Battaglia di Roncisvalle
| Battaglia di Roncisvalle Parte della Reconquista
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| Data | 15 agosto 778 | ||
| Luogo | Sconosciuto. Probabilmente non lontano dal porto di Ibañeta, vicino Roncisvalle, Pirenei. | ||
| Esito | Sconfitta dei Franchi. | ||
| Modifiche territoriali | nessuno | ||
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La battaglia di Roncisvalle (778 d.C.), sebbene ricordata come una delle più celebri battaglie condotte da Carlo Magno, re dei franchi, in realtà non andrebbe considerata come una vera e propria battaglia e si discute anche se possa essere considerata come un episodio della Reconquista spagnola, visto che questa fu portata avanti dalle popolazioni iberiche di religione cristiana, mentre Roncisvalle fece parte di quelle operazioni militari con cui Carlo Magno cercò di ampliare il suo impero.
Questo scontro fu infatti un episodio bellico anomalo, amplificato in Occidente dalle chansons des gestes composte dai trovatori, che eternarono così sia il mito di un grande sovrano che espressamente si richiamava ai valori della fede cristiana e che se ne proclamava come il migliore e il più autorevole difensore sia il mito dell'eroe leale e impavido (il paladino Orlando) e del traditore pronto a vanificarne gli sforzi (Gano di Maganza).
Indice |
[modifica] L'episodio storico
Il fatto si svolse in appendice al fallito tentativo dell'imperatore franco di proporsi come difensore dei cristiani spagnoli che vivevano sotto il giogo politico degli emiri musulmani omayyadi di al-Andalus.
Attraversati i Pirenei, Carlo conquistò Pamplona e Barcellona, e poi assediò Saragozza, ma ciò non portò dalla sua parte i cristiani locali (come egli aveva invece sperato), perché costoro si sentivano assai più garantiti per le loro liturgie e la loro qualità di vita dall'indifferente tolleranza dei musulmani spagnoli, temendone inoltre - sia pur in misura minore - le ritorsioni. Alla notizia di un'insurrezione dei sassoni, sottomessi da poco, Carlo si mise di nuovo in marcia per rientrare in patria, lasciando Orlando e la guardia reale con il bottino ottenuto durante la campagna militare, valicando col suo esercito le gole pirenaiche di Roncisvalle. Le locali popolazioni basche - in parte cristiane ma in gran parte ancora pagane - che all'arrivo dell'imperatore gli avevano fatto atto di omaggio, non si fecero però sfuggire il 15 agosto l'occasione per aggredire la sua retroguardia (che fu annientata) e depredarne gli averi e i carriaggi.
Nell'imboscata caddero il conte-palatino Anselmo, il siniscalco Eginardo (o Aggiardo) e il conte-palatino Rolando (Orlando), duca della Marca di Bretagna.
La battaglia iniziò nel tardo pomeriggio di Sabato 15 agosto 778 d.C. per arrestarsi al calar del sole e per terminare l’indomani col totale annientamento della retroguardia dell’esercito franco e la rapina dell’intero bottino che i Franchi avevano conseguito a Barcellona ed a Pamplona. Circa il luogo esatto ove l’evento accadde, regna l’incertezza assoluta. Sicuramente non avvenne lungo l’attuale strada che valica il passo pirenaico, perché - al tempo in cui si svolse l’attacco – essa non era ancora stata realizzata. Le uniche strade possibili di collegamento tra il territorio franco e la Spagna erano le strade costruite secoli prima dai romani. Nell’area degli Alti Pirenei, dalle regioni della Navarra e dell’Aragona in direzione della Catalogna le strade romane – tuttora esistenti – erano diverse.
- La prima è la “Via ab Asturica ad Burdigalam” che partiva da Castra Legiones (l’attuale León) e terminava a Benearnum (attuale città francese di Béarn) prima di inserirsi nella strada che portava a Burdigala (attuale Bordeaux): nota anche come “Strada Napoleonica”, essa attraversa il passo, ma non segue il tracciato della strada moderna in quanto non passa per Ibaineta. Essa si colloca più ad est dell’attuale moderna via di comunicazione, ed attraversa i passi di Lepoeder e di Bentartea, presso la città di Aezkoa, in una serie di angusti tornanti sovrastati dal Monte Urkuilu, il luogo ideale per imboscate e per la guerriglia, anche contro un potente esercito che non trova spazio per potersi dispiegare. A favore di questa localizzazione sta il fatto che l’esercito franco prima partì da Saragozza e poi giunse a Pamplona, attraversata proprio da questa via.
- Un'altra strada romana che transita per questa regione è la “Via Cæsar Augusta”: essa valica il passo di Selva de Oza, attraverso la Valle dell’Hecho, giusto al confine tra Aragona e Navarra. Essa inizia da Cæsaraugusta (la moderna Saragozza) e s’innesta nella via precedente. Anche questa potrebbe esser stata la via di ritirata dell’esercito di Carlo Magno dalla Spagna più per motivi geografici. Nelle descrizioni coeve od appena successive allo svolgimento dei fatti in questione, si descrive il luogo dello scontro come un sentiero costeggiato da burroni abbastanza largo per far transitare in colonna un esercito, con dirupi dai quali è facile tendere imboscate all’esercito che marcia. Rispetto al Passo di Roncesvalle questa località dista circa una trentina di kilometri.
[modifica] La leggenda
Col tempo questo scontro marginale fu trasfigurato e reso immortale dai poeti: i baschi furono trasformati in un'orda di 400.000 saraceni e la battaglia divenne uno dei più grandi e importanti scontri tra cristiani e musulmani. Nell'XI secolo la tradizione orale su questo scontro fu codificata nell'opera poetica, scritta da un anonimo troviero e conosciuta col nome di Chanson de Roland. La fama di Orlando e della battaglia di Roncisvalle era così stata resa immortale.
[modifica] I testi
Alcuni testi del periodo medievale tramandano in vario modo la storia di Roncisvalle; tra questi citiamo:
- Testi latini:
- Eginardo, Vita Karoli Magni Imperatoris (Vita di Carlo Magno imperatore) [1] (da The Latin Library), biografia della vita dell'imperatore che allude anche alla battaglia ma senza citarne il luogo; l'epitaffio del siniscalco Eggihard, citato in questo testo, permette di datare la battaglia.
- Nota emilianense, glossa a un manoscritto del 1070-1075 che nomina il luogo (Rozaballes) e sei pari morti nella battaglia, i cui nomi sono già leggendari (Orlando, Oliviero, Turpino, Guglielmo d'Orange, Bertran e Uggieri il Danese).
- Testi oitanici:
- Turoldo?, Chanson de Roland, seconda metà dell'XI secolo, poema epico in lasse di decasillabi.
- Galien le restoré, XIII secolo, poema in lasse di alessandrini.
- Testi occitanici:
- Ronsasvals, 1398, e sullo stesso manoscritto Rollan a Saragossa.
- Cronaca dello pseudo-Turpino, XII secolo, in latino ma di cui conserviamo anche la versione in provenzale.
- Testi spagnoli:
- Cantar de Roncesvalles, XIII secolo, cantare scritto in lingua navarro-aragonese di cui si conserva solo un frammento di 100 versi, che corrisponde alla morte di Rinaldo.
- Numerosi romances, brevi poemi che focalizzano un unico momento della storia, in doppi ottosillabi assonanzati: cfr. per esempio Cantar de Bernardo del Carpio (Orlando è ucciso da Bernardo), Cantar de doña Alda (Orlando è il promesso sposo di Alda), Cantar de Gaiferos (Orlando è lo zio di Gaiferos).
- Testi italiani:
- L'Entrée d'Espagne, XIV secolo, canzone di gesta in lasse in lingua franco-italiana.
- La Spagna in rima, XIV secolo, cantare in ottave.
- La rotta di Roncisvalle, XIV secolo, altro cantare in ottave.
- Orlando, XIV secolo, altro cantare in ottave. La fine del unico manoscritto non è stata conservata.
- Li fatti di Spagna, testo in prosa scritto in dialetto veneto.
- La Spagna in prosa, romanzo in prosa inedito.
- Luigi Pulci, Morgante, 1478-1483.
Nei periodi successivi la fama di Orlando e delle sue gesta ha ispirato una quantità di testi letterari che ne riprendono la leggenda. Per citare testi italiani di grande merito artistico, ricordiamo l'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, e per i testi spagnoli citiamo il Don Chisciotte di Cervantes nel quale il pazzo Don Chisciotte si paragona spesso a Orlando (cfr. libro I, capitoli XXV e XXVI).
[modifica] Voci correlate
- Orlando
- Durlindana
- Breccia di Orlando
- Chanson de Roland
- Paladino
- Opera dei Pupi
- Carlo Magno
- Sacro Romano Impero
- Franchi
- Carolingi
- Alto Medioevo
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