Mont Saint-Michel

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Mont Saint-Michel
MtStMichel avion.jpg
Geografia fisica
Localizzazione La Manica
Coordinate 48°38′10″N 1°30′40″W / 48.636111°N 1.511111°W48.636111; -1.511111Coordinate: 48°38′10″N 1°30′40″W / 48.636111°N 1.511111°W48.636111; -1.511111
Altitudine massima 92 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Francia Francia
Regione Bassa Normandia
Dipartimento Manica
Arrondissement Avranches
Cantone Pontorson
Comune Le Mont-Saint-Michel
Centro principale Le Mont-Saint-Michel
Demografia
Abitanti 42 (2008)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Mont Saint-Michel

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voci di isole della Francia presenti su Wikipedia
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Mont Saint-Michel
(EN) Mont Saint-Michel
Mont Saint-Michel en gros plan.jpg
Tipo Architettonico, paesaggistico
Criterio C (i) (iii) (vi)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1979
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
veduta aerea dell'isola con l'effetto delle maree

Il Mont Saint-Michel (in bretone Bae Menez-Mikael, in normanno Mont Saint Miché) è un isolotto tidale situato presso la costa settentrionale della Francia, dove sfocia il fiume Couesnon.

Sull'isolotto venne costruito un santuario in onore di San Michele Arcangelo, il cui nome originario era Mons Sancti Michaeli in periculo mari (in latino) o Mont Saint-Michel au péril de la mer (in francese: in italiano, letteralmente, "Monte San Michele al pericolo del mare").

Attualmente il Mont Saint-Michel costituisce il centro naturale del comune di Le Mont-Saint-Michel (dipartimento della Manica, regione amministrativa della Bassa Normandia appartenente al cantone di Pontorson). Un trattino permette di differenziare tra il comune e l'isolotto: secondo la nomenclatura ufficiale dell'INSEE l'unità amministrativa si chiama (Le) Mont-Saint-Michel, mentre l'isolotto è chiamato Mont Saint-Michel.

La notevole architettura del santuario e la baia nel quale l'isolotto sorge con le sue maree ne fanno il sito turistico più frequentato della Normandia e uno dei primi dell'intera Francia, con circa 3.200.000 visitatori ogni anno. Numerosi immobili che vi sorgono sono individualmente classificati come monumenti storici e l'intero sito è nel suo insieme classificato come tale dal 1862. Dal 1979 fa parte dei Patrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO.

Nel secolo scorso venivano estratti 500 000 metri cubi all’ anno di sabbie calcaree.

I sedimenti inferiori sono costituiti dai detriti dei fiumi Sée, Sélune e Couesnon, che sfociano nella baia; i sedimenti in superficie si trovano tra terra e mare. Questa zona è ricca di strati di torba alternati a sabbia calcarea (gusci di conchiglie tritati).

Durante la marea la diga costruita nel 1879 viene sommersa insieme alla strada.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Galli[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi del Mont Saint-Michel la foresta di Scissy, allora non ancora invasa dal mare, era sede di due tribù celtiche, che utilizzavano la roccia per i culti druidici. Secondo l'abate Gilles Deric, uno storico bretone del XVIII secolo, il santuario era dedicato a Beleno, il dio gallico del Sole (Mons vel tumba Beleni, ossia "Monte o tomba di Beleno").

I Romani[modifica | modifica wikitesto]

L'arrivo dei Romani vide la costruzione di nuove strade che percorrevano l'intera Armorica: una di queste, che collegava Dol a Fanafmers (Saint-Pair) passava ad ovest del Mons Belenus ("Monte Beleno"). Man mano che le acque avanzavano fu progressivamente spostata verso est, fino a fondersi con la via che passava per Avranches.

Inizio dell'era cristiana[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Mont Saint Michel alla fine del X secolo (incisione del 1910 di Paul Gout).

Il Cristianesimo fece la sua comparsa in Armorica nei dintorni del IV secolo e un primo oratorio dedicato a Santo Stefano, il primo martire cristiano, sorse a mezza altezza del monte, a cui ne seguì un secondo in onore di San Sinforiano, primo martire dei Galli, ai piedi della roccia. Vegliavano sui luoghi degli eremiti, sotto la tutela del curato di Astériac (Beauvoir); il monaco irlandese San Colombano evangelizzatore d'Europa, attorno al 590 avrebbe pregato nell'oratorio di Santo Stefano nel cammino destinato a condurlo a Luxeuil ed infine a Bobbio.

Secondo la leggenda l'arcangelo Michele apparve nel 709 al vescovo di Avranches, sant'Auberto, chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia. Il vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché San Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di Sant'Auberto con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches.

Venne quindi sistemato un primo oratorio in una grotta e la precedente denominazione di Mont-Tombe fu sostituita con quella già citata di Mont-Saint-Michel-au-péril-de-la-Mer.

L'abbazia benedettina[modifica | modifica wikitesto]

I conti di Rouen, poi duchi di Normandia dotarono riccamente i religiosi che le precedenti incursioni dei Normanni avevano fatto fuggire. Il Mont Saint-Michel aveva inoltre acquisito valore strategico con l'annessione al ducato di Normandia della penisola del Cotentin nel 933, venendosi a trovare al confine con il ducato di Bretagna.

Il duca Riccardo I (943-996) nel corso dei suoi pellegrinaggi al santuario rimase indignato dal lassismo dei canonici, che delegavano il culto a clerici salariati, e ottenne dal papa Giovanni XIII una bolla che gli dava l'autorità di riportare l'ordine nel monastero e fondò una nuova abbazia benedettina nel 966, con monaci provenienti da Saint Wandrille (abbazia di Fontenelle).

La ricchezza e la potenza di questa abbazia e il suo prestigio come centro di pellegrinaggio durarono fino al periodo della riforma protestante. Un villaggio si sviluppò ai piedi del santuario per dare accoglienza ai pellegrini. L'abbazia continuò a ricevere doni dai duchi di Normandia e quindi dai re di Francia.

Durante la guerra dei cent'anni l'abbazia si fortificò contro gli inglesi con una nuova cinta muraria che circondò anche la cittadina sottostante.

A partire dal 1523 l'abate fu nominato direttamente dal re di Francia e fu spesso un laico che godeva delle rendite abbaziali. Nell'abbazia fu installata una prigione e il monastero si spopolò, anche in seguito alle guerre di religione. Nel 1622 il monastero passò ai benedettini della congregazione di San Mauro (mauristi) che fondarono una scuola, ma si occuparono poco della manutenzione degli edifici.

L'abbandono e la rinascita dopo la rivoluzione francese[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1791, in seguito alla rivoluzione francese gli ultimi monaci furono cacciati dall'abbazia, che divenne una prigione: vi furono incarcerati a partire dal 1793 più di 300 sacerdoti che rifiutavano la nuova costituzione civile del clero.

Nel 1794 un dispositivo telegrafico ottico (sistema di Chappe), fu installato sulla sommità del campanile e il Mont Saint Michel fu inserito nella linea telegrafica tra Parigi e Brest.

L'architetto Eugène Viollet-le-Duc visitò la prigione nel 1835. In seguito alle proteste per la detenzione dei socialisti Martin Bernard, Armand Barbès e Auguste Blanqui. La prigione fu chiusa nel 1863 per decreto imperiale. L'abbazia passò quindi sotto il vescovo di Coutances. In occasione del millenario della fondazione, nel 1966, una piccola comunità monastica si è nuovamente insediata nell'abbazia.

L'abbazia[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia benedettina fu edificata a partire dal X secolo con parti giustapposte che si sono sovrapposte le une alle altre negli stili che vanno dal carolingio al romanico al gotico flamboyant. I diversi edifici necessari alle attività del monastero benedettino sono stati inseriti nello spazio angusto a disposizione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abbazia di Mont-Saint-Michel.

Il culto di san Michele[modifica | modifica wikitesto]

Il culto di San Michele Arcangelo, ampiamente diffuso in tutta Europa fin dall'antichità, ha fatto di Mont Saint-Michel una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità.

Il Mont Saint-Michel è uno dei tre maggiori luoghi di culto europei intitolati a San Michele Arcangelo, insieme alla Sacra di San Michele in val di Susa, e al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano.

La cittadina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Le Mont-Saint-Michel.

La cittadina sorta sulle pendici della roccia sotto l'abbazia si articola intorno all'unica strada della Grande Rue, che sale al santuario girando intorno alla roccia.

Vi si accede attraverso tre porte, la porte del l'Avancée, la porte du Boulevard e la porte du Roi.

Geografia e dintorni[modifica | modifica wikitesto]

Il Mont Saint-Michel si colloca a 48°38'10" di latitudine nord e a 1°30'40" di longitudine ovest, nella baia che ne prende il nome e che si apre sull'oceano Atlantico. L'isolotto ha circa 960 m di circonferenza e una superficie di circa 7 ettari. La roccia, una formazione granitica, si eleva ad un'altezza di 92 m sul livello del mare, ma con la statua di San Michele collocata in cima alla guglia della chiesa abbaziale, raggiunge l'altitudine di 170 metri.

La foresta di Scissy e l'invasione del mare[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca dei Galli il Mont Saint-Michel, come anche la roccia di Tombelaine, sorgevano all'interno della foresta di Scissy e la riva si estendeva ancora fino a oltre 48 km più lontano, inglobando le isole Chausey. A partire dal III secolo il livello del suolo si abbassò progressivamente, e il mare inghiottì lentamente la foresta: secondo un manoscritto del XV secolo una marea equinoziale particolarmente violenta nel 709 diede il colpo di grazia alla foresta.

Le maree[modifica | modifica wikitesto]

La baia in cui sorge l'isolotto roccioso è soggetta al fenomeno delle sabbie mobili, descritte da Victor Hugo, ma è soprattutto nota per l'eccezionale ampiezza delle maree (circa 14 metri di dislivello) che, anche a causa dell'andamento piatto, montano con grande rapidità (si dice con la velocità di un cavallo al galoppo): questo ha causato talvolta annegamenti e più di frequente disagi per le automobili lasciate parcheggiate troppo a lungo nelle parti più basse. Le maree della baia hanno molto contribuito all'inespugnabilità del monte, rendendolo accessibile al minimo della bassa marea (via terra) o al massimo dell'alta marea (via mare).

La diga di accesso al Mont Saint-Michel, costruita nel 1880, trattiene la sabbia e aggrava l'insabbiamento della baia, rischiando di far perdere alla roccia la natura di isola: per impedirlo è stata prevista la sua sostituzione con passerelle sospese. Secondo alcuni calcoli il Monte, senza interventi, si sarebbe ritrovato di fatto annesso alla terraferma attorno al 2.040.

Il 22 luglio 2014, è il giorno dell'inaugurazione del ponte-passerella, la struttura che ha sostituito la digue-route e che consentirà al promontorio-abbazia di ritrovare il suo "carattere marittimo". L'operazione è costata circa 180 milioni di euro e si è sviluppata nell'arco di sei anni. La passerella sarà per la prima volta percorribile, per il momento dai soli pedoni. Gli autobus-navetta continueranno fino ad ottobre a percorrere la vecchia diga-strada: l'apertura totale (anche ai ciclisti) è fissata a ottobre 2014, data dalla quale verrà definitivamente smantellata la stessa digue route.

La costa[modifica | modifica wikitesto]

Sulla costa delle sistemazioni con dighe dell'epoca della duchessa Anna di Bretagna hanno permesso di conquistare al mare terre per l'agricoltura e l'allevamento. In particolare ancora oggi si allevano ovini i moutons de pré-salé (montoni del prato salato), le cui carni a causa dei pascoli salmastri acquistano un sapore particolare.

Il materiale alluvionale dei fiumi, continuamente movimentato dal flusso e reflusso delle maree, mescolato alle conchiglie frantumate, dà origine alla tangue, un ricco fertilizzante che fu a lungo utilizzato dai contadini della regione per concimare il suolo.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Germain Bazin, Le Mont Saint-Michel. Préface de Marcel Aubert, Parigi, Picard, 1933.
  • (FR) Louis Blondel, Notice historique du Mont-St.-Michel et de Tombelaine. Avranches, Le Court, 1816.
  • (FR) Édouard Corroyer, Description de l'Abbaye du Mont Saint-Michel et de ses Abords. Précédée d'une Notice historique. Parigi, Dumoulin, 1877.
  • (FR) Paul Gout, Le Mont-Saint-Michel. Histoire de l'abbaye et de la ville. Étude archéologique et architecturale des monuments. Parigi, Armand Colin, 1910.
  • (FR) Edouard Le Hericher, Histoire et description du Mont-Saint-Michel. Avranches Anfray, 1850.
  • (FR) Maximilien Raoul, Histoire pittoresque du Mont Saint-Michel et de Tombelaine. Lincy, Parigi, Librairie A. Ledoux, 1834.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

I tre maggiori luoghi di culto europei intitolati a san Michele Arcangelo citati sopra (la Sacra di San Michele in val di Susa e il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano) si trovano a circa 790 chilometri di distanza l'uno dall'altro, per la precisione 770 e 790 km, allineati approssimativamente con Gerusalemme.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Distance direction calculating between two location on the planet directly on the map

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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