I da parte di suo zio, il re usurpatore Giovanni senza Terra e la sconfitta delle truppe di Giovanni da parte di quelle del re di Francia Filippo Augusto nel 1204 sono all'origine del cambiamento dinastico del ducato. Filippo-Augusto aveva dato a la duchessa vedova Costanza uno suo suddito per marito: Guy de Thouars. La loro figlia Alice (Aelis), sorellastra di Arturo I, venne riconosciuta duchessa (sua sorellastra primogenita Azenor rimase in prigione fino alla morte, in Inghilterra) dall'assemblea dei baroni bretoni e promessa in sposa a uno di loro, il giovane Enrico, figlio del conte Alano di Penthièvre. Ma Filippo Augusto impose il suo candidato e cugino Pierre Mauclerc (= Malclerico) di Dreux nel 1213. I duchi plantageneti e capetingi introdussero in Bretagna un'amministrazione evoluta ed efficiente. Unirono anche al demanio ducale numerose città e terre feudali (Brest, Dinan, Penthièvre...)
Duchi : Costanza (1171-1201) & Goffredo II (1181-1186), Artu I (1201-1203), Gui de Thouars (1203-1213), Aelis (1203-1221) & Enrico di Penthievre (1209-1212) & Pietro Malclerico (1213-1237), Giovanni I il Rosso (1221-1286), Giovanni II (1286-1305), Artu II (1305-1312), Giovanni III (1312-1341).
[modifica] 1341-1364: la Guerra di Successione
Nel 1341, la morte del duca Giovanni III provocò la guerra di successione bretone tra i pretendenti Giovanni di Montfort e Giovanna di Penthièvre (sposata al nipote del re di Francia Carlo di Blois). Naturalmente i francesi appoggiarono Blois, e Montfort troverà aiuto dagli Inglesi, felici di spostare in Bretagna la guerra dei cento anni che la tregua imposta dal Papa vietava di proseguire direttamente tra di loro. La morte di Montfort e la cattura di Blois faranno delle loro mogli, le duchesse Giovanna "la Fiamma" di Fiandra e Giovanna di Penthièvre, le due comandanti militari e a loro si riferisce l'altro nome di questa guerra: Guerra delle due Giovanne. Nel 1364, il giovane figlio di Giovanni di Montfort, anche lui di nome Giovanni, vinse e uccise Carlo di Blois a Auray/An Alre. Il trattato di Guérande/Gwenrann previde allora che la corona ducale andasse a Giovanni IV "Il Conquistatore" e ai suoi successori maschi. Se non ve ne fossero stati, la corona sarebbe tornata alla famiglia di Penthièvre. Questa disposizione sarà all'origine di numerose contestazioni da parte dei conti di Penthièvre e dei loro alleati francesi.
Duchi della famiglia di Montfort: Giovanni di Montfort (1341-1345), Giovanni IV il Conquistatore (1345-1399)
Duchi della famiglia di Penthièvre: Giovanna la Zoppa di Penthièvre/Penteur (1341-1364) & Carlo di Blois (1341-1364)
[modifica] 1364-1514: la dinastia di Montfort
Giovanni IV (talora chiamato Giovanni V), arrivato sul trono con l'aiuto degli inglesi e contro i francesi, espresse una politica diffidente nei confronti dei re di Francia, ai quali i duchi rifiutarono sempre di rendere l'omaggio ligio. Con i suoi successori, formò gli strumenti di governo di uno stato moderno: una moneta solida, le unità di misura unificate, una cancelleria, una corte dei conti, un parlamento sovrano, detentore del potere giudiziario, un'università, una diplomazia indipendente (con propria araldica e sigilli diplomatici). Gli storici, i giudici e i diplomatici bretoni del XV secolo ricordavano in ogni occasione le origine regali dei duchi di Bretagna, la preesistenza dei Bretoni rispetto ai Franchi nel territorio gallico e quindi il fatto che la Bretagna, non essendo una divisione del reame franco, non poteva essere concepita come feudo franco. Ottennero dal Papa una chiesa nazionale e un cimitero a Roma (Sant'Ivo dei Bretoni), come già i Francesi prima di loro.
Nella prima parte del XIV secolo, il duca Giovanni V il Saggio mantenne i suoi stati in una prudente neutralità rispetto a Inghilterra e Francia. L'economia bretone si sviluppò allora fortemente. La posizione geografica particolare della Bretagna, al centro di tutte le linee marittime e con forti legami commerciali col nord e il sud, ne fecero la prima potenza marittima atlantica. Le navi che allora frequentavano i porti inglesi, fiamminghi e danesi erano in grande maggioranza bretoni e trasportavano il vino francese, il sale e le tele bretoni, le spezie spagnole, cabotando lungo le coste europee nord-occidentali.
Duchi: Giovanni IV il Conquistatore (1345/1364-1399), Giovanni V il Saggio (1399-1442), Francesco I (1442-1450), Pietro II (1450-1457), Arturo di Richemont (1457-1458), Francesco II (1458-1488), Anna (1488-1514).
[modifica] 1487-1491: le guerre franco-bretoni
Nel XV secolo, le condizioni geopolitiche cambiarono. Scomparvero dal territorio francese tutti i possibili alleati dei bretoni: gli inglesi nel 1450-1452 con la fine della guerra dei cento anni, Carlo di Valois, Duca di Berry e di Guyenna (fratello di re Luigi XI), il ricchissimo duca di Borgogna, gli stati di Angiò-Provenza e Lorena.
Il regno di Francia si era quasi del tutto unificato e si trovava ad essere uno stato ricco, moderno, potente e imperialista. Venne il momento per Luigi XI, e poi per suo figlio Carlo VIII, di vendicarsi del duca Francesco II di Bretagna, che aveva partecipato a tutte le guerre anti-francesi del tempo e sostenuto tutti i nemici del re. Per darsi un motivo d'intervento, Luigi comprò i diritti (contestabilissimi) al ducato dell'ultima erede della famiglia scaduta di Penthièvre e fece entrare nella sua clientela, assegnando grosse pensione, quasi tutti i capi dell'alta aristocrazia bretone: visconte di Rohan, maresciallo di Rieux, conte di Laval-Vitré, principe di Orange, Francesca di Dinan e altri (tutti membri della famiglia regnante e alcuni anche del consiglio ducale).
Una prima campagna nel 1487 segnò un iniziale successo francese, vanificato però dalla perdita di tutte le posizioni conquistate poco dopo. Tuttavia, nel 1488 i francesi del maresciallo de la Trémoïlle vinsero un esercito composto da bretoni, spagnoli, inglesi e tedeschi nella battaglia decisiva di Saint-Aubin-du-Cormier. Il duca Francesco II morì due mesi dopo, lasciando il trono ducale a una bambina di dodici anni, la duchessa Anna, che dovette sopportare l'occupazione nemica di varie città.
Nel 1490, dopo vari piani falliti di alleanze con potenze straniere (tranne il fidanzamento con il piccolo Edoardo V d'Inghilterra), Anna sposò per procura l'arciduca e re dei Romani Massimiliano d'Austria, futuro imperatore. Venne subito assediata a Rennes/Roazhon dal suo genere il re di Francia Carlo VIII che pretendeva di essere il legittimo duca di Bretagna.
Dopo aver atteso invano per mesi l'arrivo delle truppe promesse da Massimiliano, Anna fu costretta ad arrendersi per concludere il matrimonio con il vincitore Carlo VIII nel 1491 a Langeais, ma prima che il suo primo matrimonio fosse annullato dal papa.
[modifica] 1491-1532: Unione della Bretagna e della Francia
Nel 1498 Carlo VIII morì senza eredi nel castello di Amboise. La vedova Anna, di nuovo sovrana indipendente, decise allora di rispettare le disposizioni del contratto di matrimonio di 1491 che prevedevano, in questo caso, che Anna dovesse rimanere vedova o sposare soltanto l'erede di Francia (vecchione o pupo) se fosse stato disponibile. Egli era il suo vecchio alleato Luigi d'Orleans che era stato il principale ministro di suo padre, il duca Francesco II ed uno dei suoi fidanzati. Questo duca d'Orleans era anche il nuovo re di Francia Luigi XII, e il loro matrimonio ebbe più fortuna dei primi, tanto che Anna ebbe due figlie, Claudia, futura duchessa e regina, e Renata, futura duchessa di Ferrara. Alla morte di Anna nel 1514, la figlia Claudia fu riconosciuta duchessa, ma il re la fece sposare, malgrado il parere contrario di Anna (che l'aveva fidanzata con il duca di Lussemburgo, futuro imperatore Carlo Quinto e nipotino del suo primo marito Massimiliano d'Austria), col futuro re Francesco I. Dopo la morte di Claudia nel 1524, il figlio primogenito Francesco III "regnò" sotto l'amministrazione del padre, il re Francesco I, che decise l'unione personale di Francia e Bretagna. A Vannes/Gwened, ottenne dai deputati bretoni la richiesta dell'unione nel 1532 e poco dopo, la "concesse" con il suo editto di Nantes/Naoned. Senza questa unione, l'eredità di Bretagna sarebbe forse passata nel 1589 all'infanta Isabella di Spagna, nel 1633 a Vittorio Amedeo I di Savoia e ai suoi eredi, nel 1840 ai principi di Asburgo-Modena e nel 1919 ai principi reali di Baviera.
Gli ultimi duchi di Bretagna furono i figli della duchessa-regina Claudia e del re Francesco I di Francia.
Duchi della famiglia capetingia di Valois' : Claudia (1514-1524), Francesco III (1524-1536), Enrico (1536-1547) ulteriormente re Enrico II di Francia. Enrico sposò Caterina de Medici che fu l'ultima duchessa di Bretagna prima di regnare in Francia.
[modifica] 1532-1789: la Bretagna provincia francese
La potenza del regno di Francia impedì qualsiasi tentativo di indipendenza, ma quando tale potenza risultò indebolita dalle guerre di religione, due pretendenti al ducato provarono a impadronirsi della Bretagna nel 1590: il duca di Mercoeur (governatore di Bretagna e marito della contessa di Penthièvre, discendente della duchessa Giovanna la Zoppa) e il re di Spagna Filippo II per conto di sua figlia Isabella, essa erede dei duchi di Bretagna per i Valois. Tutti due pensavano restaurare il ducato di Bretagna a loro vantaggio, approfittando della caduta della dinastia di Valois e dell'arrivo al trono di Francia di un Borbone protestante e senza legame con la stirpe ducale bretone. Le vittorie militare e diplomatiche di questo nuovo re di Francia Enrico IV misero fine a queste pretese e nel 1598 si arrendo il duca di Mercoeur.
La Bretagna conobbe in questo periodo uno sviluppo economico importantissimo e, se perse il primato marittimo a favore degli olandesi, diventò la prima produttrice mondiale di tele di lino e di canapa, materia questa fondamentale per le vele. Una gestione molto attenta del profitto della vendita di queste "tele d'olona" permise alla parte occidentale della provincia di far fiorire i famosi calvari bretoni e i complessi parrocchiali ammirati ancora oggi dai turisti.
Ma le guerre militari ed economiche di Luigi XIV contro l'Inghilterra e l'Olanda fecero perdere ai produttori bretoni i loro più importanti mercati. La crisi economica, le aggressioni militari dovute alle guerre francesi, la volontà di sottomettere la Bretagna al sistema amministrativo in vigore nelle altre province francesi e soprattutto la pressione fiscale reale provocarono una ribellione generale nel 1675, che fu chiamata rivolta dei berretti rossi o "rivolta della carta bollata". La repressione condotta dalle truppe reali sottratte dal fronte olandese fu durissima e rimase impressa per secoli nella coscienza dei Bretoni. Vinta, occupata militarmente, sottomessa a un regime severo, la Bretagna si trovò in una crisi economica aggravata dalle guerre contro le potenze marittime e infine una miseria che si prolungò fino agli sessanta e settanta del XX secolo.
[modifica] 1790-1956: la Bretagna divisa in dipartimenti francesi
Nell'agosto 1789, alcuni dei più radicali tra i deputati rivoluzionari bretoni proclamarono la fine dei privilegi anche nella loro regione. Scomparve cosi anche il nome di Bretagna e tutte le sue strutture amministrative originali (Stati di Bretagna, Parlamento, Corte dei conti). Venne invece suddivisa, nel 1790, in cinque dipartimenti:
- Côtes-du-Nord (successivamente Côtes-d'Armor/Aodoù-an-Arvor o Aozoù-an-Arvor);
- Finistère/Penn-ar-Bed;
- Ille-et-Vilaine/Ill-ha-Gwilen;
- Loire-Inférieure (successivamente Loire-Atlantique/Liger-Atlantel).
- Morbihan/Mor-bihan;
La Bretagna era amministrata dai prefetti nominati dal governo francese e non aveva più nessun rappresentante locale, tranne i deputati dell'Assemblea nazionale francese. L'assenza di una politica di sviluppo economico, industriale e commerciale, di strade e infrastrutture (oltre che militare) crearono le condizioni per un depauperamento del paese e della sua popolazione. La miseria raggiunse il suo massimo alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX. Milioni di bretoni emigrarono verso le altre regioni di Francia e verso l'America del Sud e del Nord fino al 1965 circa, mentre si sviluppava su vasta scala la mendicità e la prostituzione, soprattutto nelle città di guarnigione e a Parigi. Nacque allora, nella cultura popolare francese, lo stereotipo della domestica tonta che storpia il francese e quello del bretone testardo. L'arretratezza delle infrastrutture bretoni era cosi evidente che francesi e inglesi andavano a visitare la regione come fosse paese medievale esotico. Il pittore Gauguin, alla ricerca di un certo primitivismo, scelse di viverci nel 1886 - a Pont-Aven - preceduto dal pittore americano Robert Wylie nel 1864 e da tanti altri.
[modifica] 1956-oggi: la Bretagna divisa tra due regioni amministrative
Fin dalla creazione delle regioni amministrative francesi, nel 1941 (regioni di Vichy), 1955/1956, 1972 e 1982, solo i primi quattro dipartimenti costituirono la Bretagna amministrativa, mentre la Loira Atlantica era inclusa nei Paesi della Loira. Questa divisione, decisa senza la consultazione della popolazione, fu contestata e lo è ancora adesso dalla maggior parte dei Bretoni. Secondo un sondaggio del 1998, il 62% degli abitanti della Loira Atlantica desidera l'integrazione amministrativa del proprio dipartimento alla regione della Bretagna. Nuovi sondaggi portano questa cifra al 74%. Il Consiglio regionale di Bretagna e il Consiglio generale del dipartimento Loira-Atlantica hanno votato due volte la loro riunificazione, bloccata però dal Consiglio di Stato francese. Attualmente, malgrado una evidente particolarità culturale, linguistica, storica ed etnografica, un desiderio molto diffuso nella popolazione bretone è il riconoscimento della qualità di "minoranza nazionale" da parte dell'Unione Europea, la Bretagna non ha alcuno statuto d'autonomia nel seno della Repubblica Francese (da sempre molto centralista), che nega il riconoscimento di nazione al popolo bretone. Se il presidente Georges Pompidou osò dichiarare "in una repubblica francese confrontata al mondo, non c'è posto per la lingua bretone", il suo successore Valery Giscard d'Estaing offrì alla Bretagna il privilegio di comporre una rappresentazione culturale nel seno del Consiglio culturale bretone e dell'Istituto culturale bretone. François Mitterrand e Jacques Chirac invece, limitarono la loro azione verso la Bretagna a grandi promesse durante le campagne elettorali presidenziali. La riunificazione della Bretagna però non è più un tabù a Parigi e il presidente Nicolas Sarkozy ne ha parlato pubblicamente nel novembre 2008.
[modifica] Economia
Poverissima e sotto-attrezzata, gravemente danneggiata dai bombardamenti di Saint-Malo, Brest, Lorient, Saint-Nazaire, Nantes e Rennes durante l'ultima guerra, terra di emigrazione dalla fine del 1800 sino al 1970, la Bretagna ha conosciuto in questi ultimi 40 anni uno sviluppo strutturale, economico ed industriale nominato "miracolo". È ormai la prima regione agricola francese (allevamento di suini, bovini e polli, produzione di primizie, latte, burro), la prima regione per la pesca, ma anche la costruzione navale militare e civile (piroscafi). È anche una grande regione industriale (Citroën, Airbus, Canon, Yves Rocher, Manitou, LU, Doux-Gallina, Bolloré, Thales, ...) commerciale (E.Leclerc, Intermarché, ...) e turistica.
[modifica] Geografia
Il capoluogo della regione amministrativa è attualmente Rennes/Roazhon. Le città principali della regione, oltre a Rennes/Roazhon, sono Brest, Lorient/An Oriant, Quimper/Kemper, Saint-Brieuc/S.Brieg. Nantes/Naoned e Saint-Nazaire/S.Nazer fanno adesso parte di un'altra regione amministrativa, la Loira. Alcuni sono anche capoluoghi delle quattro provincie: Finistère (Quimper), Côtes-d'Armor (Saint-Brieuc), Morbihan (Vannes) e Ille-et-Vilaine (Rennes). Un cantone della Ille-et-Vilaine è Saint-Malo.
La popolazione è di circa 3 milioni di abitanti (detti bretoni) per la regione amministrativa, di circa 4,1 milioni abitanti per la regione storica. Il territorio della regione confina con quello della Bassa Normandia a nord-est e dei Paesi della Loira a sud-est. Le coste meridionali e occidentali sono bagnate dall'Oceano Atlantico, quelle settentrionali dal Canale della Manica, quelle occidentali dal "Mare d'Iroise", infatti parte dall'Oceano intorno alle isole di Sein/Enez Sun e Ouessant/Enez Eusa.
La Bretagna si divide tradizionalmente tra la costa, detta "Armor", e le terre, dette "Argoat". In bretone la parola armor significa "il mare", e argoat "la foresta, la terra, la campagna".
Si divide anche tra est e ovest.
I più alti monti di Bretagna culminano a 302 m (Menez Bre), 330 m (Ménez-Hom/Menez-C'homm), 380 m (Menez Mikael) 384 m (Tuchen Kador, Roc'h Trevezel).
[modifica] Aspetti linguistici
| Per approfondire, vedi la voce lingua bretone. |
La Bretagna è composta storicamente da due aree linguistiche: La Bretagna inferiore (Basse-Bretagne o Breizh Izel) ad ovest, anche chiamata "Bretagna tonante" per il rumore che fa la lingua bretone secondo i Francesi (Finistère, parte ovest del Morbihan, parte ovest delle Côtes-d'Armor e l'estremità ovest della Loira Atlantica) ove si parla la lingua bretone, apparentata al gallese e al cornico. Nella Bretagna superiore (Haute-Bretagne o Breizh Uhel) all'est (Ille-et-Vilaine, Loira Atlantica, parte est del Morbihan e parte est delle Côtes-d'Armor) dove si parla una lingua neolatina, del gruppo d'oïl (lingua d'oïl) chiamata gallo.
Come molte lingue regionali in Francia, e dopo una severissima politica anti-bretone dello stato francese, l'uso del bretone è diminuito moltissimo a vantaggio del francese, soprattutto durante il XX secolo. Fin dalla seconda metà dell'Ottocento il francese aveva comunque superato il bretone, allora lingua principale della Bretagna occidentale, per numero di parlanti. Il bretone tuttavia si è "risvegliato" negli anni 1970, grazie anche all'istituzione di scuole bilingui, e i difensori del gallo cominciarono a farsi sentire negli anni 1990. Attualmente ci sono circa 200 000 persone che parlano la lingua bretone.
[modifica] Emblemi
- Lo scudo di armellino, scelto dal duca Giovanni III nel 1316 per sostituire il vecchio scudo della dinastia di Dreux inserito nell'araldica bretone con l'arrivo di Piero Malclerico ne 1213.
- La nuova bandiera bretone è detta Gwen ha Du (letteralmente "bianco e nero"). È stata realizzata da Morvan Marchal nel 1923; le sue 5 striscie nere rappresentano i 5 antichi vescovadi dell'Alta Bretagna: Rennes, Nantes, Dol, Saint-Malo e Saint-Brieuc. Le 4 strisce bianche simboleggiano, invece, i vescovadi della Bassa Bretagna: Léon, Cornouaille, Vannes e Tréguier. Le code d'ermellino evocano l'antico ducato, poiché questo piccolo animale era un simbolo del potere.
- L'ermellino è il simbolo della regione. Motto della Bretagna è: "Kentoc'h mervel evet bezañ saotret" ("Meglio la morte che la macchia" in italiano, "Plutôt la mort que la souillure" in francese). Per questo motivo, i duchi del XII secolo hanno scelto l'ermellino, emblema di purezza, per simboleggiare il loro potere. Questa mascotte è talmente popolare che la riprende anche Gilles Servat in una sua canzone:"'La voilà la blanche hermine, vive la mouette et l'ajonc..."Ecco il bianco ermellino, viva il gabbiano e la ginestra...").
- Un altro simbolo molto amato è il triskel, antico simbolo solare celtico a tre gambe. Il termine viene dal greco triskeles (che significa letteralmente "tre gambe"). Il triskel è un elemento decorativo molto diffuso che si presenta come una croce girevole a tre braccia o spirali, che probabilmente evocano lo scorrere delle stagioni. Oggi si ritrova questo emblema nelle vetrate di alcune chiese, ma anche su braccialetti, gioielli, magliette e persino come tatuaggio.
[modifica] Clima
Il clima della Bretagna è influenzato in maniera molto consistente dall'oceano atlantico, con le sue correnti (corrente del golfo in primis), i venti occidentali e le veloci perturbazioni in arrivo dal continente artico e nordamericano; tutto questo determina una gran quantità di precipitazioni (sprattutto sull'estremità occidentale) e temperature miti durante tutto l'arco dell'anno, nonostante l'elevata latitudine.
Confrontando Brest (clima atlantico) con Strasburgo (clima continentale) poste alla stessa latitudine si può notare un'escursione termica molto più accentuata nella seconda località (1,5 gradi di media a gennaio e 24 gradi di media a luglio contro i 6,6 e 16,6 di Brest).
Medie mensili di Brest, la città più interessante dal punto di vista climatico
| Mese | T-min °C | T-max °C | Precipit.(mm) |
| Gen | 4,1 | 9,1 | 138 |
| Feb | 4,2 | 9,4 | 116 |
| Mar | 5,1 | 11,0 | 98 |
| Apr | 5,8 | 12,5 | 82 |
| Mag | 8,5 | 15,6 | 73 |
| Giu | 10,8 | 18,1 | 56 |
| Lug | 12,8 | 20,4 | 51 |
| Ago | 13,0 | 20,6 | 60 |
| Set | 11,4 | 18,7 | 89 |
| Ott | 9,3 | 15,3 | 119 |
| Nov | 6,5 | 11,9 | 121 |
| Dic | 5,2 | 10,0 | 142 |
| località (zona) | primavera | estate | aAutunno | inverno |
| Brest (ovest) | 38 | 27 | 42 | 50 |
| St.Brieuc (nord) | 45 | 23 | 39 | 44 |
| Nantes (sud) | 31 | 21 | 32 | 37 |
| Rennes (est) | 30 | 21 | 30 | 35 |
È proprio la Corrente del Golfo che favorisce il clima oceanico, mite e mutevole che caratterizza la Bretagna, così che l'inverno non è mai troppo rigido e la primavera è precoce. Il sole è presente mediamente più di 2.000 ore l'anno da Lorient a Pornic, grazie all'influsso dell'alta pressione delle Azzorre. Inoltre, nel Morbihan, si dice che nel Golfo il tempo è sempre bello e non è raro che si senta dire al capitano della vedetta che collega all'arcipelago di Glénan di portare la crema solare anche se l'orizzonte è tenebroso a Bénodet: le maree e le brezze marine creano, infatti, dei microclimi attivi che d'estate raggiungono isole e penisole.
[modifica] Natura e paesaggio
Il paesaggio bretone cambia ad ogni momento, alternando forza e fragilità e offrendo scorci suggestivi. Lungo la costa, le scogliere selvagge a picco sul mare cedono il passo alle curve arrotondate delle dune. Quando la landa si inclina verso valle, si possono ammirare scarpate caratterizzate dal bocage, tipico paesaggio rurale che connota la Francia del nord.
Nell'immaginario collettivo, la Bretagna è spesso collegata alle rocce scoscese che sfidano la schiuma impetuosa delle onde del mare. A Cap de la Chèvre, sulla penisola di Crozon, all'estremo ovest del Finistère, le scogliere raggiungono i 100 metri d'altezza e permettono di godere di un panorama mozzafiato sul mare blu intenso, che si infrange sulle scogliere di un bianco scintillante.
Le dune bretoni, con la loro sabbia bianca, accarezzata da un mare trasparente e sulle quali risplendono conchiglie di madreperla, regalano un paesaggio di delicata bellezza. Gli sparti pungenti ospitano cardi blu e vilucchi. Ad esempio, è possibile ammirare tale scenario nella baia d'Audierne, nelle dune d'Erdeven o a Keramma.
Imperdibili sono i cambiamenti delle baie, grazie al fenomeno delle maree: un piccolo mare con l'alta marea diviene, con la bassa marea, una superficie lunare costellata di rocce e alghe.
Un altro paesaggio di grande fascino e mistero è quello della landa, con le sue creste rocciose che si ergono tra gli ori e le rose del tappeto di vegetazione e dove si muovono donnole e falchi gheppi. Se le lande dei Monts d'Arréeo del litorale sono di origine naturale, quelle di Lanvaux e Paimpont traggono origine dal lavoro dei contadini.
Grazie alla varietà dei paesaggi, al passaggio di rotte migratorie e alla dolcezza dei microclimi, la Bretagna presenta una straordinaria ricchezza di flora e di fauna. Ginestre e ginestroni fioriscono ad ogni angolo e con i loro fiori gialli spiccano nel fucsia della brughiera. Altro eblema della regione è l'ortensia, ma si possono ammirare anche rare specie protette come il narciso di Glénan, la drosera dei Monts d'Arrée, l'eringio marino o il cardo blu con fiori stellati. Altre specie si insinuano tra il granito, spruzzato dalla schiuma delle onde: licheni, armerie, spergularie dai fiori rosa, cavoli selvaggi dai fiori gialli.
I gabbiani, in tutte le loro varietà, sorvolano gli scogli e dominano il cielo: il gabbiano tridattilo con le sue ali dalla punta nera, il grande gabbiano marino, il gabbiano argentato; è possibile scorgere anche l'imponente sula o il cormorano upupa.
Nel Mare d'Iroise è possibile avvistare delfini che seguono danzando le onde, mentre la foca grigia risiede alle Sept-îles o a Molène. La battigia, lasciata scoperta dalla bassa marea, regala ai pescatori vongole, pervinche, gamberetti e piccoli granchi.
Ma vero e proprio simbolo della Bretagna è l'ermellino, le cui code sono rappresentate persino sulla bandiera; nonostante sia spesso raffigurato come bianco, nella realtà del clima regionale, l'ermellino non lascia quasi mai il suo mantello bruno. Il pennello di peli neri della coda lo distingue dalla donnola, anche presente in questi luoghi.
[modifica] Gastronomia
La cucina bretone trae la sua ispirazione dai territori e dai merroirs (dalla fusione dei termini francesi mer e terroirs), i territori marittimi. Ingredienti base di questa cucina autentica sono il latte, trasformato in burro salato, il pesce (in particolare i frutti di mare) e il grano saraceno.
Veri e propri piatti tipici sulle tavole bretoni, le crêpes di frumento si gustano dolci, mentre le galettes, o crêpes di grano saraceno, si mangiano in versione salata. Per realizzare queste krampouezh, il termine bretone per denominare le crêpes, in modo tale che risultino sottili e croccanti, è necessario un sapiente gesto della mano sulla pilig o galetière (la piastra per galettes).
Durante la Fête de la Crêpe di Gourin, che giunge nel 2012 alla XX edizione, molte crêperies si contendono il titolo di campione.
Il marchio di qualità Crêperies gourmandes, primo marchio ufficiale delle crêperies bretoni, ricompensa tutti coloro che si distinguono nella preparazione di crêpes e galettes per la scelta d'ingredienti regionali e la realizzazione di prodotti di qualità, per l'eccellenza del servizio, l'ambiente del ristorante e la pulizia dei locali. Le crêperies certificate sono regolarmente visitate da mistery clients che vigilano sul rispetto dei parametri di qualità.
Ideale per accompagnare la degustazione delle crêpes è il sidro, bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione dei frutti di alcune piante della sottofamiglia delle Pomoidee (mele, pere, mele cotogne). In Bretagna, la produzione di sidro ha raggiunto una tale qualità che in Cornovaglia è divenuto DOC.
I frutti di mare sono un elemento immancabile della cucina bretone: scampi, grancevole, granchi, vongole, gamberetti e lumache di mare, ma soprattutto le ostriche, vero e proprio fiore all'occhiello della gastronomia della regione. Da apprezzare più o meno iodate, al gusto di nocciola più o meno deciso, nella variante piatta del Belon, provenienti dal Cancale o dai mari del Quiberon... Le ostriche vanno degustate con semplicità, accompagnate da semplice pane imburrato e un buon bicchiere di Muscadet.
Tra i dolci, una vera e propria delizia è il kouign-amann, che significa letteralmente "dolce al burro": farina, zucchero e soprattutto tantissimo burro! Leggermente riscaldato, questo dolce è una vera e propria delizia per il palato, soprattutto se gustato nelle pasticcerie di Locronan e Douarnenez.
== festival ed eventi
La Bretagna è rinomata per i suoi festival, cha animano la regione, soprattutto d'estate, costituendo un vero e proprio esempio di fusione tra antiche tradizioni e modernità.
Celebre è il Festival interceltico di Lorient: dal 1971, ogni mese d'agosto oltre 700.000 amanti della musica celtica animano il comune di Lorient,partecipando alla grande parata e assaporando la magica notte dello stadio Moustoir e del porto. Circa 200 spettacoli e 5.000 artisti in programma per uno spettacolo apprezzato tanto da autoctoni, con il kilt di circostanza, che da turisti di passaggio. L'atmosfera è riscaldata dai pibroch (musica per cornanusa) e dal suono dei biniou e delle gaite.
Un altro festival che rimanda alle antiche tradizioni è il Festival des Filets bleus di Concarneau, la sfilata con le catatteristiche reti da pesca azzurre. Inizialmente nato come evento per esprimere solidarietà ai marinai vittime della crisi del pesce, ben presto la festa del diparimento del Finistère è cresciuta via via d'importanza, fino a divenire un elemento di rilievo per la tradizione bretone. In agosto la gente accorre a Concarneau per assistere alla sfilata, scoprire i segreti della lotta bretone e muovere i primi passi di danza celtica.
Il comune di Quimper ospita, nel mese di luglio, il Festival de Cornouaille: si tratta di un grande evento che affonda le sue radici nel lontano 1923 e che ancora attira molti visitatori (circa 250.000 per edizione). Il centro storico della città è animato da concerti, attività ricreative, bagaud di celti e danze tradizionali. La kermesse ha ospitato concerti di artisti del calibro dei Simple Minds, di Joan Baez e di Cesária Évora.
La Bretagna è non solo terra di antiche tradizioni, ma anche di modernità. Ad esempio, ogni inverno i Transmusicales di Rennes preannunciano, da oltre trent'anni, le tendenze musicali di domani. Qui si è consacrata la fama di artisti come i Portishead, i Nirvana, Ben Harper e, in tempi più recenti, di Kate Nash, dei The Dø e dei Ting Tings.
L'estate di Saint-Malo ospita, invece, la Route du Rock , un festival interamente dedicato ai devoti della causa del britpop e del rock anglosassone. Dal 1993 e dal concerto di un gruppo di sconosciuti venuti da Oxford, i Radiohead, la Route du Rock non ha più rinnegato la sua passione per la musica indie.
Molti altri sono i festival che animano varie località della Bretagna nel corso dell'anno. Tra gli altri, vi sono il Festival du film britannique di Dinard, il Festival Panoramas di Morlaix e l'Art Rock di Saint-Brieuc.
[modifica] Trasporti
[modifica] In auto
La Bretagna è dotata di un servizio stradale formato da due assi principali che la mettono in comunicazione con il nord e il sud, l’autostrada des Estuaires ( A 84 e A 83), e in provenienza da est c’è l’autostrada Oceane (A11). Appena varcati i confini della regione, si entra nella rete stradale bretone, interamente gratuita.
Arrivando dall'Italia, Milano dista da Rennes circa 1154 Km. Si prende la A4-A5 per Aosta-traforo del monte Bianco, poi la A40 per Macon, la A6 fino a Joigny, la N60 per Orléans, la A10 per Chartres, la A11 per Le Mans e, infine, la A81 per Rennes.
[modifica] In treno
La Bretagna può essere raggiunta in treno con il TGV, il treno ad alta velocità francese, che si può prendere dall'aeroporto Charles de Gaulle oppure dalla stazione di Parigi Montparnasse. Da Parigi si impiegano circa 2 ore per raggiungere Rennes (tre ore partendo da Charles de Gaulle), 4 ore per Brest e Quimper (se si parte da Charles de Gaulle bisogna cambiare a Rennes).
Se si prenotano i biglietti con largo anticipo, on-line o presso il rivenditore più vicino, si può beneficiare di tariffe molto convenienti.
[modifica] In aereo
Si può raggiungere la Bretagna con voli Air France-KLM, in partenza dalle principali città italiane, con scalo a Lione e arrivo a Rennes, Quimper e Brest. Con Air France-KLM c'è anche possibilità di un volo diretto da Milano Malpensa a Nantes.
[modifica] Curiosità
- Il nome bretone di Bretagna è Breizh
- Sebbene Mont Saint-Michel si trovi giuridicamente in Normandia nel dipartimento della Manica (Manche), è spesso considerato dai Bretoni come parte del proprio patrimonio turistico; molte guide turistiche inoltre avallano questa ipotesi introducendo tale località all'interno delle sezioni dedicate alla Bretagna. Storicamente, fu bretone dal 874 al 911 e forse sino al 1005/1010. Conquistato allora dai Normanni, rimase normanno poi francese malgrado qualche breve conquiste senza seguito (1204, 1415, 145, 146). Una leggenda dice: che in un giorno di follia il Cuenon (riviera accanto a Mont St Michel) mise il Monte in Normandia
- Il fenomeno delle maree: le coste bretoni sono caratterizzate dal fenomeno dell'alta e bassa marea: le maree sono moti periodici di ampie masse d'acqua che si innalzano e abbassano fino a 10-15 metri. Si tratta dell'attrazione gravitazionale esercitata sulla Terra dalla Luna. E' un fenomeno che rende i luoghi bretoni affascinanti: la scena tipica in bassa marea è vedere le barche a secco nel mare.
- La leggenda di mago Merlino:la foresta di Broceliande in Bretagna è uno dei luoghi leggendari del ciclo bretone. Si dice che la Dama del lago vi imprigiono' mago Merlino, ancora oggi questi luoghi svelano i misteri dell'antica leggenda.
- L'isola di Belle Île, la più grande delle isole bretoni, è situata a 14 km dalla punta di Quiberon e rappresenta un esempio unico della bellezza del paesaggio bretone, con le sue scogliere scoscese, le spiagge tranquille, i piccoli porti variopinti e la campagna verdeggiante. Da scoprire il porto di Palais, la cittadina di Vaubon, il panorama di Port-Coton e Port-Goulphar, le spiagge di Bordadoué e di Grands-Sables e il porto di Sauzon, con gli animati caffé e ristoranti del molo. Poco distante, la Pointe des Poulains, rinomata per essere stata scelta da Sarah Bernhardt come luogo di residenza. La casa dell'attrice è visitabile dal 2007. Un elemento di curiosità: il percebes, raro crostaceo, la cui pesca è regolamentata, si trova solo in alcune regioni della costa atlantica,tra cui Belle Île. Da gustare freddo, come aperitivo: davvero delizioso!
- L'Île-de-Sein, una piccola isola di soli 1,8 km di lunghezza, a 8 km dalla Pointe du Raz, è un luogo straordinario e fuori dal tempo. Una terra sferzata dal vento e dalle onde, baciata da estati luminose, dove si è accolti dallo spirito indipendente e caloroso degli abitanti. Una volta sbarcati, colpiscono gli intonaci rosa, gialli e bluette del molo di Paimpolais, le case raggomitolate nelle stradine tortuose per ripararsi dal vento e i vicoli stretti. Oltre il porto, si estende la terra, talvolta sommersa dalle grandi maree e il faro, che sembra vegliare sulla deliziosa cappella di Saint-Corentin, che ospitava una statua del santo cui si volgevano i marinai, invocando il favore dei venti. Una nota d'interesse: gli abitanti dell'isola, coraggiosi e abituati a far fronte agli elementi naturali, si sono distinti notevolmente durante la Resistenza. Dopo la chiamata del 18 giugno 1940 del generale Charles de Gaulle, ben 150 uomini dell'isola lo raggiunsero, ovvero quasi un quarto dei primi volontari.
- Un vero e proprio paesaggio da cartolina è offerto dal porto di Doëlan, situato lungo il litorale sud della regione, una costa racchiusa tra gli allevamenti di ostriche del Belon e la tranquilla Laïta. Il porto, collocato in una ria stretta e profonda che offre un accogliente rifugio per pescatori e qualche diportista, è un piccolo gioiello, con i pescherecci variopinti, le chaumières in pietra, le pittoresche case bianche e i fari dai colori striati. Arrivando a Doëlan, le sinuose strade di campagna che conducono al porto offrono scorci su paesaggi di rara bellezza. Sulla riva sinistra, un faro bianco e verde si erge al di sopra di una cala lastricata e una dimora rosa indica l'antica sede del conservificio Capitaine Cook, azienda, specializzata nella produzione di conserve, che ora si è spostata a Clohars-Carnoët. Raggiungendo la riva destra nel tardo pomeriggio, si può scegleire la cena sui banchi che ospitano pesci e crostacei appena giunti a riva. In cima a una scalinata del porto, c'è una cooperativa marittima, dove si possono trovare, ad esempio, una vera blusa alla marinara, una rete per la pesca dei gamberetti o le esche per pescare i branzini.
- La cittadina di Roscoff, edificata su una penisola aperta sulla manica, è contemporaneamente porto e graziosa stazione balneare. Roscoff ha conosciuto prosperità grazie al commercio: tele, sale, legno e persino cipolle, esportate in Inghilterra durante il XIX secolo. Il legame con il Regno Unito è tutt'ora forte e alcune navi servono le coste inglesi (tutto l'anno) e irlandesi (da aprile a ottobre). Da non perdere è una visita alla chiesa gotica di Notre-Dame-de-Kroaz-Batz; nell'abitato, le case ornate di torrette e volute testimoniano gli antichi fasti della città. A Roscoff, nel 1899, è stato aperto il primo centro di talassoterapia di Francia, con il dott. Begot, specializzato nella cura dei reumatismi. A soli quindici minuti di traversata, è possibile raggiungere l'isola di Batz, con il suo clima mite e la sua vegetazione lussureggiante.
[modifica] Voci correlate
- Cornovaglia (Francia)
- Pays Bigouden
- Parco botanico dell'Alta Bretagna
- Menhir
- Dolmen
- Allineamenti di Carnac
- Grande menhir spezzato di Locmariaquer
- Menhir di Saint-Uzec
- La Roche-aux-Fées
- Complessi parrocchiali della Bretagna
- Castello dei duchi di Bretagna
- Palazzo del Parlamento di Bretagna
- Malouinière
- Barzaz Breiz
- Fest-noz
- Pardon (processione)
- Tro Breizh
- Cartulario di Landévennec
- Costa di Granito Rosa
- Côte d'Émeraude
- Biniou
- An Dro
- Gavotta
- Sei nazioni celtiche
- Kouign amann
- Maiolica di Quimper
- Tro-Bro Léon
- Rocce scolpite di Rothéneuf
- Brittany
[modifica] Altri progetti
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Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Bretagna»
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale in lingua italiana sul turismo in Bretagna
- Sito ufficiale in lingua italiana del turismo francese
- Guida turistica alla Bretagna
- Guida della Bretagna in italiano
- Giro della Bretagna in fotografie